Un appello accorato

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Pino Masciari

Sono un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket, che ha denunciato, fatto arrestare e condannare decine di appartenenti al sistema `ndranghetista con le sue collusione all’interno delle Istituzioni. Inserito nel Programma Speciale di Protezione a partire dal 17 Ottobre 1997, portato via dalla Calabria e da allora sprofondato in un tunnel senza via d’uscita: in questi 11 anni non si contano i comportamenti omissivi tenuti dalle Istituzioni preposte alla mia protezione, contrari alla legge e prima ancora alla dignità della persona. Abbandonato al mio destino insieme con la mia famiglia, isolati, esiliati dalla propria terra, privati delle imprese edili e del proprio lavoro (mia moglie è un medico-odontoiatra).

Prima mi hanno tolto il pane, poi mi hanno tolto la libertà, infine la speranza. Dopo 11 lunghi anni di attesa e di fiducia nelle Istituzioni oggi devo ammettere che non ci sono le condizioni perché la mia famiglia continui a restare ancora in Italia considerando la situazione di abbandono e l’assenza dei settori preposti alla protezione, che sarebbe dovuta avvenire in modo vigile e costante nella località (per così dire) protetta.

La conclusione è che mi ritrovo facile bersaglio insieme alla mia famiglia della vendetta mafiosa, nell’allarmante contesto di ‘ndrangheta, acceso e dilagante.

Pertanto chiedo formalmente al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell’Interno Giuliano Amato e al Viceministro dell’Interno Marco Minniti con delega alla Commissione Centrale ex art. 10 L . 82/91 di risolvere tempestivamente prima della consultazione elettorale la mia annosa vicenda, garantendo il diritto al lavoro e la sicurezza presente e futura per me e la mia famiglia.

Contemporaneamente chiedo formalmente ad una qualsiasi delle Nazioni dell’Unione Europea o altra Nazione l’ADOZIONE della mia famiglia, per mia moglie ed i miei due figli, perché si prenda cura di loro con la dovuta sicurezza.

Io no! Scelgo di rimanere nel mio paese, a rischio della vita, per proseguire la strada della denuncia civile e legale dell’impotenza delle Istituzioni, che alle parole non fanno seguire i fatti concreti e per raccontare la verità sulla lotta alla mafia in Italia: chi non scende a compromessi con le dinamiche mafiose deve essere fatto fuori, in un modo o nell’altro.

Lascio dunque in data odierna la località protetta per arrivare in Calabria ed affrontare quello che sarà il mio destino, mantenendo almeno fino in fondo la dignità che in questi anni ho difeso dagli attacchi prima della `ndrangheta e poi delle Istituzioni. Poi sarò davanti ai “Palazzi” di Roma e al TAR del Lazio dove giace vergognosamente arenato da più di tre anni il ricorso contro lo Stato che mi ha revocato ingiustamente il programma di protezione, che equivale alla condanna a morte.

Lo farò in giro per l’Italia, fiducioso di trovare al mio fianco i tanti cittadini, associazioni, gruppi e Meetup, le forze sane delle istituzioni e della politica che ho incontrato in questi lunghi anni, che condividono la mia scelta e che si riconoscono nei valori della legalità e della giustizia.

La COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, già nella scorsa legislatura, la quattordicesima, aveva analizzato ed esaminato approfonditamente “il caso dell’imprenditore Giuseppe Masciari“, riconoscendo le ragioni di quanto esposto, (si rimanda ai seguenti documenti: Approvazione della Relazione del Comitato TESTI del 9 marzo 2005, Resoconto Stenografico della 69° seduta del 14 giugno 2005, approvazione della Relazione di Minoranza del 18 gennaio 2006, pag. 72 “Testimoni di giustizia: una risorsa umiliata”).

L’attuale COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, quindicesima legislatura, nella Seduta di martedì 19 febbraio 2008 ha approvato la Relazione annuale sulla ‘ndrangheta (Rel. On. Forgione) e la Relazione sui testimoni di giustizia (Rel. On. Napoli), che ha fatto emergere “le gravi cadute di efficienze del sistema di protezione dovute spesso a inettitudine, trascuratezza ed irresponsabilità” per questo “Lo Stato recuperi il terreno perso nei confronti di chi ha mostrato di possedere uno spirito civico esemplare”. Ha riconosciuto il rispetto dei diritti dei testimoni di giustizia, risorsa da premiare e non da umiliare. Nella relazione sulla `ndrangheta ha dichiarato la pericolosità mondiale di tale struttura criminale.

