La mia vita a emissioni zero

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Salvate la terra!

Posto di seguito un articolo di Paolo Rumiz dal portale di Repubblica. Con un pò di folclore e qualche leggerezza racconta bene (e ad un vasto pubblico) alcune delle contraddizioni più evidenti della nostra società, e di un modello di sviluppo insensato e ostinatamente autodistruttivo.

Oggi parlare di ambiente è diventato di moda, e di questo in parte bisogna diffidare. Fare scelte di buon senso per molte amministrazioni resta un fastidioso ronzio che disturba il corso naturale degli eventi, i funzionari dell’inerzia e della pigrizia regnano abbastanza indisturbati sulla gran parte degli oltre 8000 comuni italiani.

Molta gente crede ancora che sia giusto lavorare come muli per ricevere uno stipendio da fame da spendere per acquistare cose inutili. Ci si riunisce devoti nelle cattedrali del consumo e come tanti automi ci si mette in coda alla cassa.

Piano piano, però, si fa largo un’idea altra di economia, una società che riscopre parole e valori e modi di essere quali sobrietà, autoproduzione, scambio non monetario. Nuovi stili di vita indossati con entusiasmo e fantasia da sindaci e genitori e vicini di casa e intere comunità. Speranze fatte persone con la forza di mettersi in gioco, e dimostrare che è possibile e divertente, oltre che necessario, costruire giorno per giorno un mondo diverso e più giusto. A misura d’uomo, compatibile e di buon senso. Decrescente e felice.

Il blog chiude per ferie, ci rivediamo nel 2008, auguri a tutti!

C’è un uomo che vive al freddo, senza automobile e con la dispensa semivuota. Mangia poca carne, riutilizza la carta usata e va in bici al mercato per comprare rape sporche di terra dai contadini. E’ un cuorcontento, accetta ogni restrizione e anche nei giorni di festa vive lietamente con i motori al minimo. Chi può essere? Un originale, direte. Un poveraccio con la pensione da fame.

Sbagliato. Quel tale è un paladino solitario di “Emissione-zero”, uno che tenta di vivere producendo il minimo di Co2, il gas che la civiltà dello spreco spara nell’atmosfera surriscaldando la Terra e chiudendoci tutti in una cappa mortale. Uno che cerca di vivere mirando a quello zero impossibile, testardamente, per salvare il mondo che verrà.

Ecco, per una settimana ho provato a vivere così. All’osso, calcolando l’equivalente in anidride carbonica di ogni minimo atto. Ho misurato i chilometri in treno, il cibo consumato, i tempi di cottura, gli sciacquoni, e poi ho tirato le somme.

Risultato? Ho consumato metà della metà e la mia vita è cambiata. Sono diventato più ricco, più leggero, più sensibile all’insulto dello spreco. E sicuramente più ai ferri corti con un Paese che non fa nulla per premiare il consumo virtuoso.

La storia comincia quando sento parlare di una società di Legambiente dal nome trasparente di “Azzero Co2“, col timbro del Kyoto Club. Telefono, dico cosa vorrei fare, spiego che vivo a Trieste, in una situazione ottimale, già di “bassa energia“.

Non sono pendolare, non ho auto né lavastoviglie, sto a un secondo piano senza ascensore e ho tutto sotto casa: ufficio, negozi, stazione. La Tv l’ho buttata per manifesta inutilità; possiedo solo una radiolina a onde corte e un glorioso telefonino vecchio di sette anni.

“Lei è un virtuoso”, annunciano. Ma la virtù non basta: loro vogliono accertarsi che sia anche matto abbastanza per sottomettermi alle prove più dure. Così frugano nella mia privacy, annotando ogni minuzia dei miei consumi e si buttano nel conteggio.

Elettrodomestici, caldaia, luce, eccetera: totale 2427 chilowattore annui, corrispondenti a 1578 chili di Co2, come sette frigoriferi pieni. Al giorno fanno 4,32. La metà della media europea che è di nove chili pro capite, dato confermato da Greenpeace.

“Ottimo, penso, parto in vantaggio”. Invece no, non sono inclusi i trasporti, e sono proprio quelli che sballano il conto. L’aereo soprattutto, che spara gas-serra in quantità letali. Solo per ricuperare i voli di quest’anno, mi dicono, dovrei piantare alberi per una vita. Replico che sono pronto, anche a non volare più, come Terzani dopo il famoso incontro con l’Indovino. Risposta: “Intanto cominci leggendosi un bel vademecum di consumo etico“.

