Quanti giorni mancano per salvare il pianeta?

Author: admin  |  Category: Generale

La terra

Nel 1990 uscì in Italia, ad opera di Edward Goldsmith, padre dell’ambientalismo mondiale, il libro “5000 giorni per salvare il pianeta”, pubblicato dalla Zanichelli. I 5000 giorni pensati da Goldsmith sono terminati esattamente il 12 Settembre del 2003. Al 12 Settembre del 2008 saranno passati altri 5 anni, circa 1.825 giorni.

In totale fanno 6.825 giorni dalla data in cui Goldsmith lanciò il suo grido di allarme. Prima di Goldsmith ancora non esisteva il Movimento per la Decrescita Felice. Si contestava il sistema ma ancora non erano presenti delle alternative. Oggi si è arrivati alla consapevolezza che la semplice contestazione non è sufficiente. Il Movimento per la Decrescita Felice in questo senso viene a creare un percorso di sviluppo dove i valori fondamentali sono altro rispetto al PIL, al fatturato mondiale e ai dati macroeconomici.

Si parla di qualità della vita, benessere globale, dematerializzazione, agricoltura locale e biologica, disaccoppiamento PIL/ricchezza, riscoprire il piacere della sobrietà, dei cibi fatti in casa così come dello scambio e del dono come base della convivialità e di un nuovo modello economico dove il mercato è al servizio dell’uomo e non il contrario.

Tempo e conoscenza. Questi sono i due fattori che stanno alla base delle nostre decisioni. Decisioni che esistono ad ogni livello, da quello del semplice cittadino-consumatore che vuole comprare pomodori e fragole tutto l’anno, perchè bombardato dalla pubblicità che gli fanno credere che mangiare frutta fuori stagione sia segno di ricchezza, alle decisioni che governanti, parlamenti e istituzioni mondiali devono prendere (con l’aiuto delle multinazionali) per espandere i terreni da mettere a coltura, aumentare la produttività agricola, investire nella ricerca biotecnologica e così via, in un processo di continua appropriazione delle risorse naturali in cui il mandante primario è apparentemente (solo apparentemente) il cittadino-consumatore. Non ha senso avere una conoscenza dettagliatissima di un problema se quando ci si arriva il tempo a disposizione per risolverlo è scaduto.

Tempo e conoscenza sono in rapporto moltiplicativo. Se una variabile va a zero, il prodotto sarà sempre zero. La conoscenza non può che aumentare, il tempo non può che diminuire.

Alla domanda “Quanti giorni ci mancano per salvare il pianeta?” non si può rispondere. Se lo sapessimo, saremmo giunti all’ultimo giorno e allora tutta la conoscenza accumulata non servirebbe a nulla. E’ certo che né la scienza né la tecnologia possono riportare indietro il tempo, nè invertire la freccia dell’entropia né ripristinare la vita dove questa è scomparsa. Decidere per la risoluzione di un problema vuol dire avere una buona conoscenza e ampi margini temporali.

Procedere per principio di precauzione vuol dire prendere in considerazione queste due variabili, dove una di esse è incognita e la posta in gioco ha un valore troppo elevato per permettersi rischi inutili. Se manchino 1.000 o altri 6.825 giorni non ci è dato saperlo ma per smettere di parlare e incominciare ad agire non è mai troppo tardi.

www.decrescitafelice.it

Benvenuta catastrofe

Author: admin  |  Category: Generale

Per acquistare il libro del Premio Nobel Dario Fo:
www.commercioetico.it

Gli amici dell’ambiente

Author: admin  |  Category: Risparmio energetico, Acquisti verdi, Edilizia sostenibile

Il logo

Il Premio è un riconoscimento annuale alle tecnologie, ai processi, ai prodotti, ai servizi e ai sistemi gestionali innovativi che producono significativi miglioramenti ambientali. Consiste nel diritto all’uso del logo del Premio per la durata di un anno.

Il Premio è attribuito a realizzazioni di cui si possono già essere verificati i primi risultati in termini di miglioramento ambientale, che si distinguano per la loro originalità e soprattutto, per le loro potenzialità future.

