(Riccardo Petrella e la Carta di Firenze)
di Alex Zanotelli
Non avrei mai immaginato che il paese di Francesco d’ Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” diventasse la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua! Giorni fa abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla privatizzazione dell’acqua. Il Consiglio dei Ministri , infatti, ha approvato il 9/09/2009 delle “Modifiche” all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 .
Queste “Modifiche” sono inserite come articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguardano gli affidamenti dei servizi pubblici locali, come gas, trasporti pubblici e rifiuti.
Le vie ordinarie, così afferma il Decreto, di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è l’affidamento degli stessi, attraverso gara, a società miste, il cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere non meno del 40% ed essere socio “industriale”. In poche parole questo vuol dire la fine delle gestioni attraverso SPA in house e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SPA quotate in borsa.
Questo decreto è frutto dell’accordo tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di Confindustria per la quale in tempo di crisi, i servizi pubblici locali devono diventare fonte di guadagno.
E’ la vittoria del mercato, della merce, del profitto. Cosa resta ormai di comune nei nostri Comuni? E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, oggi, portata avanti brillantemente dalla destra. A farne le spese è sorella acqua.
Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo (in milioni di morti per sete!).
Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti! Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’”accesso all’acqua” è “diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni”.
Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”. La gestione dell’acqua per il nostro Governo è assimilabile a quella dei rifiuti! Che vergogna! Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico-finanziari. E’ la morte della politica!
Per cui chiedo a tutti di:
-protestare contro questa decisione del governo tramite interlocuzioni con i parlamentari, invio di e.mail ai vari ministeri…
-chiedere ai parlamentari che venga discussa in Parlamento la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’ nella Commissione Ambiente della Camera;
-chiedere con insistenza alle forze politiche di opposizione che dicano la loro posizione sulla gestione dell’acqua e su queste Modifiche alla 23 bis;
-premere a livello locale perché si convochino consigli comunali monotematici per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”;
-ed infine premere sui propri consigli comunali perché facciano la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico: è l’unica strada che ci rimane per salvare l’acqua.
Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia.
E’ in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita!
Novembre 23rd, 2009 at 10:55
Qui non è solo la privatizzazione dell’acqua, che è una delle ultime prepotenti liberalizzazioni, qui è la conclusione di molte verità che tutti, da destra, centro e sinistra, hanno fatto finta di non vedere per anni, e che adesso, tutti, per scrollarsele, danno la gestione ai privati. Invece sarebbe bastato immettere nel sistema legislativo del pubblico, delle regole ferree ove le responsabilità penali e civili aumentassero proporzionalmente al ruolo occupato, con eventuale immediata disposizione di sequestro cautelativo dei beni del pubblico ufficiale o incaricato o nominato che si vendeva o cercava tangenti. Invece si è permesso nel pubblico, dallo sportellista al più alto dirigente, direttore e presidente, che ci fosse il massimo del degrado etico ed operativo. Persino intere categorie di lavoratori o pseudo tali, sono notoriamente state assunte non solo attraverso scambi di favori elettorali ma pure, a detta di molti, dalla criminalità locale ed organizzata. Adesso, ne piangiamo le conseguenze. Ma chi pagherà veramente alla fine saremo sempre e solo noi cittadini comuni che in ultimo sembriamo ormai solo degli zombi senza dignità, poichè chi arriva prima in questo Stato prepotente, ci può forzosamente sputare in faccia quando vuole, tanto le leggi se li fanno a loro immagine e somiglianza (‘mafiose’), ma ci può pure passare di sopra, in quanto sanno che noi davanti a questo Stato prevaricatore di politici, istituzionali, burocrati, affaristi, ecc. siamo pure, per colpa di questa pseudo giustizia, degli evidenti inermi.
Novembre 23rd, 2009 at 19:53
Condivido in pieno lo sfogo,
si tratta però di batterci, tutti insieme, contro queste palesi ingiustizie, illegalità, mancanza di concretezza e buon senso.
NON DOBBIAMO MOLLARE, almeno così la penso io, e con me tantissime altre persone!
A presto e grazie,
Marco Boschini