L’inizio è terrificante. Regole penitenziali a raffica. Se fosse prescritto anche il caffè di cicoria, sarebbe un perfetto manuale di autarchia fascista. Ma è una guerra necessaria: Co2 è in agguato ovunque. Nei cibi refrigerati e nelle lunghe cotture. Nelle confezioni luccicanti di plastica e nel cibo che ha alle spalle grandi distanze di trasporto camion. Soprattutto nella carne, perché il foraggio inquina cento volte più del letame.

Scopro che la mia vita va rivoltata come un calzino. Devo acquistare il pane sotto casa; comprare verdure di stagione, meglio se locali; fare scorta di legumi secchi e abbandonare l’acqua minerale. E poi luci a basso consumo, riscaldamento minimo, docce brevi non quotidiane e – ovviamente – raccolta differenziata della spazzatura. Ultimo sigillo: viaggiare meno. Solo treno e bicicletta.

Mi dicono che avrò a disposizione consulenti “etici”, pronti a sciogliere i miei dubbi e a calcolare l’effetto-Co2 delle mie giornate, sulla base di un rapporto quotidiano che mi impegno a mandare. “Lo zero se lo scordi, mi smontano in partenza, a quello non arriva neanche un monaco tibetano”. Chiedo almeno quale può essere un buon obiettivo. Risposta lapidaria: “Il massimo”. Tanta è l’apnea della Terra.

MERCOLEDI’ – PRIMO GIORNO
Mi sento sommerso di divieti, come un ebreo osservante cui è prescritto anche il piede con cui scendere dal letto. Dio mio, se devo stare attento a ogni boccone che mangio, al compostaggio, al riciclaggio eccetera, il mio diventa uno sforzo monomaniaco, e allora dove va a finire l’etica se non ho più tempo per accorgermi del mendicante sotto casa? E poi come racconterò tutto questo? Elencare una serie di piccoli gesti sparagnini è una noia mortale; come tenere un diario di bordo restando chiusi in cambusa. Una sfida narrativa oltre che ecologica.

Per cominciare azzero tutto, nel timore di sbagliare. Per un giorno, niente riscaldamento, acquisti, spostamenti. Posso farlo, la dispensa è piena, non ho viaggi in vista e fuori fa un caldo schifoso. M’accorgo che posso cucinare anche senza il fuoco, così mi regalo un pranzo con acciughe marinate, pane e spinaci crudi col parmigiano a scaglie. Funziona, ma sono pieno di dubbi. E’ Natale ma sul mio tavolo è quaresima. E poi che senso ha tirare la cinghia se il mondo continua a vomitare gas fottendosene del domani? A fine giornata mi sento strano e leggero, come dopo un Ramadan.

GIOVEDI’ – SECONDO GIORNO
Avvio energico. Avvito una cassetta sul retro della bici e, così bardato, affronto il mercato ortofrutticolo. In un angolo trovo un contadino che ha steso a terra un tappeto di meraviglie dimenticate. Verze terragne, crauti, aglio piccolo e pestilenziale, miele di ape dalmatica, uova ruspanti. Compro rape e cachi. Non un’occhiata alle fragole spagnole e ai pomodori di serra. Spendo la metà del solito e mi faccio pure una chiacchierata. Intanto arriva la buona notizia: la prima giornata è andata bene: 1.57 chili di Co2. Grande.

Ma la sera mi chiama Repubblica, l’indomani mi spediscono a Monza per servizio ed è chiaro che il viaggio sballerà la media Co2. Ma è meglio così, lo scontro si fa duro. Così scelgo il massimo: solo treno, niente taxi e partenza con bici al seguito. Cominciano le sorprese: gli Eurostar non hanno il vano necessario al trasporto. In Italia le due ruote viaggiano solo su polverosi regionali, il che vuol dire cambi continui e tempi da tradotta del Piave.

Comincio a capire. La mia è una guerriglia, un atto eversivo. Devo rassegnarmi ad avere il sistema contro. Tengo duro, cerco ancora, finché scopro sull’orario cartaceo che un treno veloce col porta-bici esiste. Va a Schaffhausen, Svizzera. L’unico, in tutto il Grande Nord. Dai, che ce la fai.