Le Istituzioni, la politica, Confindustria, raccolgono collezioni di buone intenzioni cui non seguono fatti concreti. Non ho bisogno di pacche sulle spalle, ma di sicurezza, impiego e futuro per me e soprattutto per la mia famiglia.

Se si permette che chi ha scelto di stare dalla parte della Giustizia maturi solo disagi diventando esempio tangibile del fallimento di una rapida risposta dello Stato, ciò non rappresenta una sconfitta solo per Pino Masciari, ma una sconfitta per l’Italia intera, una vittoria per la `ndrangheta, che ha continuato e continua a fare imprenditoria moltiplicando i suoi guadagni, tanto è vero che in Calabria ha un bilancio di 35 miliardi di euro sporchi, mentre al sottoscritto non gli viene restituito il diritto di ritornare a fare l’imprenditore. Addirittura il Ministero dell’Interno con delibera del 28 luglio 2004, così afferma: “non consente di autorizzare il rientro del testimone di giustizia Masciari Giuseppe e del suo nucleo familiare nella località di origine ritenuto che sussistono gravi ed attuali profili di rischio“.

Una sconfitta per lo Stato Italiano, un messaggio devastante per chi domani si trovasse a decidere se denunciare o abbassare la testa di fronte alle intimidazioni mafiose.

Confermo fino alla fine e con fermezza che non ho alcun rimpianto per ciò che ho fatto, perché ritengo che la denuncia sia atto doveroso di ciascun cittadino che appartenga ad uno Stato che possa ancora considerarsi di diritto.

Lì 31 marzo 2008, f.to Giuseppe (Pino) Masciari

Il presente comunicato stampa è stato diramato in più lingue alle testate giornalistiche straniere e alle ambasciate estere.

Contatti
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pino59@email.it
pinomasciari@gmail.com

Davide Mattiello 3488079996
Roberto Laddaga 3475129117

Mozzarelle per il Tibet

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Tibet

Due notizie apparentemente slegate tra loro evidenziano chiaramente cos’hanno a cuore i potenti della Terra e i governanti del nostro trasandato Paese.

La prima ci dice di una battaglia per la libertà, portata avanti con dignità e coraggio dai monaci tibetani, boicottata e ignorata da gran parte dei governi mondiali e dalle organizzazioni sociali ed economiche che “esportano democrazia” a reti unificate salvo poi voltare le spalle a chi è in prima linea, per davvero e sulla propria pelle, per tutelare il proprio futuro.

La seconda ci racconta dello scandalo delle mozzarelle alla diossina, dell’embargo cinese e del danno economico che le aziende campane subiscono da ormai qualche settimana. Anche qui si presentano le cose senza dire tutta la verità, o puntando l’attenzione solo dove importa e può far comodo. Della diossina nel terreno, figlia di un territorio abbandonato alle ecomafie e all’ordinaria emergenza rifiuti, nessuno pretende controlli, persegue colpevoli, indica un’alternativa. Tutti invece gridano al complotto cinese, al rischio recessione.

Ora, l’incrocio tra le due notizie inquieta e rattrista. L’ambasciatore italiano a Pechino pare abbia alzato la voce. Finalmente, mi dico, sarà andato ad annunciare ai dittatori cinesi che l’Italia boicotterà i giochi olimpici prossimi venturi ed eviterà, fino alla fine delle ostilità con la comunità tibetana, di fare affari con l’impero rosso-capitalista.

Invece, su mandato del governo Prodi, l’ambasciatore tricolore ha redarguito le autorità cinesi affermando che l’embargo alla mozzarella è ingiustificato, che i casi di presenza di diossina sono limitati e circoscritti e quindi si può tornare alla normalità al più presto.

