Dal baratto al computer!

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ecoscambio

Quello dei rifiuti è uno dei problemi più gravi che le generazioni di oggi e di domani si troveranno ad affrontare, in quanto il sistema produttivo attuale non è in grado di chiudere il cerchio, continuando a produrre nel migliore dei casi cose difficilmente riciclabili, nel peggiore oggetti e beni inutili fatti per alimentare un’economia di crescita perfida e infinita.

Follonica è uno di quei comuni che ha capito il ruolo determinante che può svolgere un ente locale non tanto e non soltanto per la raccolta differenziata dei rifiuti ma per la loro sostanziale riduzione.
L’Amministrazione in provincia di Grosseto ha cercato di dare concretezza ai tre principi fondamentali riportati anche nella più recente normativa riguardante la materia dei rifiuti: differenziazione, riduzione, sensibilizzazione – informazione – formazione.
Infatti, già da alcuni anni è stata creata in una zona del centro urbano un vero e proprio polo ambientale ormai conosciuto da tutta la cittadinanza, che in taluni aspetti ha varcato i confini del territorio comunale, essendo diventato punto di riferimento a livello nazionale.

Inoltre per facilitare i cittadini nell’operazione di differenziazione dei rifiuti e per migliorare la qualità della raccolta differenziata per i consorzi di recupero è stata avviata la sperimentazione del porta a porta in un quartiere della città. L’idea è quella di estenderla all’intera città in tempi brevi.
Tra i tanti progetti realizzati va segnalata “L’isola che c’è”, un’area attrezzata con in cui i cittadini possono portare i rifiuti e differenziarli. L’accesso è gratuito e il personale di servizio è a disposizione per ogni tipo di informazione e di aiuto per il corretto conferimento.

Un servizio mirato alla riduzione dei rifiuti all’origine e che consiste in una sorta di baratto fra cittadini residenti è il progetto “Ecoscambio” (di cui abbiamo più volte parlato anche in questo blog), per cui il Comune di Follonica ha ricevuto una segnalazione di merito dalla Giuria del premio “Comuni a 5 stelle”, quale miglior progetto concreto nell’ambito della riduzione della produzione dei rifiuti.

In sostanza i cittadini possono conferire presso la stazione ecologica oggetti di cui intendono disfarsi (mobili, libri, giocattoli, apparecchiature tecnologiche, ecc.). In base alla tipologia dei prodotti acquisiscono dei punti che possono utilizzare per prendere oggetti lasciati da altri cittadini. Queste “cose”, che altrimenti sarebbero diventati rifiuti da smaltire, riprendono vita grazie al lavoro di una cooperativa sociale che li recupera immettendoli nel catalogo on-line del progetto.

E’ stata realizzata anche “L’aula ecologica”, un’aula didattica che gli alunni delle Scuole di ogni ordine e grado possono utilizzare per lo svolgimento in modo pratico e concreto di unità didattiche di Educazione Ambientale, con particolare riferimento al problema dei rifiuti.

Tra le iniziative estive “Un mare da amare”, progetto sul problema dei rifiuti volto ai fruitori degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere. E’ consistito in interventi di animazione con bambini, distribuzione di bidoni per la raccolta differenziata e distribuzione del “mozzichino”, piccolo contenitore per la raccolta di sigarette.

Dal prossimo anno scolastico, poi, l’amministrazione ha intenzione di utilizzare l’acqua del rubinetto, “L’acqua del sindaco”, all’interno del servizio di refezione scolastica del territorio, ciò che permetterà al Comune di risparmiare denaro, ridurre sensibilmente la produzione di migliaia di bottigliette di plastica, togliere dalle strade i tir per il trasporto dell’acqua minerale, e dare da bere ai bimbi delle scuole acqua più controllata e sana delle altre.

Abbassare l’I.C.I. si può

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Olivadi

Non è la solita promessa elettorale fatta da un qualche politico in cerca di conferma, né il programma amministrativo di un candidato sindaco. Semplicemente, grazie ad una serie di interventi di efficienza energetica e di introduzione di fonti di energia alternative, il Comune di Olivadi (CZ) è riuscito nell’impresa che altri, da più parti e da più tempo, dichiarano a reti unificate di voler fare, l’abbassamento delle tasse e in particolar modo dell’ICI sulla prima casa.

Che l’ing. Renato Puntieri sia una persona in gamba lo capisci da come si presenta alla cerimonia di premiazione dei “Comuni a 5 stelle”, il bando promosso dall’Associazione dei Comuni Virtuosi insieme a CARTA, Città del Bio, Castelli di Pace e il Movimento per la decrescita felice. A Monsano arriva in camper, accompagnato dalla moglie, senza auto blu o tanti fronzoli per la testa. Felice di condividere con altri il riconoscimento di un lavoro avviato dal giugno del 2004, dall’insediamento della nuova amministrazione.

Viste le ristrettezze economiche e la quasi totale assenza di finanziamenti straordinari, il Sindaco di Olivadi attento alle tematiche ambientali, intuisce che con un’unica azione è possibile ottenere più benefici: da qui partono una serie di interventi di efficienza energetica sugli immobili pubblici, abbinati all’introduzione mirata di impianti per la produzione di fonti energetiche rinnovabili, che portano in poco tempo ad alleggerire la “bolletta energetica” del comune, riducendo al contempo l’impatto ambientale.