La bici comporta altre complicazioni. La liturgia del bagaglio cambia completamente. Devo dividerlo in due sacche e metterci accanto lo zainetto da computer. Come ricambio, niente camicie: solo magliette che non si stirano. Un salutare esercizio di alleggerimento.

Dovrei anche cercare un albergo eco-compatibile, c’è una guida apposita che li elenca, ma è troppo complicato e chiedo a un amico di ospitarmi. Sotto casa scopro un’osteria nuova, mi faccio un baccalà in umido e un calice di rosso. Per la prima volta sono ottimista: a fine giornata ho prodotto 1.22 kg di Co2. Un po’ meglio di ieri.

VENERDI’ – TERZO GIORNO
Dal treno per Venezia vedo migliaia di camion fermi in una nube di Co2. Tradotte di agnelli dall’Ungheria alle Calabrie, yogourth francesi diretti in Friuli. Lo sciopero-incubo è finito da una settimana e tutto è come prima. L’Italia ostaggio dei Tir, come il Cile di Allende.

A Mestre piazzo le due ruote sull’Intercity. Nella tratta italiana il vano-bici non lo usa nessuno, è tristemente vuoto. In carrozza la gente mi guarda strano. Esco dagli schemi: viaggio con un mezzo povero, ma porto una cravatta elegante e un cappello da rabbino (naturalmente l’ho fatto apposta).

A Vicenza mi si siede accanto una mamma ansiogena con due bambini-mostri. Il dialogo si limita al cibo: tavola pancino fame prosciutto mangia bevi ancora basta finisci gnam gnam. Il maschietto ripete: mio mio mio. Poi, guardando il vuoto: io io io io. Conosce solo l’ausiliare “voglio”. Ignora il “posso” e il “devo”. Risate, urla, colpi ai tavolini senza timore di punizioni. E’ chiaro: sono i bambini il primo anello della catena dello spreco. Ai bambini non si nega nulla. Il livello mondiale di Co2 dipende anche da loro.

Il bar della stazione di Milano è una mostruosa macchina di rifiuti. In un minuto vedo sparire nelle borse dei viaggiatori tonnellate di confezioni di plastica. Fuori l’aria è irrespirabile, inghiotto polveri sottili per una settimana. Ma è un avvelenamento utile: aumenta la rabbia e la voglia di cambiare. Sento che in me sta avvenendo una trasformazione irreversibile.

La sera a Monza piove. Non demordo, pedalo nel buio in mezzo a villette blindate, tra soli immigrati, fino a destinazione, un condominio di periferia. A intervista finita mi chiedono di restare a cena. Accetto, ma è un clamoroso errore. Per restare nella norma devo rinunciare al meglio: lo stufato di manzo, perché ha consumato troppo gas. Ci ridiamo su, ma io torno a Milano-Centrale scornato, bici-treno nella nebbia tra torvi pendolari lumbard.

SABATO - QUARTO GIORNO
Rientro a casa. A Mestre tutti i treni sono in ritardo ma in compenso quaranta megaschermi sparano in simultanea pubblicità per intontire l’utenza. Un costo spaventoso in termini di inquinamento, acustico e atmosferico. Ma nessuno si ribella, siamo una repubblica delle babane. Tacere, obbedire, consumare.
La carrozza per Trieste è surriscaldata (mi prendo un raffreddore da fieno) e piena di telefonini sintonizzati sul nulla. Ragazzi ridono ascoltando da un computer una voce che gracchia minacce anti-immigrati in un veneto barbarico condito di bestemmie. Torno a casa nella pioggia, stanchissimo, ma la performance Co2 del viaggio è buona: 26.81 (14.40 + 12.41) in due giorni, tutto compreso.

DOMENICA - QUINTO GIORNO
Vado in centro, tra le luminarie. Gli italiani saranno anche più poveri ma i loro carrelli sono stracolmi. In un Paese che frana riempire la dispensa è una terapia ansiolitica, l’unica consentita. Dilapidare, per non pensare che si sta dilapidando. Ma la paura affiora negli sguardi. E’ quasi Natale e nessuno sorride. A me sembra invece di sentire le feste per la prima volta dopo anni.

