Ti voglio bere!

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Si scrive T.V.B. e si legge Ti voglio bere: non una semplice dichiarazione di affetto ma una manifestazione di intenti vera e propria. Destinataria? L’economicissima, sicurissima e comodissima acqua del rubinetto.

T.V.B. Ti voglio bere è il nome del progetto per il risparmio idrico e la valorizzazione dell’acqua della rete che il Centro Studi Ambientali di Torino realizza in diverse strutture scolastiche, turistico-ricettive e di pubbliche amministrazioni.

Selezionato nel 2007 dalla campagna nazionale delle Acli Scommessa Italia tra le dieci storie simbolo del Paese da raccontare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,T.V.B. ha vinto il Premio nazionale Pianeta Acqua 2008, sezione Educativa, promosso dal Forum Nazionale per il Risparmio e la Conservazione della Risorsa Idrica.

L’acqua potabile è un bene prezioso, un patrimonio naturale da mantenere intatto per le nuove generazioni. Tuttavia non sempre questo bene viene utilizzato razionalmente e spesso si assiste ad uno sfruttamento indiscriminato e allo spreco quotidiano da parte dell’utente.

Una cattiva gestione delle risorse idriche del pianeta compromette gli equilibri ecologici e la qualità della vita di tutti.

Fondamentale diventa allora il valore del gesto quotidiano di risparmio, del piccolo accorgimento che tutti possono mettere in atto, per diffondere una nuova cultura dell’acqua, basata sul suo rispetto e sull’utilizzo responsabile e solidale.

Il progetto T.V.B. Ti voglio bere mira proprio a educare a un consumo responsabile dell’acqua, stimolando la presa di coscienza individuale e collettiva sulla necessità di modificare i comportamenti quotidiani attraverso l’acquisizione del concetto di risorsa limitata, e attraverso la consapevolezza che una scelta apparentemente semplice come il bere l’acqua di rubinetto può avere grandi ripercussioni, soprattutto da un punto di vista ambientale.

Tutte le informazioni del progetto le trovi qui: www.tvb-tivogliobere.it

Dal sito di Repubblica

Author: admin  |  Category: Generale, Viaggio nell'Italia a 5 stelle

Tratto dal sito di Repubblica.it (Edizione locale di Parma)

Un libro tra i Comuni a cinque stelle, premiati per aver scommesso sul rispetto dell’ambiente e la qualità della vita. “L’anticasta”, pubblicato dalla Emi, documenta l’avventura di Mario Boschini, consigliere comunale del paese parmense, che nel 2005 ha fondato l’associazione dei Comuni virtuosi

di Benedetta Pintus

Asinelli al posto dei camion della nettezza urbana. E’ l’idea degli amministratori di Castelbuono, in provincia di Palermo, per non inquinare e permettere la raccolta differenziata anche nelle strette viuzze del centro storico. Vicino a Pisa, invece, a San Miniato, i bambini delle scuole elementari coltivano da soli la frutta e la verdura che mangiano in mensa all’ora di pranzo. Mentre a Gorgonzola, nei pressi di Milano, i dipendenti comunali girano esclusivamente a bordo di auto elettriche.

Sono iniziative di amministrazioni illuminate, che negli ultimi anni hanno investito sul rispetto dell’ambiente e si sono aggiudicate un riconoscimento a cinque stelle. Ognuna per un diverso progetto a tutela del territorio e della qualità della vita. A scovarli in giro per la penisola è stata l’Associazione dei Comuni virtuosi, nata nel 2005 per dimostrare che la politica nel nostro Paese non è sempre sinonimo di privilegi, sprechi e corruzione.

Uno dei suoi fondatori è Marco Boschini, assessore di Colorno. Trentaquattro anni, un lavoro da educatore e una missione: far conoscere la realtà di un’Italia che funziona perché i Comuni virtuosi siano sempre più numerosi. Per questo ha voluto mettere nero su bianco, insieme al collega Michele Dotti, l’a vventura intrapresa con l’associazione e il Premio dei Comuni a cinque stelle, pubblicando per la casa editrice Emi, un libro e un dvd dal titolo provocatorio: “L’anticasta”.

“Dopo l’uscita del best seller di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che denunciava i lussi e gli sperperi della classe politica italiana – racconta Boschini – si è consolidato il malumore dei cittadini nei confronti dei propri amministratori. Ma l’alternativa al malgoverno esiste ed è importante che la gente lo sappia”. Gli autori lo raccontano attraverso un viaggio (documentato anche da un dvd) partito da Ponte delle Alpi, a Belluno, fino ad arrivare a Olivadi, vicino a Catanzaro, passando per Correggio, a Reggio Emilia, e Capannori, in provincia di Lucca. E per tanti altri piccoli e grandi centri dove l’amministrazione ha scommesso sul futuro delle prossime generazioni.

