Wikipedia e la decrescita

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decrescita

Ecco come parla della decrescita Wikipedia, la più grande e partecipata enciclopedia del mondo…

La decrescita è un concetto politico, secondo il quale la crescita economica – intesa come accrescimento costante di uno solo degli indicatori economici possibili, il Prodotto Interno Lordo (PIL) – non è sostenibile per l’ecosistema della terra. Questa idea è in completo contrasto con il senso comune politico corrente, che pone l’aumento del livello di vita rappresentato dall’aumento del PIL, come obiettivo di ogni società moderna.
L’aggettivazione sostenibile allude alla proposta di organizzarsi collettivamente in modo che la diminuzione della produzione di beni non costituisca riduzione dei livelli di di civiltà.

L’assunto principale è che le risorse naturali sono limitate e quindi non si può immaginare un sistema votato ad una crescita infinita. Il miglioramento delle condizioni di vita deve quindi essere ottenuto senza aumentare il consumo ma attraverso altre strade. Proprio per la costruzione di queste vie sono impegnati numerosi intellettuali, al seguito dei quali si sono formati movimenti spesso non coordinati fra loro, ma con l’unico fine di cambiare il paradigma dominante della necessità di aumentare i consumi per dare benessere alla popolazione. Un esempio di questi gruppi sono i GAS, Gruppi di Acquisto Solidale o gli Ecovillaggi. Il principale esponente di questa corrente è Serge Latouche. In Italia troviamo Maurizio Pallante e Mauro Bonaiuti.

La teorizzazione della Decrescita si basa su quattro presupposti:
Il funzionamento del sistema economico attuale dipende essenzialmente da risorse non rinnovabili. Così com’è, non è quindi perpetuabile. I sostenitori della Decrescita partono dall’idea che le riserve di materie prime sono limitate, particolarmente per quanto riguarda le fonti di energia, e ne deducono che questa limitatezza contraddice il principio della crescita illimitata del PIL, e che, anzi, la crescita così praticata genera dissipazione di energia e crescente dispersione di materia.

Alcuni sostenitori della teoria (in particolare Vladimir Vernadsky), mutuando dalla seconda legge della termodinamica il concetto di entropia, ritengono che la crescita del PIL comporti una diminuzione dell’energia utilizzabile disponibile, e della complessità degli ecosistemi presenti sulla Terra, assimilano la specie umana ad una forza geologica entropizzante.
Non v’è alcuna prova della possibilità di separare la crescita economica dalla crescita del suo impatto ecologico.

La ricchezza prodotta dai sistemi economici non consiste soltanto in beni e servizi: esistono altre forme di ricchezza sociale, come la salute degli ecosistemi, la qualità della giustizia, le buone relazioni tra i componenti di una società, il grado di uguaglianza, il carattere democratico delle istituzioni, e così via. La crescita della ricchezza materiale, misurata esclusivamente secondo indicatori monetari può avvenire a danno di queste altre forme di ricchezza.

Le società attuali, drogate da consumi materiali considerati futili (telefoni cellulari, viaggi aerei, uso costante e non selettivo dell’auto ecc.) non percepiscono, in generale, lo scadimento di ricchezze più essenziali come la qualità della vita, e sottovalutano le reazioni degli esclusi, come la violenza nella periferie o il risentimento contro gli occidentali nei paesi esclusi dallo (o limitati nello) sviluppo economico di tipo occidentale.
La teoria della decrescita sostenibile non implica evidentemente il perseguimento della decrescita in sé e per sé: si pone invece come mezzo per la ricerca di una qualità di vita migliore, sostenendo che il PIL consente solo una misura parziale della ricchezza (un incidente d’auto, ad esempio, è un fattore di crescita del PIL) e che, se si intende ristabilire tutta la varietà della ricchezza possibile, allora è urgente smettere di utilizzare il PIL come unica bussola.

Bibliografia
P. Cacciari, Pensare la decrescita. Sostenibilità ed equità, Cantieri: Carta – Edizioni Intra Moenia, Roma – Napoli, 2006
S. Latouche, Decolonizzare l’immaginario, il pensiero creativo contro l’economia dell’assurdo, Editrice Missionaria Italiana, Bologna, 2004
S. Latouche, Come sopravvivere allo sviluppo: dalla decolonizzazione dell’immaginario economico alla costruzione di una società alternativa , Bollati Boringhieri, Torino, 2005 ISBN 8833916235
M. Pallante, La decrescita felice - La qualità della vita non dipende dal PIL, Editori Riuniti, Roma, 2005
M. Buonaiuti (a cura di), Obiettivo decrescita, EMI - Editrice Missionaria Italiana, Bologna, 2004

Sportello Filiera Corta

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vignetta

Il punto d’incontro tra domanda e offerta

Promosso e gestito dall’Assessorato alle Attività Produttive della Provincia di Ascoli Piceno in collaborazione con l’AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica), lo Sportello filieracorta nasce per promuovere le relazioni tra cittadini, la trasparenza e l’equità della vendita dei prodotti agricoli e per promuovere modelli di sviluppo sostenibili, con iniziative per favorire l’incontro tra domanda e offerta di prodotti agroalimentari di qualità.