Approfitto della domenica, vado in ufficio e metto la stanza in assetto-risparmio. Nella risma della fotocopiatrice piazzo fogli già usati da un lato, poi elimino ogni situazione di stand-by e faccio strage di luci inutili. E la sera, visto che ho un cesto di pane secco, metto a mollo le pagnotte per fare gli gnocchi. Ricetta della nonna, con aggiunta di speck, aglio, formaggio, prezzemolo eccetera. Vengono una meraviglia, e la performance migliora ancora: 0.97.

LUNEDI’, NATALE - SESTO GIORNO
E’ Natale e faccio la rivoluzione. Chiudo il freezer, tanto non serve. Visto che è dicembre, metto in terrazza una dispensa per le verdure. Sposto il tavolo vicino alla finestra per consumare meno luce. Compro due prese elettriche intelligenti, che si disattivano quando le batterie del telefonino o computer sono cariche. Installo in bagno un rompi-getto, che dimezza i consumi. Ordino un carica-telefonino da bici che sfrutta l’energia della pedalata.

Ormai ci ho preso gusto. Sostituisco il dentifricio col bicarbonato. Elimino i sacchi di plastica della spesa e metto accanto alla porta una borsa con le ruote. Poi divido le immondizie alla tedesca. Cinque contenitori: vetro, plastica, cibo e carta, divisa tra confezioni alimentari e giornali. E’ un atto solo simbolico, nella civilissima Trieste non esiste raccolta differenziata, ma che importa: mi serve come autodisciplina e a capire quanto spreco. La prima somma è stupefacente: in cinque giorni la spazzatura si è dimezzata.

Mi chiedo: perché, accanto alla Costituzione, a scuola non si insegna anche consumo etico? Perché i presidi non smantellano quegli osceni distributori di merendine? Mi accorgo di tante cose, per esempio che i negozi di cose “biologiche” hanno spesso prezzi immorali e vendono roba che ha alle spalle trasporti lunghissimi. Un imbroglio per ricchi e malati terminali.

Un amico mi sfotte, dice che lo sforzo è patetico e il mondo affonderà lo stesso. Rispondo che la parola “Economia” viene dal greco e significa “gestione della casa“. Vuol dire che gli antichi sapevano: il mondo si cambia partendo dal proprio piccolo. Sì, sento che funziona. Sono entrato a regime: il bilancio della giornata è ottimo: 0.75. E’ una settimana che non accendo il riscaldamento e l’idea che Putin, il “genio” della fiamma azzurra nel mio bollitore, abbia guadagnato meno, mi fa godere.

MARTEDI’ – ULTIMO GIORNO
Invece dell’abete natalizio, che non ho mai comprato, trovo dai Forestali una piantina di quercia e salgo a piantarla in un parco di periferia. Scopo della missione: compensare l’anidride emessa nel viaggio a Milano. Per coerenza ci vado a piedi, seguendo le prescrizioni di Kyoto. Poi torno in città felice, con le mani sporche di terra e una fame da bestie. Così ho santificato le feste.

Chiudo la mia settimana “all’osso” invitando a casa tre amici. Cena natalizia autarchica: tonno marinato con sedano e cipolla, seppie in umido. Al posto delle lampadine, candele; e così scopro che con la luce bassa ci di diverte di più. C’è un gran discettare di consumi, la storia di Co2 appassiona tutti. Il risultato del giorno è ottimo: 0.36. Un decimo della mia già virtuosa base di partenza.

Festeggiamo con coppe di yogurth coperto di miele e mirtilli secchi, poi una grappa di Ribolla. In una settimana ho messo a segno una media-record di kg. 0.84 di Co2, che sale a 4.52 con tutto il viaggio a Milano (senza lo sconto dell’albero piantato). E’ stato difficile? Per niente. A Natale finito ripenso ai supermarket, agli schieramenti di inutilità luccicanti, e mi sembra di rivedere i reduci malconci di una guerra perduta, mille anni fa.

Per approfondire gli argomenti di questo articolo:
L’articolo di Rumiz:
www.repubblica.it

L’associazione Azzero Co2:
www.azzeroco2.it

La guida agli alberghi ecologici:
www.legambienteturismo.it/ecoalberghi

La guida al consumo critico:
www.emi.it/scheda.asp?nisbn=1273-6

Il Movimento per la Decrescita Felice:
www.decrescitafelice.it

Il sito dei Comuni Virtuosi:
www.comunivirtuosi.org

Portogruaro città solare

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Il logo del progetto

“Portogruaro città solare” è un progetto avviato dall’Amministrazione Comunale nell’ambito della programmazione delle proprie politiche ambientali. Consiste in una serie di azioni che puntano in generale a migliorare la qualità del vivere urbano, anche attraverso una riduzione dei consumi primari, l’incentivazione dell’uso delle fonti rinnovabili di energia, il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti.