Viene avviata la realizzazione del “Parco eolico Vernà”, che già oggi consente un risparmio economico annuo di € 75.000,00 e i cui lavori termineranno nel corso del 2008. Sono stati realizzati (grazie al meccanismo del conto energia) due impianti fotovoltaici per la produzione di 10 Kwp, che garantiscono un ulteriore risparmio sulla spesa corrente del bilancio di oltre € 8.000,00. Sono state sostituite circa l’80% delle lampade e delle armature della pubblica illuminazione del paese con quelle ad alta efficienza, consegnando al contempo a tutte le famiglie un migliaio di lampade a basso consumo energetico. Sono state sostituite le caldaie a gasolio della scuola con caldaie a metano.

Se agli interventi di natura energetica aggiungiamo l’introduzione della raccolta differenziata porta a porta (nel mese di giugno è stata toccata quota 67,04%) ci rendiamo conto di quanto possa concretamente incidere un ente locale, anche in un contesto territoriale non certo favorevole, nella drastica diminuzione dell’impronta ecologica di una comunità in un territorio.

La cosa incredibile però è che il Sindaco Puntieri non si è accontentato di intervenire a favore dell’ambiente, ma ha pensato bene di “distribuire” ai cittadini parte dei benefici economici ottenuti con i progetti descritti: il Comune ha infatti ridotto l’I.C.I. sulla prima casa dal 6 al 4,5 per mille aumentando le detrazioni a € 110,00. Con i risparmi provenienti dalle minori spese di riscaldamento e illuminazione degli immobili comunali sono state realizzate opere di manutenzione straordinaria nel centro storico, attrezzate due aree verdi e recuperate due fontane pubbliche per l’erogazione gratuita dell’”acqua del sindaco”.

Insomma il Comune di Olivadi, recentemente entrato a far parte della famiglia dei Comuni Virtuosi (www.comunivirtuosi.org), ha dimostrato una volta di più che è possibile costruire politiche energetiche territoriali basate sulla diminuzione della domanda e dei consumi, sull’autoproduzione di energia verde e sull’eliminazione degli sprechi, avendo poi una leva in più di tanti pigri e lagnosi sindaci colleghi, che non sanno come fare ad ampliare i servizi sociali o a ridurre le imposte comunali!

La terra brucia

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fiamme

A me, probabilmente a causa di un certo strabismo, il fatto che impressiona di più, in questi giorni, non è l’omicidio di Garlasco, con i suoi fotomontaggi; non è l’inizio del campionato di calcio, che da vecchio appassionato di calcio trovo orrendamente noioso e ripetitivo; non è neanche il Bossi che ciancia di fucili; tanto meno la competizione tra Veltroni e Rosi Bindi.

La vicenda che tende ad assorbire la mia attenzione è la catastrofe degli incendi in Grecia. Sarà che amo i greci, il loro paese e i loro mari, e ci sono andato almeno cinque volte negli ultimi venticinque anni. Sarà che “una fazza una razza“, come ti dicono loro quando ti dichiari italiano, e dunque si possono giudicare i nostri, di incendi disastrosi, come la premessa del loro gigantesco falò. Sta di fatto che la mattina, come mi alzo, cerco notizie, trovandone poche e generiche, e telefono a certi amici in vacanza nell’estremo sud del Peloponneso.

Quindi mi sono chiesto: al di là dei contatti con quel paese, oltre le spiegazioni più banali, perché la cosa mi inquieta tanto? E allora, ecco le ragioni più sostanziose, per quanto non nuove: la crisi climatica e l’incuria verso i beni comuni [le montagne, le foreste, i piccoli paesi] creano l’ambiente favorevole al fuoco; il delirio del cemento usa i roghi come i contadini usano la zappa per dissodare un terreno. Ma qui ci sono decine di morti bruciati, interi paesi inceneriti, territori desertificati, alla lunga un’intera civiltà – contadina o pastorale – annullata. Ecco, c’è una grandezza perversa, negli incendi in Grecia. Come se qualcosa o qualcuno volesse segnalarci che si è passato un confine, che siamo in una epoca nuova, e orribile.

Il governo greco, preoccupato più che altro per le elezioni di metà settembre, grida al complotto. Qualcuno ha insinuato che “i turchi”, invidiosi del successo turistico dei vicini-nemici, abbiano organizzato la catastrofe. Il ministro greco addetto alla sicurezza usa il linguaggio delle leggi anti-terrorismo, una taglia enorme viene messa sul capo dei piromani e il commissario europeo Frattini dice che si tratta di “terrorismo territoriale”. E sarebbe une espressione efficace se alludesse, come dovrebbe, ad esempio alle politiche seguite in Italia dall’ex governo del suo – di Frattini – capo, cioè Silvio Berlusconi.

La Legge Obiettivo è una legge terrorista nel senso letterale: con le sue procedure dittatoriali e i suoi effetti vandalici vuole terrorizzare le popolazioni, di modo che non si oppongano a mega-tunnel e altri mostri. Frattini invece compie un’operazione linguistica più banale: grida all’untore. C’è un nemico tra noi, e che si chiami pedofilo, islamista o incendiario va combattuto con più polizia, più servizi segreti e più leggi liberticide. Alla fine, a guadagnarci sono sempre loro. Quel tipo di governanti, perché potrà decidere con maggiore arbitrio; i padroni del cemento, perché avranno il terreno sgombro da fastidiosi boschi e inutili paesetti, per non parlare dei pecorai e dei coltivatori di cetrioli e peperoni.

