Il giorno della Liberazione

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Questo è un assaggio del mio intervento al V2Day del 25 aprile a Torino.

A questo indirizzo è possibile vedere il resto e soprattutto ascoltare le parole di Beppe e di tutti gli altri relatori che si sono succeduti in quella splendida giornata di liberazione nazionale!

www.radioradicale.it/scheda/252436

Disintossicarsi dal consumismo

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Il mondo in un carrello

Intervista con Maurizio Pallante di Davide Pelanda
Tratta da Megachip

«Siamo tossicodipendenti della crescita e del consumo, siamo stati colonizzati nel nostro immaginario, abbiamo subito l’economicizzazione del nostro spirito: e i nuovi profeti ci colpevolizzano se non siamo sufficientemente calcolatori. Ma i drogati, si sa, sono vittime con la tendenza a continuare ad assumere la droga e non a curarsi. Sono le multinazionali come la Nestlé o la Total che finanziano i modi per impedire che noi, drogati del consumo, possiamo curarci». E’ l’“eretico”, il francese Serge Latouche, padre della decrescita che parla. E c’è chi condivide anche in Italia.

«Penso che Latouche abbia completamente ragione, dice Maurizio Pallante, presidente del Movimento per la Decrescita Felice in Italia (www.decrescitafelice.it) e che attualmente svolge un’attività di ricerca e divulgazione scientifica sui rapporti tra ecologia, tecnologia e economia. Anzi molte delle cose che lui ha detto sono di una importanza fondamentale. In particolare l’esigenza di porre la decrescita a fine dell’attività economica e produttiva è un concetto che rompe con uno dei fondamenti delle società industriali avanzate. E’ un concetto che non viene accettato perchè non viene fondamentalmente compreso.

Ho letto una critica che fa Piero Bianucci all’ultimo libro di Latouche in cui dice, in un esempio iniziale, che i bambini crescono e gli alberi crescono. Però non ha l’onestà intellettuale di dire che gli adulti non crescono più e che gli alberi, da un certo punto in avanti, non crescono più. Non è che la crescita è un fattore di qualità, lo può essere in certe condizioni. Mentre invece l’unica crescita che prosegue senza limitazioni è quella tumorale».

Ma che senso ha allora parlare di descrescita? E’ utopia? Va contro il Progresso?
«Bisogna saper distinguere che cosa significa realmente progresso e che cosa ci hanno fatto credere che esso significhi. Se come progresso si intende la capacità di accrescere in continuazione la quantità di oggetti materiali e di merci che consumiamo, allora questo è un falso progresso, come diceva già Pasolini. Se invece per progresso si intende un miglioramento delle condizioni di vita generalizzato e tendente ad allargarsi per tutta l’umanità non è possibile proseguire con questo modello: occorre saper distinguere tra i beni (cioè degli oggetti) ed i servizi che rispondono alle esigenze reali degli esseri umani e le merci che invece rispondono all’esigenza del Prodotto Interno Lordo ed all’esigenza di farlo crescere sempre più. I due valori non omogenei. Si può avere un aumento della produzione di merci e una riduzione della qualità della vita».

Ovunque sentiamo parlare di Pil, Prodotto Interno Lordo che dobbiamo far crescere per migliorare la nostra qualità di vita. E’ vera allora l’equazione più soldi=più ricchezza= più benessere?
«No, non mi risulta. Assolutamente. Perchè questo concetto non distingue tra l’idea di bene e l’idea di merce. I beni sono degli oggetti, dei servizi, che migliorano le condizioni di vita degli esseri umani, le merci sono degli oggetti e dei servizi che vengono scambiati con denaro. Il Prodotto interno lordo misura la quantità delle merci ma non verifica se le merci sono dei beni o meno. La capacità di distinguere tra i beni e le merci è fondamentale. Esistono delle merci che non sono beni ed esistono dei beni che non sono merci.