Per individuare la natura e la consistenza dei possibili interventi in campo energetico, le loro modalità tecniche ed operative di attuazione, la pianificazione programmata delle azioni, l’Amministrazione Comunale ha incaricato già nel 2004 lo studio professionale T.E.R.R.A. srl di San Donà di Piave della redazione di un “Piano d’azione comunale per il miglioramento dell’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili in contesto urbano”.

Il documento di pianificazione degli interventi di pianificazione energetica del patrimonio immobiliare comunale ha come obiettivo fondamentale la diffusione dell’uso delle fonti energetiche locali rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza energetica in edilizia e il processo partecipativo di coinvolgimento dedicato agli attori locali, associazioni, pubblici amministratori e professionisti, ed ai cittadini.

L’operatività del piano è resa possibile dall’individuazione di iniziative selezionate in base a stabilite priorità di intervento, per le quali sono stato individuati i tratti tecnici progettuali, le ipotesi economiche di spesa e i benefici energetici ed ambientali collegati alla loro reale applicazione.

Nel 2006- 2007 nella Scuola Materna Carlo Collodi sono stati effettuati lavori per rendere energeticamente efficiente l’edificio, mentre la nuova scuola materna di Lugugnana è stata progettata per essere un edificio di classe B.

Il progetto è seguito dall’Assessore all’ambiente Ivo Simonella e dal consigliere comunale delegato Ermes Drigo, che fa parte tra l’altro del consiglio direttivo del Movimento per la Decrescita Felice.

Il Comune di Portogruaro ha allestito una sezione del portale comunale da cui attingere la documentazione relativa al bel progetto:
www.comune.portogruaro.ve.it/Citta%20Solare/IndexCittaSolare.htm.
In alternativa trovate materiale interessante anche sul sito dei Comuni Virtuosi, nella sezione “progetti in corso” di realizzazione:
www.comunivirtuosi.org

Un’altra buona notizia per chiudere l’anno in bellezza, e prepararci ad un 2008 in cui, ne siamo certi, germoglieranno decine di altre esperienze meravigliose.

Sono arrivati gli extraterrestri

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Provaglio D'Iseo

Lo sapevo, anni e anni di segnali inequivocabili, avvistamenti qua e là, filmati e foto rubate… Scherzi a parte, ne ho già parlato qualche settimana fa, ora questo bel video racconta in modo chiaro l’esperienza del “Fotovoltaico facile” avviata dal Comune di Provaglio D’Iseo (BS).

Questi sono dei geni, extraterrestri della politica, meritano tutta la nostra ammirazione e stima. Dopo le feste andrò a conoscere questa sindaca fantastica e le proporrò l’adesione ad honorem all’Associazione dei Comuni Virtuosi. Inoltre cercherò di raccogliere quanto più materiale possibile per “svelare” tutti i passaggi di un progetto che potrebbe essere replicato ovunque.

Movimento per la decrescita felice

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MDF

Efficienza, qualità e risparmio” lo slogan per la vita umana. Obiettivi: “Mitigazione della povertà, mitigazione della ricchezza”. Lo scrittore Maurizio Pallante eletto presidente.

Sono durati due giorni a Rimini i lavori dell’assemblea che il giorno 16 dicembre 2007 ha dato vita e struttura al Movimento per la Decrescita Felice (MDF).
La sua sede legale è a Refrontolo (Treviso), nella casa di proprietà di un socio ristrutturata con criteri della massima efficienza energetica e idrica, con un orto per autoproduzione coltivato biologicamente.

Il Movimento non aderisce ad alcun partito politico e non intende diventare partito politico, né partecipare a elezioni di alcun tipo, come precisa un articolo dello statuto. L’assemblea si è imposta di diffondere su tutto il territorio nazionale la propria azione di sensibilizzazione per una vita più sobria e più felice, che diminuisca i consumi e ritorni, laddove possibile, all’autoproduzione.
Decrescita è: valorizzare le attività e la produzione di beni che riducono l’impronta ecologica, diminuire i consumi di merci inutili e dannose. Questo il fine prioritario.