Ma è tutto qui? Si possono individuare le [reali] colpe dei governanti, come quelli di Atene che spendono miliardi di euro per le Olipiadi più costose della storia e poi risparmiano sui satelliti che osservano i focolai di incendio, ed essere soddisfatti? Forse no. Ed ecco la ragione per cui l’esibizione televisiva della catastrofe greca esercita su di me il fascino dell’orrore. E’ come se qualcosa di fondamentale avesse subito un collasso: è l’interesse comune a prendersi cura della propria terra, ad essere malato. C’è un tale degrado nel nostro ambiente - naturale, sociale e culturale – che forse quei tali che appiccano il fuoco lo fanno senza una ragione riconoscibile, specialmente economica. Una sorta di suicidio. Non c’è più ragione di rispettare il bosco, amare la fonte, godere di un paesaggio. Esiste solo la distruzione, alla fine l’auto-distruzione.
Spero di sbagliare.

Gigi Sullo - Direttore di CARTA

Fiera del Cacio di Pienza

Author: admin  |  Category: Nuovi stili di vita

Pienza, la fiera

La 47ª edizione della Fiera del Cacio di Pienza si rinnova, aprendo le porte all’esterno per accogliere il meglio delle produzioni biologiche casearie e dei pecorini a latte crudo d’Italia. La festa settembrina dedicata al pecorino si snoderà quest’anno tra degustazioni, concorsi e convegni, che a partire da giovedì 30 agosto fino a domenica 2 settembre, faranno di Pienza il luogo d’incontro tra tradizione popolare e produzioni di eccellenza. Dopo quasi mezzo secolo, insomma, la Fiera del Cacio non è solo una vetrina per il pecorino come prodotto della “filiera corta”, alimento buono nell’arte del mangiar bene e della scienza in cucina, ma si propone anche di accogliere le peculiarità delle produzioni a cominciare da quelle biologiche e a latte crudo di tutto il Paese.

I CONCORSI NAZIONALI
Le Forme del Bio 2007” è il concorso organizzato dall’Aiab, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica e da Città del Bio, in collaborazione con il coordinamento Città del Formaggio, con il Comune di Pienza e la Pro Loco, la Comunità Montana Amiata-Val d’Orcia, la Provincia di Siena, la Regione Toscana e la Condotta Slow Food Montepulciano-Chiusi, che premierà i migliori formaggi in base alla tipicità della tradizione locale e alla conformità con le norme dell’agricoltura e dell’allevamento biologici. Oltre ai vincitori dei formaggi in concorso per “Le Forme del Bio 2007” – suddivisi in base al latte di provenienza e al tempo di maturazione – la città di Pienza sarà sede del “1° Concorso Pecorini d’Italia a Latte Crudo”, per selezionare anche i migliori prodotti di questa specialità, con una sezione dedicata alle aziende casearie del territorio senese.

PECORINO, MIELE E ARTE
Venerdì 31 agosto sarà la volta del connubio tra pecorino, miele e arte, attraverso la degustazione organizzata all’interno del chiostro del Museo Diocesano a Pienza, in collaborazione con il Comune di Montalcino e la Regione Toscana. Il pomeriggio sarà l’occasione per saggiare i vari accostamenti proposti, con possibilità di visita guidata al museo - da venerdì a domenica, la mattina e il pomeriggio – che rappresenta una delle perle nel panorama senese. “Assaggi intelligenti e sensate esperienze con pecorini ed altre bontà” sarà l’appuntamento di venerdì pomeriggio, quando la Fiera del Cacio di Pienza annuncerà La settimana del miele di Montalcino, organizzata dall’Asga.
Della forza delle produzioni minori ne parlerà Claudio Del Re, della Regione Toscana e Giuliano Simonetti, Presidente della Comunità Montana Amiata Val d’Orcia, che si soffermeranno sulle produzioni del pecorino e del miele come corpo e sostanza delle eccellenze toscane del vino e dell’olio. Saranno presenti il Sindaco di Montalcino Maurizio Buffi e Hubert Ciacci Presidente dell’Asga. Per Pienza, il Sindaco Marco del Ciondolo e l’Assessore al Turismo e attività produttive Claudio Serafini.

Con venerdì 31 agosto partirà anche l’allestimento di banchi di pecorino a cura degli espositori pientini lungo il Corso Il Rossellino, portando avanti la bella tradizione di anni. La serata si concluderà in Piazza Pio II, dove, a partire dalle ore 21 le contrade festeggeranno tra note musicali, res tipica e pecorini offerti delle aziende pientine.