Insomma, per farla breve, quando il Dalai Lama venne in visita in Italia qualche mese fa i nostri politili si guardarono bene dal riceverlo, per non scalfire i fondamentali rapporti economici tra i due Paesi. Settimane di mattanza in Tibet, con una repressione vergognosa e folle non hanno convinto il nostro ambasciatore in Cina, e quindi il nostro Governo, a spendere una sola parola contro la violenza di Stato. Ora, per qualche mozzarella, si solleva un polverone.

Forse è arrivato il momento di rividere la scala dei valori che si danno alle cose, e dirci che nell’era della crescita infinita val più una mozzarella alla diossina che la vita di un uomo.

Mozzarelle di bufala

FREE TIBET - Invia una mail all’ONU
www2.beppegrillo.it/iniziative/free_tibet.php

I rifiuti di Napoli…

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De Gennaro

Chiesto il rinvio a giudizio per Gianni De Gennaro. I pubblici ministeri che indagano sui fatti del G8 di Genova hanno chiesto il rinvio a giudizio dell’ex capo della polizia per aver istigato l’ex questore di Genova Francesco Colucci a rendere falsa testimonianza durante il processo per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz. La notizia, anticipata da un quotidiano, è stata confermata all’Ansa dal procuratore aggiunto Mario Morisani.

De Gennaro era stato raggiunto dall’avviso di fine indagini a fine novembre scorso. L’ex capo della polizia, ora commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania, aveva depositato il 18 gennaio scorso in procura una memoria difensiva in cui aveva ribadito di non aver mai indotto Francesco Colucci a rendere falsa testimonianza.

L’inchiesta che coinvolge De Gennaro nasce dal processo per l’irruzione alla Diaz nel luglio 2001. Nel corso di un’udienza in cui venne chiamato come testimone l’ex questore del capoluogo ligure Colucci, rilasciò una serie di dichiarazioni per le quali la procura chiese l’iscrizione al registro degli indagati per falsa testimonianza.

Per il reato di istigazione alla falsa testimonianza fu invece indagato De Gennaro che si giustificò sostenendo che Colucci potrebbe aver equivocato quella che era solo una chiacchierata sulla vicenda Diaz. La spiegazione non avrebbe però convinto i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, e con loro il procuratore aggiunto Mario Morisani.

www.repubblica.it

Come sprecare energia ed essere felici…

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Pubblica illuminazione

Confesercenti nel suo rapporto “100 casi di sprechi nell’Energia” racconta come ogni anno, in Italia, si sprechino circa 20 miliardi di Euro usando male l’energia elettrica.

Si va dagli sprechi pubblici (lampioni che illuminano il cielo invece che la strada) a quelli privati (elettrodomestici poco efficienti). Nel dossier leggo che il “nostro sistema di distribuzione dell’energia elettrica, è un vero e proprio colabrodo, visto che perde ogni anno l’equivalente di energia che basterebbe ad alimentare una metropoli di 2 milioni e mezzo di abitanti.”

A livello nazionale Confesercenti analizza il sistema delle importazioni e ricorda la multa del tubo. “L’antitrust ha condannato l’Eni (provvedimento 15174 /06), a 290 milioni di euro di multa per il mancato potenziamento del metanodotto TTPC, che avrebbe consentito al nostro Paese di avere 6,2 mld in più all’anno di metri cubi di gas proveniente dall’Algeria.” Meglio aspettare e fare i rigassificatori, no…?

Ci sono poi i casi dei privati, con i problemi della centralizzazione poco oculata del riscaldamento. Nei condomini con caldaie centralizzate di vecchia generazione i termosifoni restano accesi per 300 ore l’anno in appartamenti per la maggior parte del tempo vuoti. 650 milioni di euro l’anno sprecati.

Interessante anche il caso delle acque dure: le incrostazioni di calcare abbassano il rendimento energetico di boiler, elettrodomestici e caldaie. Togliere il calcare da quest’acqua (diffusa nel 75% del territorio italiano) aumenterebbe il rendimento tra il 20% ed il 30%.

Ultimo spreco che vi racconto: comprare buste di plastica. Se riuscissimo a rifiutarne un paio al mese a testa, arriveremmo ad un risparmio di circa 60 milioni di euro. Produciamo 300.000 tonnellate di plastica con 430.000 t di petrolio ovvero circa 3 mln di barili.

