Le otto “R”

Author: admin  |  Category: Rifiuti

mondo

di Serge Latouche (tratto dal settimanale CARTA)
La crescita oggi è una vicenda che produce redditi solo a condizione di farne ricadere il peso e il costo sulla natura, sulle generazioni future, sulla salute dei consumatori e sulle condizioni di lavoro dei dipendenti del Nord e ancora di più del Sud. È per questo che una rottura è necessaria. Tutti o quasi concordano, nessuno fa nulla.

Tutti i regimi moderni sono stati “produttivisti“. Repubbliche, dettature, sistemi totalitari, governi di destra e di sinistra, partiti liberali, socialisti, populisti, social-liberisti, socil-democratici, centristi, radicali, comunisti, tutti hanno fatto della crescita un obiettivo al di sopra di ogni domanda. Il cambiamento necessario non può essere risolto con l’arrivo di un nuovo governo o di un’altra maggioranza. Serve una vera e propria rivoluzione culturale che sbocchi su una rifondazione politica.

Abbozzare i contorni di quello che potrebbe essere una società di non-crescita e mostrare che oltre a essere necessaria, è anche desiderabile, sono una premessa di qualsiasi programma politico per renderli possibili. Lo scompiglio richiesto dalla costruzione di una società autonoma di decrescita può essere rappresentato dall’articolazione sistematica e ambiziosa di otto cambiamenti che si rafforzano a vicenda, una specie di “circolo virtuoso“: rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare.

Tuttavia, per tradurre quel circolo virtuoso in proposte politiche, bisogna inoltrarsi nell’elaborazione di proposte concrete. Si può pensare ad esempio a: ritrovare un’impronta ecologica uguale o inferiore a un pianeta, ovvero una produzione materiale equivalente a quella degli anni 60-70; inserire ecotasse adeguate per ridurre i trarsporti; rilocalizzare le attività; restaurare l’agricoltura contadina; trasformare i guadagni di produttività in riduzione del tempo di lavoro e in creazione di posti di lavoro, finché c’è disoccupazione; spingere la “produzione” di beni relazionali; ridurre lo spreco di energia di un “fattore 4”; penalizzare fortemente le spese di pubblicità; decretare una moratoria sull’innovazione tecnologica, fare un bilancio serio e riorientare la ricerca scientifica e tecnica in funzione delle sue nuove aspirazioni.

Al centro di questo programma, l’internalizzazione delle “dis-economie esterne“, i danni generati dall’attività di un agente che ne scarica il costo sulla collettività. Tutti i danni ambientali e sociali potrebbero e dovrebbero essere a carico degli agenti che ne sono responsabili. Basta immaginare l’impatto dell’internalizzazione dei costi dei trasporti sull’ambiente, sulla salute. Quello del farsi carico, da parte delle imprese, dell’educazione, della sicurezza, della disoccupazione, ecc. sul funzionamento delle nostre società!

Queste misure “riformiste“, e conformi alla teoria economica ortodossa – l’economista liberale Arthur Cecil Pigou, ne ha formulato il principio dall’inizio del ventesimo secolo – provocherebbero una vera e propria rivoluzione e permetterebbero, se fossero spinte fino alle loro conseguenze ultime, di innestare il circolo virtuoso delle otto “R“.

È tuttavia chiaro che l’uomo politico che proporebbe un programma simile, e che, se fosse eletto, lo applicasse, sarebbe assassinato nel giro di pochi giorni. La prospettiva di attuazione di proposte realistiche e ragionevoli è quindi paradossale. Presuppone il cambiamento di immaginario che la realizzazione dell’utopia della società autonoma e conviviale è la sola a essere in grado di generare.

Resta vero che, se l’utopia della decrescita implica un pensiero globale, la realizzazione concreta può facilmente iniziare su un terreno locale. La decrescita sembra rinnovare la vecchia formula degli ambientalisti: pensare globalmente, agire localmente.
Non sono le soluzioni che mancano, ma le condizioni della loro attuazione. L’elaborazione più spinta del progetto e la sua più ampia diffusione mirano proprio a favorire queste condizioni del cambiamento.