IL CONVEGNO
Latte, pecore e pascoli: due novità dalla scienza” sarà il tema del convegno che sabato 1 settembre, a partire dalle ore 9.30, riunirà un gruppo di esperti per presentare interessanti studi scientifici in materia di pecorini e dintorni. Il convegno, infatti, sarà l’occasione per illustrare per la prima volta un’importante ricerca sull’applicazione del principio di tracciabilità al latte di pecora. Presenterà lo studio il Professor Giovanni Brajon, direttore di Firenze dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle regioni Lazio e Toscana. Interverrà poi Simone Sabatini, funzionario dell’assessorato all’agricoltura della Regione Toscana. Darà il suo contributo al convegno anche l’associazione no profit GenomAmiata, che da cinque anni si occupa della salvaguardia della biodiversità amiatina attraverso il recupero e la valorizzazione del genoma di piante coltivate e di animali domestici autoctoni a rischio di estinzione.
Al convegno interverrà il Professor Ferdinando Ciani, funzionario della NFP della FAO, che rappresenta il livello base nella struttura organizzativa del Programma globale FAO per la gestione delle risorse genetiche animali. Ciani, zoologo, nel suo intervento parlerà della popolazione delle pecore delle Amiata e delle Crete senesi a livello genetico, soffermandosi sulla valorizzazione del territorio tramite quest’animale, tipico della montagna, che si nutre dei pascoli del territorio e produce il pecorino tipico dell’Amiata e della Val d’Orcia. La giornata continuerà con una sfida tra i bambini delle sei contrade che dalle 15.30 si cimenteranno nel Gioco del cacio al fuso, per proseguire, alle ore 21, nel chiostro di San Francesco, con il concerto della corale di Pienza.

APPUNTAMENTO CON LA TRADIZIONE
Domenica 2 settembre, mentre per le vie del borgo intenditori e appassionati di formaggio si daranno appuntamento per degustare le produzioni tradizionali e biologiche, in Piazza Pio II, alle ore 11, il sotto segretario alle politiche agricole Guido Tampieri proclamerà i vincitori dei concorsi nazionali “Le forme del Bio: formaggi d’eccellenza e pascoli doc” e del “1° Concorso Pecorini d’Italia a Latte Crudo”, oltre che il migliore espositore di formaggio. Alle ore 16.30, infine la festa entrerà nel vivo della tradizione, con il Gioco del Cacio al Fuso, per chiudere con l’immancabile Ballo in Piazza, a partire dalle ore 21.

Per informazioni: Pro Loco Pienza – E-mail: info@giallosole.it , Tel. 0578-749085

www.cittadelbio.it

L’impresa di un’economia diversa

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sbilanciamoci

Globale e locale per un modello di sviluppo dal basso, sostenibile e partecipato

V edizione del Forum di Sbilanciamoci! – Marghera, 6-9 settembre 2007

SABATO, 8 settembre
VII sessione
9.30 – 11.00 Teatro Aurora

UN’ ITALIA CAPACE DI FUTURO
Per i diritti, l’ambiente, la pace

A quali scelte è chiamata l’Italia dopo un anno di governo del centro-sinistra? Quali priorità di politica economica, finanziaria e sociale? E’ possibile pensare ad un’economia diversa fondata sul ruolo del settore pubblico, le regole del mercato, le politiche di giustizia economica e fiscale, ad una legge finanziaria che imetta al centro i diritti e la solidarietà, il disarmo e lo sviluppo sostenibile, il welfare e l’ambiente?

Intervengono
MARIO AGOSTINELLI, Un’Altra Lombardia
SALVATORE AMURA, Rete del Nuovo Municipio
PIERPAOLO BARETTA, Segretario Confederale della CISL
ALBINO BIZZOTTO, Beati i Costruttori di Pace
RAFFAELLA BOLINI, Segreteria nazionale dell’ARCI
BEPPE CACCIA, Consigliere comunale di Venezia
PAOLO CACCIARI, Deputato
ANNA DONATI, Presidente Commissione Trasporti
MIRIAM GIOVANZANA, Direttrice di Altra economia
MAURIZIO GUBBIOTTI, Segreteria nazionale Legambiente
STEFANO LENZI, Wwf Italia
FRANCESCO MARTONE, Senatore
RAFFAELE SALINARI, Presidente Terre des Hommes
GIANPAOLO SILVESTRI, Senatore
ANTONIO TRICARICO, Presidente della CRBM
RICCARDO TROISI, Rete Lilliput
ALBERTO ZORATTI, Fair

www.sbilanciamoci.org

La teoria dei piccoli passi, concreti!

Author: admin  |  Category: Risparmio energetico, Nuovi stili di vita

Novellara, il logo del bilancio partecipativo

Il Comune di Novellara ha vinto la prima edizione del premio “Comuni a 5 stelle” nella categoria “nuovi stili di vita”, “per la realizzazione di un corso per l’autocostruzione dei pannelli solari – come si legge nelle motivazioni della Giuria – che ha visto la partecipazione di quasi centocinquanta cittadini che si sono cimentati nella costruzione di pannelli per il riscaldamento dell’acqua, e più in generale per l’attivazione di un percorso virtuoso di bilancio partecipativo”.

Nel corso del 2006, l’Assessore all’ambiente Enrico Ragni introduce insieme ai suoi colleghi di giunta il bilancio partecipativo, che pare diffondersi nonostante permangano qua e là sacche di resistenza da classe dirigente vecchia maniera. Nel corso del percorso partecipativo ormai rodato a livello nazionale con decine di esperienze virtuose, ma per nulla semplice e scontato da realizzare, salta fuori tra le oltre 200 segnalazioni e proposte emerse dai cittadini suddivisi in assemblee di quartiere, l’esigenza di “fare qualcosa per questa nostra Terra maltrattata”.

