L’acqua del Sindaco

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acqua

Oltre 7 italiani su 10 bevono acqua del rubinetto, una soluzione sicura, comoda e soprattutto economica.

A rivelarlo un’indagine Cra (Centro di ricerca sull’acqua) che ci dice che dopo anni in cui le bottiglie di acqua minerale hanno campeggiato incontrastate sulle tavole degli italiani, la tendenza sembra essersi invertita.

Il consumo di acqua del rubinetto (trattata e non) segna infatti incrementi a doppia cifra anche in Italia che si va così ad allineare agli altri Paesi europei e al Nord America. La ragione di questa flessione, secondo l’ente di ricerca, sembra essere riconducibile anche a questioni di “portafoglio“.

L’acqua del rubinetto, infatti, costa in media circa 0,001 euro a litro a fronte dei circa 26 centesimi di euro (in media) della minerale in bottiglia; ciò significa che l’acqua imbottigliata, distribuita e pubblicizzata arriva quindi a costare dalle 300 alle 1000 volte in più rispetto all’acqua del rubinetto. Non esistono altri beni che possono garantire oggi il medesimo risparmio.

Per non parlare poi dell’enorme mole di rifiuti che (e dell’inquinamento) si porta dietro la cultura dell’acqua in bottiglia. Ed è anche per questo che, ad esempio, il nostro comune (www.comune.colorno.pr.it) ha deciso di introdurre l’obbligo nel nuovo capitolato per la gestione della refezione scolastica, per la ditta aggiudicataria, di utilizzare solo l’acqua del rubinetto per dare da bere ai nostri scolari.

Una piccola iniziativa concreta che ci permetterà dal prossimo settembre di risparmiare qualcosa come 800 bottigliette da mezzo litro a settimana... Interessa a qualcuno replicare l’idea? Vedi il testo del capitolato al sito dei Comuni Virtuosi.

www.comunivirtuosi.org

Il buon esempio da imitare

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pieve emanuele

Il Consiglio Comunale, nell’ultima seduta di lunedì 12 marzo, ha approvato i nuovi indirizzi generali in materia di tutela dell’ambiente e di promozione dello sviluppo sostenibile. Lo ha fatto, significativamente, all’unanimità.

Ciò testimonia che il rispetto della natura unisce tutti, a dispetto delle differenze di colore politico; ancor di più in un’area, come quella di Pieve Emanuele e del Parco Agricolo Sud, da troppo tempo vittima della voracità degli speculatori edili e della superficialità, spesso complice, di pianificazioni poco attente alla tutela del territorio.

Crediamo che una soluzione a questi problemi possa giungere non solo attraverso interventi riparatori, cercando di porre rimedio ai danni all’ambiente soltanto dopo che questi sono stati inflitti, ma anche e soprattutto attraverso un’opera di prevenzione; fondamentale, in questo senso, lo sviluppo di un’azione educativa sui consumi, nei confronti della cittadinanza, ma anche delle stesse amministrazioni locali.

Solo intervenendo sui consumi, infatti, è possibile rompere quel circolo vizioso che spinge tutti noi a comprare di più e peggio, in nome di un risparmio solo apparente: e tutto ciò a danno proprio dell’ambiente che ci circonda. Imparare a comprare è la sfida che ci attende nei prossimi anni, di cui quest’atto politico è solo il primo passo. E come in tutti i processi d’apprendimento, è necessario un buon esempio da imitare: abbiamo l’ambizione di esserlo.

E’ possibile scaricare l’atto di delibera del Consiglio Comunale dal sito del Comune di Pieve Emanuele al sito:
www.comune.pieveemanuele.mi.it

Scelte verdi

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bio

Provate a immaginare un grattacielo alto 800 metri e con una base larga quanto un campo di calcio. Ora provate a fantasticare ancora e immaginate che questo edificio sia composto solo ed esclusivamente da pannolini per bambini, circa 22 miliardi.

