Per una politica nazionale degli acquisti verdi

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fsc

Il 21 Settembre si sono svolti a Firenze gli “Stati Generali delle Città Amiche delle Foreste” che hanno visto la partecipazione delle Amministrazioni Comunali coinvolte nel nostro progetto, di esperti e tecnici del settore “acquisti verdi” e di rappresentanti delle istituzioni.

Abbiamo riunito i principali attori del settore allo scopo di confrontare esperienze, individuare ostacoli, approfondire, superare difficoltà e, soprattutto, indicare una via per un futuro responsabile, dove gli acquisti pubblici verdi siano una realtà concreta.

Nella mattinata si è svolto un seminario tecnico sugli acquisti verdi per i prodotti in carta e legno, sulla certificazione forestale e sulla predisposizione di regolamenti applicativi e bandi di acquisto ha visto la partecipazione di:
Paolo Fabbri, Punto3, il cui intervento ha analizzato le soluzioni e le strategie di adattamento per gli acquisti verdi, dal ruolo degli acquisti pubblici all’interno del mercato dei prodotti ecologici alle soluzioni proposte dalle aziende (piccola, media e grande distribuzione), portando come esempio Acquistiverdi.it, portale italiano per gli acquisti ecologici;
Mauro Masiero, segretario nazionale del Gruppo FSC-Italia, con un intervento sul ruolo della certificazione forestale in Italia e su origini, struttura e funzioni del manuale sugli acquisti pubblici certificati FSC ad uso delle Pubbliche Amministrazioni (il quale contiene suggerimenti ed indicazioni per i fornitori, esempi di bandi per carta ed arredi e ulteriori approfondimenti);
Lillo Testasecca, funzionario del Corpo Forestale dello Stato, il cui intervento ha evidenziato l’attivazione di un gruppo di studio sul Green Public Procurement in ambito ministeriale.

Dopo una breve pausa, ha avuto inizio la seduta degli Stati Generali. L’incontro è stato aperto da Anna Soldani, Consigliere del Comune di Firenze che ha presentato la mozione “Città Amica delle Foreste” e ne ha permesso l’approvazione nel Giugno 2005.
A seguire, gli interventi dei relatori:
Sergio Baffoni, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace Italia ha illustrato nel dettaglio le minacce globali alle foreste primarie e come il progetto “Città Amica delle Foreste” rappresenti uno strumento efficace a contrastarla, ma deve essere ripreso e generalizzato a livello governativo;

Giorgio Corrado,dirigente superiore del Corpo Forestale dello Stato, con un intervento volto ad esporre l’impegno del CFS nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio forestale mondiale, soffermandosi sulla necessità di accordi volontari con i paesi produttori di legname;

Mauro Masiero, segretario nazionale del Gruppo FSC-Italia con un intervento sulla certificazione come strumento a disposizione del mercato, e nel caso specifico alle Pubbliche Aministrazioni per assicurare la protezione delle foreste soffermandosi su origini, organizzazione e finalità del FSC, sua diffusione nel mondo e in Italia, opportunità e prospettive future;

Renata Mirulla della Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con un intervento sul GPP, dal quadro normativo europeo al piano d’azione nazionale per gli acquisti verdi;

Messaggio di Pietro Folena, Presidente della Commissione Cultura alla Camera, con un saluto alle amministrazioni locali che per prime hanno individuato e percorso una strada nuova di sostenibilità, e l’augurio di proseguire in questo percorso in cui le istituzioni pubbliche svolgono un ruolo di primaria importanza;

Silvano Falocco, rappresentante del GPPnet, un progetto coordinato dalla Amministrazione Provinciale di Cremona volto a definire e condividere gli strumenti, quindi le soluzioni, per il superamento degli ostacoli nell’adozione dei criteri ecologici da parte delle PA;

Gianemilio Ardigò, Consigliere Comunale di Crema, il quale, nel riportare l’esperienza e il percorso del primo comune italiano che ha approvato la mozione “Città Amica delle Foreste”, e ha proposto di richiedere al governo di impegnarsi a varare una legge che vieti l’ingresso e la commercializzazione di legname e di prodotti forestali di origine illegale, distruttiva o incerta, e a varare politiche di acquisto del settore pubblico volte a scegliere progressivamente sempre più prodotti in carta riciclata ed in legno certificato FSC;

Gregorio Malavolti, presidente della Commissione Consiliare Ambiente, Vivibilità urbana e Mobilità e Anna Nocentini, presidente della Commissione Consiliare per gli Affari Istituzionali di Firenze, con un intervento su successi, difficoltà e attese della realtà locale;

Sauro Turroni , Consigliere Politico del Ministro dell’ Ambiente, con un saluto finale, apprezzando l’impegno delle amministrazioni locali, sottolineando al tempo stesso la necessità di superare le misure volontarie. Ha quindi mostrato di raccogliere la sfida lanciata dalle Città Amiche delle Foreste, esprimendo quindi la volontà politica del Ministero dell’Ambiente di avviare una politica nazionale di acquisti pubblici verdi.