L’obiettivo è, quindi, quello di fornire a produttori e consumatori un supporto per accorciare la Filiera d’acquisto, riducendone i passaggi intermedi con conseguente riduzione del prezzo finale, offrendo al produttore locale nuove opportunità di vendita e rendendo direttamente percepibile al consumatore la qualità dei prodotti biologici.

Lo sportello Filieracorta nasce con il preciso scopo di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di beni agroalimentari biologici certificati, promuovendo la vendita diretta di prodotti locali, facilitando e incentivando a tale scopo la creazione di gruppi d’acquisto. Esso offre il supporto e le informazioni necessarie (burocratiche, amministrative, giuridiche e fiscali) per facilitare la costituzione dei gruppi d’acquisto.

Un’opportunità concreta per risparmiare sugli acquisti
Lo sportello Filieracorta rappresenta anche una concreta opportunità per risparmiare sugli acquisti di prodotti di qualità. Le varie attività dello sportello sono volte a coordinare ed incentivare il rapporto diretto tra produttore locale e consumatore basandolo sulla fiducia reciproca, sulla qualità dei prodotti e dei metodi di produzione, su una politica dei prezzi legata alla produzione dando così vita ad un modello di sviluppo locale più corretto, con meno squilibri e più sostenibile.

Gli obiettivi dello Sportello
favorire la costituzione e l’avvio di gruppi d’acquisto per prodotti agroalimentari biologici certificati; creare delle nuove opportunità di commercializzazione per i produttori biologici della Provincia di Ascoli Piceno; fornire risposte pratiche ai consumatori per la costituzione del gruppo d’acquisto, per la gestione organizzativa dell’attività commerciale e per una corretta informazione sui prodotti commercializzati; contribuire a realizzare delle forme innovative di mercato per far sì che il valore aggiunto della merce in vendita diretta possa restare sempre più legato alla produzione.

Le attività dello Sportello
Seminari informativi su: costituzione di gruppi di acquisto (natura giuridica e sociale), basi organizzative dell’attività commerciale e indicazioni sulla normativa agroalimentare (etichettatura, disciplinari di prodotto, certificazione).
Censimento dei potenziali gruppi di aggregazione e dei gruppi già esistenti.
Produzione di materiali informativi.
Coordinamento del nucleo di referenti (produttori e consumatori), riferimento utile per la realizzazione degli scambi commerciali.
Rappresentare per i produttori una garanzia sulla stabilità e sull’organizzazione dei consumatori e per i consumatori una garanzia sulla affidabilità, anche in termini dei prezzi praticati, dei produttori coinvolti.

Per informazioni e richieste: www.filieracorta.org

Eco guida ai prodotti elettronici

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computer

Greenpeace lancia oggi la “Eco guida ai prodotti elettronici” che premia le aziende che non fanno uso di sostanze chimiche pericolose e contribuiscono al riciclaggio dei rifiuti elettronici.

Vengono prese in considerazione 14 aziende leader nel settore computer e telefonia cellulare e nessuna ottiene un punteggio pienamente soddisfacente. Nokia e Dell sono al primo posto nella classifica, come dichiara Greenpeace.

“Entrambe credono che come aziende produttrici dovrebbero essere responsabili dei propri prodotti e dei rifiuti che generano, che devono essere avviati al riciclaggio!. L’Unep (United Nations Environment Programme) stima che vengano prodotte 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici l’anno, circa quattromila tonnellate l’ora.
Nokia sta già eliminando alcuni composti, come spiega Greenpeace: dalla fine del 2005 tutti i nuovi modelli di telefonino non contengono PVC e dall’inizio del 2007 saranno anche eliminati i ritardanti di fiamma bromurati. Dell si è posta ugualmente obiettivi ambiziosi sull’eliminazione di queste sostanze, sempre secondo il Greenpeace.