Il tema, che non ha poi apparentemente trovato uno sbocco naturale in quelli che sono stati i progetti deliberati dalle assemblee (e rigorosamente cantierati dall’amministrazione comunale), era in fondo trasversale ai temi delle affollatissime serate: abitazioni ecosostenibili, contributi per la conversione a metano della propria automobile, informazioni sulle energie rinnovabili. Da più parti, insomma, c’era il desiderio di pensare globalmente ma agire localmente, con qualche cosa di concreto. D’accordo, l’Amministrazione era partita con la distribuzione dei riduttori di flusso per il risparmio dell’acqua e, come sostiene l’Assessore Ragni, “è meglio sposare la politica dei piccoli passi e ottenere subito dei risultati che immaginare progetti ambiziosi che non partono mai”.

Di qui l’idea di sperimentare un corso per l’autocostruzione dei pannelli solari da parte dei cittadini di Novellara, con l’aiuto della Rete per l’autocostruzione del solare termico (www.autocostruzionesolare.it).
L’Assessorato all’Ambiente, Mobilità Urbana e Bilancio Partecipativo ha ritenuto quindi giusto accogliere e assecondare questo orientamento, con una iniziativa che desse l’idea della disponibilità e dell’accessibilità delle tecnologie di risparmio energetico stimolando l’autorganizzazione e la coscienza dei cittadini nell’opera diretta a migliorare l’ambiente. La proposta di promuovere e organizzare un corso di autocostruzione e istallazione di pannelli solari termici, per diffondere le energie rinnovabili, risparmiare e ridurre l’inquinamento è stata approvata dalla Giunta comunale il 28 novembre 2006.

Nell’annunciare il programma del corso su un periodico mensile novellarese, il Comune s’era premurato di informare che esso si sarebbe svolto se almeno 25 persone vi avessero partecipato, versando una quota di partecipazione di 20 euro. Al di là di ogni più rosea aspettativa, le domande di partecipazione al corso hanno raggiunto quota 130. Invece di un corso il Comune ne ha dovuti organizzare 4. Con un’evidenza sorprendente, i cittadini hanno confermato l’orentamento che avevano espresso sui temi ecologici nelle assemblee del bilancio partecipativo. L’iniziativa dell’Assessorato all’Ambiente ha “intercettato” e “calamitato” una domanda che, oggettivamente, non riteneva essere così consistente e diffusa.

Il pannello solare di 4 metri quadrati è stato realizzato e installato dai cittadini novellaresi e oggi scalda l’acqua per la scuola materna “Il girasole”. Nel frattempo l’amministrazione ha già in programma ulteriori corsi per il prossimo autunno e ha aderito al progetto “Ecoabita” (www.ecoabita.it) promosso dalla Provincia di Reggio Emilia, che intende dare attuazione alla recente legislazione ambientale in campo edilizio, introducendo l’obbligo della certificazione energetica degli edifici. Il duplice effetto da cogliere è l’aumento della qualità delle costruzioni e della trasparenza del mercato, offrendo ai consumatori abitazioni a basso consumo di energia, certificate dall’Ente pubblico.

L’ultima notte della Taranta

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Notte della Taranta

Si preannuncia davvero interessante il Concertone finale del Festival La Notte della Taranta edizione 2007, quest’anno dedicato ai temi del Mediterraneo.

Tra gli ospiti che vi parteciperanno troviamo artisti del calibro di Giuliano Sangiorgi, voce e anima del gruppo tutto salentino dei Negramaro che il festival ha voluto come espressione di un forte legame con il territorio e con la sua crescita in campo artistico e musicale (oggi Sangiorgi è uno dei cantanti italiani più noti ed acclamati); Massimo Ranieri, storico interprete della musica di tradizione napoletana e più in generale italiana, che con la sua vocalità ha portato nel mondo tutto il calore della cultura musicale e della tradizione del nostro Mediterraneo; Morgan, uno dei musicisti simbolo dell’Italia degli anni ’80, voce versatile e in continuo movimento; Ginevra Di Marco, storica voce dei CSI e poi dei PGR di Giovanni Lindo Ferretti ed artista solista da tempo impegnata in un lavoro di ricerca sulle tradizioni musicali del mondo; Piero Brega, tra i protagonisti del folk revival degli anni ’70 e di molte esperienze di confine tra la musica tradizionale e altre sonorità come il jazz; le soliste bulgare Eva Quartet e alcuni musicisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio, esempio vivente dell’incontro fra le musiche possibili come dialogo tra i popoli ed antidoto alle differenze.

Ad aprire il concertone diretto da Pagani saranno come ogni anno cantori della tradizione, che questa volta porteranno sul palco di Melpignano i canti e i suoni di tutta la Puglia, anche qui nella logica, da sempre propria della Notte della Taranta, dell’incontro fra il Salento e un più ampio territorio: i T’Asteracia, Giovanni Avantaggiato, i Cantori di Villa Castelli, i Cantori di Carpino e poi Uccio Aloisi faranno risuonare i canti dell’Alto Salento e della Murgia, del Gargano e del basso Salento in un unico inno alla tradizione che lascerà poi il posto ad una intro dell’Orchestra di Piazza Vittorio e infine a tutta l’Orchestra La Notte della Taranta con Mauro Pagani e con i suoi tanti ospiti.