La giornata, quindi ha raggiunto il suo obiettivo, che era quello di fornire un’occasione di incontro per confrontare esperienze, superare difficoltà, e indicare una via per un futuro responsabile. Le Città Amiche delle Foreste si sono così collocate come una rete di rilevanza nazionale, gettando le basi per una possibile strategia nazionale in difesa delle foreste primarie del pianeta.

A Colorno si fa porta a porta!

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porta a porta

Enìa ha trasmesso al Comune di Colorno i dati sull’andamento della raccolta rifiuti durante i primi due mesi di attivazione del servizio “porta a porta“.

I numeri sono decisamente confortanti in quanto sia nel mese di Giugno che in quello di Luglio è stato sfiorato il 70% di raccolta differenziata.

Questo risultato positivo è anzitutto merito dei cittadini che hanno capito e accolto (in qualche caso anche pazientemente sopportato) questa “rivoluzione culturale“. In secondo luogo va dato atto alla struttura tecnica Enìa di aver lavorato con una buona dose di flessibilità operativa affinché gli utenti venissero messi nelle migliori condizioni possibili per effettuare la raccolta.

Il ruolo dell’Amministrazione Comunale penso sia stato invece solo quello di “crederci” e di aver trasmesso questa volontà, questo “sentimento“, sia agli utenti che al gestore del servizio.

Nei prossimi mesi l’Amministrazione intende lavorare su diversi fronti:
la risoluzione delle situazioni ancora non gestite in modo ottimale, sia dal punto di vista del servizio, sia dal punto di vista del comportamento degli utenti (in particolare, presso alcuni condomini si registrano episodi di litigiosità);
il potenziamento delle raccolte stradali (vetro e sfalcio), attraverso la collocazione di campane e cassonetti nelle aree non adeguatamente servite;
l’introduzione graduale di forme premianti nella tariffazione, sulla base delle misurazioni effettuate sulla raccolta;
l’attivazione di iniziative di promozione e sensibilizzazione sulla riduzione, il recupero e il riuso.
Per ulteriori informazioni: www.comune.colorno.pr.it

Federalismo municipale e partecipazione

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nuovo municipio

Municipio” una bella parola , viene da “munus capere”, “assumere il compito”: governare, in questa accezione, non è solo rivendicare diritti in contrapposizione ad un potere lontano e ostile, ma assumere su di sé il peso ed il compito del governo, la costruzione cooperativa e partecipativa di un percorso autonomo, che privilegia l’obiettivo di tutelare e “mettere in valore” il territorio, i suoi beni e le sue qualità. “Qui e ora” ridiventano caratteristiche fondamentali, decisive per la lettura e la comprensione di quello che sta accadendo e la progettazione di quello che deve accadere.

L’Arci di Como intende proporre ai/alle cittadini/e, ai movimenti, ai/alle giovani/, alle forze politiche, alle forze economiche, alla università, alle associazioni un percorso di approfondimento su esperienze e proposte di buona amministrazione, nel solco delle esperienze dei Nuovi Municipi che vanno sempre più diffondendosi nel nostro Paese, invitando tutti/e i soggetti e le persone interessate a partecipare a questo percorso che inizia con il tema del “Federalismo municipale e partecipazione”, per poi proseguire su alcuni temi di grande importanza per il governo delle città (immigrazione, urbanistica e mobilità ecc).

Il primo incontro si terrà il giorno
6 ottobre 2006 presso la sala Della Ca’ di Industria in Como Via Brambilla, 61, alle ore 21

Relatore della serata : Professor Giorgio Ferraresi, professore Ordinario del Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano- Dirigente della Rete del Nuovo Municipio
Parteciperà Salvatore Amura - Assessore alla Partecipazione di Pieve Emanuele e Coordinatore Nazionale dell’ Associazione Rete Nuovi Municipi
Coordina Danilo Lillia (Arci Como)

2006 Energia dallo spazio

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2006 energia dallo spazio

Il Centro Educazione Ambientale del Comune di Reggio Emilia, con il progetto “2006 energia dallo spazio”, è stato uno dei vincitori del bando regionale INFEA dedicato ai Centri di educazione ambientale.

Il progetto, che ha l’obiettivo di lavorare con le scuole e le famiglie sul tema dell’energia e del risparmio energetico, è risultato uno dei più innovativi tra tutti quelli presentati in Regione. Il lavoro complessivo vedrà dapprima coinvolte con un questionario le famiglie degli studenti delle scuole medie localizzate nel Comune di Reggio Emilia per realizzare una semplice diagnosi energetica delle case, mentre con questo anno scolastico verrà attivato un progetto didattico pilota in una scuola elementare, una media e due classi di scuole superiori.