Piano nazionale degli acquisti verdi

Author: admin  |  Category: Acquisti verdi

logo

Il primo incontro delle “Città Amiche delle Foreste” lo scorso 21 settembre a Firenze, ha fatto breccia. Il Ministero dell’Ambiente ha avviato la predisposizione di un Piano d’Azione Nazionale per gli acquisti verdi, che introdurrà dei criteri ecologici minimi facilmente integrabili da parte degli enti nelle proprie procedure d’acquisto, anche relativi alla sostenibilità della gestione da cui proviene il legno o i suoi derivati, come la carta.

Il Ministero ha inviato ai Comuni un questionario volto ad analizzare il livello di pratica degli acquisti verdi, e rappresentare una base per l’attuazione di politiche di tutela delle risorse forestali e di promozione del mercato del legno sostenibile. Greenpeace invita i Comuni amici delle Foreste ad inviare il questionario, continuando così a mostrare interesse e propositività.

Il 25 gennaio prossimo, il Corpo Forestale dello Stato, l’Università e il Comune di Padova e l’ICLEI organizzano un convegno sulle politiche pubbliche di acquisto di prodotti a base di legno, allo scopo di presentare il quadro dei problemi relativi alla deforestazione e all’illegalità nella filiera dei prodotti a base di legno ed avviare un confronto tra i rappresentanti delle istituzioni e della società civile.

Ecoincentivi per andare in bici

Author: admin  |  Category: Mobilità sostenibile

bicicletta

Un premio anche a chi rinuncia al suo motorino inquinante e decide di andare a piedi o in bici. Questa la nuova frontiera degli ecoincentivi per i motocicli annunciata dal ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, a margine della manifestazione di Ecoforum, a Roma.

Gli ecoincentivi dunque, diversamente dal passato, non andranno solo a chi, dopo aver rottamato il vecchio, acquista un motorino nuovo, meglio se elettrico, ma anche a chi sceglie di acquistare una bicicletta, o addirittura non compra nulla e usa le sue gambe o i mezzi pubblici per gli spostamenti.

“Vogliamo dare la possibilità di ricevere un incentivo anche a chi decide di eliminare il vecchio motorino senza sostituirlo con uno nuovo” ha annunciato il ministro dell’ambiente. “Stiamo lavorando e c’è già un’intesa con le aziende produttrici su incentivi per chi rottama veramente il vecchio motociclo inquinante e sceglie di andare a piedi o prendere i mezzi pubblici; oppure lo sostituisce con uno nuovo – e in questo caso verranno incentivate di più le moto elettriche - oppure acquista una bicicletta”.

A chi ricorda al ministro quanto costino le moto elettriche rispetto a quelle alimentate a benzina, Pecoraro risponde: “Gli incentivi non servono solo a favorire la riduzione dell’inquinamento, ma anche a lanciare sul mercato la nuova industria degli ecoveicoli. La produzione in serie diminuisce il costo, come è successo a suo tempo con i telefonini, che all’inizio costavano tanto e poi sono diventati accessibili a tutti”.
www.acquistiverdi.it

San Felice più felice

Author: admin  |  Category: Nuovi stili di vita

gonfalone

CAMBIERESTI?
San Felice più Felice

Cambieresti le tue abitudini per risparmiare sulla bolletta del gas? Ridurre i costi dell’energia elettrica? Produrre meno rifiuti? Acquistare prodotti più sani?
VENERDI’ 1 DICEMBRE 2006
Ore 20.45 – Sala Ex Monte di Pietà
San Felice del Benaco (BS)

In breve
Il progetto SAN FELICE PIÙ FELICE si ispira al progetto CAMBIERESTI?, analoga iniziativa proposta dal Comune di Venezia nel 2005.
Esso intende promuovere abitudini e comportamenti virtuosi nell’ambito di 5 temi principali:
i rifiuti, l’energia, il risparmio idrico, la mobilità, il consumo.

Si svolgerà nel 2007 e i partecipanti si porranno obiettivi da raggiungere scelti tra quelli elencati in copertina. Gli strumenti per raggiungere il traguardo finale saranno molteplici: guide e schede informative, incontri con tecnici di settore, scambi di idee ed esperienze.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare e riceveranno gratuitamente la documentazione e le guide necessarie.
SAN FELICE è il primo comune della Lombardia a lanciare un’iniziativa di questo tipo!