19 i componenti del Coordinamento: Maurizio Pallante è stato eletto all’unanimità presidente; Paolo Ermani vice presidente-segretario; tesoriere Arturo Federico; coordinatore dei Circoli territoriali è stato eletto Massimo De Maio; il giornalista Ignazio Maiorana responsabile della comunicazione, coadiuvato da Stefano Altemani.

Si sono formati sei Gruppi tematici i cui responsabili, tutti membri del Coordinamento, si sono già messi al lavoro lo stesso giorno dell’assemblea. Ecco i loro nomi: Marco Cedolin e Bruno Ricca (cultura), Nello De Padova e Valerio Pignatta (stili di vita), Marco Boschini, Barbara Martini e Irina Drigo (politica), Gianluigi Salvador ed Ermes Drigo (scienza e tecnologie), Emanuela Cavadini e Francesco Ermani (economia e lavoro), Mario Carini e Porzia Poli (decrescita e povertà).

Il MDF diffonderà via via la banca dati delle buone pratiche ed estenderà le iscrizioni a soci, sostenitori e simpatizzanti in tutta Italia dove si stanno già formando i Circoli Territoriali (chi è interessato ad aderire può consultare il sito).

“L’obiettivo a breve termine del Movimento – dichiara il presidente Maurizio Pallante – è quello di raggiungere e coinvolgere alcune migliaia di coscienze libere. Al centro dell’impegno del MDF un codice etico che può essere sposato dalla politica e il ruolo delle comunità dove lo scambio di beni avviene sulla base del dono e della reciprocità”.

Ufficio stampa
(tel. 337 612566 – 340 4771387 – stampa@decrescitafelice.it )

www.decrescitafelice.it

Il Piano energetico toscano

Author: admin  |  Category: Risparmio energetico

Toscana

Tra gli altri strumenti previsti dal Pier figurano l’obbligo, a partire dalla seconda meta’ del 2008, di installare pannelli solari sulle nuove abitazioni, con una crescita di oltre 12 volte rispetto all’attuale. E’ di oltre dieci volte l’incremento dell’eolico, di 50 volte quello del fotovoltaico, di 24 volte quello delle biomasse, del 28% quello della geotermia, del 31% quello dell’idroelettrico.

“Si tratta di un programma certamente ambizioso – aggiunge l’assessore all’energia, Annarita Bramerini - ma non di un libro dei sogni. Le nostre previsioni di basano su dati e studi accurati, sono in linea con gli obiettivi europei e con cio’ che abbiamo affermato durante gli Stati generali della sostenibilita’. Se riusciremo ad essere piu’ efficienti, arriveremo nel 2020 a ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera ogni anno di 7,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica”.

Rispetto alle grandi scelte energetiche, la Regione e’ favorevole alla realizzazione, entro il 2010, di un solo rigassificatore a 22 chilometri dalla costa livornese (per differenziare le fonti di approvvigionamento e garantire piu’ disponibilita’ di gas) a condizione che l’indagine sulla sicurezza dia un esito positivo, e alla riconversione a metano delle centrali Enel di Piombino e Livorno. Quanto all’arrivo a Piombino del metanodotto algerino Galsi – conclude Martini – previsto entro il 2012, chiediamo precise garanzie, cioe’ minori costi per gli utenti, un ruolo per le aziende toscane, oltre alla metanizzazione dell’Isola d’Elba”.

Per ridurre il costo dell’energia la Regione, oltre ad assicurare il coordinamento con Comuni e Province, favorira’ l’aggregazione della domanda e dei gestori dell’energia, incentivera’ imprese e famiglie che sceglieranno la strada delle energie rinnovabili, investira’ nel settore, semplifichera’ le procedure burocratiche, favorira’ la formazione degli operatori e dei tecnici, assicurera’ maggiore informazione per i cittadini e le imprese, anche attraverso l’apertura di una rete di sportelli informativi.

Il vero volto di Enel

Author: admin  |  Category: Generale

Albero di natale...?!

Ragazzi, è Natale, bisognerebbe essere tutti un pò più buoni... Ma lo spot dell’Enel proprio non mi va giù, come penso a tanti di voi.

Questo è un piccolo regalo, pescato da sotto l’albero di Youtube! Buone feste solidali e felici.

Uffici più leggeri

Author: admin  |  Category: Generale, Acquisti verdi

Ufficio

Prosegue instancabile l’opera di introduzione degli acquisti verdi nel Comune di Colorno (PR).