Terzo posto va a HP. Seguono, nell’ordine: Sony Ericsson, Samsung, Sony, LG Electronics, Panasonic, Toshiba, Fujitsu Siemens Computers, Apple, Acer e Motorola. Colpisce che Apple, leader modiale per design e marketing, sia molto indietro per quanto riguarda l’innovazione ambientale, come afferma Greenpeace.

“La ‘Eco guida ai prodotti elettronici’ – dice Greenpeace – dev’essere per le aziende uno stimolo al cambiamento e sarà aggiornata ogni quattro mesi. Verranno applicate delle penalità, inoltre, se Greenpeace scopre che le aziende mentono o praticano doppi standard. Per il momento il punteggio è assegnato solo in base alle informazioni accessibili attraverso i siti delle aziende. E’ valutata con maggiore attenzione – conclude Greenpeace – l’eliminazione delle sostanze pericolose rispetto al riciclaggio, perché, finché non viene intrapreso questo passo, un riuso e riciclaggio sicuro dei componenti non è possibile”.
www.acquistiverdi.it

Lager italiani. Leggetelo!

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cpt

I CPT sono dei lager veri e propri. Leggendo questi racconti straordinari prendiamo coscienza di quanto la nostra pseudodemocrazia consumista conviva con l’eredità totalitaria nazifascista.
Moni Ovadia

Questi racconti sono la versione moderna della Storia della colonna infame di Manzoni. Oggi si condannano senza alcun grado giudiziario degli essere umani a scontare pena in un recinto di appestati.
Erri De Luca

C’è un’Italia che tutti conosciamo, civile e democratica. E c’è un’Italia che nessuno vuole riconoscere, che da anni rinchiude gli immigrati irregolari, in attesa di espulsione, in ex caserme militari e capannoni industriali dismessi.

Storie di donne e di uomini segregati senza ragione. Tutto documentato in questo libro, in cui si riportano le denunce di organizzazioni internazionali come Amnesty International e Medici Senza Frontiere, ma soprattutto, per la prima volta, si dà voce ai reclusi senza colpa dei CPT.

Grazie a una narrazione che trapassa ogni possibile indifferenza, la loro testimonianza scuote la distrazione e l’ipocrisia di chi non vuole vedere.

“Storie di uomini e donne presi a calci e pugni, in molti contro uno, storie di vigliaccherie nostre autorizzate e commesse di nascosto, contro ogni legge prima che contro ogni umanità. Ecco qui un fascio di racconti e di nomi che non si fanno cancellare. Si imprimono nella fragile superficie delle pagine e da lì sprofondano in chi ha cuore di leggerle. Mai contare gli esseri umani, mai ridurli a mucchio, sommatoria: sono singole vite, uniche e strapiene di ragioni per affrontare lo sbaraglio di deserti e mari, naufragi e schedature, impronte digitali e pestaggi. A che grado di sbirraglia abbiamo abbassato giovani poliziotti e carabinieri coetanei di una gioventù d’oltremare da schiacciare, scacciare.”
(dalla premessa di Erri De Luca)

Rovelli Marco “Lager Italiani”
€ 9,80 BUR Biblioteca Universale Rizzoli
P.283 Anno, 2006

Follonica, l’amministrazione fa lo sconto

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follonica

Ecco gli incentivi comunali per la bioarchitettura

Costruisci una casa secondo i principi della bio-architettura?
Costa un po’ di più, ma in compenso il Comune ti fa lo sconto sugli oneri concessori e fiscali. La proposta vale per le cooperative che realizzeranno i 100 nuovi alloggi di edilizia economica e popolare, ma in futuro l’amministrazione comunale potrebbe estendere a tutti i costruttori l’opportunità di usufruire delle agevolazioni.

Quali sono le caratteristiche e i vantaggi (per la salute e per il portafogli) di una casa «a prova di ambiente», costruita con un approccio ecologico-sostenibile, utilizzando materiali riciclabili e forme alternative di approvvigionamento di energia?
Risponde l’architetto follonichese Patrizia Barbieri, presidente della sezione provinciale dell’Istituto nazionale di Bioarchitettura, costituita a Follonica a ottobre da 12 professionisti locali (oggi gli iscritti sono 36, quasi tutti del Golfo) con sede in via Bovio 1.
«Una casa passiva — spiega l’architetto Barbieri — è quella che permette di ridurre al minimo i consumi di un’abitazione, dall’energia elettrica al gas, sfruttando il sole e le coibentazioni (con legno compresso, sughero, canapa), tenendo conto dell’orientamento del sole, delle ombre provocate dagli edifici esistenti, della lontananza dalle linee di alta tensione. I bio-incentivi del Comune servirebbero a sensibilizzare i committenti e le imprese: i principi di buona urbanizzazione e sana costruzione dovrebbero essere applicati sin dalla progettazione, perché la legge prevede un consumo energetico senza dispersioni, ma edifici del genere sono ancora rari».

