Farmer’s market in Toscana

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Valle del Chianti

Nei prossimi tre anni nasceranno in Toscana 10 nuovi mercatali per la vendita diretta di prodotti tipici e di qualità.

E uno degli effetti della “rete regionale della filiera corta“, varata dalla giunta regionale, e con cui saranno coordinate e potenziate tutte quelle iniziative che permettano un rapporto più diretto, sul territorio, tra chi produce e chi consuma. Si tratta di un progetto d’avanguardia, il primo, organico, che prende il via in Italia.

Il mercatale, cioè il mercato contadino di qualità, in cui si vendono prodotti di stagione, oltre a olio, vino, marmellate, formaggi e altre tipicità, vanta in Toscana già oggi almeno una decina di esperienze, guidate da quella pilota di Montevarchi.

Con il pacchetto di azioni per la filiera corta approvate dalla giunta queste esperienze raddoppieranno coinvolgendo tutte le province e i comprensori della regione. Accanto ai mercatali sarà stimolata anche la nascita di spacci locali, cioè di veri e propri negozi gestiti in forma associata da imprenditori agricoli e verranno promosse iniziative di trasparenza come l’etichetta ‘prezzo chiaro’ che definirà le quote destinate al produttore e ai vari eventuali passaggi (trasformatore, distributore).

Saranno inoltre previste iniziative per la valorizzazione dei prodotti locali: è il caso dell’estensione e del potenziamento della legge regionale che già prevede l’utilizzo di questi prodotti presso le mense pubbliche e dell’avvio di ‘patti’ tra produttori e operatori della ristorazione del commercio e del turismo per stimolare la vendita e l’utilizzo di prodotti agricoli locali e di qualità nei loro esercizi.

La rete regionale (che presto avrà un logo e un sito web) sarà coordinata da un comitato di gestione in cui saranno rappresentate le istituzioni, le associazioni di categoria e tutte quelle realtà, come Slow Food e le associazioni biologiche, che permettono la valorizzazione dei prodotti e del consumo locale.

Le esperienze di ‘filiera corta’ hanno la loro genesi negli Stati Uniti dove da una ventina d’anni esistono i cosiddetti farmer’s market. Negli ultimi cinque anni questi mercati sono cresciuti del 30% passando da 3 mila a 3.700 con oltre 40 mila imprese agricole coinvolte.

Tuttaunaltracosa 2007

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fair

Punta a Sud la bussola del commercio equo. Tuttaunaltracosa quest’anno raddoppia: dopo l’edizione lombarda che si è tenuta a Milano (25-27 maggio), si svolgerà a Galatina (LE), dal 15 al 17 giugno presso la Fiera di Galatina e del Salento, la XIII edizione della Fiera nazionale del commercio equo e solidale organizzata dall’Associazione Botteghe del Mondo ( 500 punti vendita equosolidali in tutto il Paese). Un appuntamento ormai classico che quest’anno ha una marcia in più: per la prima volta Tuttaunaltracosa ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre che della Regione Puglia e della Provincia di Lecce.

“E’ una grande soddisfazione per Assobotteghe, promotrice della manifestazione – commenta il Presidente Andrea Reina - un premio per l’impegno dimostrato nelle scorse edizioni e la conferma che Tuttaunaltracosa 2007 sarà un’occasione ancora più ricca di valore, proprio perché si svolgerà a Sud. La scelta di organizzare Tuttaunaltracosa 2007 in Salento - spiega ancora Andrea Reina – rappresenta una nuova tappa fondamentale per la sensibilizzazione delle comunità cittadine, provinciali in particolare delle regioni meridionali. Essere ospitati a Lecce per questo grande appuntamento – conclude Reina – significa inserirsi in un contesto sensibile ai temi della solidarietà: il Salento, un lembo di terra da sempre avamposto per le migrazioni, crocevia di popoli e quindi modello di integrazione culturale”.