E’ questo il numero di pannolini che ogni anno finiscono tra i rifiuti provocando danni inestimabili all’ambiente. Da una parte per la polpa di legno necessaria per produrli – si calcola infatti, che un bambino italiano utilizzi, nei primi tre anni di vita, circa 4500 pannolini, che corrispondono a 20 alberi di grandi dimensioni – e dall’altra per la grande quantità di plastica e processi chimici necessari per garantire il massimo assorbimento. Tutte sostanze che finisco a bruciare negli inceneritori una volta garantito un unico, singolo utilizzo.

Quali sono le soluzioni alternative possibili? Essenzialmente due. I pannolini usa e getta ecologici e quelli lavabili. I primi sono realizzati in Mater-bi o in Pla, prodotti ricavati dagli zuccheri degli amidi vegetali, ma la soluzione realmente innovativa va a pescare nel passato, quando si utilizzavano pannolini di stoffa lavabili, molto pratici e funzionali. Sono pannolini di cotone 100% biologico, non sbiancati e con la stessa forma di quelli usa e getta. Sopra il pannolino si infila una mutandine in microfibra, composta da poliestere e poliuretano che grazie alla sua natura permette all’aria di passare ma non all’acqua di fuoriuscire, inoltre tra sedere e pannolino viene messo un velo sottilissimo di cellulosa sbiancato all’ossigeno che consente di asportare le feci e gettarle nel water e di essere lavato e comodamente riutilizzato nel caso sia sporco di pipì.

In Germania già nel 2000, il 20% delle famiglie ne faceva uso. Una soluzione che, oltre a evitare danni incalcolabili per l’ambiente, consente alle famiglie di risparmiare circa 300-400 euro l’anno, se è vero che mensilmente un bambino consuma quattro pacchi di pannolini alla media di 10 euro a confezione, oltre che naturalmente al tempo risparmiato per andare a comperarli.

Decine di comuni in tutta Italia ormai da tempo stanno sperimentando la strada dell’incentivo per diffondere tra i cittadini del territorio l’utilizzo dei pannolini lavabili. I soldi utilizzati per coprire parte della spesa di acquisto per un kit di pannolini il Comune li risparmia dall’enorme mole di rifiuti in meno che si trova a dover smaltire.

Il Comune di Colorno ha inserito, nel capitolato d’appalto per la gestione dell’Asilo nido comunale, l’obbligo per la ditta aggiudicataria dell’utilizzo dei pannolini lavabili (o usa e getta in mater-bi) per i bambini che frequentano il nido. Un piccolo gesto concreto per proteggere l’ambiente, risparmiare denaro e stimolare le famiglie a scelte consapevoli.

Per ulteriori informazioni:
www.comunivirtuosi.org

Spiagge di cemento

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jesolo

Si chiama Coordinamento Salvaguardia e Tute­la dell’Alto Adriatico, la sigla, un gioco di parole, è pro­prio COSTAA, ed è nato dall’unione sinergica di gruppi am­bientalisti, singoli, persone amanti della natura, associa­zioni di diverso tenore.

Tutti intenzionati a salvare le spiagge di Jesolo, ma an­che i litorali di Cavallino, di Caorle, di Bibione ed Eraclea, dalla cementificazione che avanza, dai master-plan ma­stodontici che sfruttano le ri­sorse costiere senza tener conto della flora, della fauna, della biodiversità e degli eco­sistemi che convivono con il turismo. Un equilibrio che di qui a qualche anno potrebbe andare perduto, sepolto tra i pochi scampoli, di territorio che avanzeranno quando quella che viene definita sen­za mezzi termini «speculazio­ne edilizia» in atto, sarà defi­nitivamente compiuta.

