
Oltre 7 italiani su 10 bevono acqua del rubinetto, una soluzione sicura, comoda e soprattutto economica.
A rivelarlo un’indagine Cra (Centro di ricerca sull’acqua) che ci dice che dopo anni in cui le bottiglie di acqua minerale hanno campeggiato incontrastate sulle tavole degli italiani, la tendenza sembra essersi invertita.
Il consumo di acqua del rubinetto (trattata e non) segna infatti incrementi a doppia cifra anche in Italia che si va così ad allineare agli altri Paesi europei e al Nord America. La ragione di questa flessione, secondo l’ente di ricerca, sembra essere riconducibile anche a questioni di “portafoglio“.
L’acqua del rubinetto, infatti, costa in media circa 0,001 euro a litro a fronte dei circa 26 centesimi di euro (in media) della minerale in bottiglia; ciò significa che l’acqua imbottigliata, distribuita e pubblicizzata arriva quindi a costare dalle 300 alle 1000 volte in più rispetto all’acqua del rubinetto. Non esistono altri beni che possono garantire oggi il medesimo risparmio.
Per non parlare poi dell’enorme mole di rifiuti che (e dell’inquinamento) si porta dietro la cultura dell’acqua in bottiglia. Ed è anche per questo che, ad esempio, il nostro comune (www.comune.colorno.pr.it) ha deciso di introdurre l’obbligo nel nuovo capitolato per la gestione della refezione scolastica, per la ditta aggiudicataria, di utilizzare solo l’acqua del rubinetto per dare da bere ai nostri scolari.
Una piccola iniziativa concreta che ci permetterà dal prossimo settembre di risparmiare qualcosa come 800 bottigliette da mezzo litro a settimana... Interessa a qualcuno replicare l’idea? Vedi il testo del capitolato al sito dei Comuni Virtuosi.