Scopo del Premio è creare un contesto favorevole alla ricerca e allo scambio di innovazioni in campo ecologico, premiando quelle realtà capaci di considerare l’ambiente non più come vincolo ma come valore e opportunità di sviluppo e di crescita per sé e per l’intera collettività.

La Commissione Europea ha adottato un ambizioso piano di riduzione delle emissioni climalteranti (dal -20% al -30% nel 2020) attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, dandosi l’obiettivo di ridurre del 20% i consumi energetici rispetto alla domanda tendenziale per il 2020.

Il Piano prevede misure volte a promuovere e a rafforzare un comportamento razionale in merito al consumo di energia: l’attuazione di significativi risparmi energetici implica l’esigenza di sviluppare tecnologie, prodotti e servizi a basso consumo e la necessita’ di modificare i comportamenti in modo da ridurre i consumi mantenendo la stessa qualita’ di vita.

L’ottava edizione del Premio Innovazione si prefigge di individuare ed accogliere tutte quelle innnovazioni volte a concretizzare azioni di riduzione di emissioni climalteranti e di ottimizzazione dei consumi energetici.

In particolare saranno oggetto di valutazione le innovazioni realizzate nei seguenti ambiti: innovazione amica del clima; casa low carbon: l’edilizia verso emissioni zero; prodotti efficienti per gli acquisti verdi.

Per partecipare al Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente 2008 è necessario compilare i seguenti documenti: domanda di partecipazione, scheda tecnica. Entrambi i moduli vanno compilati ed inviati direttamente on line entro e non oltre il 31/08/2008.

Eventuale documentazione integrativa di approfondimento dell’innovazione proposta (foto e immagini, grafici, bilanci, dati, rassegne stampa, risultati di analisi e test ecc.) può essere spedita: osservatorioimpresa@legambiente.org, oppure per posta ordinaria alla Fondazione Legambiente Innovazione, Via G. Vida 7 – 20127 Milano.

Per informazioni:
www.premioinnovazione.legambiente.org

Il contagio

Author: admin  |  Category: Generale

Uomini e donne

C’è una tradizione nobile che attraversa le sinistre radicali e non, di lotta o di governo, di palazzo o di movimento e che rivendica l’«autonomia del politico» nella costruzione di nuove soggettività e percorsi di liberazione.

Ieri Mario Tronti, uno dei più lucidi pensatori di questa corrente, in un’intervista al manifesto notava che la destra è tornata a fare la destra: xenofoba, protezionista e autoritaria. Una osservazione che voleva essere rassicurante: il berlusconismo come anima inquieta delle nuove figure sociali sarebbe al capolinea, torna la destra reazionaria che conosciamo.

Se così fosse, leggere le intercettazioni in cui il presidente del consiglio parla di donne con alti dirigenti del servizio pubblico televisivo come se si trovasse al mercato delle vacche sarebbe un esercizio inutile. Una forma di vouyerismo. O, peggio ancora, un viatico per incappare nella stanca denuncia moralistica delle malefatte dei potenti: ieri Mastella, oggi Berlusca tutto è uguale a tutto, e le coscienze si assuefanno.

Invece, quelle grottesche scenette sono lo specchio dell’antropologia dell’Italia di questi tempi. La «sicurezza» della destra con la bava alla bocca fa il paio con la vita inquietante da personaggio di commedia vanziniana dell’uomo che l’ha sdoganata e finanziata a suon di miliardi. La stragrande maggioranza degli italiani ripone fiducia in questa alleanza tra reazione rancorosa e bassezza morale.

Come ha fatto notare Walter Siti ne «Il contagio», deflagrante romanzo sulle periferie romane, cinquant’anni fa Pasolini si allarmava perché l’egoismo della borghesia stava contaminando anche l’austera morale dei proletari. Allora, la decadenza partiva dal centro per investire la periferia. Oggi accade il contrario: i marginali senza classe che si abbandonano all’odio tagliano trasversalmente le nostre città.