A Tuttaunaltracosa oltre 70 standisti provenienti da tutto il Paese presenteranno i loro progetti provenienti dai cinque continenti, con l’attenzione puntata su un viaggio “Dall’Oriente al Mediterraneo, sulla via delle spezie“, ideato per scoprire attraverso i prodotti e i progetti del commercio equo le mille storie del villaggio globale. La Fiera presenta anche un’altra novità importante, i sodalizi con il Festival del Salento Negramaro, prestigiosa ed accreditata rassegna culturale itinerante organizzata dalla Provincia di Lecce, e con “Solidaria, direzione Sud” (II Edizione della Fiera sull’economia equa, solidale e sostenibile). Entrambe le manifestazioni si terranno negli stessi giorni e nello stesso luogo, a conferma della vocazione del mondo del commercio equo a rapportarsi con le realtà culturali del territorio.

Dibattiti e incontri sui temi dell’economia solidale, mostre, spettacoli e tanto altro. Ricchissimo il calendario degli eventi di Tuttaunaltracosa, che quest’anno è “più festa che mai”: rimarrà aperta fino alle 2 di notte, per stimolare l’incontro e il divertimento. In Fiera sbarcherà anche il primo Forum dei Giovani, un vero e proprio campo internazionale di formazione per ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia e da alcuni paesi europei, che si incontreranno per discutere, imparare, confrontarsi su globalizzazione, rapporti nord-sud e “sperimentare” il commercio equo. A Tuttaunaltracosa sarà presentato anche il secondo episodio de “La Notte di San Nessuno“, la prima storia a fumetti equosolidale, che racconta ai più piccoli l’importanza del commercio equo. Il volume si candida alla nomination come miglior fumetto per i bambini al Salone Internazionale di Napoli. “Pallonasia” il titolo del nuovo volume realizzato da Fogliazza.

Alla fiera si troverà in esposizione una casa Malgascia dell’etnia Zafimaniry, una mostra di design col bambù e un progetto su un parco tematico sul commercio equo che sorgerà in Emilia Romagna, simbolicamente inserito fra l’autostrada e la ferrovia ad alta velocità.
L’associazione Altrimondiali, che si occupa della diffusione di una cultura del consumo etico e critico e della cultura della pace e della solidarietà nello sport, organizzerà una partita fra AltraItalia e AltroMondo, con giocatori provenienti dal commercio equo e con la sorpresa di un testimonial d’eccezione.
www.metamorfosi.info

Mense virtuose

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mensa scolastica

Con la pubblicazione del bando per la gestione del servizio di refezione scolastica, prosegue l’opera di introduzione degli acquisti verdi avviata dal Comune di Colorno a partire dal 2004, con l’approvazione da parte della giunta comunale di una delibera di indirizzo vincolante.

Dopo gli arredi ecologici per la nuova scuola media, la stampa in carta riciclata del periodico comunale, l’acquisto di apparecchiature tecnologiche a marchio Energystar, l’utilizzo di pannolini lavabili per i bimbi che frequentano il nido comunale, abbiamo inserito un’importante novità nel capitolato per la gestione delle mense scolastiche: con l’inizio del nuovo anno la ditta aggiudicataria del servizio dovrà obbligatoriamente utilizzare solo l’acqua del rubinetto (“l’acqua del sindaco”) per dare da bere agli alunni che usufruiranno del servizio.

L’acqua del rubinetto è più controllata, economica e riduce drasticamente la produzione dei rifiuti, oltre che l’inquinamento atmosferico causato dal trasporto per migliaia di chilometri di interi bancali di bottiglie di plastica.

Nel capitolato è previsto anche un utilizzo consistente di prodotti biologici, tipici e di stagione, oltre che l’introduzione di prodotti provenienti dal circuito del commercio equo e solidale.
In più la ditta è tenuta a rendere disponibile il materiale a perdere in caso il Comune intenda attivare il progetto “Social market” per la distribuzione gratuita di derrate alimentari, che da rifiuti da smaltire si trasformeranno quindi in un’opportunità di integrazione sociale.