Un messaggio spesso difficile da diffondere. “A volte mi scontro con indifferenza, pigrizia e ignoranza”, ammette Boschini, ma non si arrende. “Il distacco dalla politica – si legge nel suo libro – consente paradossalmente alla Casta di conservare indisturbata, e addirittura di aumentare, i propri privilegi. Il cambiamento, ancora una volta nella storia, non può che partire dal basso. E per fortuna sta già accadendo”.

Città in transizione

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COSTRUIRE UN FUTURO FELICE, SOSTENIBILE E RESILIENTE
IL MODELLO DELLE CITTAIN TRANSIZIONE

esporrà Ellen Bermann (Transition Italia)
http://transitionitalia.wordpress.com/

“Le città in transizione – idea brillante nata in Gran Bretagna dall’intuizione geniale di Rob Hopkins – sta avendo sempre più richiamo e successo anche qui in Italia.

Si tratta di una serie di riflessioni e strumenti atti a stimolare esponenti della società civile a progettare il futuro del proprio insediamento, in modo da porre concrete soluzioni all’emergenza energetica e al cambiamento climatico, soprattutto cercando di essere inclusivi e coinvolgere la necessaria massa critica di persone per produrre un cambiamento significativo, con lo scopo di creare società ri-localizzate, resilienti e felici!

L’approccio Transition Town si basa sui principi di permacultura i quali vengono interpretati in modo assai creativo e resi accessibili anche a chi non si è ancora avvicinato a tale modo di pensare.

Transition Town è come un organismo vivente che viene costantemente aggiornato ed arricchito grazie agli apporti delle diverse iniziative in atto e nascenti.”

L’incontro si terrà SABATO 27 GIUGNO 2009 alle ore 18.00 presso la Libreria Natura Umana, in via Roma 62/b – Paderno Dugnano (MI).

Ci siamo innamorati di una parola

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La felicità sostenibile

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Come disse Bob Kennedy, il Pil misura qualsiasi cosa, tranne quello che può renderci felici. Ma la felicità può essere sostenibile? Eccome, risponde Maurizio Pallante: basta rinunciare alla droga (mentale) della crescita, sinonimo di benessere solo apparente, frutto di un equivoco generato dall’ideologia suicida dello sviluppo illimitato, che esaurisce le risorse e inquina il pianeta, mettendone a rischio il futuro e spingendo l’umanità in un vicolo cieco, dove si confondono beni e merci, lavoro e occupazione, e dove il semplice “divertimento” sostituisce la serenità della gioia. Per uscire da questa crisi globale, socio-economica e ambientale ma anche culturale e antropologica, non bastano più le ricette del passato: serve un nuovo Rinascimento, chiamato Decrescita.

Pallante, pioniere dell’ecologismo italiano e fondatore con Tullio Regge del Cure, Comitato per l’uso razionale dell’energia, insieme a Beppe Grillo si batte da anni per affermare in Italia la teoria e la pratica della Decrescita, perseguite dal Movimento per la Decrescita Felice. «Dobbiamo capire – insiste – che il decremento del Pil non coincide con una diminuzione del benessere: al contrario, anche se può sembrare un’assurdità, l’incremento del nostro benessere, individuale e sociale, deriva proprio dalla decrescita del Pil, che del resto misura soltanto il valore commerciale delle merci, prodotte e scambiate secondo dinamiche economiche insane, alla base dell’attuale crisi planetaria».

L’aggettivo “felice” si coniuga con la particolare sensibilità intellettuale dei sostenitori della Decrescita italiana, ed è proprio l’idea di felicità – esplicitamente evocata – a contrassegnare, già nel titolo, l’ultimo libro di Maurizio Pallante: “La felicità sostenibile” (Rizzoli) è un compendio efficace e completo, di taglio agile e divulgativo, per spiegare con estrema chiarezza che Decrescita significa benessere, equilibrio, speranza. In altre parole, “filosofia e consigli pratici per consumare meno, vivere meglio e uscire dalla crisi”, come annuncia il sottotitolo del volume, da qualche giorno nelle librerie italiane. Obiettivo del libro: aiutare i lettori a orientarsi nella crisi, spiegarne le cause e, soprattutto, proporre soluzioni accessibili e alla portata di tutti: singoli, famiglie, governi.