Due esempi: una casa malcostruita per essere riscaldata ha bisogno di 20 litri di gasolio al metro quadrato all’anno. Essa fa crescere il Pil più di una casa ben costruita che ne ha bisogno solo di 7 litri o addirittura meno. Tutta l’energia in più, che nel caso nel rapporto tra una casa da 20 e una casa da 7 litri è di due terzi, è una merce che fa crescere il Pil ma non è un bene perchè si disperde a causa della cattiva coibentazione dell’edificio. Abbiamo quindi una crescita del Prodotto Interno Lordo ma un peggioramento delle condizioni di vita: una casa che consuma 20 litri manda in atmosfera i due terzi di CO2 in più rispetto allo stesso edificio ben costruito.

Esistono anche beni che non sono merci e che non fanno crescere il Pil. Pensiamo ai beni, oggetti e servizi autoprodotti donati per amore: non vengono scambiati per denaro, non fanno crescere il Pil ma soddisfano delle esigenze umane in maniera molto migliore rispetto alle merci equivalenti».

Noi, consumatori grassi e tristi che sperperiamo ovunque; voi fedeli alla Decrescita ed al ritorno alle antiche abitudini contadine di un tempo, forse bucolica, felici e contenti. E’ così? Come si può fare affinchè anche i ricchi e sfrenati consumisti siano felici e non tristi?
«Questa cosa non è affatto bucolica, a parte che non c’è niente di negativo vivere in un ambiente sano, naturale. Ma se in questa maniera si pensa di ridicolizzare una aspirazione di un ritorno ad un passato mitico, siamo veramente fuori strada. La decrescita è felice perchè la riduzione della produzione del consumo di merci che non sono beni è un fattore che porta felicità. Essa richiede però più tecnologie rispetto ad una società basata sullo spreco delle risorse. In una casa che consuma 7 litri di gasolio per metro quadro, come dicevo in precedenza, si sta meglio fisicamente in quanto, non disperdendo il calore, le pareti sono calde e il nostro corpo è molto sensibile a quel calore più ancora di quanto non sia sensibile al calore dell’aria della stanza. Ci vogliono dunque tecnologie più avanzate che ci consentano di costruire case che consumano di meno, che ci facciano stare meglio, ci facciano essere più felici e contribuiscano a ridurre l’effetto serra. Esse quindi diventano un fattore, per quanto piccolo che sia, di miglioramento del benessere collettivo».

Nuove alleanze: Rifiuti 21 Network e Comuni Virtuosi

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Il logo del coordinamento nazionale

L’Associazione dei Comuni Virtuosi e il gruppo di lavoro del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane “Rifiuti 21 Network” hanno concordato di unire le forze nell’ottica di diffondere le buone pratiche sui rifiuti attuate dagli enti locali e di creare ulteriori collaborazioni fra le reti di amministrazioni pubbliche esistenti.

Si ritiene infatti fondamentale mettere a disposizione di tutti le migliori esperienze sulla gestione integrata dei rifiuti realizzate a l ivello nazionale, corredando le segnalazioni con gli atti amministrativi e tecnici, in modo da permettere un più facile adattamento del progetto alla propria realtà territoriale.

Nei rispettivi siti web, l’Associazione dei Comuni Virtuosi e Rifiuti 21 Network faranno da veicolo delle informazioni reciproche sulle politiche e sulle attività di gestione sostenibile dei rifiuti in Italia.

L’accordo con la Rete Rifiuti 21 Network si aggiunge alla scelta fatta dall’Associazione dei Comuni Virtuosi di associarsi alla rete nazionale Città del Bio (che ha fatto altrettanto nei confronti di Comuni Virtuosi). La strategia che anima queste decisioni è quella di collaborare e mettersi in rete, nella convinzione che una reale e concreta condivisione delle esperienze possa “accellerare” la diffusione di esperienze virtuose e buone prassi amministrative.