Ogni Comune dovrebbe agevolare questo tipo di costruzioni — prosegue l’architetto — prevedendo solai più alti, pareti più spesse, energia solare per i radiatori e il riscaldamento dell’acqua, incentivi per il fotovoltaico, schermature. Costruire una casa in questo modo costa circa il 10% in più».

E gli incentivi economici quali potrebbero essere?
«Per i costruttori, una certa quota degli oneri di urbanizzazione da fissare a seconda della bio-architettura utilizzata nella costruzione e certificata tramite una accurata documentazione. Per i privati committenti, invece, incentivi volumetrici: l’uso dei solai, di alcuni locali. Le abitazioni biologiche al 100% potrebbero essere identificate da una sigla accanto al numero civico. Ma sono tutte idee da concordare con il Comune».

Le prossime iniziative dei bio-architetti grossetani?
«Vorremmo coinvolgere le scuole per sensibilizzare i ragazzi e le famiglie sul tema delle costruzioni, tramite esperienze di laboratorio e progettazioni realizzate dagli alunni. E poi — conclude Patrizia Barbieri — organizzare un corso di laurea in bioarchitettura all’università di Follonica».

Riflessioni di fine estate

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decrescita felice

I municipi della decrescita e la sobrietà di una nuova classe dirigente.
Ovvero, politici leggeri!

In queste ultime settimane c’è stata una crescita esplosiva della decrescita. Tutti ne parlano, ognuno a modo suo, attraverso incontri, convegni e pubblicazioni di ogni tipo.

Perfino alcuni quotidiani e rotocalchi nazionali hanno affrontato l’argomento: certo, rimanendo in superficie ed abbozzando ritratti semplicistici di gruppi di persone e reti (gli ex no global ormai in pensione) che guardano al passato e combattono il futuro. Insomma, la solita maniera di liquidare un’idea (e un progetto di società diversa) scomoda all’imperativo della crescita infinita e del consumo senza freni.

Vorrei qui provare a fornire una visuale diversa e nuova, che considero importante per affrontare il tema della decrescita nell’ambito dei territori e del loro governo locale.

E’ uscita recentemente un’indagine, in linea con analoghe rilevazioni, che certifica l’aumento consistente dell’acquisto a rate di beni di consumo da parte degli italiani. Sintomo di una crisi economica evidente, da una parte, e di un’incapacità da parte di sempre più persone di non riuscire a porsi un freno rispetto all’acquisto di beni e servizi molto spesso superflui.

Si compra l’ultimo modello di cellulare ogni qualvolta una pubblicità ne segnala lo sbarco sul mercato, e lo si fa a rate. La televisione emana canti di sirena irresistibili 24 ore su 24 per convincere consumatori-zombie a possedere SUV, tv al plasma, pentole e pacchetti vacanza con avvistamento vip incluso nel prezzo. Pagamento rateizzato in 1754 comode tranche da € 15,43!

La stessa cosa viene avanti negli enti locali. Sempre più comuni sono costretti ad inventarsi scorciatoie quotidiane pur di chiudere un bilancio in pareggio e riuscire a rispondere ai bisogni della cittadinanza. Servono quattrini per mantenere in piedi i servizi e fare manutenzione negli asili nido, nelle strade, negli impianti pubblici. L’unica soluzione è la svendita di interi pezzi di territorio agli speculatori di turno, per incamerare sotto ricatto oneri di urbanizzazione e qualche metro quadro di edilizia residenziale pubblica. Nel frattempo, la popolazione del luogo aumenta facendo crescere la domanda e l’implementazione di certi servizi: asili nido, impianti sportivi, aree verdi fruibili e accoglienti, servizi di assistenza alla persona. Insomma, il cane che si morde la coda, e la coda sta per finire...

E i comuni allora si comportano come certi padri di famiglia che proprio non se la sentono di rinunciare all’ultimo modello di non importa cosa, anche a costo di non avere sufficienti risorse per la sopravvivenza quotidiana: ecco allora la soluzione a buon mercato della rinegoziazione dei mutui, o la contrazione di altri, indebitarsi oggi per pagare dopo domani. Un dopodomani di cui si occuperà qualcun altro!