Berlusconi è il paravento perfetto del degrado. Il leader ideale per muoversi in un terreno scivoloso in cui tutto diventa margine, terreno di scontro, ricerca di un alibi. Per costruire una mappa di quel terreno serve indagare il fenomeno dei tronisti di Maria De Filippi più che denunciare le malefatte politiche, ormai arcinote a chiunque, del Caimano.
Giuliano Santoro

www.carta.org

Un’alternativa in pratica

Author: admin  |  Category: Nuovi stili di vita

Decrescita felice

Riciclo, bioedilizia, risparmio e fonti alternative. E’ stato un convegno pieno di spunti quello che si è chiuso domenica scorsa a Gambettola vicino Cesena, organizzato dal Movimento per la Decrescita felice, Paea e l’associazione Clan-Destino.

Spunti ma anche «alternative in pratica» come recitava il titolo dell’incontro, a cominciare dal posto scelto per l’iniziativa; Gambettola considerata la capitale europea del riciclo del ferro vecchio, e la «Fabbrica» che ha ospitato i lavori, un ex cementificio di seimila metri quadri riconvertito per ospitare mostre, convegni e laboratori di artigianato artistico.

E di proposte concrete, soprattutto provenienti dall’estero con i Centri per le tecnologie alternative e le Transition Tows [ne parliamo nel settimanale in edicola dal 27 giugno], se ne sono sentite parecchie soprattutto sabato pomeriggio, anticipate dall’introduzione di Maurizio Pallante che è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione attuale e presentare «Un programma politico per la decrescita», un libro uscito in questi giorni, che raccoglie proposte pratiche per la politica che vuole rendere concreti i temi della decrescita.

«Il nostro obiettivo non è fondare un partito politico, ha detto Maurizio Pallante. Ma offrire proposte a chi si impegna nelle istituzioni e vuole creare reti per chi sente l’esigenza di un impegno ecologico, come hanno fatto a Cassinetta vicino Milano che ha bloccato l’espansione delle aree edificabili».

Un esempio, però, che va in controtendenza rispetto al dibattito politico nazionale ma anche a quello che fanno certi sindaci delle grandi città, dai quali è partito Pallante per analizzare la situazione attuale. «Prendiamo Roma, in questi giorni al centro del dibattito per il buco di bilancio. Intanto non è la sola visto che con i suoi 2 miliardi e 400 milioni è superata da Milano [2,7 miliardi] e Torino [3 miliardi]. Il problema non è il buco, ma l’impiego. E’ giusto usarli per le Notti Bianche quando non siamo neanche in regola per Kyoto? La verità è che il diktat della crescita impone agli enti locali di utilizzare i loro fondi in grandi opere inutili e dannose, finanziandole con i derivati. Sono sindaci del Titanic, che fanno festa con i soldi che non hanno».

Soldi che presto non basteranno visto l’aumento dei prezzi dei generi alimentari. «Ma questi aumenti, ha continuato Pallante, potrebbero essere l’occasione per riscoprire uno stile di vita più sobrio e rispettoso al quale dovremo tornare per salvarci». Una prospettiva che non sembra essere colta né dal governo, né dall’opposizione.

«Veltroni, su indicazione di Legambiente, nel suo discorso del Lingotto, ha parlato del 20 per cento di dimuzione dell’anitride carbonica, 20 per cento dell’aumento di energia da fonti rinnovabili e 20 per cento di aumento dell’efficienza, prosegue Pallante. Slogan sbagliato perché confonde il primo che è un obiettivo, con gli altri due che sono strumenti per arrivarci. E poi inutile.

Fino ad ora non siamo riusciti neanchea diminuire del 7 per cento secondo gli obiettivi di Kyoto, mentre, come ha ammonito l’ultimo rapporto Apcc dell’Onu, se non ci riusciamo entro il 2020, con quattro gradi in più nell’atmosfera è a rischio tutta l’umanità». Un pericolo che non può essere certamente evitato dal ricorso all’energia nucleare, come vorrebbe il governo, mentre all’orizzonte si addensano le nubi della crisi economica occidentale. «E questo perché, ha continuato Pallante, la decrescita ci sarà comunque. Ma spetta a noi governarla per rendere migliori le nostre vite, ed evitare una risposta autoritaria.