I link a Rifiuti 21 Network e Città del Bio:
www.municipio.re.it/rifiuti21network
www.cittadelbio.it

Il logo della rete

Zero Waste

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Il Sindaco di Capannori e l'Assessore Alessio Ciacci

Si è concluso oggi il convegno sulla strategia Rifiuti Zero, promosso dal Comune di Capannori (LU), primo comune in Italia ad aderire alla Rete Rifiuti Zero e membro dell’Associazione dei Comuni Virtuosi.

Parlando al telefono con Gianluca Fioretti, sindaco di Monsano e presidente della nostra associazione, è stata una due giorni davvero significativa ed importante, piena di contenuti e proposte concrete. Riporto di seguito un testo preparato per l’occasione dall’amico Alessio Ciacci, assessore di Capannori e rappresentante del coordinamento dei Comuni Virtuosi. Il testo integrale è scaricabile liberamente al sito dell’associazione.

Acqua, Rifiuti ed Energia rappresentano tre questioni fondamentali per il futuro del nostro pianeta. Emergenze ambientali ed emergenze sociali aumentano laddove le politiche di governo del territorio non sono indirizzate a costruire una vera sostenibilità ambientale ed una maggiore giustizia sociale. Senza una partecipazione vera ed un aumento della coscienza collettiva sul valore dei beni comuni rischiamo di perdere il controllo di fattori determinanti il nostro benessere.

Il Comune di Capannori (LU), nel piccolo di un’esperienza comunale, sta cercando di affrontare con determinazione e coraggio queste sfide costruendo alternative che affrontino la sostenibilità anche attraverso una vera partecipazione.

Capannori è il primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia rifiuti zero”. Attraverso la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti Zero” ci siamo posti l’obiettivo “di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75%” combinando questi obiettivi con un impegno costante mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti.

Il nostro modello di sviluppo, improntato su uno spreco insostenibile di materie prime, di energia e sulla produzione di una quantità enorme di rifiuti, non può più essere definito “sostenibile”. Occorre ripensare in termini di “futuro possibile” il modo di vivere il rapporto uomo-ambiente vincolando le attività umane al massimo risparmio energetico e di materie prime.

La questione rifiuti ha dimostrato in questi anni la centralità del nostro stile di vita ed ha fatto emergere la problematica dello smaltimento di enormi montagne di scarti che la nostra società produce. Negli ultimi 15 anni la produzione di rifiuti in Toscana è aumentata ad un ritmo annuo di circa 100 mila tonnellate, ogni anno più di 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono in discariche o inceneritori.

In questi anni il Comune di Capannori ha dimostrato che l’aumento dei rifiuti non è più un dato immodificabile, ma solo un fattore che può essere governato con il coraggio di una politica che guarda alla sostenibilità e alla necessità di scelte coraggiose e concrete per un comune futuro possibile.

A Capannori abbiamo dunque voluto costruire una politica ambientale i cui punti fondamentali fossero essenzialmente due: SOSTENIBILITA’ e PARTECIPAZIONE.

Il primo elemento cardine su cui siamo intervenuti sul settore rifiuti è il sistema della raccolta. E’ ampliamente dimostrato che il sistema industriale e meccanizzato dei grandi mezzi e grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata rimane a livelli troppo bassi che non riescono a superare, se non in casi eccezionali, il 35% di differenziazione.

Il Comune di Capannori ed ASCIT hanno dunque avviato una completa riorganizzazione del servizio andando ad eliminare dal territorio tutti i cassonetti ed attivando la raccolta domiciliare “Porta a porta”, con la consegna a tutte le famiglie degli strumenti per la raccolta differenziata.

Questa scelta non ha rappresentato per noi solo una scelta tecnica di diversa gestione della raccolta dei rifiuti, ma è stata una scelta politica coraggiosa, una rivoluzione sia per l’azienda ASCIT che per tutte le famiglie a cui si è chiesto, con fiducia, un piccolo sforzo per contribuire a far sì che gli scarti non siano più un problema per l’ambiente, ma una risorsa che possa essere riutilizzata e riciclata.