Dun­que? E’ bene correre ai ripa­ri, per preservare quanto pos­sibile delle bellezze della co­sta e mettere in salvo zone franche non raggiunte anco­ra dalla colata di cemento che avanza come la Laguna del Mort e il territorio circo­stante e in contesto urbano, anche i preziosi polmoni ver­di della pineta di Jesolo, mi­nacciata da centinaia di me­tri cubi di alberghi. A questo scopo è nato il coordinamen­to, che ha organizzato una conferen­za a tema: «Spiaggia di cemen­to. La tutela delle coste fra tu­rismo e urbanizzazione», (che si terrà domani, al centro anziani Pertini, a partire dalle 20.45), nel­la quale si metteranno a nu­do i piani urbanistici e si defi­nirà una strategia per fare fronte comune.

La perdita in termini di biodiversità è sempre molto grave: secondo uno studio del WWF soltanto 412 chilometri (appena il 5,4%) delle nostre coste sono rimaste “selvagge”, coperte da dune sabbiose che frenano l’erosione costiera, coste rocciose e falesie dall’alto valore paesaggistico, laghi e boschi costieri, steppe salate, foreste mediterranee endemiche – tutti habitat ritenuti prioritari dalla Comunità Europea – dove si concentra una straordinaria biodiversità. Proprio la grande varietà di habitat e di specie, fanno dell’Italia uno dei paesi più ricchi dal punto di vista naturalistico del Mediterraneo. Un paesaggio costiero deturpato da un triste elenco di brutture abusive e non, creano ulteriori oneri di urbanizzazione, quindi costi per la collettività.

Azione LAB a Colorno

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colorno 2015

Lunedì 19 marzo, presso la Sala Multimediale della Scuola Elementare è stata avviata l’Azione LAB della Conferenza di Programma “Colorno 2015”, organizzata dagli assessorati all’Urbanistica e alla Partecipazione.

Dopo una brevissima introduzione, il Vicesindaco Annarita Boschi e l’Assessore Mirko Reggiani hanno lasciato la parola ai tecnici della Cooperativa “CAIRE”, incaricati dal Comune di Colorno alla predisposizione della variante al Piano Strutturale Comunale, attraverso la realizzazione preliminare di un percorso di urbanistica partecipata.

Diversamente dagli incontri precedenti che hanno caratterizzato l’Azione FORUM, la Giunta non è intervenuta per dare modo ai cittadini di esprimersi e dibattere liberamente dei temi proposti, attraverso il coordinamento dei tecnici di CAIRE.

UNA GIORNATA STORICA
Il 19 marzo 2007 non è una data qualsiasi perché in quella stessa giornata, con l’apertura al traffico della Variante alla SP343 Asolana, è iniziata una nuova epoca per la Comunità di Colorno che è chiamata adesso a prendere consapevolezza della sua nuova dimensione e della migliore qualità di vita.

QUESTIONI, BISOGNI E PROPOSTE
I cittadini intervenuti sono stati invitati ad esprimere le proprie idee ed opinioni attraverso la compilazione di post-it che sono stati poi appesi su alcuni cartelloni appositamente predisposti.

Le questioni proposte erano le seguenti:
Quali sono le ragioni geografiche, storiche, economiche e sociali, origini familiari e gli eventi che orientano la scelta di vivere a Colorno?
Come considerate la qualità urbana e ambientale, la vivibilità per tutti (anziani, bambine e bambini, giovani, donne, famiglie)?
Quali sogni avete per una città vivibile e bella?
Quali sono i problemi aperti o non risolti da affrontare per rendere la condizione dell’abitare più sostenibile e vivibile?
Come favorire la partecipazione degli abitanti (bambini, giovani, anziani, ecc.) ed il senso di responsabilità dei cittadini rispetto al proprio ambiente?

IL PERCORSO
L’attività di coinvolgimento dei cittadini e dei soggetti portatori di interesse adesso proseguirà attraverso altre occasioni e iniziative.

La prima di queste si è svolta domenica 25 marzo (nonostante le avverse condizioni meteo) in occasione della Festa di Primavera organizzata presso il quartiere Oratorio, durante la quale anche il Comune era presente con un proprio gazebo. Altri questionari saranno inoltre predisposti e resi accessibili anche via internet.