Ora è la volta dei prodotti per le pulizie degli edifici pubblici. L’Amministrazione si è fatta “beccare” a copiare di sana pianta il compito fatto prima di lei dal Comune di Avigliana (TO).

Solo che a differenza della scuola, da queste parti copiare è indice di intelligenza, lungimiranza. In una parola, buonsenso.

Del capitolato speciale d’appalto per l’affidamento del servizio di pulizia degli edifici pubblici di Avigliana avevamo parlato, qualche settimana fa, evidenziando le parti legate alle prescrizioni ambientali a cui la ditta aggiudicataria doveva attenersi. Poche cose, chiare e obbligatorie, per fare in modo che gli uffici comunali siano accoglienti e puliti senza per questo dover “appesantire” inutilmente l’ambiente con sostanze inquinanti e spreco.

Ora quelle stesse parole sono state riprese e riproposte nella gara d’appalto recentemente aggiudicata a Colorno, e dal prossimo 1 gennaio 2008 potranno essere utilizzati solo prodotti “leggeri” e quindi a basso impatto ambientale.

Un modo sensato per cominciare l’anno nuovo. Se a qualche sindaco sta per scadere l’appalto per le pulizie dei locali pubblici consigliamo di scaricare gli allegati e apporre il logo del proprio Comune nella sezione progetti realizzati del sito www.comunivirtuosi.org.

Non lo diremo certo alla maestra…

DePILiamoci!

Author: admin  |  Category: Nuovi stili di vita

Le inferriate dell’Enel

Author: admin  |  Category: Risparmio energetico

Solare

L’iniziativa del gruppo d’acquisto sul fotovoltaico prosegue in modo battagliero.
Mentre continuiamo a organizzare le installazioni lavorando con gli elettricisti, iniziamo ad affrontare un altro problema: gli allacci con l’Enel.

Quel che succede nel nostro beneamato paese e’ che ci sono centinaia di impianti realizzati che non sono ancora stati allacciati alla rete. Quindi da una parte si buttano via migliaia di kilowatt prodotti dagli impianti e non utilizzati, dall’altra chi ha creduto nel solare si trova a aspettare fino a 6 mesi l’inizio dell’erogazione del finanziamento dello Stato con un evidente danno economico. L’Enel dovrebbe fare l’allaccio entro 30 giorni, e questo non succede spesso.

Quindi con l’assessore regionale umbro dei verdi, Dottorini, abbiamo protestato davanti all’Enel e, sempre con i verdi, abbiamo deciso di iniziare una campagna di proteste a livello nazionale.

La buona notizia e’ che nella finanziaria (pare) c’e’ una norma che da’ al Gestore del Conto Energia autorita’ sugli allacci dell’Enel. Abbiamo speranza che questo, unitamente a una campagna di incatenamenti di fronte a tutte le sedi Enel, porti a risultati in tempi rapidi. Perche’ come al solito cerchiamo di impegnarci su iniziative che possono realmente portare a risultati concreti in tempi rapidi.

Per quanto riguarda i progressi del gruppo d’acquisto siamo lieti di informarvi che sono lenti ma costanti. Sul fronte delle banche stiamo continuando le trattative. Con grandi difficolta’ dovute anche alla crisi dei mutui che ha esaltato la lentezza e la rigidita’ per la quale le banche italiane sono famose nel mondo. Uno scenario da fantascienza.
E anche se e’ fantascienza continuiamo a lavorarci, anche con altri interlocutori e siamo ottimisti anche se i tempi e le resistenze non sono quelli che ci aspettavamo.

Non si capisce proprio perche’ ci facciano diventare matti per concedere una cosa che avrebbero tutto l’interesse a proporre. Ci guadagnano eppure fanno i difficili.
Ci sarebbe un lungo discorso da fare sul Sistema Italia e sul fatto che sembra proprio che molti manager lavorino piu’ per i loro interessi individuali che per il bene delle aziende che amministrano.
Pensano che sia meglio non fare e non rischiare. Una sorta di immobilismo capitalista. Un controsenso. Difficile crederci per chi non ha esperienze di rapporti con i vertici delle aziende. Inoltre nel settore energetico si sconta una mancanza di cultura tecnologica che porta questi dirigenti a diffidare di qualunque cosa puzzi di moderno.