Abbiamo investito in questa scelta come in una scelta per il FUTURO, l’unica possibile per raggiungere elevate percentuali di raccolta differenziata e per dimostrare che i benefici sono per tutti: per i cittadini, per l’ambiente, per i lavoratori, ed il decoro urbano.

Siamo stati dunque il primo Comune in Italia ad avviare una politica integrata sui rifiuti e sull’ambiente che non solo miri al necessario aumento della raccolta differenziata, ma che costruisca una strategia integrata per la riduzione dei rifiuti ed il loro riutilizzo, con un investimento immane nella partecipazione, nell’informazione e nella sensibilizzazione volto a raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero”.

A Capannori il “Porta a porta” è un sistema ormai consolidato su oltre 26 mila dei 45 mila cittadini del comune di Capannori, con una raccolta differenziata che supera l’80% di differenziazione. Sono bastate queste cifre per far schizzare la raccolta differenziata a livello comunale oltre il 57% nel 2207. Con questi dati già dal 2006 Capannori è il PRIMO comune toscano per raccolta differenziata.

Il testo integrale:
www.comunivirtuosi.org/attached/CAPANNORI%20VERSO%20RIFIUTI%20ZERO” alt=”” border=”0” />.doc

Il primo convegno di qualche mese fa dedicato ai rifiuti zero:

I processi di partecipazione dei cittadini

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La tesi di Ernesto Pedrini

UNIVERSITADEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA
Facoltà di Sociologia
Corso di Laurea Specialistica in
Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali

Ernesto Pedrini
I PROCESSI DI PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI
NELLA PROGRAMMAZIONE DELLE POLITICHE SOCIALI

Dall’introduzione
“Lo scopo di questa ricerca è quello di fare una ricognizione a livello nazionale di alcune tra la più innovative occasioni di partecipazione dei cittadini alla programmazione delle politiche sociali. Non si tratta di una schedatura di esperienze già consolidate bensì di processi, alcuni abbastanza riconosciuti altri ancora in forma embrionale.

Quello che ho verificato durante la ricerca è che esistono delle connessioni abbastanza evidenti tra diverse esperienze, siano esse frutto dello spirito innovativo degli amministratori pubblici, oppure emersioni dal basso di esigenze condivise da larghi strati della popolazione.

Parlerò quindi di processi, della definizione di partecipazione, di cosa si può intendere con il termine politiche sociali. Prima di tutto ciò è però necessario inquadrare quello che ho voluto analizzare all’interno di un quadro di trasformazione delle azioni pubbliche, anche a causa delle indicazioni provenienti dall’Unione Europea.”

La tesi di laurea che qui presentiamo è un ottimo strumento per conoscere da vicino alcune delle più significative esperienze di partecipazione esistenti oggi in Italia, attraverso l’azione di reti, associazioni e gruppi locali, istituzionali e non.

Tra queste, viene raccontata anche l’esperienza dei Comuni Virtuosi. Un vivo ringraziamento va ad Ernesto Pedrini per il grande lavoro fatto, le interviste raccolte, le esperienze concrete raccontate.

La tesi è dedicata a Mario Tommasini e Gabriele Bortolozzo, che “hanno lasciato il mondo migliore di come lo hanno trovato”.

Per scaricare il testo:
www.comunivirtuosi.org/attached/TESI%20ERNESTO%20PEDRINI%20DEF.pdf

Capannori ombelico dell’altro mondo

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Il nostro futuro...?

Gli eccezionali risultati ottenuti da Capannori nella gestione dei rifiuti, comune toscano più riciclone nel 2007, il 26 e 27 aprile saranno sotto i riflettori internazionali.

Il ‘gotha’ dei fautori dei Rifiuti Zero parteciperà ad un importante convegno internazionale sul tema “Rifiuti Zero a Capannori entro il 2020: prospettive locali, nazionali e internazionali di una strategia che avvicina al futuro”, che si svolgerà a Villa Bruguier di Camigliano.