“2006 energia dallo spazio” nasce dalla riflessione che ogni anno i consumi energetici aumentano dell’1,5% e che il 30% di questi consumi è dovuto al settore civile: le nostre case! Inoltre la Direttiva 2002/91/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio sul rendimento energetico nell’edilizia renderà obbligatoria entro il 2006 la certificazione energetica degli edifici, imponendo di conseguenza una brusca riduzione dei consumi.
Informando ed educando ad un utilizzo razionale dell’energia si stima che si possano ridurre i consumi di circa il 10% per ogni famiglia.
Utilizzando poi elettrodomestici più efficienti (classe A o A+) o sostituendo le lampadine con quelle a fluorescenza, si possono stimare riduzioni dei consumi del 30% per ogni famiglia.

Bisogna poi ricordare che risparmio energetico significa anche tutela dell’ambiente e risparmio economico per le famiglie! La prima fase del progetto prevede la distribuzione di un questionario (avvenuto nei mesi di marzo e aprile scorsi) agli studenti delle scuole medie reggiane Aosta, Dalla Chiesa, Da Vinci, Einstein, Fontanesi, Galilei, Lepido, Pertini e San Vincenzo, per un totale di 142 classi e più di 3.200 studenti coinvolti.
Il questionario, oltre a richiedere di indicare quali tecnologie sono presenti nelle case e quali abitudini vengono tenute nell’utilizzo degli elettrodomestici, ha permesso di monitorare i consumi domestici di energia elettrica prima e dopo l’applicazione di semplici accorgimenti, in modo da poter calcolare il conseguente risparmio energetico.

Per incentivare l’adesione al progetto da parte delle scuole, è stato indetto un concorso denominato “IL RISPARMIO PREMIA 2006” che prevede l’assegnazione di tre premi: – un PC portatile offerto da Coop Consumatori Nordest alla scuola che ha riconsegnato il maggior numero di questionari compilati rispetto al numero di studenti iscritti alla scuola stessa; – un PC portatile offerto da Coop Consumatori Nordest alla scuola le cui classi hanno complessivamente ottenuto i migliori risultati di risparmio energetico; – una visita guidata/laboratorio alla classe che ha ottenuto i migliori risultati di risparmio energetico.

I partner del progetto sono: il CEA di Sassuolo (MO), CEA WWF Reggio Emilia, CEA Val d’Enza (RE) e il CEA l’Airone – Consorzio di gestione del Parco fluviale del Secchia (RE).
Il progetto si è potuto realizzare anche grazie al contributo della Provincia di Reggio Emilia, del Punto Energia del Servizio Impianti Tecnologici del Comune di Reggio Emilia e di Coop Consumatori Nordest.
Hanno sostenuto il progetto il Centro Educazione Ambientale GRTA Gruppo Ricerca Tecnologie Appropriate – Cesena, l’Associazione PAEA, il Centro Gioco Natura Creatività La Lucertola – Comune di Ravenna, il Centro Informazione Energia Brasimone (Camugnano BO), l’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer” di Venezia – Mestre, l’Associazione “Movimento dei Consumatori” di Venezia, l’Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate di Cesena, Ecoistituto Emilia Romagna di Reggio Emilia, il Collegio dei Geometri della Provincia di Modena, l’Associazione culturale Archinnova (FE), il Collegio dei Geometri della Provincia di Reggio Emilia e EUZ (Energie und Umweltzentrum am Deister) di Springe Eldagsen (Germania).

Nel sito Infoambiente del Comune di Reggio Emilia, è in allestimento alla pagina www.municipio.re.it/2006energiadallospazio una sezione interamente dedicata al progetto.
INFO: Comune di Reggio Emilia – Centro Educazione Ambientale 0522/456.566
InformaEnergia – tel. 0522/456.660

Sta per partire proprio in queste settimane la seconda fase di questo interessantissimo progetto, che prevede l’attivazione di una serie di laboratori in una classe delle elementari, una delle medie e una delle superiori. Il laboratorio coinvolgerà ragazzi, docenti e famiglie nell’elaborazione di un decalogo comportamentale di efficienza energetica e nella sua concreta applicazione negli edifici scolastici in cui si svolgeranno i laboratori. Inoltre è prevista la realizzazione di un prodotto cartaceo o multimediale (manuale o cd rom) che verrà distribuito alle classi non toccate dalla sperimentazione, in modo da “contaminare” il più possibile le scuole reggiane.

Il 14 ottobre tutti a Roma

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no grandi opere

No Ponte, No Mose, No Tav, (Coordinamento contro le grandi opere) Coordinamento comuni Val di Susa,
Conferenza Permanente dei Sindaci della tratta ad AV Verona-Padova

con le prime adesioni di: Wwf, Legambiente, Italia Nostra, Campagna Sbilanciamoci, Rete del Nuovo Municipio, Fiom, Carta cantieri sociali, il Manifesto, Medicina Democratica

ORGANIZZANO
Manifestazione Nazionale
14 OTTOBRE ore 14,30 A ROMA

CONTRO LA LEGGE OBIETTIVO E LE GRANDI OPERE DANNOSE, PER UN NUOVO PIANO DEI TRASPORTI E DELLA MOBILITAE PER LE INFRASTRUTTURE CHE SERVONO AL PAESE E AL TERRITORIO

Dal 2001 al 2005, con il governo Berlusconi, abbiamo vissuto una stagione in cui le politiche governative hanno tentato di imporre scelte infrastrutturali e impiantistiche nel campo dei trasporti, dell’energia e dei rifiuti, contro gli interessi strategici del Paese, senza un reale coinvolgimento delle comunità locali e dei loro diretti rappresentanti, eludendo la valutazione ambientale strategica preventiva di piani e programmi, facendo carta straccia della valutazione di impatto ambientale.

