
Unicredit, Deutsche Bank e Intesa San Paolo: sono le prime tre banche nella classifica dei 10 istituti di credito più coinvolti nel 2007 nell’export di armi.
Secondo la relazione annuale dell’Unità per le Autorizzazioni dei Materiali di Armamento del ministero degli Esteri (Uama) alla Presidenza del consiglio, le banche italiane l’anno scorso hanno fatto da intermediarie per un giro d’affari di 1 miliardo e 224 milioni di euro. Sui conti bancari di Unicredit sono transitati più di 183milioni di euro (pari al 14,96%) degli export autorizzati (in base alle legge 185 del 1990) dal Governo italiano alle imprese che producono armi. Dalla Deutsche Bank sono passati 173milioni di euro (14,20%) e da Intesa San Paolo oltre 144 milioni (11,81%).
Le altre banche armate sono: Citibank (84 milioni di euro, 6,86%), Banca Nazionale del Lavoro (63milioni, 5,21%), Abc International (58milioni, 4,74%), Cassa di Risparmio di Bologna (53 milioni, 4,38%), Bnp Paribas (48 milioni, 3,95%), Hsbc Bank (27milioni, 2,22%) e Commerz Bank (26milioni, 2,20%). Dalla relazione dell’Uama alla Presidenza del Consiglio emerge anche che fra i paesi, non Nato, in cui le aziende italiane hanno esportato più armi figurano Pakistan (471milioni di euro), Malaysia (119milioni di euro), Iraq (84milioni), Arabia Saudita (65milioni) e Libia (56milioni).
Nel 2007 l’export italiano di armi è stato pari a 2 miliardi e 369 milioni di euro (nel 2006 era pari a 2 miliardi e 192mila euro): solo il 53,3% verso paesi della Nato e dell’Unione europea.
Il rapporto del presidente del Consiglio sui ‘lineamenti di politica del governo in materia di esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento’ nel 2007 presentato a Palazzo Chigi mostra un aumento delle esportazioni di materiali di armamento, al netto delle operazioni Intergovernative, del 9,4%. Delle 1391 autorizzazioni all’esportazione, le 1037 definitive, “per le quali e’ previsto il corrispettivo regolamento finanziario”, sono pari a 2.369.006.383 di euro. Fra le esportazioni autorizzate emergono “l’importante commessa” verso il Pakistan (il 20% del totale pari a 471 milioni di euro) per sistemi di difesa antiaerea di punto e le commesse per pattugliatori ed artiglierie navali per la Turchia.
Fra gli esportatori primeggia, come volume finanziario, l’MBDA ITALIA con oltre il 18,49% , pari a circa 442,9 mln. di €, seguita da:
INTERMARINE con il 10,22%, pari a circa 244,8 mln. di €;
FINCANTIERI con il 7.99%, pari a circa 191,6 mln. di €;
AGUSTAWESTLAND con il 7,93%, pari a circa 190,0 mln. di €;
OTO MELARA con il 7,0%, pari a circa 167,65 mln. di €;
GALILEO AVIONICA con il 6,72%, pari a circa 160,99 mln. di €;
AVIO con il 5,97%, pari a circa 143,1 mln. di €;
IVECO con il 4,48%, pari a circa 107,3 mln. di €;
ALENIA AERMACCHI con il 3,98%, pari a circa 95,3 mln. di €;
ORIZZONTE Sist. Nav. con l’2,48%, pari a circa 59,4 mln. di €.
Per quanto attiene, invece, ai Paesi principali destinatari delle autorizzazioni alle esportazioni definitive di materiale d’armamento, il Pakistan si attesta nell’anno 2007 al primo posto con l’19,91%, pari a circa 471,6 mln. di € con 30 autorizzazioni, seguito da:
FINLANDIA con il 10,59%, pari 250,96 mln. di €;
TURCHIA con il 7,37%, pari a circa 174,57 mln. di €;
REGNO UNITO con al 5,98%, pari a 141,77 mln. di €;
STATI UNITI con il 5,81%, pari a circa 137,72 mln. di €;
AUSTRIA con il 5,05%, pari a 119,72 mln. di €;
MALAYSIA con il 5,04%, pari a 119,28 mln. di €;
SPAGNA con il 5,02%, pari a circa 118,84 mln. di €;
IRAQ con il 3,55%, pari a circa 84,0 mln. di €;
FRANCIA con il 3,48%, pari a 82,39 mln. di €. (DIRE)

La relazione completa è sul sito
www.governo.it/presidenza/ucpma
Aprile 15th, 2008 at 12:38
Ciao Marco,
le banche, la crescita, le elezioni…
Scherzare abbiamo scherzato, zio Silvio s’è preso quello che è di zio Silvio, l’Italia, adesso è finalmente tempo di divertirci per davvero facendo cose serie.
http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/04/15/libera-informazione-in-libero-stato/
Me lo permettete uno sfogo di due righe?