La ‘due giorni’ è promossa dal Comune di Capannori in collaborazione con la Provincia di Lucca, l’azienda Ascit, Zerowaste e con il patrocinio della Regione Toscana. Al centro del convegno ci sarà il progetto “Rifiuti Zero”, la strategia ideata da Paul Connett, professore emerito di chimica all’Università St Lawrence Canton di New York che prevede il riciclo totale dei rifiuti entro il 2020.

Nel corso del convegno, che avrà tra i suoi ospiti anche Beppe Grillo che parteciperà in teleconferenza nella mattinata di domenica 27 aprile, saranno dettate le regole d’oro per riuscire a riciclare entro la data ideale, ma non utopistica del 2020, la parte indifferenziata dei rifiuti che a Capannori attualmente è in media del 35%, mentre in alcune frazioni del territorio ha raggiunto il 20%. Il primo step per raggiungere l’ambizioso e importante obiettivo è sicuramente la realizzazione della raccolta dei rifiuti ‘porta porta’ ,che in tempi brevi può garantire il raggiungimento di un’alta percentuale di raccolta differenziata.

Attualmente in Italia sono circa 2.000 i Comuni che la praticano e che hanno raggiunto la quota del 50%.. Il secondo step, sempre secondo la strategia Rifiuti Zero, prevede la realizzazione di impianti per il compostaggio dei rifiuti e una consistente riduzione degli imballaggi che avvolgono i prodotti di largo consumo. Giudizio positivo quindi sui distributori alla spina per prodotti come il latte fresco e altri cibi, per i detergenti e altri prodotti, che stanno nascendo in varie parti d’Italia e che contribuiscono alla riduzione dell’utilizzo dei contenitori in plastica. No quindi all’usa e getta, sì al riciclo dei materiali.

Capannori è stato il primo comune italiano ad aderire a Rifiuti Zero nel 2006 aprendo la strada all’adesione di altre amministrazioni locali come Carbonia (Sardegna), Acerra (Napoli) e Aviano (Padova), che parteciperanno al meeting insieme a tante altre amministrazioni e associazioni provenienti da tutta Italia. Tra le delegazioni presenti ci saranno sicuramente quelle provenienti da Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Torino, Civitavecchia, Trapani e Brescia. Molte anche le delegazioni straniere, tra queste, quelle in rappresentanza di Polonia, Bulgaria, Croazia, Francia, Inghilterra, Belgio e Stati Uniti.

La ‘due giorni’ vedrà la partecipazione di prestigiosi relatori, tra cui ricercatori provenienti dalla California, esperti, docenti, medici che porteranno il proprio contributo alle tre sessioni del convegno.

Il programma del convegno
La prima sessione in programma sabato 26 aprile alle ore 9.00 dopo i saluti delle autorità avrà come tema “Dalla strategia agli interventi: le buone pratiche che avvicinano a zero rifiuti”: introdurrà il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro e interverranno Paul Connett, professore emerito della Saint Lawrence University di New York, Eric Lombardi, direttore della rivista Eco-cycle (Usa), Rossano Ercolini, co-coordinatore della Rete nazionale Rifiuti Zero, Enzo Favoino, Agronomo della Scuola agraria del Parco di Monza, Eugenio Baronti, assessore all’innovazione e alla ricerca della Regione Toscana, Jeffry Morris, economista, Rick Anthony consulente di “Zero Waste” di San Diego, California.

La seconda sessione, in programma alle 14.30 intitolata “Buone pratiche, salute, sostenibilità, democrazia partecipata” sarà introdotta dall’assessore all’ambiente del Comune di Capannori, Alessio Ciacci e vedrà la partecipazione di Maura Cavallaro assessore all’ambiente della Provincia di Lucca, Tiziano Bianconcini, presidente di Ascit spa, Sandro Intotero, delegato sindacale Ascit, Beppe Banchi, della Commissione incaricata dal comune di Campi Bisenzio per la verifica delle alternative all’incenerimento; Joan Marc Simon, di Gaia (Global Alliance Inncinerator Alternatives) di Bruxelles, Hivaylo Hlebarov, della rete europea Cee Bankwatch, Gianluca Fioretti, presidente associazione Comuni Virtuosi, Carla Poli, responsabile del centro Riciclo Vedelago, Roberto Cavallo, presidente cooperativa Erica (Cn), Attilio Tornavacca direttore dell’Ente studio per la pianificazione ecosostenibile dei rifiuti.