In questo periodo, con le norme derivanti dalla Legge Obiettivo e le scelte contenute nel Primo Programma delle infrastrutture strategiche, è stata esasperata la logica del “realizzare senza pensare” opere contro il senso comune e la razionalità, oltre che spesso contro l’ambiente, la cultura e il paesaggio italiano e contro, gli stessi vincoli economico-finanziari del bilancio dello Stato.

Le grandi opere che veramente servono all’Italia dovrebbero essere finalizzate a trasferire le merci dalla strada, alla ferrovia e alle navi; a creare una rete logistica intermodale; a realizzare politiche coordinate per la mobilità urbana; a razionalizzare i sistemi idrici; a prevenire e contrastare il dissesto idrogeologico; a risanare e riqualificare i beni culturali, artistici e archeologici; a tutelare, valorizzare e promuovere il territorio, il paesaggio e la biodiversità.

Finora, invece, sono state sottovalutate le condizioni del territorio, sia in termini di fragilità dell’assetto idrogeologico che rispetto alla perdita di funzionalità e di qualità del paesaggio legata agli eccessi di urbanizzazione e infrastruturazione registratisi in questi anni.

Al tempo stesso, le comunità territoriali e gli stessi comuni sono stati quasi del tutto esclusi dal confronto e dalle decisioni sulle infrastrutture da realizzare. Oggi occorre tornare al più presto a un normale funzionamento dei meccanismi democratici e della partecipazione: chi vive nei territori interessati da grandi progetti infrastrutturali non rivendica un potere di veto ma pretende di non essere considerato “oggetto” di scelte decise altrove.

Non sono stati neanche fatti i conti con la reale disponibilità di risorse economiche-finanziarie, impostando un programma di interventi “a pioggia”, per la realizzazione di 531 progetti dal costo complessivo di 264 miliardi di euro, che costituisce un’ipoteca che graverà sui conti pubblici per i prossimi 20 anni.

Nel programma del Governo è stato dichiarato il fallimento della Legge Obiettivo, ma non sono stati ancora compiuti atti chiari e univoci per superare le norme e le procedure che da questa derivano e abbandonare il programma delle infrastrutture strategiche, cominciando dai progetti sul ponte sullo Stretto di Messina e delle tratte dell’Alta Velocità.

Per questo noi scendiamo in piazza il 14 ottobre a Roma per chiedere:
il superamento della Legge Obiettivo e dei provvedimenti da questa derivati e il congelamento (a partire dalla Legge Finanziaria 2007) del Primo Programma delle infrastrutture strategiche, che hanno consentito di fare carta straccia delle valutazioni ambientali su piani, programmi e progetti e hanno umiliato la partecipazione degli enti e delle popolazioni locali;
l’adeguamento del Piano generale dei Trasporti varato nell’aprile 2001 alle esigenze di mobilità del Paese e la redazione di nuovi Piani e Programmi, nazionali e regionali, per l’energia, i rifiuti, il territorio, il paesaggio, realizzati secondo l’approccio irrinunciabile della tutela e valorizzazione ambientale, della partecipazione dei cittadini e della reale utilità economica e sociale degli interventi proposti, una nuova stagione di sicurezza, trasparenza e legalità nel mercato dei lavori pubblici, che superi le norme criminogene sui general contractor, le rendite di posizione dei concessionari e l’abuso incontrollato dei sub-appalti.

Per informazioni: Carta cantieri sociali: tel. 06.80692244
http://nograndiopere.blog.tiscali.it/

Un grattacielo di rifiuti in meno

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pannolini ecologici

Ad Acquanegra, un comune della provincia di Cremona il sindaco, che ha dei figli piccoli, si è fatto due conti: secondo le statistiche nei primi tre anni di vita per ogni bimbo si consumano più o meno 4500 pannolini, con un impatto sull’ambiente a cui nessuno pensa (almeno da noi, in altri paesi il loro smaltimento è considerato un bel problema) e che soprattutto rappresenta una “tassa” quotidiana sul bebè che le giovani e spesso squattrinate coppie si trovano a pagare per mantenere il bimbo pulito e asciutto.

Si calcola che la spesa per i pannolini sia di 1100 euro e che il pargolo, finchè non userà il vasino, arrivi a produrre 900 chili di rifiuti (escluso l´organico ovviamente!), contenenti sostanze inquinanti e di difficile smaltimento e recupero. Ogni anno nella sola Europa occidentale vengono prodotti 22 miliardi di pannolini, uno sopra l’altro formerebbero un grattacielo alto 800 metri e con una base larga quanto un campo di calcio.