Per leggere gli altri 95 modi in cui l’Italia spreca energia, vi consiglio il rapporto della Confesercenti. Lungo, dettagliato, desolante.

www.confesercenti.it/documenti/allegati/2008sprechi.doc

Cento strade per giocare

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Il logo della manifestazione

Un’invasione di colori e di allegria tra le vie delle nostre città. E’ 100 Strade per Giocare, l’iniziativa del 6 aprile 2008 promossa da Legambiente per salutare l’inizio della Primavera.

I volontari, in giro per l’Italia, chiudono le strade al traffico, trasformando un giorno come tanti in un’occasione di festa dedicata a tutti i cittadini a partire dai più piccoli; le famiglie potranno uscire lasciando a casa l’automobile e riscoprire il piacere di ripopolare le piazze.

Ma 100 Strade per Giocare, giunta alla sua quindicesima edizione, non rappresenta solo un momento per goderci una città più bella, senza essere disturbati da traffico e smog ma anche un’opportunità per restituire strade e piazze ai cittadini, per ripensare gli spazi pubblici in modo che siano più fruibili da tutti, per promuovere ed incentivare una mobilità più sostenibile che tenga conto anche delle esigenze dei più piccoli.

Tante le attività proposte dai circoli di Legambiente nelle strade italiane: cacce al tesoro, giochi di squadra, laboratori ambientali, spettacoli teatrali e musicali ma anche convegni e mostre per informare e sensibilizzare. I ragazzi oggi, in particolare nei grandi centri urbani, non conoscono la dimensione di condivisione del gioco in strada, questa giornata rappresenta una vera azione di mobilitazione per chiedere a gran voce delle città a misura di bambino.

Tutti i ragazzi che saranno in piazza con Legambiente potranno compilare una cartolina da consegnare al sindaco per fargli sapere cosa pensano della propria città. Organizzare un appuntamento di 100 Strade per Giocare è semplice, basta chiedere il supporto di Legambiente e coinvolgere gli abitanti, dai vicini di casa alle associazioni. E il gioco è fatto!

Per informazioni: ragazzi@legambiente.eu

www.legambiente.eu

Gli incentivi di Arzignano

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Arzignano, Vicenza

Il Comune di Arzignano, in provincia di Vicenza, ha adottato un nuovo Regolamento per l’edilizia sostenibile. La scelta è in linea con le politiche di sostenibilità ambientale messe in atto dall’amministrazione negli ultimi anni e si dimostra necessaria considerando che il settore civile-residenziale incide per il 40% sui consumi generali di energia.

L’aspetto più innovativo del nuovo regolamento, che recepisce la legislazione nazionale e detta i requisiti relativi alle nuove costruzioni, al risparmio energetico, alle energie rinnovabili e alla certificazione ambientale, riguarda gli incentivi che l’Amministrazione concede a chi costruisce edifici ad alta efficienza energetica. In particolare si tratta di agevolazioni economiche per gli edifici nuovi o ristrutturati che ottengono la certificazione denominata “CasaClima” secondo le categorie A, B e Oro.

Per la realizzazione di tali edifici vengono ridotti i costi degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria rispettivamente del 40% per le “CasaClima” di classe B (con un consumo annuo inferiore a 50 Kwh per metro quadro) e del 55% per le “CasaClima” di classe A (con consumi inferiori ai 30 Kwh) ed Oro (con consumi inferiori ai 15 Kwh).

Inoltre, il regolamento stabilisce che su tali costruzioni sia applicata l’aliquota ICI ridotta al 4 per mille: per gli edifici di classe B l’agevolazione ha durata di 6 anni mentre per gli edifici di classe A ed Oro l’agevolazione ha durata di 10 anni dalla data del rilascio della certificazione.