Per il trasporto dei pasti dal centro di cottura alle mense scolastiche la ditta dovrà utilizzare esclusivamente mezzi ecologici, così come per la sanificazione dei locali dovranno essere utilizzati detersivi a basso impatto ambientale. La ditta dovrà rendersi disponibile, nel corso dell’anno, a promuovere insieme all’amministrazione comunale e al corpo docenti iniziative concrete per favorire un’educazione alimentare incentrata su buonsenso e sobrietà.

Insomma, introducendo dei vincoli semplici e chiari è possibile rendere realmente sostenibile un servizio pubblico importante come la refezione di una scuola o di un ospedale, tanto per fare un paio di esempi. L’invito che facciamo, anche come comune co-fondatore dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, è di seguire il nostro esempio, migliorarlo adattandolo alla propria realtà territoriale, diffondendo in tutta Italia mense scolastiche realmente sostenibili e virtuose.
www.comunivirtuosi.org

Via gli intoccabili!

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dipendenti pubblici

Via gli intoccabili! Fuori subito tutti i funzionari pubblici condannati per corruzione, reati sessuali e pedofilia.

Il Parlamento sta per prendere in esame la nuova legge sul licenziamento dei funzionari pubblici condannati. Questo è il momento per una battaglia che possiamo vincere. Firma la lettera a Prodi su www.francarame.it
Sui temi di questa petizione ti invitiamo a visionare la puntata di Report trasmessa domenica 19 maggio su www.report.rai.it.

Gentile Presidente del Consiglio Romano Prodi, noi cittadini le chiediamo di porre rimedio a un’infamia che mina l’efficienza e l’onestà della pubblica amministrazione. Chiediamo di affermare il patto di correttezza tra lavoratori e aziende anche all’interno della pubblica amministrazione.

Chiediamo che tutti i funzionari pubblici condannati vengano automaticamente licenziati senza possibilità di scappatoie. Esiste una bozza di proposta, avanzata all’interno della maggioranza, che determinerebbe il licenziamento soltanto per i dipendenti pubblici condannati a più di due anni. In questo modo il 98% dei condannati resterebbe nella Pubblica Amministrazione. Si tratta di una proposta intollerabile e insultante per i cittadini e i funzionari pubblici onesti!

Un funzionario pubblico rappresenta lo Stato. Quindi deve essere persona integerrima. Oggi persone come l’ex ministro De Lorenzo sono ancora sul libro paga delle istituzioni. Addirittura restano al loro posto insegnanti condannati per pedofilia! Se vogliamo rifondare il rapporto tra cittadini e istituzioni è indispensabile partire da qui.

Chiediamo inoltre che la Pubblica Amministrazione chieda un risarcimento per il danno di immagine che reati legati alla corruzione, alla violenza sessuale e alla pedofilia perpetrati da funzionari pubblici, comportano. Chiediamo che insieme a questa legge sul licenziamento dei dipendenti pubblici corrotti sia approvata anche la proposta di legge presentata da Franca Rame sul codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti, che annulla il condono emanato da Berlusconi che permette ai funzionari pubblici condannati di evitare il pieno risarcimento dei danni arrecati.

Chiediamo infine che sia revocato il trasferimento di Luigi Magistro, creatore del sistema di controllo informatico contro le truffe fiscali dell’Audit: e’ mai possibile che una volta che c’è un funzionario che combatte con successo la corruzione lo si debba punire?

Movimento per la decrescita felice

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Questo di seguito è il video dell’intervento di Maurizio Pallante in occasione della presentazione ufficiale del Movimento per la decrescita felice (www.decrescitafelice.it), tenutati in occasione di “Terra Futura” venerdì 18 maggio a Firenze.

Taxi ecologici nella Grande Mela

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new york

Entro il 2012 tutti i taxi di New York saranno “ecologici“.

Il piano è stato illustrato dal sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, durante la trasmissione “Today”, in onda su Nbc News.
Il portale internet Yahoo ha aderito all’iniziativa regalando alla città 10 taxi ad alimentazione ibrida.