La situazione, a mio avviso, andrebbe al più presto affrontata dal nuovo Governo, anche per sostenere quelle amministrazioni locali, e sono tante, che proprio non se la sentono di proseguire su questa strada e vorrebbero, se sostenute adeguatamente, sottrarsi a scelte altrimenti inevitabili.

Comuni come quello dove ho la fortuna di amministrare, dove un sindaco e la sua squadra di governo cercano ogni giorno di mantenere fede ai propri principi e valori di riferiemento, in cui lo spirito ambientalista alberga senza sbavature in ogni livello istituzionale.

La decrescita passa anche da qui, da uno slancio nuovo e vitale da parte della classe dirigente del nostro Paese. Dal tentare seriamente di porre un freno alla voracità di un modello di sviluppo che ha fallito perché devasta l’ambiente e isola l’individuo, costringendolo ad una competitività insana e pericolosa. Faccio un esempio: mentre intere valli lottano per impedire la costruzione di un’opera tanto costosa quanto inutile come il treno ad alta velocità, decine di enti locali combattono per accaparrarsi un inceneritore. Ormai la lotta non è più sul fare o non fare un’opera, se serve o esistono alternative, sui costi economici e gli impatti ambientali, sulle ricadute per la popolazione e la salute di ogni singola persona. I comuni sono rassegnati, l’opera (non importa quale) si farà: almeno la si faccia nel territorio da me amministrato, così oltre all’inquinamento ho due lire per costruire la scuola nuova o ampliare il parcheggio di fronte al centro commerciale…

Questo è il quadro, purtroppo. Resto convinto della forza eversiva della fantasia, del colpo d’ala, del buon senso. Basterebbero poche e chiare scelte controcorrente, dall’alto, ad affiancare le centinaia di piccoli atti quotidiani che dal basso cavalcano l’onda della speranza di un mondo diverso e più giusto, vero e possibile perché già praticato, cantiere aperto, per dare una svolta, un segnale, che cambiare si può!

Grillo chiama i politici dipendenti, in una delle sue tante battute folgoranti e felici: forse è proprio qui il punto della questione:
1) la nostra classe dirigente è vecchia, ma non ha nessuna intenzione di mollare l’osso;
2) il ricambio stenta a farsi strada, anche perché la strada intrapresa è fondamentalmente diversa e guarda con sospetto alla presa del potere con i metodi (certe clientele, certe scalate, certi compromessi) di un certo passato;
3) si ragiona nel breve periodo quando si dovrebbe pensare al futuro e viceversa. Mi spiego: un amministratore e un politico dovrebbero avere l’umiltà, e il buon senso, di considerarsi “dipendenti” con contratto a progetto, a scadenza variabile a seconda dell’incarico ricoperto, tendenzialmente breve. Questa serenità di sapere che si è lì di passaggio, prestati alla politica e alla società per un periodo ragionevole, darebbe loro la libertà di lavorare e progettare per il futuro, senza preoccuparsi del fatto che i frutti del suo operare saranno probabilmente raccolti da altri.

Oggi succede esattamente il contrario. Una classe dirigente vecchia, stanca, troppo spesso del tutto scollegata con la società nuova, dei giovani e dei tanti rivoli dei suoi movimenti, amministra interi territori con l’ansia della rielezione a tutti i costi, perché la politica è diventata per troppi l’unica opzione, la propria professione! Di conseguenza molte delle scelte fatte seguono la strada del far vedere, della superficialità, del tutto e subito. Opere pubbliche, cantieri, grandi eventi: tutto purché se ne parli!

Se dovessi indicare le caratteristiche principali di un municipio in cui si pratica la decrescita affronterei proprio questo argomento: la sobrietà dei suoi amministratori. Prima ancora dei pochi o tanti progetti messi in cantiere rispettosi dell’ambiente. Prima del quartiere costruito secondo i criteri della bio-edilizia, prima della raccolta porta a porta dei rifiuti, prima del servizio di car-sharing o di piedibus istituito nel territorio amministrato. La sobrietà nel fare le cose, un modo di porsi diverso, una gestione del “potere” realmente partecipata e condivisa.
Leggera!

Casa circondariale sostenibile

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sbarre

In queste settimane di indulti e parole a vanvera sul recupero e la formazione dei detenuti sono andato a scovare un progetto molto interessante, in corso di realizzazione alla Casa Circondariale di Ferrara, denominato “Casa circondariale sostenibile“.

L’idea è quella di fornire informazioni ed educazione ambientale a tutte le componenti della nostra società, anche quindi una “categoria speciale” come possono essere i detenuti.