“Lo sviluppo di queste azioni passa necessariamente attraverso un nuovo modo di costruire che contempli edifici a basso consumo energetico, commenta l’Assessore all’Ambiente, Stefano De Marzi, e per questo è giusto riconoscere dei vantaggi economici a chi vuol praticare questa strada. E’ una delle priorità della nostra azione amministrativa che promuoviamo e traduciamo direttamente nella pratica. Abbiamo già previsto di seguire i requisiti “CasaClima” per i nuovi progetti di edilizia economica popolare e per gli spazi da ristrutturare e destinare ad attività sociali“.

www.comune.arzignano.vi.it

La patria del riuso

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Colorno

Domenica 16 marzo 2008, la trasmissione Report di Raitre ha parlato delle buone pratiche adottate presso il Comune di Colorno a riguardo della riduzione e del recupero dei rifiuti. Per il Comune di Colorno sono intervenuti l’assessore Marco Boschini, in qualità di coordinatore dell’Associazione dei Comuni Virtuosi e il geom. Marco Grisenti, responsabile dell’Ufficio Ambiente.

Nel breve servizio sono state mostrate le immagini della Stazione Ecologica Attrezzata, presso la quale grazie all’impegno dei volontari dell’AUSER è stato realizzato il progetto Ri-Utilizziamo che prevede il recupero e la redistribuzione dei beni durevoli riutilizzabili. Sono inoltre state mostrate immagini e interviste relative alla mensa scolastica, dove sono state messe al bando le bottigliette di plastica, e ai due negozi del paese coinvolti nella vendita dei detersivi sfusi.

La trasmissione è visibile in streaming sul sito www.report.rai.it. Il breve servizio su Colorno inizia intorno al minuto 22 della trasmissione.

Negli ultimi due anni, l’Assessorato ai Servizi Pubblici anni ha realizzato diverse e importanti iniziative riguardanti la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti: la raccolta rifiuti domiciliare, ha consentito di portare dal 30% al 67% la quota di rifiuti ricilabili differenziati; l’ampliamento dell’orario della stazione ecologica, ha reso accessibile questo luogo a un maggior numero di utenti; l’introduzione del premio di zona, ha consentito di diversificare la tariffa sulla base dei risultati ottenuti; il recupero dell’evasione e dell’elusione, sta consentendo di contenere l’impatto sulle tariffe dei purtroppo ancora elevati costi del servizio e di garantire maggiore equità fiscale; il già citato progetto “Ri-Utilizziamo”, ha consentito di recuperare e distribuire numerosi beni, ma anche di raccogliere e rivendere il metallo pervenuto alla stazione ecologica e di autofinanziare i costi di personale della Stazione Ecologica.

In collaborazione con l’Assessorato alle Attività Formative, è stato avviato il progetto “Negozi Leggeri”, che attraverso la vendita di detersivi sfusi, si propone di ridurre la produzione di rifiuti alla fonte. Seguirà nel corso del 2008, il progetto “Bimbi Leggeri” attraverso il quale promuovere e incentivare l’utilizzo dei pannolini lavabili, per ridurre ulteriormente il rifiuto residuo secco.

Per i prossimi anni, sono in cantiere molte altre iniziative, allo scopo di promuovere ulteriormente le buone pratiche di riduzione e riciclo dei rifiuti, ma soprattutto per incentivare economicamente tutti coloro che operano in modo significativo e concreto verso questa direzione.

Colorno, 19 marzo 2008
Mirko Reggiani – Assessore del Comune di Colorno

Casa clima a Montebelluna

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Montebelluna

Nei giorni 16-17-18 giugno 2008 a Montebelluna, presso l’Auditorium della Biblioteca comunale di Montebelluna e la Sala Consiliare, viene organizzato, in collaborazione con la ditta Idecom s.r.l., il corso “CasaClima Base” tenuto dall’Agenzia CASA CLIMA di Bolzano. La quota di partecipazione è di Euro 400,00+IVA. Il corso è a numero chiuso per un massimo di 60 partecipanti e la scadenza per la presentazione delle domande di preiscrizione è fissata per il giorno 23 maggio 2008.

Il Comune di Montebelluna ha deciso di dar vita ad un importante momento di incontro e confronto con gli operatori del settore delle costruzioni organizzando un percorso di aggiornamento tecnico tenuto dall’Agenzia CASA CLIMA di Bolzano, sui temi del risparmio energetico, coniugando qualità, rispetto per l’ambiente ed economicità e promuovendo così un dialogo con i progettisti locali e non, con l’obiettivo di applicare queste tematiche agli interventi di trasformazione edilizia o di riqualificazione dell’esistente.