Nooo!!? Ma che cazzo volete il blog è mio! E’ o non è riconosciuta la proprietà privata? E’ o non è un mio diritto fare e dire quel che minchia voglio con le mie cose? E poi faccio quello che voglio perché io non sono per la democrazia, mangio i bambini! Che buona questa coscetta piena di ciccia!
Se non me lo permettete andate altrove, tanto non avete mica lo zio Silvio che vi risolve tutti i problemi? Finisco la scorta di coscette e mi sa che presto vengo ad invocarlo anch’io, lui tutto può! Hanno fatto quasi tutti così, potrò forse non farlo anch’io!!? Può anche regalarci Ronaldinho e la felicità!
Felicità vera, moderna! Mica quei ricordi vecchi coi buchi! Se vogliamo stare al passo coi tempi, la felicità è un surrogato della pubblicità. La vita moderna è Pubblicità, se non ti sai vendere, se non conosci il linguaggio e i mezzi sei out! Hai un vecchio ricordo della felicità che non fa rima con pubblicità? Cancellalo, buttalo, inceneriscilo! Non è al passo coi tempi, brutta merda nostalgica che non sei altro, butta, usa e getta!
Che tristezza però… Ma che paese siamo? Tra tutte le persone che conosco nessuno vota Berlusconi, eppure… non solo vince a mani basse ma si cancella anche la presenza politica della sinistra dal governo. In uno stato di lavoratori chi li tutela se non chi gli dà lavoro? Tutto molto logico no!!? L’identificazione del servo col padrone, e se lecchi bene e sei pronto a dare il culo per la carriera, tutto puoi! Anche diventare tu il padrone!
Cazzo se son rosso, sono talmente rosso che son verde! Torno alla mia coscetta… Aspettate un momento!
Di quello che lecca e regala le sue terga per far carriera abbiamo l’esempio più clamoroso della storia moderna, quanto meno italiana, davanti agli occhi no? Prima con la P2, poi coi socialisti, poi con la Lega, con la destra, con il centro. Un accordo di larghe intese.
Il problema, o il bello della cosa, è che non esiste l’idea, l’ideologia è vana, inesistente. E’ tutto suo senza un concetto alla base, esiste solo il business e l’interesse privato. Per questo è diverso dai tempi del Duce anche se il bel paese torna a destra, anche se è tutto suo. Lì c’era un’ideologia forte alla base, molto opinabile, ma rispettabile comunque. Avere un’idea è cosa rispettabilissima, finché essa stessa non diventa realtà abberrante, l’idea, intendo. In teoria l’idea è meglio avercela che non avercela. Qui, oggi, non c’è idea! C’è solo strategia e marketing per creare impresa, per questo non ho paura, o dovrei avercene di più?
Ho paura perché il mondo è un territorio di grande conquista per questa “cultura della non idea” e nel nome dell’impresa chissà quali e quanti scempi continueranno a fare. Lo sappiamo già: la TAV, il ponte sullo stretto, in una città invivibile quale Milano abbiamo anche la manna dell’EXPO 2015 che ci regalerà ancora più traffico, ancora più edifici e un’aria ancora più salutare. Faranno rigasificatori, e centrali nucleari. Cazzo io ho una paura della madonna di sto branco di pazzi! E scusatemi per la paura della madonna…
Si espanderanno le basi americane sul suolo italico. Continueremo a stare in zone di presidio e in zone di guerra, ad asportare, ohps esportare, la democrazia. Ho paura perché non ce ne rendiamo conto, o non tocca a noi capirlo, perché c’è il governo che ci pensa. Ho paura perché non c’è voce “ufficiale” tv e giornali, che ci informi davvero. ”La cultura della non idea” sono loro che ce l’hanno inculcata nel trentennio Berlusconiano.
E allora ho solo da dire una cosa prima di finire la mia coscetta, io il 25 aprile andro’ a votare. Libero di scegliere cosa. Felice, contento e incazzato perché l’informazione sia libera! Ripartiamo da qui e vediamo cosa succede…
Arcano Pennazzi
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