GESTIONE DEI RIFIUTI: imparare a ridurre i rifiuti, a riciclare i materiali, a riparare invece di sostituire un oggetto, a riutilizzare o scambiare i prodotti.
RISPARMIO ENERGETICO: conoscere metodi e tecniche per limitare i consumi di energia e favorire il diffondersi di fonti alternative.
RISPARMIO IDRICO: ridurre gli sprechi di acqua, adottando nuove abitudini e sfruttando qualche aiuto tecnologico.
MOBILITASOSTENIBILE: promuovere un nuovo modo di spostarsi, anche nel tempo libero, privilegiando le due ruote o le nostre gambe!
CONSUMO CRITICO E RESPONSABILE: diffondere idee, iniziative e contatti che ci permettano di investire meglio il denaro speso per vivere.

Generazione clima

Author: admin  |  Category: Risparmio energetico

risparmio energetico

Una campagna lanciata dal Wwf, anticipa un impegno politico del governo già indicato dalla legge Finanziaria, pone al centro dell’attenzione i nuovi modelli costruttivi che andrebbero adottati dall’edilizia per realizzare abitazioni e uffici “intelligenti“. Dove questo aggettivo indica risparmio di energia e, di conseguenza, minori costi economici e ambientali.

CERTIFICARE I CONSUMI
Perché – si chiede il Wwf – quando compriamo un’automobile chiediamo quanto consuma e non chiediamo la stessa cosa quando compriamo una casa? Così come i costruttori di auto devono dichiarare quanto consuma una vettura altrettanto dovrebbero fare i costruttori di case e palazzi. Ogni edificio dovrebbe essere dotato di una propria certificazione energetica in cui si legga chiaramente quanti chilowattora l’edificio consuma per metro quadro all’anno (kWh/m2 anno).

IL RITARDO ITALIANO
Quello che l’Italia si appresta a fare ora con la nuova Legge Finanziaria, dopo grande fatica e con immenso ritardo, in altri paesi è già una realtà consolidata. Il nostro paese si era infatti dotato già nel 1991 di una legge (legge 10/91) in cui si chiedeva che tutti gli edifici avessero una certificazione energetica ma questa normativa è mai stata accompagnata da un decreto attuativo che la rendesse operativa. Quindi, a distanza di 15 anni dall’entrata in vigore della legge 10, in Italia non è stato fatto alcun passo avanti. La speranza è che le nuove leggi in materia di energia oggi in discussione possano permetterci di recuperare il tempo perduto.

L’ESEMPIO DI BOLZANO
Tuttavia qualche caso positivo esiste anche nel nostro paese: a cominciare dalla Provincia Autonoma di Bolzano, in Alto Adige, in cui tutte le nuove costruzioni, per ottenere la concessione edilizia, a partire da gennaio 2005 sono obbligate a presentare un certificato di rendimento energetico che attesti un indice termico massimo inferiore a 70 kWh/m2 anno, una soglia notevole se pensiamo che nel resto d’Italia gli edifici consumano mediamente 150-200 kWh/m2 anno.

“CHECK UP” IL 2 E 3 DICEMBRE
Il Wwf, nell’ambito di questa campagna, ha deciso di promuovere un grande evento nazionale il 2 e 3 dicembre, dedicato proprio alla sensibilizzazione dei cittadini sul tema dell’efficienza energetica nelle abitazioni. Per la prima volta gli italiani, potranno prenotarsi per un “check up efficienza” gratuito nella propria casa avvalendosi di Tecnici qualificati della Piccola e Media Impresa, formati appositamente per questa iniziativa. Inoltre, in tutte le principali piazze italiane, verrà effettuata una grande attività di sensibilizzazione con kit informativi, verranno fornite utili soluzioni di risparmio energetico domestico mostrando tali accorgimenti attraverso stand di “casa ecologica” realizzati per l’occasione.

Per informazioni è possibile visitare il sito:
http://www.wwf.it/generazioneclima/

Giornalisti della decrescita

Author: admin  |  Category: Generale

giornalista

Dopo la promozione degli acquisti verdi dello scorso agosto avvenuta su proposta dell’Assessore all’Ambiente Luciano Mazzini, la Giunta Comunale ha adottato un atto di indirizzo per incentivare gli acquisti in materiale riciclato, lo stesso Comune di Imola, il Nuovo Circondario e la Provincia di Bologna promuovono un corso in tre giornate per le pubbliche amministrazioni del circondario sull’inserimento dei criteri ambientali negli acquisti.