Dove si svolge
Auditorium – Sala conferenze della Biblioteca Comunale, Via dei Martini 1

Per informazioni:
Ing. Lodovico Mazzero c/o Comune di Montebelluna al n. 0423/617510 o via e-mail: edifici@comune.montebelluna.tv.it

Arch. Cristina Zannin c/o Comune di Montebelluna al n. 0423/617507 o via e-mail: progetti@comune.montebelluna.tv.it

www.comune.montebelluna.tv.it

Spreco incandescente

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Lampade a incandescenza

In base all’aticolo 2 della legge 244/07, che è stato approvato nell’ultima finanziaria, a iniziare dal 1 gennaio 2011 saranno vietate in tutto il territori nazionale la vendita, l’importazione e distribuzione di lampadine a incandescenza.

Il motivo di questa norma? Beh, queste lampade trasformano in luce soltanto il 10 % dell’energia che impiegano, mentre tutto il resto se ne va in calore. Per non parlare del fatto che per ogni watt rendono 12 lumen ( lumen/watt è l’unità di misura del flusso luminoso) a differenza di lampade come quelle fluorescenti 60-80 lumen/watt, quelle a Led (light emitting diode) che toccano i 50-55 lm/W.

Con l’introduzione di queste nuove lampadine nelle nostre case la luce sara più bianca e pulita. Questa scelta la dovrebbero condividere tra il 2010 e il 2014 anche altri paesi come GB, USA, Canda e Australia.

A questo riguardo è partita una iniziativa di GreenPeace che raccoglie delle firme per chiedere al Parlamento Europeo che ne vieti l’uso in tutti i Paesi dell’Unione. La campagna prevede che si possa anche scrivere direttamente ai grandi gruppi di distribuzione (Coop, Esselunga, Auchan) perchè rimuovano, immeditamente e volontariamente, dagli scaffali le lampadnine ad incadenscenza.

Se qualcuno fosse interessato a fare la stessa cosa può utilizzare il testo che riporto.
Oggetto: Al bando le lampadine incandescenti dai vostri scaffali
I cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale che l’umanità si è mai trovata ad affrontare. Gli effetti del riscaldamento globale sono sotto gli occhi di tutti noi: occorre agire immediatamente per dimezzare le emissioni di gas serra mondiali entro il 2050. Si tratta di una sfida contro il tempo.

L’efficienza energetica è il modo più economico per ridurre i consumi di energia elettrica e abbattere le emissioni di gas serra: dobbiamo puntare con decisione su elettrodomestici efficienti, mandando in pensione prodotti obsoleti altamente energivori.
La Vostra Società attualmente continua a vendere lampadine a incandescenza altamente inefficienti, che sprecano oltre il 90% di elettricità sotto forma di calore. Sul mercato esistono le lampade fluorescenti compatte (LFC), che riducono i consumi dell’80% e durano dieci volte tanto.

Vendendo lampade incandescenti, la Vostra Società si rende partecipe di uno spreco collettivo contro il Pianeta e contro i consumatori: non è vero che le lampadine incandescenti costano di meno, con le nuove LFC si ha infatti un enorme risparmio in bolletta, circa 8 euro all’anno!
Le lampadine incandescenti sono un inutile spreco di energia e denaro, e contribuiscono largamente al riscaldamento globale. Perché il vostro supermercato continua a venderle?

Mettere fine alla vendita delle incandescenti e ampliare l’offerta di lampade ad alta efficienza è il minimo che la Vostra Società possa fare per salvare il pianeta dai peggiori impatti dei cambiamenti climatici e per far risparmiare i vostri clienti. Spero che la Vostra Società rimuova al più presto le lampade incandescenti dai propri scaffali.

www.greenpeace.it

Voglio vivere a Provaglio D’Iseo

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Tetto fotovoltaico

Segnatevi questo nome, Dott.ssa Giuseppina Martinelli, insegnante di quarant’anni, dal giugno del 2004 sindaco di Provaglio D’Iseo, comune in provincia di Brescia. Ricordate? Ne avevamo parlato un pò di tempo fa, quando la giunta del luogo si inventa un progetto spettacolare per la diffusione dei pannelli fotovoltaici tra i cittadini del paese, a costo zero!