Per questo abbiamo bisogno di una cultura della decrescita, come stanno facendo le Università di Ancona e la facoltà di Agraria a Torino che propongono i primi corsi su questo. Ma anche di interlocutori come il mondo del volontariato e delle associazioni che oggi raccolgono l’impegno di chi trova nella politica solo il farsi mestiere delle peggiore specie. Poi i movimenti per il ‘No’ che sono il segno della fine dell’egemonia dei diktat delle grandi opere, e che possono proporre alternative concrete e diffuse.

E quindi gli amministratori locali che cercano di interpretare il loro ruolo a tutela del bene comune». Interlocutori ai quali Pallante propone già tre filoni di intervento. «Occorre ridurre, ha concluso Pallante, creare occupazione con posti di lavoro che siano finalizzati a un miglioramento complessivo, e incentivare l’adozione di stili di vita personali diversi. Un contributo in questo senso potrebbe venire dall’istituzione di un centro per la tecnologia e l’ambiente anche in Italia, come succede già all’estero. L’importante è continuare a considerare la decrescita uno strumento. L’obiettivo è un nuovo rinascimento, l’avvento di nuove idee, per liberare l’uomo diventato un mezzo per la crescita economica. Non abbiamo molto tempo, ma rimane l’obiettivo più importante da realizzare».

Per approndimenti sul libro e per acquistarlo:
ecom.paea.it/prodotti/programmapoliticoperla_decrescita.php

Binario a senso unico

Author: admin  |  Category: Generale, Mobilità sostenibile

In attesa di un treno che non arriva...

Il futuro dei treni regionali è a rischio. Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, lo ha ribadito oggi in un’intervista al Resto del Carlino. Altreconomia lo aveva anticipato con un’inchiesta del marzo 2008, “Binario a senso unico”.

Le logiche di mercato, scrivevamo, stanno affossando il trasporto locale su rotaia”. “Noi, ha spiegato Moretti, non possiamo continuare a fornire servizi che non ci vengono pagati, pena il fallimento delle Ferrovie. Solo le istituzioni centrali o periferiche possono stipulare dei contratti di servizio pagando la differenza fra costi e ricavi, avendo da parte nostra la massima trasparenza ed efficienza”.

La conclusione a cui è giunta Altreconomia al termine dell’inchiesta è che i treni dei pendolari non sono una priorità per nessuno, né per lo Stato né per le Regioni né, tanto meno, per Trenitalia.

I pendolari sono “fuori mercato”
Intanto il nuovo orario estivo, in vigore dal 15 giugno, penalizza anche gli Intercity e gli Eurostar che non rendono abbastanza: “In perdita, scrivevamo a marzo, oltre ai treni regionali ci sono molti treni a lunga e media percorrenza. Alle Fs risultano solo un centinaio di corse in attivo, 200 circa che grossomodo coprono i costi e una larga schiera di corse, 350/400, che sono ‘sbilanciate’. Almeno cinquanta hanno perdite pesanti”.

Moretti ha anche aggiunto che le Fs sono “state costrette ad abbattere una parte importante del capitale” della controllata Trenitalia, passato da 2,56 a 1,03 miliardi di euro. Ne abbiamo scritto a maggio: “Su Trenitalia l’ombra di Alitalia”. La mancata ricapitalizzazione di Trenitalia, prevista nel Piano industriale 2007-2012 delle Fs, mai approvato dal Governo, rende l’azienda molto più vulnerabile di fronte al rischio di un fallimento.

Siamo al capolinea di un servizio pubblico.

www.altreconomia.it

In bicicletta per le strade di Bari

Author: admin  |  Category: Mobilità sostenibile

Bike sharing

Prenderanno il via gli ecoincentivi messi a disposizione dal Comune di Bari e dalla Provincia per l´acquisto di nuove biciclette. Non un contributo simbolico ma una grossa operazione di mobilità sostenibile che alla fine porterà tra le strade di Bari quasi millecinquecento nuove biciclette.