«Attanagliati dalla crisi economica e dall’emergenza energetica e ambientale – si domanda Pallante – possiamo sperare in un futuro di benessere e di serenità?». Certamente, a patto però di invertire la rotta, ribellandoci all’imperativo che ci ha guidati nell’ultimo secolo: la crescita ad ogni costo, misurata con l’aberrante strumento del Pil. La soluzione? Un nuovo modello di sviluppo, promosso dalla Decrescita Felice: «Una filosofia concreta, che chiunque – dal singolo cittadino fino al suo governo – può mettere in pratica: decrescere non vuol dire rinunciare a nulla, ma solo tagliare gli sprechi».

Gli esempi non mancano. «Restare per ore imbottigliati nel traffico fa volare il Pil, ma inquina l’aria e rovina la vita; meglio usare mezzi alternativi, o muoversi meno: si fa calare il Pil, ma si vive meglio». Cos’è preferibile? Consumare cibi provenienti dall’altra parte del pianeta o gustare le primizie dell’orto di casa? O ancora: meglio passare il sabato in coda al supermercato o condividere rapporti umani, risparmiando denaro e assaggiando prodotti della fattoria grazie all’adesione ad un Gruppo di acquisto solidale? Tutte pratiche che abbattono il Pil, ma migliorano il bilancio familiare e la vita quotidiana, favorendo l’instaurarsi di relazioni fondate sulla reciprocità e sul dono, anziché sulla competizione.

La Decrescita, avverte Pallante, non è nemica del vero progresso: basti pensare alla portata planetaria, auspicata da Barack Obama, della riconversione industriale in chiave ecologica, promuovendo le nuove tecnologie nel settore edilizio e in quello energetico. Risultati ancora più spettacolari, in prospettiva, sono immediatamente alla portata di milioni di persone: basta impegnarsi a ridurre trasporti, rifiuti e imballaggi, sperimentare la facilità di alcune forme di auto-produzione (pane, formaggio, detersivi), scoprendo il piacere di nuovi stili di vita che permettono, da subito, di risparmiare denaro, ridurre l’inquinamento e, in definitiva, vivere meglio.

Il nuovo libro di Pallante, autore di numerose opere sulla Decrescita, rappresenta un ulteriore sforzo per comunicare l’elementare verità alla base di questa filosofia: «Perseguendo questi obiettivi, la Decrescita Felice corregge le storture del nostro modello economico e indica la via per un’altra dimensione del benessere». Un mondo meno inquinato e una società più umana: «Non è un’utopia, ma una nuova vita. Che possiamo cominciare già da oggi». Riscoprendo, senza remore, la parola “felicità”. Ingrediente magico, capace di restituire al mondo quello gli è stato tolto: il futuro.

(Maurizio Pallante, “La felicità sostenibile” – Filosofia e consigli pratici per consumare meno, vivere meglio e uscire dalla crisi; Rizzoli, 212 pagine, 16 euro).

La città ecologica

Author: admin  |  Category: Nuovi stili di vita

La vera citta’ del Sole in Europa e’ Freiburg, in Germania.

Qui si sta sperimentando ogni tipologia di fonte rinnovabile, soprattutto dal sole: fotovoltaico, termico, solare passivo, raffreddamento solare, isolamento solare (in grado di convertire il calore di una parete esposta al sole in energia termica utilizzabile), nonche’ eolico, biomasse e idroelettrico.

Con pochi impianti installati finora solo in alcuni quartieri, gia’ il 5% del fabbisogno energetico di tutta la citta’, 200mila abitanti, e’ soddisfatto da fonti rinnovabili. Entro la fine del 2010 si dovrebbe raggiungere il 10%.

Da due istituti di ricerca locali sono inoltre uscite importanti novita’ nel settore ecotecnologico: le celle solari multi giunzione in grado di convertire in elettricita’ il 39,7% dei raggi solari (record del mondo!) e l’inverter con efficienza del 98,5%.

A tutto cio’ vanno aggiunti 400 km di piste ciclabili e centinaia di parcheggi per le biciclette che costituiscono il 27% del totale degli spostamenti in citta. Da notare che il restante 73% e’ composto al 24% da persone che si spostano a piedi e da un 20% che usa i mezzi pubblici.

Fiore all’occhiello della citta’ sono alcuni quartieri residenziali ad alta efficienza energetica. Un esempio e’ quello Vauban, a due chilometri dal centro storico. 6000 persone vivono in case a basso impatto ambientale, costruite in legno, rifinite con materiali naturali e perfettamente isolate.

Il costo di costruzione delle case e’ stato superiore di circa il 3% rispetto a una costruzione tradizionale, ma il loro consumo energetico e’ ridotto del 30%.

Ogni casa e’ dotata di pannelli solari, pompe di calore, sistemi di recupero dell’acqua piovana e dei servizi igienici e un impianto in grado di estrarre dalle acque nere di scolo biogas per uso cucina.