Per informazioni:
www.comune.capannori.lu.it

Come un virus

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Beppe Grillo al V Day

E’ importante avere un’informazione libera.

Oggi l’informazione di regime parla di un’Italia fatta di inceneritori, centrali nucleari, grandi opere. Urla di un Paese di rigassificatori, di carenza di energia, di sviluppo. Si gonfia i polmoni di prodotto interno lordo, altà velocità, grandi opere. Punta i microfoni nella direzione della politica di palazzo, dei salotti e degli studi televisivi.

Ma c’è un’altra Italia. Un’Italia che vive a 63 anni di distanza dalla liberazione. Nell’indifferenza delle tante caste romane, giorno per giorno, sperimentando. Nella nostra Italia i comuni hanno tagliato del 70% i consumi energetici ristrutturando le scuole, le sedi istituzionali, gli impianti sportivi, la pubblica illuminazione. Nei nostri comuni le case hanno la certificazione energetica obbligatoria e sono ad alta efficienza energetica. Gli speculatori non hanno più diritto di cittadinanza e prima di costruire si ristruttura, recuperando l’esistente.

Nei nostri comuni non c’è bisogno di cancrovalorizzatori perché abbiamo la raccolta differenziata all’80%, e soprattutto abbiamo messo in cantiere progetti per la riduzione dei rifiuti alla fonte: vendiamo detersivi, latte, pasta, alla spina, diamo da bere acqua del rubinetto nelle mense comunali e i prodotti usa e getta sono stati messi al bando.

Nei nostri comuni le persone, e le merci, si spostano il meno possibile inutilmente e comunque lo fanno con una mobilità dolce: piedi, bici, trasporto pubblico, car-sharing, car-pooling.

Nei nostri comuni, finalmente, i cittadini non sono clienti a cui dare uno scontrino ogni cinque anni su cui mettere una croce per esaurire il proprio far parte di una comunità, ma partecipano attivamente a quella comunità. Ogni giorno, condividendo le scelte dell’amministrazione comunale. Sperimentando.

Questi comuni non sono basi sulla Luna, o satelliti sperduti in una qualche lontana galassia. Fanno parte degli oltre 8000 comuni italiani. Oggi sono ancora pochi, ma stanno crescendo e si stanno propagando. Come un benefico virus.

P.S.: Oggi in Piazza San Carlo, al secondo V Day a Torino, è stato incredibile. Un’esperienza unica e irripetibile. Oltre 130.000 persone in una piazza gremita e festante. I Comuni Virtuosi c’erano, grazie a Beppe e a Maurizio. Di cuore!

www.comunivirtuosi.org

Anche i Comuni Virtuosi al V2Day

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V2day

Il 25 aprile quest’anno sarà un evento bellissimo pieno di musica, informazione, e valori.
Due manifestazioni, due piazze unite negli intenti che in contemporanea avranno due differenti spettacoli.

Sul palco di Piazza Castello saliranno molti musicisti che si esibiranno per non dimenticare i partigiani ed il giorno della liberazione. Si esibiranno tra gli altri, in serata Gian Maria Testa e i Marlene Kuntz, Bebo Storti e i Lou Dalfin.

Sul palco allestito in Piazza San Carlo, si parlerà di un altro tipo di libertà, la libertà d’informazione, saranno allestiti banchetti per la raccolta firme per la proposta di:
ABOLIZIONE ORDINE DEI GIORNALISTI;
ABOLIZIONE FINANZIAMENTO PUBBLICO AI GIORNALI;
ABOLIZIONE LEGGE GASPARRI (RETE4 ABUSIVA).