L’AGENDA DEI TEMI E DEI LUOGHI
I tecnici del CAIRE effettueranno nelle prossime settimane anche una serie di interviste ai gruppi, organizzazioni e associazioni più radicati sul territorio.

Il documento che verrà predisposto al termine di questo percorso si chiama “Agenda dei temi dei Luoghi” che verrà sottoposto all’attenzione dell’Amministrazione che lo discuterà pubblicamente con i cittadini per poi sottoporlo all’approvazione del Consiglio Comunale, nell’ottica di farlo recepire agli strumenti di programmazione urbanistica che nei prossimi mesi saranno oggetto della variante di piano.

Per ulteriori informazioni:
www.comune.colorno.pr.it

Via le bombe!

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armi nucleari

Il 7 luglio 2006 si è tenuta a Pordenone la prima udienza dell’azione civile intentata da cinque pacifisti contro il governo USA, con la richiesta di rimozione delle 50 atomiche presenti nella base Usaf di Aviano. Nonostante il rinvio, per motivi procedurali, al 23 marzo 2007, riteniamo che questa sia comunque una data storica: per la prima volta, un giudice è stato chiamato a decidere sulla legittimità della presenza di atomiche sul territorio italiano.

Noi riteniamo che quelle atomiche costituiscano una flagrante violazione del Trattato di Non Proliferazione (NPT), che la loro presenza non abbia alcunché di deterrente o difensivo, che siano pericolose ed immorali, che compromettano pesantemente la convivenza pacifica tra i popoli.

Mantenere lì quelle atomiche è anche un vero e proprio tradimento: si preferisce accodarsi alla volontà di un governo straniero piuttosto che rispettare la volontà dei propri cittadini.

Scriveva Günther Anders, quasi cinquant’anni fa, a proposito della pretesa di politici e militari a decidere nel campo dei problemi atomici senza coinvolgere la popolazione, invitata a non immischiarsi: “Se la parola democrazia ha un senso, è proprio quello che abbiamo il diritto e il dovere di partecipare alle decisioni che concernono la res publica, che vanno, cioè, al di là della nostra competenza professionale e non ci riguardano come professionisti, ma come cittadini o come uomini. E non si può dire che così facendo ci immischiamo di nulla, poiché come cittadini e come uomini siamo immischiati da sempre, perché anche noi siamo la res publica. E un problema più pubblico dell’attuale decisione sulla nostra sopravvivenza non c’è mai stato e non ci sarà mai.”

Ecco, noi abbiamo deciso di immischiarci: la questione nucleare è troppo importante per lasciarla in mano ai generali. Per questo abbiamo costituito, in appoggio a questa azione legale, il Comitato “Via le Bombe” e chiediamo a tutti di aderirvi. Il comitato interverrà nella causa a nome di tutti i suoi aderenti e quanti più saremo, tanto maggiore sarà l’impatto di questa azione legale: immaginate quale effetto dirompente potrebbero avere centinaia, migliaia, e – perché no – milioni di persone che chiedono il rispetto della legalità internazionale, che esigono di essere trattati come cittadini e non come ostaggio o bersaglio delle partite a Risiko planetario tra i signori della guerra.

Così come, quattro anni fa, pochi ragazzi si misero in testa di far sventolare la bandiera della pace da ogni balcone e nel giro di qualche mese pochi fiocchi divennero valanga, così anche oggi tanti piccoli gesti, ciascuno il segno di un impegno personale e collettivo, possono innescare una reazione a catena di proporzioni inimmaginabili.
Tocca a noi scegliere, cos’è che vogliamo veder deflagrare: un’esplosione di pace o gli arsenali nucleari.

Come aderire al Comitato
www.vialebombe.org

Parabola dello Yogurt

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gpp

La spesa complessiva delle pubbliche amministrazioni per la tutela ambientale ha ormai superato i 6.303 milioni di euro con un incremento del 26,4%.

Dell’argomento si parlerà diffusamente nel programma del convegno GPPnet Forum di Cremona, in programma il 10 e l’11 maggio prossimi.