Capannori virtuosa!

Author: admin  |  Category: Generale, Rifiuti

La Capannori (LU) dei Rifiuti Zero e del buon senso ha vinto al ballottaggio, la giunta di Giorgio Del Ghingaro si prepara ad altri cinque anni di buon senso, concretezza e progetti a favore dell’ambiente.

Un grande in bocca al lupo per il lavoro che li aspetta e tante tante congratulazioni per il risultato. L’amministrazione virtuosa è stata premiata!

Cambiamento dal basso!

Author: admin  |  Category: Generale, Viaggio nell'Italia a 5 stelle

Questa sera, alle ore 20.30, su RADIO 2 RAI, a “Povere ma belle”, intervista a Michele Dotti co-autore del libro “L’Anticasta: l’Italia che funziona”.

Accendi la radio e mentre ti friggi un uovo ecologico sul pannello fotovoltaico, ascolta “Povere ma belle”.
Hai visto mai che eliminando un po’ di superfluo non ci si possa anche sentire più belli?

Stili di vita, mode e costumi suggeriti o imposti dalla recessione: dallo scambio dell’usato griffato alla barattocrazia inventata dall’ex miliardario German Sterligov, passato dalle stelle della finanza mondiale alle stalle della campagna russa.

In mezzo a mille dubbi e domande, una certezza: che domani saremo ancora tutti appesi ad un filo sospeso tra le nuvole e il cielo blu.

La grande distribuzione all’estero

Author: admin  |  Category: Rifiuti, Nuovi stili di vita

Kröger, è uno dei più grandi gruppi della GDO americana con sede a Cincinnati, Ohio, ed è presente in 31 stati americani con più di 326.000 soci che gestiscono 2.481 supermercati e grandi magazzini. Appartengono al gruppo oltre alla catena Kröger altri marchi come Ralphs, Fred Meyer, Food 4 Less, Fry’s, King Soopers, Smith, Dillons, QFC, ecc . Senza contare una catena di negozi convenzionati Convenience Store con 771 punti vendita, 385 negozi di gioielli, 40 impianti di trasformazione alimentare ed altro ancora.

Per il secondo anno di fila, indice un concorso on line Design a Reusable Bag che premia il miglior motivo di design da riprodurre su una borsa. Al concorso che quest’anno si è tenuto da marzo a maggio possono partecipare tutti gli americani con più di 13 anni. Per poter partecipare ci si registra al sito Design a Reusable Bag http://www.designareusablebag.com/index.aspx accessibile da tutti i siti delle catene del gruppo.
Chiunque partecipi con la presentazione di un disegno riceverà comunque un accredito sulla propria carta socio per poter ritirare uno shopper gratuitamente con il proprio disegno impresso.

Sino a maggio oltre a inserire propri disegni è possibile votare i disegni proposti. Sulla base dei voti e del parere di una giuria vengono nominati 10 finalisti.
Il vincitore del concorso riceverà un buono spesa pari a 1000 $ spendibile nei punti vendita del gruppo e la possibilità di vedere il suo disegno impresso sulla linea di borse in vendita durante l’anno in corso. Agli altri finalisti verranno assegnati buoni spesa da 250$ e 100$. I nomi dei finalisti di quest’anno verranno resi noti a inizio giugno e i modelli rimarranno consultabili sul sito sino a fine mese.

Kröger ha venduto nel 2007 più di 6 milioni di borse riutilizzabili e si propone di arrivare a raddoppiarne le vendite negli anni a seguire.

Sul sito di Design a Reusable Bag è attivo un contatore che indica la quantità di sacchetti evitati all’uso dal gruppo ogni giorno. Il conteggio è il risultato di una ipotesi: se una borsa riutilizzabile garantisce il risparmio di 1000 sacchetti nel suo ciclo di vita e il gruppo ha una vendita media giornaliera di borse riutilizzabili pari a 12,953 esemplari ogni giorno si può ben sperare che utilizzandole sempre il contatore “dica la verità”.
Un efficace programma lanciato a fine 2007 Bag2Bag e tuttora attivo ha raccolto in quattro mesi 113 tonnellate di plastica che sono state riconvertite in altri sacchetti e in materiali per l’edilizia come mattoni e laminati.

I clienti possono depositare in appositi contenitori, ben visibili in tutti i punti vendita del gruppo, i propri sacchetti in plastica (di tutte le provenienze), le pellicole plastiche e gli altri involucri in plastica utilizzati dalle tintorie per destinarli al riciclo.

Il viaggio a Ponte nelle Alpi

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