“Il DM n. 203 dell’ 8 maggio 2003– dichiara Mazzini -, ha stabilito che enti pubblici e società a prevalente capitale pubblico debbano coprire almeno il 30% del fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti in materiale riciclato.

Gli acquisti verdi rientrano tra gli strumenti che una pubblica amministrazione ha a disposizione per perseguire realmente politiche volte allo sviluppo sostenibile, scegliendo prodotti a basso impatto ambientale”.

L’iniziativa del Comune di Imola si inserisce in una lunga “galleria” di proposte concrete e buone prassi legate all’introduzione degli acquisti verdi nella pubblica amministrazione. Ne abbiamo parlato tante volte su questo blog, tantissimo materiale è scaricabile dal sito dei Comuni Virtuosi o su qualsiasi motore di ricerca. Abbiamo scritto più volte delle esperienze di acquisti verdi della Provincia di Cremona, Ferrara e Reggio Emilia, di decine di piccole amministrazioni comunali che, scegliendo percorsi partecipativi e maledettamente concreti, hanno inserito i prodotti del commercio equo nei distributori automatici pubblici, acquistato solo mobili e arredi con legno certificato, utilizzato carta riciclata al 100%, distribuito cibo biologico e locale nelle mense scolastiche, preteso l’utilizzo di detersivi ecologici per la pulizia dei locali…

Insomma, sarebbe bello se ognuno dei nostri lettori (e devo dire che siete tanti!) ci aiutasse a raccogliere altre sperimentazioni, partendo dal proprio territorio e comune. Perché penso sia davvero importante continuare a raccontare queste cose ed evidenziare il più possibile le amministrazioni virtuose.

Vi va di fare i giornalisti della decrescita freelance?

Buccinasco e l’audit energetico

Author: admin  |  Category: Risparmio energetico

buccinasco

Il Comune di Buccinasco, in qualità di comune capofila, e i Comuni di Assago, Corsico, Zibido San Giacomo e Bellinzago Lombardo hanno presentato un progetto alla Fondazione Cariplo per la verifica dei consumi energetici degli edifici comunali più “energivori”, facendosi promotori della necessità sempre più stringente di risparmiare energia e di investire sulle fonti rinnovabili per un uso sostenibile delle risorse.

Con il coinvolgimento di più amministrazioni e delle relative realtà territoriali, si intende condividere i lavori svolti singolarmente sul tema dell’efficienza e del risparmio energetico, e realizzare un progetto più ampio in grado di muovere economie di scala e rendere maggiormente efficaci le azioni intraprese.

Con il progetto presentato si vuole studiare un metodo, applicabile a qualsiasi tipologia di edificio, con cui valutare oggettivamente, gli interventi necessari per contenere i consumi energetici. L’idea è di attribuire, in base ai consumi registrati per singolo edificio, un punteggio soglia, superato il quale, l’Amministrazione comunale, con una procedura automatica inserisce, nell’elenco dei Lavori Pubblici previsti per l’anno, gli interventi necessari e ottimali, in funzione del rapporto costi/benefici, da effettuarsi per diminuire i consumi energetici dello stabile.

Un altro gruppo di Comuni che, dal basso e in rete, decidono di muoversi concretamente per il contenimento dei consumi energetici e per l’utilizzo sensato delle risorse pubbliche. Un altro esempio concreto che, speriamo, possa essere preso come modello di efficienza da sempre più amministratori virtuosi intenzionati a sperimentare sul proprio territorio buone prassi simili a questa.

In attesa che la Politica Alta e governativa faccia la sua parte, nell’attesa fiduciosa che alle belle parole del Ministro Bersani di un paio di giorni fa seguano, una volta tanto, i fatti.

Primo piano

Author: admin  |  Category: Generale

bersani

Ieri sera a Primo Piano ho sentito cose che voi umani non potete neanche immaginare. La trasmissione era interamente dedicata all’energia, ospite in studio il Ministro Bersani e in collegamento da Londra un certo signor Scaroni presidente dell’ENI.

Temevo che si sarebbe parlato di emergenza gas (e in parte si è fatto), di sviluppo e di bisogno impellente di nuovi fornitori di energia (e in parte si è fatto), di mercato e profitti e nuove centrali da costruire (e in parte si è fatto).