Insomma, un 25 aprile in cui sarà impossibile non stare a Torino, tra i vecchi partigiani e quelli che Grillo ha definito “i nuovi partigiani” i componenti dei meetup sparsi in giro per l’italia.

Programma del V2-DAY dalle 15:00 in poi PIAZZA SAN CARLO oltre a Beppe Grillo suoneranno: Leo Pari, Caparezza, Blaugrana, Frankie HI NRG. In chiusura collegamento video con Zucchero. Parleranno: Maria Fidia Moro, No Dal Molin, No Tav, Forleo, De Magistris, video di Guariniello, Pino Masciari, Marco Travaglio, Beppe Scienza, Maurizio Pallante e, udite udite, Marco Boschini per i Comuni Virtuosi…

Per chi proprio non potrà essere a Torino, ci saranno le dirette streaming di ECO TV e QUIRETELIBERA.

Per la nostra associazione un piccolo (grande) riconoscimento per il lavoro fin qui fatto e la possibilità di far conoscere ai cittadini di Torino, e non solo, che esistono comuni concreti e virtuosi, amministratori seri che sperimentano ogni giorno, nella totale indifferenza della stampa di regime, progetti per la riduzione dell’impronta ecologica e la partecipazione attiva delle comunità locali.

www.comunivirtuosi.org

Piazza San Carlo

I pannolini di Dogliani

Author: admin  |  Category: Rifiuti

Pannolini ecologici

La raccolta differenziata a Dogliani (CN) passa anche per l’infanzia: l’assessorato comunale all’Ambiente, nell’ambito della riduzione dei rifiuti, propone infatti una campagna informativa volta alla diffusione dei pannolini per bambini ‘eco-intelligenti’.

Si tratta di un Kit composto da mutandine impermeabili, pannolini lavabili e veli di cellulosa usa e getta: basterà cambiare soltanto il velo di cellulosa, risparmiando così il resto dell’involucro.

L’incentivo all’uso di questi pannolini è motivata da più fattori positivi. Innanzitutto per la salute dei bambini, in quanto il materiale utilizzato è studiato per permettere alla pelle di respirare evitando spiacevoli allergie.

Ma non solo: per le famiglie c’è un effettivo risparmio valutato intorno ai 1000/1500 euro. Il costo, pur essendo all’inizio più elevato, comporta infatti una notevole diminuzione della spesa nell’arco dei tre anni, in quanto si dovrà solo più comprare il ricambio del velo di cellulosa interno che, dopo l’uso, si può buttare anche nel water, mentre il resto dell’involucro può essere lavato in lavatrice a 90 gradi.

Infine, ultimo vantaggio ma non meno importante degli altri, in considerazione che in media un bambino utilizza oltre cinquemila pannolini usa e getta, producendo circa una tonnellata di rifiuti non differenziabili, dall’utilizzo dei pannolini lavabili ne trarrà giovamento anche l’ambiente.

I classici pannolini usa e getta infatti sono un rifiuto indistruttibile, che va ad occupare un enorme spazio nelle discariche, tutto questo in un momento dove la riduzione delle quantità di rifiuti è estremamente importante.

Per maggiori informazioni:
www.comune.dogliani.cn.it

Cral sostenibili

Author: admin  |  Category: Nuovi stili di vita

Cral

Considerando che i nostri comportamenti quotidiani e il nostro stile di vita producono effetti sull’ambiente locale e globale, il CRAL di Arpa Piemonte ha stipulato con i gestori dei distributori automatici un contratto che integra diversi elementi di sostenibilità.

I distributori sono dotati di un’opzione di esclusione del bicchiere usa e getta che permette di usare un proprio bicchiere riutilizzabile. Tra gli spuntini è stato scelto di inserire snack e prodotti da forno contenenti ingredienti provenienti da coltivazioni biologiche e da produzioni, ove possibili, piemontesi.

Inoltre l’acqua minerale è venduta in bottiglie di vetro con vuoto a rendere e viene proposto anche un caffè del commercio equo e solidale per contribuire all’equità tra le diverse aree del mondo.

Circolo