“L’Orchestra La Notte della Taranta” si avvarrà anche della collaborazione di musicisti dell’area salentina come Mimmo Epifani, Ruggiero Inchingolo, Roberto Licci e Claudio Cavallo Giagnotti e di musicisti ospiti protagonisti di esperienze di musica di confine: Gavino Murgia (fiati e launeddas), Giovanni Sollima (violoncello), Mario Arcari (fiati), Arnaldo Vacca (percussioni).

Per informazioni logistiche su come raggiungere Melpignano (comune co-fondatore dell’Associazione dei Comuni Virtuosi) si può visitare il sito istituzionale www.comune.melpignano.le.it oppure il sito ufficiale della manifestazione: www.lanottedellataranta.it

Call center

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call center

L’altro giorno ho parlato al telefono con un call center. Dopo le formalità d’uso, “sono Anna, cosa posso fare per lei?…”, ho avuto l’impulso di chiedere alla ragazza dove si trovasse, e lei mi ha risposto: “Dall’accento, lei cosa direbbe?”, e io: “Sicilia”. Anna era palermitana, in effetti. Ma dopo questa violazione del galateo tra cliente e venditrice, è seguito un silenzio imbarazzato. Avrei voluto chiederle quanto guadagna, per quante ore, che futuro s’immagina, e se si sente ricattata, in quanto meridionale, tanto da dover fare quel lavoro. Avrei voluto anche dirle che ho firmato, insieme ad altri, un appello per una manifestazione nazionale con la quale tra le altre cose si vorrebbe cambiare la legge che consente di impiegare moltissime Anna a quella maniera. Ma mi pareva goffo e paternalista, così le ho semplicemente augurato buona giornata. A Palermo l’altro giorno non pioveva e ho sperato che Anna, dopo aver chiesto “cosa posso fare per lei” alcune centinaia o migliaia di volte, se ne andasse in spiaggia.

In spiaggia siamo stati in molti, questo mese. A leggere i giornali e a chiederci perché i grandi media e la grande politica (gli aggettivi alludono solo alla quantità) siano dei Re Mida all’incontrario: tutto quel che toccano si trasforma in letame.

E’ quel che rischia di capitare alla manifestazione di ottobre. Quando Luigi Pintor scrisse il breve e celebre testo che intitolammo con le prime parole, “Si potrebbe“, e che fu all’origine di una manifestazione sotto il diluvio, il 25 aprile del 1994, tutto parve semplice: fascisti e leghisti, sotto il comando di Berlusconi, avevano occupato il governo, e si trattava di radunare a Milano la parte di paese che non era d’accordo.

Oggi al governo ci sono i nipoti dei partiti che allora erano stati dispersi dalla vittoria della destra, e questo rende tutto molto più difficile. Cosa c’è di più semplice che chiedere il rispetto del programma con cui l’Unione si è presentata agli elettori? Eppure sui grandi media l’appello e la manifestazione si sono impantanati in una confusa sceneggiata, in cui scoppiettano ai due estremi l’autolesionismo involontario di Francesco Caruso (che chissà perché è convinto da anni di poter raggirare tutto da solo l’intero sistema dei media) e quello volontario di Gavino Angius (che dai media si fa molto volentieri usare e le cui parole spingono a chiedersi perché mai non sia rimasto nel Partito democratico nascente).

Insomma, quel che dovrebbe essere un moto diffuso, oltre i recinti organizzati della sinistra e tale da spingere a mettersi in viaggio, il 20 ottobre, le persone e le comunità, i metalmeccanici e i vicentini contro la base, i lavoratori precari e i pensionati, i valsusini No Tav e quelli che affollano i Gay Pride, viene messo in scena come un mischia tattica dentro la sinistra radicale, e tra la sinistra radicale e il resto dell’Unione.

E la sostanza tende a scomparire. Illusoriamente, perché il Corriere della Sera, la cui funzione nella politica di oggi andrebbe analizzata da un Max Weber o da un Antonio Gramsci, martella ogni giorno contro l’”ideologia” che impedisce di capire quanto bene faccia la legge 30 ai lavoratori, alla società e all’economia. Viviamo in un sistema totalitario, per lo meno quanto a opzioni di politica economica e alla cultura politica che ne consegue, anche se poi andiamo a votare. Infatti il programma dell’Unione prometteva quel che il governo dell’Unione non riconosce più.

Al 20 ottobre mancano due mesi. Possiamo ancora cercare di far sapere ad Anna, la ragazza del call center di Palermo, che la cosa la riguarda.

Pierluigi Sullo – Direttore di CARTA
www.carta.org

I sindaci italiani sono dei coglioni!

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Caro Sindaco New Global. Marco Boschini. EMI, 2004

Ovvero, come la maggior parte della classe dirigente di questo Paese se ne infischia dello sfacio ambientale prodotto da un modello di sviluppo insostenibile e distruttivo.

Una lettera scritta in una sera di fine estate a Beppe Grillo, in vista del V-Day dell’8 settembre prossimo…

Caro Beppe,
La Casta” è riuscito molto bene a dirci e documentarci quanto tutti, o quasi, percepivamo ogni giorno, dalla nostra postazione quotidiana di cittadini-sudditi, rispetto ai privilegi intollerabili dei politici di professione, le ruberie, l’arroganza fatta legge.