Ma il punto è un altro, e trovo che si debba salutarlo come una rivoluzione culturale storica. Alla prima domanda del giornalista su quali siano i programmi del Governo per affrontare il tema decisivo dell’energia il Ministro Bersani, come prima risposta ha detto che il governo lancerà a gennaio (non si capisce mai perché si annunciano le cose, invece di cominciare direttamente a farle…) un piano di risparmio ed efficienza energetica nazionale, perché oggi si spreca un sacco di energia inutilmente e il risparmio è la prima fonte di energia rinnovabile.

Cioè ha detto esattamente le cose che diciamo noi da anni, nei convegni e nelle riunioni delle nostre reti, ha espresso le valutazioni e avanzato le proposte che sono dei Pallante e dei Fo e dei Grillo.

In più ha chiarito che questo piano di efficienza energetica nazionale si finanzierà con il risparmio ottenuto dagli investimenti che verranno realizzati, e che questa operazione attiverà un’economia pulita realmente rispettosa dell’ambiente.

Io, da casa, erano circa le 23.30, mi sono martoriato di pizzicotti per capire se stavo sognando, se ancora una volta la televisione si era guastata e sovrapponeva alle immagini un audio altrui…

Ora, staremo a vedere cosa accadrà. Certo è che fino a qualche tempo fa il risparmio energetico e lo sperpero di denaro non erano certo ai primi posti dell’agenda politica di lorsignori!

Un passo alla volta, passeremo.

Chi boicotta il solare?

Author: admin  |  Category: Generale

pannello solare

Chi come noi lavora da anni per la diffusione delle energie alternative è molto preoccupato per le voci che anticipano due possibili decisioni del governo.
Decisioni che avrebbero l’unico effetto di mettere i bastoni tra le ruote alla diffusione dei pannelli solari che producono elettricità (solare fotovoltaico).

Il governo Prodi ha compiuto una grande rivoluzione decretando che qualunque costruzione venga nel futuro ristrutturata sia anche migliorata dal punto di vista dell’isolamento termico e dell’efficienza energetica.
Un’azione essenziale che darà risultati enormi negli anni come è già accaduto in Germania e nel Trentino Alto Adige.

Ma ora si teme che l’installazione di pannelli solari su un tetto venga equiparata a una ristrutturazione e quindi, se vuoi installare i pannelli, devi anche rifare il tetto e intervenire su altri elementi. Il che vuol dire che solo chi vuole affrontare lavori onerosi di miglioramento installerà pannelli solari!
Ora il buon senso farebbe che il governo dicesse ai cittadini: diminuite il vostro impatto energetico.Quindi è positivo isolare il tetto come è positivo installare i pannelli. Perché costringere i cittadini a realizzare entrambi gli interventi oppure a non fare niente?
E’ la bestia antica del massimalismo ideologico, quella che si agita dietro questa proposta. Assurdo e punitivo, nasconde il desiderio di dividere il mondo in perfetti e malvagi invece di cercare di valorizzare gli aspetti positivi di ognuno.

La seconda idea è altrettanto perversa ma più raffinata: penalizzare gli impianti di pannelli solari a terra. E qui siamo a una forma di razzismo. Cosa hanno fatto di male? In Italia ci sono enormi aree agricole in via di desertificazione, terreni scoscesi dilavati dall’acqua e dal vento.
Gli impianti di pannelli solari vengono posizionati a circa 2 metri di altezza e offrono ai terreni protezione dalla pioggia diretta, dal vento e dal sole permettendo di aumentare l’umidità del suolo e perciò di piantare cespugli perenni e quindi recuperare nel tempo questi terreni permettendo la riformazione dell’humus e al contempo offrono la possibilità di mantenere anche la produttività agricola dei terreni.

Cosa vogliamo di più? Produciamo energia elettrica e contrastiamo la desertificazione offrendo contemporaneamente agli agricoltori un doppio utile derivante dalla produzione agricola rinnovata su terreni improduttivi e dall’incasso dell’affitto dei terreni stessi pagato dai proprietari degli impianti solari. Tra l’altro questa possibilità permetterebbe lo sviluppo di forme di risparmio cooperative basate sull’installazione di campi fotovoltaici sul modello di quanto è successo in Germania per i mulini a vento.