In secondo luogo, la Casa Circondariale, seppur in modo molto particolare, è una struttura che ospita molte persone e che genera molti impatti ambientali, sinora non gestiti o considerati adeguatamente; il progetto quindi vuole anche attivare un percorso che, coinvolgendo le autorità carcerarie, possa ridurre questi impatti e migliorare la gestione ambientale della struttura.

Il progetto si sviluppa e declina in varie azioni: si passa dall’istituzione di un tavolo di coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti dalle iniziative previste alla formazione degli operatori che lavoreranno con i detenuti; da un primo livello di sensibilizzazione rispetto alle tematiche ambientali (mostre, film, fumetti, libri e materiale informativo) ad una più specifica attività di educazione (lezioni di ecologia domestica, conferenze, momenti di gioco/verifica); dai percorsi di esperienza (cura animali feriti, gestione e manutenzione di aree verdi, ecc.) alla sperimentazione della raccolta differenziata dei rifiuti.

Alla fine del percorso vi sarà una fase dedicata interamente alla divulgazione dei risultati conseguiti, attraverso un sito internet dove scaricare tutto il materiale prodotto per la realizzazione del progetto, una newsletter, la pubblicazione di un manuale, l’organizzazione di uno o più incontri di presentazione finale.

Dal sito dello Sportello Ecoidea (www.provincia.fe.it/ecoidea) si può facilmente risalire alle pagine dedicate a questo progetto innovativo e interessante, che attende solo di essere replicato altrove!

Festambiente Sud, il report!

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dibattito

«Battaglia contro il degrado, il traffico dei rifiuti e gli ecomostri. Più innovazione, più cura del territorio, più qualità e integrazione culturale. Questo il messaggio che emerge dalla seconda edizione di Festambientesud che chiude con un bilancio positivo, in netta crescita, con la partecipazione di circa sessanta mila visitatori.

Numerosi espositori provenienti da tutte le regioni del sud, teatro, musica, laboratori, dibattiti», dichiara Franco Salcuni, responsabile di Festambientesud.

I temi emersi con forza in questa edizione sono stati:
Piccola Grande Italia e soft economy. La Piazza che continuerà il suo tour. Ermete Realacci intervenuto alla festa dichiara : «sono i cittadini che devono chiedere più qualità ambientale e devono incalzare la classe politica; per rilanciare l’economia del sud occorre puntare sulla qualità che storicamente rappresenta la caratteristica vincente dell’economia Italiana e la sola che la rende competitiva nello scenario globale».

I Rapporti di Legambiente. «Ciò che fotografiamo con i rapporti di Legambiente è inquietante: ecomostri, rifiuti ed ecomafie che intervengono nel segnare il territorio. Ma non possiamo dire che il sud è fermo e refrattario al mutamento», afferma Nuccio Barillà della direzione nazionale di Legambiente. A Festambientesud si è delineata la mappa delle priorità ambientali regione per regione: lotta agli ecomostri in Calabria, costruzione di un futuro dei parchi in Basilicata, lotta all’abusivismo in Campania e Sicilia, lotta al traffico dei rifiuti in drammatica espansione in Puglia.

L’Africa ospite d’onore a festambientesud. «La pace non è una parola, ma pratica e comportamenti, la musica avvicina le persone e costruisce la pace», così Mustàpha Mbengue, musicista dei Tam Tam Morolà. Mentre la camerumense Sodon Sodon Delphin sostiene che «la povertà impedisce di allevare sani i bambini».

Grande pubblico per i concerti di Daniele Sepe, il Tarantella Fest, i Tam Tam Morolà e la chiusura di Roy Paci & Aretuska e il teatro di Alessandro Langiu con il suo “Otto Mesi in Residence“che ha chiuso la rassegna di teatro civile. La rassegna si è aperta mercoledì con “Contadini del Sud” di Ulderico Pesce, che la sera successiva ha messo in scena lo spettacolo inedito “A monnezz” tratto dalle storie vere raccolte nel Rapporto Ecomafia 2006 di Legambiente.

Grande successo per la promozione dei vini di qualità proposti dalla Cantina del Mediterraneo del Laboratorio delle buone pratiche e le tre sagre di piazza dedicate ai prodotti tipici e biologici. Roberto della Seta Presidente Nazionale di Legambiente, nel dare l’appuntamento al prossimo anno afferma: «è una festa che parla a tutti, ma soprattutto ai giovani del Mezzogiorno, che sono stati i veri protagonisti di festambientesud».