Nei pannolini ecologici di solito le fibre plastiche vengono sostituite con sostanze naturali come il “Pla”, costituito da zuccheri estratti dai vegetali, e cotone biologico, prodotti completamente ipoallergenici.

Il sindaco di Acquanegra, nome abbastanza evocativo, vista la materia di cui si tratta, ha deciso di invogliare i genitori ad acquistare pannolini lavabili, al posto di quelli usa e getta.

Non si tratta dei vecchi “triangoli” o “sorrisi di stoffa, ma di un “indumento” che può essere riutilizzato fino a 250 volte e regolato secondo le fasi di crescita del bambino. Costo 12,5 euro l’uno e con soli venti pannolini, si può coprire il fabbisogno dei tre anni con 250 euro di spesa invece che 1100.

Ma l’ambiente ci guadagna ancora di più, alla fine ci saranno da smaltire 8 chili di eco-pannolini invece degli 800 chili di usa e getta che ogni bimbo dei paesi ricchi consuma normalmente. Ma pubblicità ossessiva, il sospetto per la novità e paura di un ritorno all’antico, rendono titubanti molte mamme a lasciare la comodità “moderna” dell’usa e getta e allora il sindaco Luca Ugaglia ha pensato bene di dare un contributo comunale pari al 50% della spesa alle famiglie che compreranno i pannolini ecologici al posto di quelli ormai diventati tradizionali. Naturalmente chi deciderà di dare una svolta ecologista anche a questo ingombrante problema riceverà l’assegno del comune di Acquanegra solo se esibirà lo scontrino di acquisto.

Un altro comune che, sull’esempio di tanti, mette in atto un progetto concreto a favore della riduzione della produzione di rifiuti pro-capite. Con poche migliaia di euro è possibile (e necessario) accompagnare una raccolta differenziata spinta con iniziative pratiche e concrete che favoriscano la diffusione di nuovi stili di vita improntati al risparmio e alla sobrietà.

Quando leggo di questi progetti, portati avanti da sindaci del buon senso nei tanti territori del bel paese, mi chiedo cosa accadrebbe se domani mattina i nostri politici decidessero di impegnarsi in una di queste pratiche iniziative: se Prodi incentivasse tutti gli oltre ottomila comuni italiani ad adottare un regolamento come quello di Aquanegra, ci pensate a cosa accadrebbe? Quanti “grattacieli” di 800 piani di rifiuti risparmieremmo alle future generazioni? Quante decine (forse centinaia) di migliaia di euro in meno spenderebbero le famiglie italiane per tenere asciutto e pulito il culetto del proprio pargolo?

Cormano sostenibile

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sindaco

Tutte le case saranno fornite di pannelli solari, provviste di sistemi di ventilazione naturale, con isolamento termico e acustico e l’obbligo di un uso intelligente dell’acqua.

Benvenuti a Cormano, il centro di circa ventimila abitanti a nord di Milano dove, a partire da questo mese, costruttori e cittadini devono rispettare le nuove norme votate all’unanimità (con una sola astensione) dal Consiglio comunale a inizio luglio. L’obiettivo è quello di creare una cittadella ecosostenibile, che faccia del risparmio energetico la sua bandiera.

Il provvedimento è il primo «vincolante» adottato in un comune dell’area Milano-nord, dopo il record di Carugate, la cui amministrazione nel 2003 fu la prima in Italia a fare della bioarchitettura e dell’utilizzo di fonti rinnovabili il centro della propria politica edilizia. «Ci siamo resi conto che il consumo di energia e gas sta mettendo in ginocchio gli enti pubblici e le famiglie – spiega il sindaco Roberto Cornelli -. E questo è solo il primo tassello di un piano energetico che toccherà presto l’illuminazione pubblica e gli edifici scolastici».

E i costi? Maurizio Trezzi, vicesindaco e assessore all’urbanistica e all’edilizia privata, oltre che promotore del progetto, è convinto che saranno irrisori rispetto ai vantaggi: «Ci sarà un aumento del 3-4 per cento sui costi di costruzione e un conseguente aumento dei prezzi di vendita, ma nel tempo i cittadini riusciranno a vedere le proprie bollette ridursi fino al 40 o addirittura il 50 per cento».

«Il nostro regolamento – aggiunge Trezzi – recepisce indicazioni contenute in molte leggi dello Stato, ma è difficile fare rispettare queste norme se non vengono rese obbligatorie. E questo è quello che il nostro Comune ha deciso di fare».

Come ha preso la cittadinanza e le imprese la notizia? «È presto per sapere che impatto avrà su architetti e costruttori, ma io sono convinto che sarà uno stimolo maggiore per entrambi per fare cose innovative. E il messaggio dell’innovazione è quello che vogliamo trasmettere e trasferire all’intera cittadinanza».