Ad annunciarlo è stato ieri l´assessore alla Mobilità, Antonio De Caro, che da qualche settimana si era messo alla caccia dei rivenditori interessati a partecipare a questo progetto.

Alla fine sono stati sette i concessionari di biciclette ad aver risposto positivamente: ad aderire all´iniziativa sono stati quasi tutti i più importanti rivenditori di bici della città.

Per accedere agli incentivi i cittadini di Bari dovranno rivolgersi a uno di questi concessionari convenzionati con il Comune che applicheranno su tutti i modelli di bici dal costo superiore ai 100 euro lo sconto stabilito dall´assessorato alla Mobilità.

«Poichè, ha spiegato l´assessore, l´obiettivo di questo finanziamento è quello di ridurre il traffico e l´inquinamento stimolando i baresi a venire ogni giorno in centro in bicicletta, dagli sconti abbiamo escluso i modelli economici adatti ai cosiddetti ciclisti della domenica». Per le bici che rientrano nella fascia di prezzo tra 100 e 200 euro lo sconto minimo che si potrà ottenere sarà di 50 euro. Per le bici dai 200 euro in su il risparmio complessivo, tra finanziamenti comunali e sconti minimi a cui i rivenditori sono obbligati, raggiungerà i 100 euro. Lo sconto sarà applicato al momento dell´acquisto e poi spetterà ai singoli rivenditori il compito di farsi rimborsare dal Comune l´importo dell´incentivo.

Ma questa non è l´unica buona notizia per gli amanti delle biciclette. In città presto arriveranno anche otto nuove postazioni del bike sharing. Il servizio di ciclo noleggio, che a Bari sta funzionando molto bene, sarà ampliato direttamente dall´Amtab che è pronta a investire in otto nuove postazioni che saranno distribuite nei Park&ride e in altri punti strategici della città ancora scoperti. Nelle prossime settimane sarà pubblicato il nuovo bando: per settembre saranno a disposizione 800 nuove tessere.

www.acquistiverdi.it

Una domenica alla spina

Author: admin  |  Category: Rifiuti

Per informazioni:
www.comunivirtuosi.org
www.riducimballi.it

Un’alternativa in pratica

Author: admin  |  Category: Generale

Gambettola

In occasione del solstizio d’estate a Gambettola (Cesena) viale Carducci 113 (di fronte la stazione ferroviaria) sabato 21 e domenica 22 giugno Il Movimento per la Decrescita Felice, le Associazioni Clan-Destino e PAEA ed il Movimento Impatto Zero di Cesena organizzano l’incontro internazionale “UN’ALTERNATIVA IN PRATICA”.

L’evento si svolgerà presso lo spazio “Fabbrica”, complesso industriale completamente ristrutturato con spazi espositivi per il materiale informativo e i prodotti di ditte, associazioni, gruppi, comitati, a partire dalle 10.30 di sabato con proiezione di video sull’argomento Decrescita, Energie rinnovabili e risparmio energetico. Padrino della manifestazione DARIO FO che interverrà come ospite al Convegno.

Un evento di importanza storica, che ci mette di fronte alle scelte energetiche capaci di futuro per il nostro Paese, nel confronto con le buone pratiche internazionali.

Programma dell’incontro internazionale
Sabato 21 giugno
Ore 10.30: Apertura esposizione di ditte e associazioni che si occupano di ambiente ed energia
Ore 14.30 Apertura Convegno – Incontro con i centri europei per le tecnologie alternative, l’energia e l’ambiente.
Moderatore: Paolo Ermani – Ass. Paea – MDF
Saluto di Jader Garavina – Sindaco del Comune di Gambettola
Saluto di Monica Donini – Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna
Introduzione: Maurizio Pallante – Presidente Movimento per la Decrescita Felice – Perchè è possibile e necessario cambiare modello energetico in Italia
Interventi: Il Folkecenter – Danimarca Ole Vagn Christensen – Parlamentare Danese
Il Centre for Alternative Technology – Galles Paul Allen, Direttore del Centro
Il Centro Artefact – Germania Werner Kiwitt, Direttore del Centro
COLLEGAMENTO VIDEO CON BEPPE GRILLO