A che punto sono? Ecco di seguito un comunicato stampa di qualche settimana fa predisposto dalla giunta comunale, in cui si racconta di come sta andando avanti l’esperimento virtuoso.

Conclusa la prima fase di presentazione, è ora al via la fase di rilievo e raccolta dati presso le abitazioni degli oltre duecentocinquanta cittadini che hanno richiesto di aderire al progetto.

Il mese scorso (a dicembre, n.d.r.), come noto, è stato presentato ai cittadini e ai mass media il progetto “Fotovoltaico Facile a Provaglio d’Iseo”, la prima iniziativa in Italia per l’installazione di pannelli fotovoltaici a costo zero.

L’idea è nata da un’intuizione dell’Amministrazione Comunale di Provaglio d’Iseo, la quale, per promuovere la diffusione degli impianti a tecnologia fotovoltaica nelle private abitazioni, sfruttando alcune incentivazioni previste dalla Finanziaria 2007, ha elaborato e patrocinato un accordo-progetto tra la locale società di servizi, AGS S.p.A., e la Banca di Credito Cooperativo di Pompiano e Franciacorta. Tale accordo consentirà, per ora, a circa duecento famiglie residenti di installare i suddetti impianti, senza alcun impegno economico e senza alcun aggravio di carattere burocratico, anzi risparmiando il 50% sulla bolletta elettrica.

Attraverso il “Fotovoltaico Facile”, AGS offre gratuitamente ai cittadini di Provaglio, Provezze e Fantecolo una struttura in grado di occuparsi di tutte le fasi di realizzazione del progetto, dalla consulenza all’installazione alla successiva assistenza.
Conclusa con il mese di novembre la prima fase prettamente espositiva, è ora partita la fase di rilievo e raccolta dei dati presso le abitazioni dei numerosi cittadini che hanno dato la propria adesione (siamo nell’ordine di circa 250 richieste al 1° dicembre 2007). Ad occuparsi di questa seconda fase sarà il “Gruppo di Lavoro Progetto Fotovoltaico”.

Composto da quattro giovani provagliesi laureandi in Ingegneria ed Architettura e coordinato dal responsabile della locale società di servizi, il gruppo si occuperà principalmente dei sopralluoghi presso le private abitazioni; tali sopralluoghi permetteranno di rilevare i consumi energetici, le condizioni del tetto e la relativa pendenza, l’orientamento della porzione destinata alla posa dei pannelli fotovoltaici e le condizioni di accesso per consentire le successive operazioni di montaggio.
Le indagini saranno condotte con meticolosità e perizia sia nella parte attinente il rilievo che nella parte relativa alla verifica dei consumi storici di energia elettrica in relazione al fabbisogno prospettico delle singole utenze. Le suddette informazioni serviranno per la stesura del progetto preliminare e per la verifica della fattibilità economico-finanziaria di ogni impianto.

Sin dal primo incontro, il gruppo di lavoro si è dimostrato molto ben organizzato e coordinato. Infatti, una volta verificati e analizzati gli strumenti messi a disposizione, i dati tecnici/economici di raccolta e i relativi parametri di riferimento, la squadra ha steso un programma e un calendario per i sopralluoghi, dividendo operativamente il lavoro e conciliando la disponibilità dei cittadini con i propri tempi.

La citata attività di indagine ed elaborazione preventiva dei dati si protrarrà per almeno tre mesi (dovrebbe concludersi in questi giorni, n.d.r.), soprattutto tenendo conto del numero elevato di adesioni, che ha superato la quota prefissata di duecento utenze. Sarà quindi necessario, previa adozione di criteri obbiettivi, determinare i parametri tecnico-economici di riferimento che serviranno ad escludere i nuclei abitativi ritenuti non idonei.

I risultati, indubbiamente validi ed equi, saranno messi a disposizione della società che, in partnership con l’Azienda Global Service, provvederà alla progettazione, al dimensionamento di ogni impianto ed alla messa in opera, nonché agli adempimenti delle procedure burocratiche finalizzate all’ottenimento del contributo statale, l’ormai noto “Conto Energia”, condizione essenziale per la sostenibilità del progetto.

www.comune.provagliodiseo.bs.it