Ma nel concreto, come saranno le nuove case ecosostenibili? Le norme del Regolamento edilizio – nate dal lavoro del Tavolo energia e ambiente, promosso dalla provincia di Milano in collaborazione col Dipartimento di scienze e tecnologie dell’ambiente del Politecnico del capoluogo lombardo – prevedono, fra l’altro, che almeno il 50 per cento dell’acqua calda sanitaria utilizzata in casa venga prodotta da pannelli solari, che l’orientamento delle nuove costruzioni segua la direttrice est-ovest, in modo da ridurre in inverno i costi di riscaldamento e mantenere d’estate le temperature più basse e l’utilizzo di caldaie ad alto rendimento.

Il modello è quello del quartiere milanese della Bovisa, dove esiste l’eco-condominio più importante d’Italia e in cui le bollette sono ridotte del 30 per cento rispetto a quelle dei vicini di casa.

Un mondo migliore

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castelli di pace

Tratto dal libro “In Comune. Idee semplici, concrete ed efficaci” Marco Boschini (EMI 2006) www.emi.it

Viviamo un’epoca di cambiamento epocale alla quale neanche le comunità e chi le amministra si possono sottrarre. Per alcuni la nuova era, quella della globalizzazione,si basava su un “pensiero unico” quello fondato su un modello neoliberista - basato sul potere dei mercati finanziari, delle imprese multinazionali, del profitto come strumento di governo mondiale – il movimento altermondialista in questi anni è riuscito a scardinare tale pensiero e ha cominciato a mettere in campo concrete pratiche alternative.

Nella globalizzazione dei mercati è cresciuta infatti anche una globalizzazione sociale, dal basso, che ha visto la generalizzazione su scala planetaria di azioni locali di tutela ambientale, di difesa dei diritti delle minoranze, di boicottaggio del lavoro minorile, di commerci più equi e più sani, consapevole del legame che unisce povertà, degrado ambientale e cambiamenti climatici allo sfruttamento delle risorse e del pianeta, alle scelte energetiche, ai conflitti globali.

Sono molti i territori e le comunità anche in Italia che hanno già fatto scelte coraggiose e innovative nel governo del proprio territorio proprio per invertire le interconnessioni tra Pace, Risorse ed Energia, tra Globalizzazione e Sviluppo Locale, e che all’attuale modello di sviluppo e di consumi insostenibile hanno sostituito valide alternative in pratiche di “altraeconomia”, “altromercato”, “altragricoltura” e nella diffusione del commercio equo e solidale e nella introduzione della sostenibilità ambientale in campo energetico.

Oggi iniziano ad essere numerosi gli amministratori che stanno dimostrando come sia possibile modificare i centri di decisione del governo del modello energetico e che cercano di rivendicare un protagonismo territoriale delle comunità locali. Il territorio può utilizzare le proprie risorse per produrre energia dal vento, dal sole, dalle biomasse e ancora prima può organizzarsi per risparmiare sui consumi con una razionalizzazione dei bisogni e delle emissioni, scegliendo con intelligenza, creatività e processi partecipati le politiche nei consumi, nei trasporti, nell’industria, nel settore residenziale. Strade tutt’altro che futuribili che riducono i consumi e migliorano l’efficienza energetica. Basta guardare i 160 Gigawattora di rinnovabili nel mondo o i numeri di diffusione del solare fotovoltaico in Germania, Spagna, Giappone. Oppure i risultati dell’eolico, che copre oggi una quota sempre più consistente del fabbisogno elettrico in diverse Regioni europee; o allo sviluppo che potrebbero avere i biocarburanti.

Questi risultati sono stati prodotti in pochi anni, dimostrano come oggi sia possibile cambiare strada, perché ci sono tutte le condizioni tecniche e di mercato. Anche se l’Italia è rimasta ai margini di questo scenario che sta aprendo prospettive pochi anni fa impensabili rispetto alle fonti energetiche pulite moltissimo possono fare le amministrazioni che vogliono invertire rotta. E molto possono fare i network tra comuni e associazioni che condividono gli stessi valori e sono accomunati dallo stesso profonde convinzioni come Legambiente e i Comuni Virtuosi uniti nella rete di Castelli di Pace (www.castellidipace.it; www.piccolagrandeitalia.it) proprio per fare diventare queste intenzioni pratiche concrete e interventi mirati a migliorare sostenibilità e risparmio energetico delle attività che si svolgono sul territorio e che interessano tutta la comunità, grazie al confronto fra le singole esperienze dei vari partner, creando una linea d’azione comune per affrontare le sfide della globalizzazione e la dipendenza dalle fonti di energia non rinnovabili.