Ore 17.30 Pausa
Ore 18.00
La Fabbrica Solvis a zero emissioni – Germania Thomas Krause
L’Energie und Umweltzentrum – Germania Paolo Ermani, Rappresentante in Italia del Centro
Il progetto delle Transition Towns inglesi – Ellen Bermann
De Kleine Aarde – Olanda – Proiezione video
ore 20.30 Cena/buffet
ore 21.30 Serata conviviale

Domenica 22 giugno
Ore 9.30: Presentazione del libro “Un programma politico per la decrescita
Moderatore: Raffaella Pirini – Presidente dell’associazione Il Clan-Destino di Forlì
Interventi:
Maurizio Pallante – Presidente dell’associazione Movimento per la decrescita felice
Marco Boschini – Amministratore pubblico e responsabile associazione dei “Comuni virtuosi”
Massimiliano Maestri – Assessore all’Ambiente del Comune di Gambettola
Marco Cedolin – Scrittore
Marino Ruzzenenti – Scrittore ed esperto delle problematiche relative a rifiuti e inceneritori
Tavola Rotonda e apertura dibattito con il pubblico.

Per informazioni:
www.decrescitafelice.it

La raccolta possibile, atto secondo

Author: admin  |  Category: Generale, Rifiuti

Raccolta differenziata

L’avvio del nuovo servizio
Il porta a porta a Ponte nelle Alpi è stato avviato per step successivi: dopo la campagna di informazione, è iniziata una capillare distribuzione di contenitori per carta-cartone, vetro-plastica-lattine, umido e secco non riciclabile, dei sacchetti e del materiale informativo, che ha toccato tutte le utenze domestiche e non domestiche del comune. Quindi, il servizio è partito in momenti diversi nelle tre aree territoriali omogenee del Comune dal 16 ottobre 2007 e in tutto il territorio comunale dal 26 novembre 2007.

La rimozione completa dei cassonetti e delle campane stradali è stata graduale e calibrata in base alla percentuale di ritiro dei contenitori da parte delle utenze della zona di riferimento. In contemporanea, è stato aperto l’Ecocentro comunale, al quale attualmente può essere conferito tutto ciò che la Ponte Servizi s.r.l. non raccoglie a domicilio: si può affermare che in attualità ogni rifiuto domestico, oltre trenta diverse tipologie, nel nostro Comune viene raccolto in maniera separata e correttamente recuperato e riciclato.
Abbiamo avviato e perfezionato alcuni sevizi dedicati per le utenze non domestiche, quali cartone, vetro monomateriale, RAEE, imballaggi in plastica, legno, oli vegetali.

È stato attivato un servizio dedicato e gratuito (frequenza di raccolta due volte alla settimana) per utenze con particolari problematiche, come gli anziani o cittadini non autosufficienti con problemi di incontinenza. È questo un servizio di cui siamo particolarmente orgogliosi, perché riesce a dare una risposta efficace a questa componente più fragile della nostra comunità.

Purezza materiali post-consumo raccolti e loro effettivo recupero
La grande attenzione che i cittadini e la Società dedicano questo nuovo servizio si traduce in una straordinaria qualità dei materiali post-consumo raccolti a domicilio e presso l’ecocentro. Dalle analisi merceologiche effettuate riscontriamo percentuali di rifiuto non conforme (rifiuti conferiti nel contenitore sbagliato) mediamente inferiori al 2% (ultima analisi sulla frazione vetro-plastica-lattine: rifiuto non conforme 0,58 %) Tutto questo si traduce in minori costi di trattamento, effettiva capacità di riciclo e recupero dei materiali, maggiori introiti dal CONAI.