Io però vorrei parlarti della casta all’incontrario, quella che così non dovrebbe essere perché troppo vicina alla gente, fatta degli oltre ottomila sindaci italiani (non tutti, fortunatamente!) e dei loro sessantamila collaboratori-assessori.
Come sai coordino l’Associazione dei Comuni Virtuosi (www.comunivirtuosi.org), una rete di enti locali nata nel 2005 per promuovere su tutto il territorio nazionale buone prassi legate alla riduzione dell’impronta ecologica di un territorio, attraverso la realizzazione di progettualità concrete ed efficaci. Da allora giro in lungo e in largo per l’Italia, pagandomi il biglietto del treno o il gasolio per la macchina, con il solo entusiastico interesse di incontrare amministratori diversi, raccontare loro di cosa loro colleghi stiano sperimentando con successo, nel silenzo vergognoso dei mass-media e nell’indifferenza ottusa della Casta Nazionale della Politica.

Ogni volta, ingenuamente, mi dico che raccontando loro quanto ad esempio raccolto nei tre libri pubblicati per la EMI (“Caro sindaco new-global”, “Comuni Virtuosi” e “In Comune”, www.emi.it), sicuramente li convincerò della bontà delle esperienze virtuose messe in atto, invogliandoli a copiare un progetto e replicarlo nel territorio da loro amministrato. Perché il bello di questa storia è che non c’è nulla da inventare, è già stato tutto (o quasi) fatto. Con dieci semplici mosse i sindaci italiani potrebbero, da soli, senza aspettare le chiacchere inutili della Casta, risolvere lo sforamento dei parametri di Kyoto, recuperando al contempo un sacco di denaro perché, come molto spesso accade, fare cose concrete a favore dell’ambiente fa risparmiare soldi. Altro che tesoretto!

Il Comune di Padova, ad esempio, ha avviato una ristrutturazione energetica degli edifici comunali e della pubblica illuminazione che a pieno regime prevede un risparmio annuo di oltre quattro milioni di euro sulla spesa corrente del bilancio comunale. Semplicemente cambiando le lampadine della città già oggi risparmiano qualcosa come ottocentocinquantamila euro! Ogni anno...

Il problema dei nostri sindaci, caro Beppe, è che non capiscono, proprio non ci arrivano. Se gli racconti che è possibile ristrutturare il municipio pagando tutti gli interventi con il risparmio ottenuto sulla bolletta ti guardano come fossi un idiota, o un marziano.
Perché i sindaci come Laura Puppato di Montebelluna si contano sulle dita di una mano? Perché il suo ostinato progetto di introduzione della raccolta differenziata porta a porta non viene imitato domani mattina da tutte le amministrazioni di centrosinistra? Che fanno Fassino e Rutelli, oltre a spartirsi pezzi di Pidì? Forse non sanno che a Montebelluna sono passati al 78,6% di raccolta differenziata? E che in un anno i cittadini sono passati a produrre da 280 a 100 kg. di rifiuti, riducendoli drasticamente? E che questa operazione, che fa bene all’ambiente, ha permesso al comune di risparmiare poco meno di cinquecentomila euro all’anno, utilizzati dall’anno successivo per introdurre una tariffa che premia i cittadini più virtuosi?

Oltre alla pigrizia e alla stupidità della nostra classe dirigente, l’altro vero problema è che chi si è occupato di ambiente e politica negli ultimi vent’anni lo ha fatto in modo demagogico. Quante volte li abbiamo sentiti parlare di sviluppo sostenibile, di idrogeno, di fonti energetiche rinnovabili. Entro il 2050 faremo…, stiamo programmando una terza rivoluzione industriale ecologica, e via di queste belle balle.
Ora io (e tanti altri insieme a me) sono qui a dire che è possibile e conveniente intervenire subito, dal basso, a favore dell’ambiente. Partendo dai nostri municipi, attraverso una serie di azioni che abbattono le emissioni inquinanti e riducono la “bolletta energetica” del comune.

Il 25 agosto a Monsano (AN) durante la “Festa del buon senso”, premieremo i comuni più virtuosi che hanno aderito al premio dei “Comuni a 5 stelle”, a dimostrazione che, nonostante l’indifferenza di molti sindaci-funzionari la cui unica preoccupazione è quella di scalare la piramide del potere, ne esistono altri disposti a mettersi in gioco, sperimentando nuove strade e interpretando il proprio ruolo come quello di un dipendende, a tempo determinato, che svolge il proprio compito al servizio della gente e quindi salvaguardando il territorio e il futuro dell’umanità.
Se passi da Monsano sei il benvenuto, come tutti quelli che vorranno partecipare ad un giorno di festa. Un abbraccio sincero e virtuoso.”

Ecco la graduatoria del Premio “Comuni a 5 stelle”

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Monsano

E’ davvero alto il livello dei progetti presentati dai 16 Comuni che hanno voluto aderire alla prima edizione del “Pemio Comuni a 5 stelle”, promosso dall’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi, con il patrocinio di Carta, Città del Bio, Castelli di Pace e Movimento per la decrescita felice. Scopo del premio era quello di raccogliere, valorizzare e diffondere buone prassi di sostenibilità ambientale legate a cinque categorie in particolare: gestione del territorio, impronta ecologica della macchina comunale, rifiuti, mobilità sostenibile e nuovi stili di vita.