La sensazione e’ che non si sia tanto di fronte a un complotto della lobby del petrolio (che ormai si e’ lanciata sul business del solare) quanto a una sindrome da dinosauri marci. Pezzi di archeologia cerebrale.
La speranza e’ che la costante crescita delle persone che decidono di prendere l’iniziativa di costruire impianti e il successo delle prime installazioni riesca a forzare il muro della diffidenza.

Andiamo avanti quindi con la realizzazione degli impianti per chi ha denaro per autofinanziarli o e’ soddisfatto delle offerte attuali che per altro sono gia’ un buon traguardo.
Ora stiamo valutando anche un altro fronte di trattativa basato sull’idea di un’entita’ che realizza l’impianto e ripaga il proprietario del tetto con energia gratuita. Vedremo se e quando riusciremo ad avanzare in questa direzione e soprattutto se si rivelera’ davvero vantaggiosa e interessante.

Sicuramente costruire queste proposte e concretizzarle si sta rivelando un lavoro durissimo. Ma i risultati fin’ora ottenuti ci fanno sperare nonostante il tempo che ci sono costati. Resistere! Resistere! Insistere!
La rivoluzione delle ecotecnologie e’ un evento improcrastinabile.
E offre un enorme opportunita’ economica anche per le banche. Quindi chi la dura la vince.
Come si diceva una volta: resisteremo un minuto di piu’ dei coglioni.
Jacopo Fo

Per informazioni sul gruppo di acquisto:
www.jacopofo.com

I costi della salute

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Smog in città

L’inquinamento progressivo dell’ ambiente ed il degrado generale del nostro pianeta è testimoniato anche dall’incremento di patologie croniche e degenerative, in primo luogo le neoplasie.

Si prevede infatti che dai 10 milioni di nuovi casi stimati per l’anno 2000 nel mondo si passerà a quasi 16 milioni di nuovi casi nel 2020, di cui la massima parte nei paesi in via di sviluppo economico. Questo dato non sembra dovuto solo all’aumento della popolazione ed al suo invecchiamento, perché ancora oggi si conferma che le neoplasie nei bambini negli ultimi 30 anni in Europa fanno registrare un progressivo incremento che è valutato dell’ 1% annuo (da 0 a 14 anni) e dell’ 1.5 % (da 14 a 19 anni).

Questi tumori non sembrano attribuibili all’ereditarietà o solo ad una maggior suscettibilità individuale.
Intervenire per ridurre l’ inquinamento porterebbe ad immediati vantaggi per la Salute Pubblica: la stessa OMS calcola in 28 miliardi di Euro la cifra che l’ Italia potrebbe risparmiare ogni anno riducendo l’inquinamento atmosferico da particolato.

Più in generale, si stima che 1 euro investito per abbattere l’ inquinamento comporti 10 Euro di risparmio ( 6 in costi per la salute, 4 in costi per la previdenza). D’altro canto assistiamo ad una spesa sanitaria che nel nostro paese è cresciuta dal 1995 al 2003 del 68% passando da 48.136 milioni di euro a 80.864 milioni di euro.

La chemioterapia antitumorale costituisce uno dei principali capitoli di spesa in Italia come nel resto del mondo occidentale. Nel 2008 sarà al 1° posto nel mercato farmaceutico mondiale con 41 miliardi di $ di fatturato (nel 2004 era pari a 24 miliardi di $).

Si calcola che in Italia il costo dei farmaci antiblastici sia di 580 milioni di Euro l’anno, con un costo medio per paziente anno variabile da 15.000 a 50.000 euro ed un costo complessivo per il Sistema Sanitario Nazionale di 7 Miliardi di Euro.

Si analizzano i costi per il trattamento delle principali neoplasie (colon, polmone, mammella, prostata) e si sottolinea come questi costi saranno difficilmente sostenibili non solo dai paesi con economie emergenti, ma anche dai paesi occidentali, in primo luogo dagli stessi Stati Uniti dove la percentuale di persone con reddito medio senza copertura assistenziale è passata dal 28% nel 2001 al 41% nel 2005.

Appare inderogabile ed urgente una riflessione della comunità tutta ed in particolare della classe medica, qualora ancora consideri equità e salute diritti fondamentali della persona umana.
Dott.ssa Patrizia Gentilini, Dott. Ruggero Ridolfi, Dott. Valerio Gennaro, Dott. Lorenzo Tomatis