La riduzione dei costi
I risultati ottenuti hanno permesso, come previsto nel progetto redatto dal Consorzio Priula e nel piano finanziario previsionale della società, una riduzione del costo totale del servizio: dai 950 mila Euro di costo del servizio del 2007, agli 839 mila Euro del 2008, con un risparmio del 11.6%.

Questo risultato, tra l’altro, è stato raggiunto portando la copertura del costo del servizio di igiene urbana dal 96% al 98%, puntando ad arrivare a copertura totale nel 2009. A cosa è dovuta, in buona parte, questa riduzione dei costi: soprattutto dall’abbattimento dei costi di trattamento e smaltimento in discarica del rifiuto, che sono passati dai 457mila Euro del consuntivo 2007 ai 63mila Euro del previsionale 2008. Lo smaltimento del secco non riciclabile era una voce di costo che incideva nella misura del 57% (dato 2006) del costo complessivo del servizio. Si trattava, in gran parte, di un costo che l’Amministrazione comunale non riusciva a controllare, in quanto dipendente dai costi di gestione della discarica, fissati dall’Autorità di bacino.

Dal 2008, pur non potendo passare dal sistema della Tarsu a quello della Tia, per il blocco imposto dalla Legge Finanziaria, è stato redatto un regolamento della Tarsu che prevede dal secondo semestre 2008 il passaggio ad un sistema puntuale: in pratica, i cittadini pagheranno una quota fissa, che coprirà il 52% dei costi del servizio e una variabile che dipenderà dal numero di svuotamenti del contenitore del rifiuto secco non riciclabile. In sostanza i cittadini più differenziano e meno pagano e se praticano il compostaggio domestico possono godere di un’ulteriore sconto. La Tarsu puntuale potrà essere applicata, in quanto ogni contenitore in dotazione alle famiglie e alle aziende è dotato di un trasponder, che viene letto dagli operatori al momento dello svuotamento. In questo modo, tutti gli utenti avranno un beneficio, con una riduzione dei costi della bolletta rispetto all’anno precedente, che potrà variare dal 10% al 40%, a seconda della loro virtuosità.

Effetti collaterali
Decoro urbano. Le piazzole in cui erano posizionati i cassonetti e le campane erano diventate luoghi di abbandono, piccole discariche, porzioni di territorio degradate. La completa rimozione di tutti i contenitori stradali ha restituito questi spazi ai paesi e alla gente che se ne è riappropriata.

Occupazione. Per effettuare il nuovo servizio, rispetto al precedente, lavorano quattro persone in più. Buttavamo un sacco di soldi per seppellire i rifiuti in discarica, ora spendiamo meno e riusciamo a dare uno stipendio ad altre quattro famiglie.

È cambiato anche il tipo di lavoro: gli operatori sul territorio e all’ecosportello non raccolgono più immondizia ma materiali, hanno un rapporto diverso e più stretto con la gente, raggiungono ogni casa del nostro territorio, si rapportano con la scuola, le varie attività imprenditoriali, rafforzando lo scambio di informazioni/relazioni tra la nostra comunità e il comune.

Nuovi imprenditori. In questo mutato scenario si comincia a parlare di nuovi imprenditori del commercio che concretamente stanno operando per offrire alla clientela prodotti sfusi, bibite vuoto a rendere, distributori di latte crudo, di detersivi alla spina…

Soddisfazione dei cittadini. Registriamo continuamente un elevato grado di soddisfazione della gente che partecipa, collabora, suggerisce. Le perplessità e le criticità iniziali di alcuni sono state superate, la sensazione diffusa è che stiamo facendo una buona cosa. La gente anche in questo caso, se stimolata a partecipare, dimostra di essere su posizioni più avanzate della media della classe politica. La nostra soddisfazione di amministratori è data dalla consapevolezza che questo progetto è oramai diventato un patrimonio della nostra comunità.

15 giugno 2008
Orzes Ezio , Assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi -Bl.
ezioguido.orzes@tin.it – ezio.orzes@comune.pontenellealpi.bl.it
Tel. 0437 900456 – 3281003607