Durante il forum verranno date agli operatori delle amministrazioni e alle aziende che operano nella fornitura di beni e servizi, importanti indicazioni su come orientarsi in un mercato certamente ampio e in evoluzione costante.

L’interesse nel cercare sempre nuove strade e nuove soluzioni per tutelare l’ambiente, a partire dal ‘’buon esempio’’ delle amministrazioni, è sottolineato anche dal continuo aumento della spesa che i ministeri interessati destinano alla ricerca e sviluppo nelle pratiche di protezione ambientale (+86%); attività il cui scopo principale è la prevenzione, la riduzione e l’eliminazione dell’inquinamento così come di ogni altra forma di degrado ambientale.

Strettamente correlati a queste buone pratiche delle nostre P.A. sono gli acquisti verdi: ben il 30% degli acquisti di manufatti e beni di un’amministrazione pubblica deve essere riciclato,in osservanza del decreto ministeriale 203/2003.
www.acquistiverdi.it

Premio Tom Benettollo

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tom

“Premio Tom Benetollo – Per le buone pratiche locali”
II Edizione – 2007

Visto l’enorme successo in termini di partecipazione e di contributi riscontrata nella passata edizione, la Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma ha deciso di indire anche per l’anno 2007 il “Premio Tom Benetollo – Per le buone pratiche locali“.

Al Premio possono concorrere tutti i Comuni e le Province d’Italia che nel corso di questi anni abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, delibere, progetti caratterizzati da continuità o effettiva attuabilità, anche con riferimento alle risorse impiegate) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali” con particolare riferimento alle seguenti categorie: pace; diritti umani; immigrazione; solidarietà internazionale; finanza etica ed economia equosolidale; democrazia partecipata; ambiente e sviluppo sostenibile; legalità.

Gli EE.LL. interessati a partecipare dovranno scaricare il bando dal sito www.provincia.rm.it/presidenzaconsiglio e far pervenire le schede di partecipazione (con avviso di lettura) entro e non oltre le ore 12.00 del 13/04/2007, all’indirizzo email appositamente istituito: premiobenetollo@libero.it

Il Popolo dell’economia solidale

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res

Esce per la EMI il nuovo libro di Davide Biolghini, “Il Popolo dell’economia solidale – In rete verso la sobrietà felice”.

“Ecco, l’ipotesi da cui partono le riflessioni che seguono è che la radicale messa in discussione del proprio immaginario e dei modi di leggere i bisogni dei propri territori, accompagnata e guidata da una “sensibilità planetaria“, sia tra i nuovi riferimenti che i produttori e i fornitori di beni e servizi del’”altraeconomia”, in rapporto con i settori sociali deboli, in particolare del Meridione, e con quelli che affrontano in modo critico e responsabile il proprio ruolo di cittadini-consumatori, possono integrare nei nuovi stili di vita, di lavoro e di consumo quotidiani praticati, per “tirare il freno d’emergenza” e contribuire alla trasformazione dei propri territori e a quella più complessiva dello stato di cose presenti”. Queste le sue parole, prese dalla prefazione.

In Italia tante idee ed esperienze hanno il comune obiettivo di cercare di realizzare pratiche di altra economia. Ciascuna di esse è meritoria, alle volte anche eroica.

C’è bisogno però anche di un quadro di riferimento riconosciuto e condiviso da tutti coloro che si impegnano per dare una forma nuova al futuro delle comunità e dei territori, perché si possa contribuire ad innescare un reale percorso di trasformazione della nostra economia e della nostra società.

Questo libro testimonia lo sforzo di connettere le innumerevoli pratiche di Economia Solidale cresciute in Italia in questi anni, l’impegno appassionato di persone e “imprese sociali”, con la riflessione, il bilancio delle esperienze, la ricerca, per definire non solo modelli di riferimento che si possano estendere ad altri territori e ad altri progetti, ma anche un orizzonte comune, che connetta tutti i soggetti e le reti.

Per informazioni:
www.emi.it