In fondo questi sono anche gli obiettivi che da sempre caratterizzano l’attività dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, una rete di enti locali (in generale piccoli/medi comuni, fondata nel 2005 da Colorno (PR), Vezzano Ligure (SP), Monsano (AN) e Melpignano (LE)) impegnata quotidianamente nella dimostrazione concreta che è possibile e conveniente attivare progetti a favore dell’ambiente.

Nel suo complesso sono 84 le progettualità sottoposte all’attenzione della giuria, composta da Maurizio Pallante (scrittore e consulente per il Ministero dell’Ambiente), Gianluca Carmosino (giornalista), Alessandra Bonfanti (Coordinatrice Castelli di Pace), Ignazio Garau (Coordinatore Città del Bio), Gianluca Fioretti (Sindaco di Monsano), Marco Boschini (Coordinatore Associazione Comuni Virtuosi). Di queste, 42 sono state giudicate pertinenti al bando e quindi inserite in una graduatoria a seconda della categoria indicata dall’ente locale.

I Comuni che hanno partecipato al Premio sono: Apiro (MC), Avigliana (TO), Follonica (GR), Genga (AN), Grugliasco (TO), Mezzago (MI), Novellara (RE), Olivadi (CZ), Orsenigo (CO), Pesaro (PU), Putignano (BA), Quarrata (PT), San Miniato (PI), Traversetolo (PR), Trichiana (BL), Udine (UD).

Una caratteristica di alcuni enti locali è stata quella di aver presentato più progetti per più categorie, a dimostrazione che ormai è grande la sensibilità verso la tutela ambientale e che soprattutto comincia a farsi largo una visione d’insieme. Basta insomma con gli interventi a spot, con le singole (magari virtuose) proposte a favore dell’ambiente in un contesto in cui tutto procedere tranquillamente nella direzione opposta.

Da queste considerazioni è in fondo nato il premio, dalla convizione che solo da un’azione forte dell’ente locale in una nuova alleanza di comunità partecipata con i cittadini sia possibile concretamente ridurre l’impronta ecologica di un territorio. Per questo motivo abbiamo deciso di premiare il comune più virtuoso per ogni categoria e riconoscere un premio speciale per quell’ente locale che, presentando progetti in tutte e 5 le “stelle”, sta dimostrando sul campo di meritarsi il titolo di vincitore del premio.

Nella categoria “speciale” il premio va ai Comuni di Mezzago (MI) e Avigliana (TO), gli enti locali che più di tutti stanno lavorando a 360 gradi con progettualità innovative e concrete rispetto ad una gestione del territorio partecipata e attenta, ad una significativa diminuzione dell’impronta ecologica della macchina comunale, a progettualità che mirano alla differenziazione dei rifiuti e soprattutto alla loro progressiva riduzione, al coinvolgimento dei cittadini nell’introduzione di nuovi stili di vita quotidiani.

Nella categoria “gestione del territorio” il premio va al Comune di Quarrata (PT), per la realizzazione del nuovo Regolamento Urbanistico comunale (il piano regolatore, n.d.r.), per l’obiettivo del contenimento del consumo di suolo e il meccanismo innovativo della pianificazione differita, e il percorso partecipativo di coinvolgimento dei cittadini nella fase di immaginazione legata al tipo di sviluppo da dare al proprio territorio.

Nella categoria “impronta ecologica” il premio va al Comune di Grugliasco (TO), per essere stato tra i primi in Italia a basare le proprie attività di ristorazione colletiva su derrate coltivate biologicamente, e per aver costituito una società partecipata, la Bioristoro, che raggiunge una platea di circa tremila utenti giornalieri con cibi bio-logici.

Nella categoria “rifiuti” il premio va al Comune di Olivadi (CZ), per aver introdotto con successo, in un contesto regionale complesso, il sistema di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti, raggiungendo il 67,04%. Va in questa categoria comunque segnalato il Comune di Follonica (GR), per le numerose proguettualità messe in campo a favore di una sostanziale riduzione dei rifiuti, tra cui spicca il progetto “Ecoscambio”.

Nella categoria “mobilità sostenibile” il premio va ai Comuni di Pesaro (PU) e Udine (UD), per la realizzazione di una pista ciclabile lungo la spiaggia che, una volta completata, collegherà per 15 km. Pesaro a Fano, e per il progetto “I P.I.L.A.S.T.R.I. della sostenibilità” di Udine, volto alla riqualificazione di aree cittadine e il loro collegamento attraverso percorsi ciclo-pedonali nell’ambito di una progettazione partecipata di rete.

Nella categoria “nuovi stili di vita” il premio va al Comune di Novellara (RE), per la realizzazione di un corso per l’autocostruzione dei pannelli solari, che ha visto la partecipazione di quasi centocinquanta cittadini che si sono cimentati nella costruzione di pannelli per il riscaldamento dell’acqua, e più in generale per l’attivazione di un percorso virtuoso di bilancio partecipativo.

La giuria del premio “Comuni a 5 stelle”
www.comunivirtuosi.org