Questa forma di investimento con un utile garantito dal prezzo di acquisto agevolato della corrente elettrica prodotta dagli impianti sarebbe una manna per i risparmiatori italiani che si vedrebbero finalmente offerto un prodotto veramente sicuro dopo le batoste argentine e parmalattesi. Quindi otterremo anche un miglioramento della pessima salute del mercato del risparmio italiano.
Ma niente di tutto questo può avvenire se gli impianti a terra smettono di essere convenienti quanto quelli sui tetti. In particolare non si può più immaginare grandi consociazioni di piccoli imprenditori e risparmiatori che riducono i costi allestendo grandi aree con una gestione comune.

Ma i danni fin qui descritti sarebbero moltiplicati dall’effetto perverso di queste due sciagurate proposte.
Infatti l’Italia, fanalino di coda nel solare, era diventata improvvisamente la nazione dove l’elettricità solare spuntava il prezzo più alto.
Un mercato potenzialmente enorme, proprio perché dotato di 5 volte meno i pannelli fotovoltaici della Germania, che ha immediatamente attirato l’interesse di banche internazionali e produttori di pannelli. Grandi produttori e installatori internazionali, e gruppi di finanziatori stavano organizzando iniziative in Italia, con enormi investimenti per la costruzione, direttamente nel nostro paese, di linee di produzione. Il che avrebbe creato in Italia migliaia di nuovi posti di lavoro e la possibilità di sviluppare capacità in un comparto strategico per lo sviluppo futuro.

Ovviamente se queste proposte masochiste dovessero passare all’interno del governo il mercato italiano dei pannelli solari risulterebbe decisamente più sfittico e quindi toglierebbe a chiunque l’interesse a sviluppare impresa in Italia. La Grecia ha tanto sole quanto l’Italia, paga bene l’elettricità solare e in più finanzia le installazioni con un 50% a fondo perduto. Va beh che l’Italia è più bella ma perché mai dovrebbero investire da noi?
Jacopo Fo

Finanziaria verde…?!

Author: admin  |  Category: Generale

padoa schioppa

Tra le tante polemiche, le baruffe e la fiducia un vento dal colore verde è riuscito ad entrare in Finanziaria. Con una norma che riecheggia una disposizione analoga del governo spagnolo, e che porta l’ispirazione del ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, la manovra prevede che ogni nuova concessione edilizia dovrà prevedere un impianto fotovoltaico. Insomma, ogni nuova casa costruita dovrà avere un pannello solare, anche se la produzione energetica che dovrà produrre non sarà totale ma si limiterà a 0,2 kw.

Risparmi previsti anche per le lampadine: i negozi che le cambieranno a favore di illuminazioni ad alta efficienza, e dunque ad alto risparmio, potranno beneficiare di una deduzione del 36 per cento dei costi dal reddito d’impresa.

Novità anche per le città e a favore della mobilità sostenibile: vengono destinate risorse, pari a 270 milioni, per combattere contro il traffico e l’inquinamento. Il comma in questione non si limita a generici principi ma indica dove dovranno essere spesi nuovi fondi: ad esempio nel car sharing (un sistema che consente di utilizzare un’auto temporaneamente e lasciarla nel parcheggio più vicino alla propria destinazione), nella realizzazione di percorsi protetti e vigilati casascuola, nello smistamento e razionalizzazione del percorso che le merci fanno per arrivare all’interno della città, nella promozione di piste per i ciclisti.

Infine una normabandiera a favore di tutti i bagnanti, giovani o a basso reddito, che non possono permettersi di pagare l’ingresso in un stabilimento balneare: viene risolta la vecchia controversia con una norma positiva che stabilisce che chiunque può accedere alla spiaggia, anche se recintata o chiusa, per fare il bagno e può anche soffermarsi sulla battigia a prendere il sole senza il timore di veder sopraggiungere il bagnino.

Da un Governo di centro sinistra e da un ministro all’ambiente Presidente del partito dei Verdi, francamente, ci saremmo aspettati qualcosa di più, anche in considerazione del fatto che molte delle proposte che portano avanti i Comuni Virtuosi convengono sia da un punto di vista ambientale che economico.
Cioè in questi anni abbiamo dimostrato che se un governo responsabile decidesse di applicare su larga scala quanto ogni giorno fanno decine di sindaci in decine di comuni italiani le manovre finanziarie troverebbero immediatamente risorse fresche e disponibili per tappare i buchi di 50 anni di malgoverno, semplicemente eliminando gli sprechi e facendo risparmio energetico.

Mi dicono che bisogna avere pazienza e che l’importante è cominciare. Aspettiamo, allora.