Per informazioni: www.lanuovaecologia.it

Festa del Buon Senso a Monsano

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monsano

Ricevo questo comunicato stampa dall’amico e collega Luca Fioretti, che da anni ha fatto (insieme al predecessore Sandro Sbarbati) del Comune di Monsano un cantiere aperto alle sperimentazioni in campo ambientale: bio diesel, risparmio idrico, pannelli solari, rifiuti. La notizia è di quelle buone, sta infatti per partire la sesta edizione della “Festa del Buon Senso”, che solo il nome è tutto un programma! Se passate da quelle parti fermatevi, il paese è bellissimo e la gente ospitale.

Monsano, 19 agosto 2006.

Buon senso usato nella vita di tutti i giorni, per acquistare, nel mangiare, per conseguire consapevolezza nei propri mezzi di cittadino-consumatore-elettore, in possesso del potere, inconsapevole quanto immenso, di influire sul mercato e le sue logiche.

Dopo il successo della scorse cinque edizioni, anche quest’anno la ‘Festa del Buon Senso’ riapre i suoi battenti a Monsano, giovedì 24 agosto.
La manifestazione, unica nelle Marche, curata dall’Amministrazione comunale e dall’associazione ‘Monsano Cult’, con il patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ancona, e come sponsor principali Banca Popolare di Ancona e il Consorzio Vallesina-Misa CIR33, ha l’intento di legare le tematiche ambientali al mondo equo e solidale, con stands, gastronomia con prodotti del commercio equosolidale e spettacoli di qualità.

Le incantevoli piazzette e vicoli di Monsano offriranno i loro spazi a stand e bancarelle di associazioni sensibili ai temi del ‘Buon senso’ e alla cena.

L’edizione di quest’anno, intitolata ‘Riciclando parte prima’, sarà incentrata sul tema dei rifiuti, con il Comune di Monsano protagonista, dal prossimo gennaio, in occasione del nuovo sistema di raccolta e gestione con il metodo ‘porta a porta’ in tutto il suo territorio, con un progetto del Consorzio CIR33.

Con il consueto dibattito, una ‘chiacchierata’ nel suggestivo spazio di Piazza dei Caduti, nel pomeriggio, si farà il punto sulla situazione-rifiuti in ambito provinciale. Presenti i Presidenti dei due Ambiti di gestione, Simone Cecchettini per il CIR33 (Amb. 2) e Sauro Brandoni per Conero Ambiente (Amb. 1), oltre all’Assessore Provinciale, Patrizia Casagrande, e al Consigliere Regionale Michele Altomeni.
Nel corso della festa, lo stesso paese si trasformerà per l’occasione, divenendo palcoscenico di performance ed allestimenti artistici realizzati da studenti e ragazzi, legati al tema del ‘riciclaggio’ e creati proprio con materiale riciclabile; insieme a una simpatica mostra, saranno mostrate le infinite possibilità di ‘(ri)utilizzo dei rifiuti’.

Diverse forme, presentate dal punto di vista dell’arte in una diversa interpretazione/visione di uno stesso contenuto/problema, e contemporaneamente una percezione alternativa della questione. Un modo spettacolare per cogliere l’attenzione e rimanere impressi nella mente del pubblico.

Dopo cena sarà il turno di una band, il ‘Riciclato Circo Musicale’, che suonerà dal vivo utilizzando strumenti ricavati da materiale di scarti, realizzati durante laboratori con i ragazzi. L’artista Laura Martellini metterà in scena uno spettacolo di Action Painting.

La sera, nel suggestivo scenario di Piazza Gramsci, appuntamento clou, con lo spettacolo, in esclusiva provinciale, di Alessandro Bergonzoni, attore-cult, il quale porta in scena il suo ultimo, esilarante lavoro, ‘predisporsi al micidiale’.

E’ importante ricordare che i manifesti e i biglietti sono interamente in carta riciclata, e le posate utilizzate per la festa sono realizzate in ‘mater b’, ovvero cellulosa di mais biodegradabile che scompare dopo un paio di piogge.

Appuntamento dunque a Monsano, per gustare del buon teatro, della buona cucina, e per parlare di argomenti sicuramente interessanti, che ci coinvolgono in prima persona, come amministratori e come cittadini.

Le guerre per la libertà

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no war

Appello a tutte le donne e uomini di buona volontà
Impegniamoci tutti per costruire la pace in Medio Oriente

Dopo 30 lunghi giorni di stragi e devastazioni il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha finalmente approvato una risoluzione che chiede a tutte le parti l´immediato cessate il fuoco. Nonostante questa risoluzione giunga con grande e ingiustificabile ritardo essa segna un importante passo in avanti. Non è la fine della guerra ma può essere il primo passo concreto verso la sua conclusione. Le parole della Risoluzione dell´Onu devono diventare immediatamente realtà per le popolazioni di entrambi i paesi violentate dalla guerra. Ogni minuto di guerra in più è un insulto all´Onu, alla legalità e alla coscienza dell´umanità.