Sono circa 13mila i modelli Crown Victoria della Ford che compongono il 90 per cento dei taxi di New York: gradualmente saranno sostituiti da veicoli alimentati sia a benzina sia a elettricità, con un’efficienza quasi doppia per il consumo di carburante. Attualmente, in città, sono appena 400 i tassi’ “ibridi”, entro un anno dovranno diventare mille, arrivando poi a sostituire le vecchie auto con un ritmo del 20 per cento ogni anno.

L’ordinanza fa parte di una serie di iniziative messe in atto da Bloomberg in un’ottica volta a ridurre del 30% le emissioni di gas inquinanti a New York entro i prossimi 20 anni e a fare della Grande Mela una una città all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente.

Il sindaco ha sottolineato come le città siano le responsabili dell’80% dell’inquinamento mondiale e abbiano quindi il dovere di prendere iniziative forti sulle questioni ambientali che i governi nazionali si mostrano reticenti ad affrontare.

La casta…

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Scrittori per le foreste

Author: admin  |  Category: Generale, Rifiuti

Scrittori per le foreste

La Bompiani passa dalla parte delle foreste: stamperà tutti i suoi libri su carta riciclata o certificata FSC.

Per fare un libro non ci vuole un albero. E grazie all’impegno degli autori che hanno aderito al progetto di Greenpeace “Scrittori per le foreste“, il mondo dell’editoria sta cominciando a capire. E sta cambiando.

In occasione della Fiera Internazionale del Libro che si è chiusa nei giorni scorsi a Torino, Greenpeace ha festeggiato i successi del progetto “Scrittori per le foreste”, con una giornata per le foreste e lo slogan “Per fare un libro NON ci vuole un albero“.

Un grande libro realizzato in legno certificato FSC - una certificazione che garantisce l’impiego di fibre provenienti da una gestione forestale pienamente rispettosa degli ecosistemi e dei popoli nativi – ha accolto i visitatori, raccogliendo messaggi in favore delle foreste e di una editoria responsabile.

La storia del progetto “Scrittori per le foreste” è la storia di una scommessa ambiziosa che inizia nel 2003 con una denuncia: l’editoria ha delle precise responsabilità nella distruzione delle foreste primarie. Tanti libri, molta carta, troppi alberi in meno.

Greenpeace ha allora di coinvolgere gli scrittori, chiedendo loro di impegnarsi a stampare i propri libri su carta amica delle foreste. Volevamo innescare un circolo virtuoso: sensibilizzare gli scrittori per cambiare tutta l’industria dell’editoria. E, libro dopo libro, casa editrice dopo casa editrice, ci stanno riuscendo.

Grazie alla partecipazione attiva di scrittori come Andrea De Carlo, Niccolò Ammanniti, Sandro Veronesi, Sandrone Dazieri, Wu Ming, Camilla Baresani, Carlo Grande, Edoardo Albinati, Giancarlo De Cataldo, Enrico Brizzi, Erri De Luca, Giovanni Dal Ponte, Acava Mmaka, Marinella Correggia, Girolamo De Michele, Fernanda Pivano, Dacia Maraini, Lidia Ravera, Rosetta Loi, Lisa Ginzburg, Luciano De Crescenzo e tanti altri, milioni di libri – solo in Italia – sono stati stampati su carta riciclata. Senza sacrificare neanche un albero.

Oltre alla Bompiani sono poi sempre più numerose le case editrici che stanno scegliendo di stampare tutti i propri libri su carta riciclata. Tra queste, Fandango, Larcher, Edizioni il Foglio Clandestino, Gaffi, Prospettiva editrice, Il Rovescio, oltre alle edizioni italiane di Lonely Planet e alla collana di Rizzoli Oltreconfine.
www.greenpeace.it

Pressapoco un miracolo

Author: admin  |  Category: Risparmio energetico

Ogni tanto una buona notizia. E questa, badate bene, non è una semplice buona notizia, è pressapoco un miracolo, frutto del lavoro straordinario messo in piedi da Jacopo, Gabriella, Maria Cristina, Simone, e tutti gli altri amici della “banda Alcatraz“.
Tutte le informazioni sono su: www.jacopofo.com

I rifiuti non esistono

Author: admin  |  Category: Rifiuti

Della manifestazione di sabato a Napoli, in quanto portatrice di cose sensate abbondantemente trascurata dai media, preferisco non parlare. Credo sia compito di chi l’ha organizzata localmente tirare le somme.