Proprio sulle politiche energetiche infatti gli obiettivi ambientali e di innovazione, di competitività e qualità dello sviluppo viaggiano assieme. Perché l’energia rende evidente il profondo intreccio di questioni globali e locali, di modelli industriali e di costi energetici, di instabilità e conflitti per il controllo delle risorse petrolifere e dei prezzi. Al fondo ci sono le questioni legate a un modello energetico che a livello mondiale continua a essere incentrato sui combustibili fossili. E’ a questi problemi e alle conseguenze dello scenario in corso che occorre trovare risposta, promuovendo da subito sui territori e nei comportamenti individuali un modello alternativo che sia capace di disegnare una prospettiva di sviluppo fondata su risparmio energetico e su fonti rinnovabili, di rilanciare innovazione e ricerca per farci uscire dall’economia del petrolio e costruire un futuro più sicuro, più pulito, più moderno e più giusto.

Francesco Ferrante
Direttore Generale Legambiente

Il dialogo sull’acqua

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acqua

Forum Nazionale
Venerdì 22 settembre 2006, Ore 17.00
Sala Consigliare – Melpignano

L’Amministrazione Comunale di Melpignano ha sempre posto e pone tuttora un’attenzione particolare verso il problema dell’acqua, bene preziosissimo ma mal distribuito.
Infatti oggi 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile, 800 milioni sono le persone che non hanno ancora un rubinetto in casa; i cittadini dei Paesi industrializzati consumano in media 40 litri per fare una doccia, per i 2/3 dell’umanità questi 40 litri rappresentano la disponibilità d’acqua di intere settimane (OMS 2002).

Partendo da questa consapevolezza, sono state intraprese azioni amministrative importantissime. Fra queste si inserisce la distribuzione gratuita, da parte dell’Amministrazione Comunale di Melpignano, di tre riduttori di flusso per nucleo famigliare.
Grazie a questi piccoli utensili, facilmente applicabili a tutti i rubinetti, è possibile risparmiare circa il 40-50% dell’acqua in essi utilizzata.
Questo dispositivo non solo fa risparmiare acqua, ma nel caso di acqua calda, utilizzandone di meno, viene ridotto anche il consumo di energia per riscaldarla, aumentandone pertanto il risparmio economico che ogni cittadino ottiene.

A seguito di queste azioni amministrative e dell’interesse manifestato verso il problema idrico, l’Ato Puglia (Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale per la Gestione del Servizio Idrico Integrato) ha scelto il Comune di Melpignano come sede di un incontro nell’ambito del Forum Nazionale “Il Dialogo sull’Acqua”, organizzato per il 22-23 settembre 2006.

L’incontro è finalizzato ad approfondire la conoscenza dell’intero servizio idrico nello scenario Italia, avvalendosi del contributo di partecipanti di rilievo, che pur appartenendo alle realtà più diverse si confronteranno allo stesso tavolo, aprendo un dialogo costruttivo e cercando di realizzare un coordinamento nazionale sulle problematiche comuni.

La sessione pomeridiana del Forum Nazionale di Venerdì 22 settembre 2006 si terrà presso la Sala Consigliare del Comune di Melpignano alle ore 17.00.

Interverranno all’incontro:
Sergio Blasi, Sindaco di Melpignano;
On. Antonio Lia, Presidente Ato Puglia;
On. Nichi Vendola, Presidente Regione Puglia;
Prof. Ing. Ettore D’Elia, Presidente Autorità di Vigilanza sulle Risorse Idriche e sui Rifiuti.

Rifiuti zero. Parliamone!

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piazza farnese

Domenica 24 settembre, la Rete regionale rifiuti del Lazio, in collaborazione con la Rete nazionale rifiuti zero invita cittadini e soprattutto i rappresentanti istituzionali, a confrontarsi e approfondire scientificamente ed economicamente come gestire al meglio i materiali post consumo, i comunemente detti rifiuti, con scienziati quali Stefano Montanari e Paul Connett.

Un sistema migliore e più responsabile di quello attuato fino ad ora, non solo è possibile, ma è applicato con successo in città italiane come Novara, Asti, Treviso. Mentre a Malagrotta proseguono a ritmo serrato i lavori per la costruzione di un gassificatore dei rifiuti nel più totale silenzio istituzionale di Comune e Regione; mentre i cittadini e le cittadine di Roma sono ormai arrivati al centesimo giorno di sciopero della fame a staffetta, per denunciare che solo grazie alle ordinanze Verzaschi 14 e 16 del precedente governo regionale, è possibile imporre senza alcuna discussione di merito una tecnologia inefficace e obsoleta, (Thermoselect) che altrove è fallita sotto una montagna di debiti ed è stata bloccata dalla magistratura per l’inquinamento e i pericoli per la salute pubblica causati.

Le centinaia di associazioni che costituiscono le Reti, denunciano che ancora oggi l’Italia è l’unico Paese europeo a devolvere sovvenzioni statali ai gestori di inceneritori-gassificatori, permettendo di fare utili privati con denaro pubblico, attraverso un improprio recepimento della direttiva 2001/77/CE. Senza questi sussidi occulti, impianti costosi e obsoleti come quello di Malagrotta non potrebbero essere costruiti, e dimostrerebbero tutta la loro antieconomicità.