Al termine, comunque, è bastata una rapida ricognizione nel “centro“, per notare come almeno in una porzione considerevole della città, non vi sia alcuna “emergenza”.
I cassonetti sono sommersi si dei cosiddetti “rifiuti”, ma non quelli prodotti dalle famiglie, bensì dalle attività commerciali. Le “grandi utenze”. Riciclare tali scarti è possibile, dipende unicamente dall’organizzazione. Diventano “rifiuti” perchè non si è in grado di gestirli; in realtà sono utilissimi materiali che ogni giorno vengono sprecati. Insensatamente.

I cassonetti sono sommersi di “rifiuti assmilati agli urbani“, e quello che c’è di “straordinario” è la totale incapacità, e incompetenza di chi non è in grado di organizzarne la raccolta e la reimmissione nel ciclo produttivo: almeno la metà dei cosiddetti “rifiuti” nel centro di Napoli sono cartoni, cassette di legno, imballaggi in genere. Riciclarli non solo è utile, conviene a livello economico: dati Conai-Comieco, (gli utili sono almeno doppi dei costi).

Se a questo si aggiunge che in tredici anni (!) non si è stati capaci di implementare i centri di compostaggio necessari, (il 40% dei cosiddetti “rifiuti”, delle famiglie, sono scarti organici) possiamo già affermare che uscire dall’emergenza è possibilissimo, basta smetterla di affidare la gestione a incompetenti e pianificare un piano decente.

L’emergenza non può durare anni, e non vale neppure la scusa della camorra, se in Regione Campania sono assenti i consorzi di filiera del Conai.

Stante la tragica, assurda situazione sanitaria che si è venuta a creare e per “uscire dall’emergenza” si propongono (ancora!, in modo totalmente analfabeta di gestione) discariche e inceneritori, la sola risposta che si può dare in questo momento è che le responsabilità sono evidentissime e individuabili.

Al di là delle inchieste della magistratura, e dei tempi biblici che ci vorranno, determinati personaggi dovrebbero avere un minimo senso dello Stato e rassegnare le dimissioni per manifesta incapacità e, si ripete, totale incompetenza.

La trasmissione Report ha denunciato come ci siano almeno 25 lavoratori in media per un addetto necessario alla raccolta dei rifiuti. La manodopera non manca: si riqualifichino queste persone, si avvii un porta a porta spinto per cittadini e grandi utenze, e la Campania uscirà dall’emergenza. Entro uno due anni.
L’alternativa è continuare con x commissari straordinari, all’infinito. I giornali potranno “riciclare” i loro articoli di questi giorni negli anni a venire.

Leggendo dall’Osservatorio Nazionale Rifiuti (pag. 348) “.in generale circa il 75% dei rifiuti prodotti può essere ricondotto ad attività di tipo industriale, mentre il restante 25% deriva dalle attività domestiche”.

A questo punto dovremmo sforzarci, anche le associazioni (quelle serie) che stanno lottando per migliorare le condizioni di arretratezza, di definire le cose come sono: i rifiuti non esistono, o meglio, lo diventano perchè chi “decide” non ha la necessaria preparazione e competenza per comprendere l’utilità sociale e collettiva innanzitutto economicica, che assume riusare riciclare e compostare i materiali ottenendo discariche a impatto tendenzialmente neutro: non come quelle decise dai commissari, che emettono percolati e biogas.

Nel 2007 chi parla a favore di impianti di combustione di rifiuti, tecnico o politico che sia, o non sa di cosa parla, oppure rappresenta interessi di lobby (non certo gli stessi della collettività).

Per i media ricordo loro quanto ha dichiarato Biagi tornando in video: occorre dire la verità.
Roberto Pirani
Referente per Roma – Rete nazionale rifiuti zero