Sono sempre i contribuenti a pagare i milioni di euro necessari, col 7% della bolletta Enel, (e altre voci indirette) senza che nessuno li abbia mai informati. Un esborso quantificato dalla decima commissione attività produttive della Camera, Pres. l’On.Tabacci, in 30 miliardi di euro dal 1992 al 2003, e questo sperpero di denaro pubblico prosegue tuttora, per più di 5 milioni di euro ogni giorno.

La normativa 2001/77/CE non consente incentivi all’incenerimento dei rifiuti. In altri Paesi UE addirittura tale pratica viene tassata, disincentivandoli, e recuperando in parte o in tutto i costi esterni da incenerimento, che la UE stima in 44 euro a tonnellata (da 13 a 21 euro quelli da discarica), nell’ottica di prevenire-evitare questi costi a carico del sistema sanitario nazionale.

Aldilà di qualunque altro ragionamento, il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione:
quando ci sono le alternative a rendere indolore la rinuncia ad un processo (im)produttivo inutile e obsoleto, la pubblica amministrazione dovrebbe essere pronta a sostenere un pubblico contraddittorio con chi lavora disinteressatamente per la collettività, e chiede solamente di spostare somme ingenti da sperpero e inquinamento, (non applicando la 2001/77/CE) a: prevenzione, creazione di posti di lavoro riqualificati per gli addetti con la raccolta domiciliare spinta, e tutto l’indotto del riuso riciclaggio che si attiva.
Tutto questo non è ancora avvenuto, invitiamo il Presidente-Commissario Marrazzo ad essere presente e a confrontarsi-informarsi.

Per questi motivi, domenica 24 settembre diamo appuntamento a tutti, dal Presidente Marrazzo e il Sindaco Veltroni, a tutti i pubblici amministratori e cittadini del Lazio:
PIAZZA FARNESE
DALLE 18,45 ALLE 23,00

Parleranno alla città, Stefano Montanari e Paul Connet, esperti internazionali in prevenzione degli impatti sanitari e gestione dei materiali post consumo, senza ricorrere a combustione. E’ invitato anche il Ministro dell’Ambiente

Organizzano: RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO, RETE REGIONALE RIFIUTI DEL LAZIO
(che coordinano il lavoro di centinaia di associazioni e comitati in Italia)

Contatti:
Rossano Ercolini, ambientefuturo@interfree.it 338 28 662 15
Roberto Pirani, rinnovabili@libero.it 328 301 99 52

Esempi di riduzione
Lo dimostrano anche diverse realtà italiane che hanno raggiunto risultati significativi grazie all’introduzione della raccolta “porta a porta“.
Ad esempio, Asti, circa 73000 abitanti, è passata dal 20.8% di Raccolta Differenziata nel 2002 al 56% nel gennaio 2005; il Consorzio Priula, 23 comuni del trevigiano, già nel 2004 raggiungeva una media del 73% di raccolta differenziata; Montebelluna, comune di circa 29000 abitanti in provincia di Treviso, è passato da 49.6% del 2002 al 74% di RD nel 2005, riducendo la produzione di rifiuti pro capite da 280 a 100 Kg/anno; Capannori, comune in provincia di Lucca, ha raggiunto l’83% di R.D. nelle sue due frazioni più popolose. Città come Buenos Aires puntano a “rifiuti zero“, (zero waste in inglese significa anche “sprechi zero”), con 13 miloni di abitanti, e al 55% di RD già al 2010.

E’ previsto anche un intervento di Marco Boschini dei “Comuni virtuosi” con esempi di riduzione dei rifiuti messi in pratica.
Coi cassonetti da 3200 litri è di fatto impossibile ridurre i rifiuti e applicare una tariffazione “educativa“: you pay as you throw – ovvero “chi inquina paga”, come invece avviene già dove si applica la raccolta domiciliare spinta (porta a porta). In una Regione in cui la RD e la riduzione sono nettamente al di sotto dei minimi di Legge, porre le basi di una gestione efficiente è un aspetto indifferibile e urgente.

Per maggiori informazioni
Le alternative all’incenerimento, (ridotte per punti gestionali):
http://www.marcoboschini.it/?p=286#comments

Quantificazione economica dei sussidi pubblici sprecati, articolo comparso sulla Rivista Altraeconomia, ai primi di settembre
http://www.ecceterra.org./docum.php?id=%20790

La raccolta differenziata, un buon affare
http://www.marcoboschini.it/?p=299 commento del 18 settembre

a Novara un inceneritore in meno:
http://www.ifogli.it/cenonline.php?idcen=273&archivio=1&arg=

Intervista all’esperto di energia, Maurizo Pallante:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=5518

Interpretazione della direttiva 36, a cura del Prof.Valerio, Ist. tumori Genova
http://www.marcoboschini.it/?p=300#comments

GESTIONE A FREDDO DEI RIFIUTI per la parte residua dei rifiuti municipali
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/gestione-rifiuti-a-freddo