Oggi, con ancora più forza, ribadiamo che la pace è possibile. Ma c´è bisogno dell´impegno di tutti. Guai se anche questa risoluzione restasse lettera morta. Non permettiamo che questa opportunità venga sprecata. Chiediamo che la forza di pace dell´Onu includa una forte componente diritti umani.

Questa guerra è una tragedia per tutti. Anche per noi. Non mettiamo la testa sotto la sabbia. Non arrendiamoci all´idea di un conflitto e di un odio senza fine.

“Le crisi parallele delle ultime settimane in Libano e a Gaza hanno dimostrato ancora una volta che non esiste una soluzione militare a questo conflitto. La guerra non è, e io ripeto, non è ´la continuazione della politica con altri mezzi´. Al contrario essa rappresenta un catastrofico fallimento della capacità e dell´immaginazione della politica, la fine del primato che le politiche di pace dovrebbero avere.”
Kofi Annan, Segretario generale dell´Onu
Intervento al Consiglio di Sicurezza, New York 12 agosto 2006

In nome dei diritti umani e della legalità internazionale gridiamo insieme:
Fermatevi! Fermiamole!”
Incontriamoci ad Assisi
Manifestazione nazionale per la pace in Medio Oriente
Sabato 26 agosto 2006 ore 10.00
“Gridiamo ancora più forte la nostra denuncia e il nostro progetto di pace”

“Non ci sarà pace nel mondo finchè non regnerà in quelle terre piena pace. E tutti gli sforzi di pace in quelle terre avranno una ripercussione straordinaria sul pianeta intero.”
Carlo Maria Martini

“Non dobbiamo voltare le nostre spalle allo spargimento di sangue, alle sofferenze e alle difficoltà che hanno continuato a colpire i civili palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, o i pericoli dei missili Qassam che continuano a minacciare le comunità israeliane sul confine della Striscia di Gaza.”
Kofi Annan, Segretario generale dell´Onu
Intervento al Consiglio di Sicurezza, New York 12 agosto 2006

E´ venuto il tempo di un impegno forte, autorevole e coraggioso dell´Italia e della comunità internazionale per mettere definitivamente fine alle guerre del Medio Oriente e costruire un ordine mondiale basato sul riconoscimento della dignità e degli uguali diritti di tutti i membri della famiglia umana.

A ognuno di fare qualcosa per fermare le stragi, per soccorrere le vittime, per liberare il popolo libanese, palestinese, israeliano, iracheno, afgano, dalla morsa della guerra, del terrorismo e della violenza, per fermare i produttori e trafficanti di armi, per far prevalere la forza della legge sulla legge della forza, per rafforzare e democratizzare l´Onu, perché torni a germogliare la speranza.

Per Angelo Frammartino e per tutte le vittime di questa assurda violenza. Grazie Angelo, costruttore di pace. Resterai sempre con noi.

Il voto del Consiglio di Sicurezza dimostra ancora una volta che l´Onu è essenziale per la pace. Per questo si deve procedere rapidamente al suo rafforzamento e alla sua democratizzazione. Riprendiamoci l´Onu. E´ nostra. E´ dei popoli.

Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani, Tavola della pace, Articolo 21, Francescani del Sacro Convento di Assisi, Acli, Agesci, Arci, Cgil, Cisl, Cipsi, Beati i Costruttori di pace, Volontari nel Mondo Focsiv, Legambiente, Libera, Associazione per la pace, Banca Etica, Ics, Emmaus Italia, Manitese, Pax Christi, Centro per la pace Forlì/Cesena, Peacelink, Lega per i diritti e la liberazione dei popoli, Fondazione italiana per il volontariato, Forum Trentino per la pace, Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza, Movimento Federalista Europeo, Campagna Sbilanciamoci!, Campagna Chiama L´Africa, Associazione delle Ong italiane, Cipax, Action Aid, Associazione Papa Giovanni XXIII, DPI Italia, Rete Radié Resch, Smile Mission onlus, Progetto Rwanda onlus, Tavola della Pace e della Cooperazione di Pontedera (Prime adesioni).

Per adesioni e informazioni:
Tavola della Pace, via della viola 1 (06100) Perugia Tel. 075/5736890 – fax 075/5739337 – e mail: segreteria@perlapace.it – www.tavoladellapace.it

Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani,
via della Viola 1 (06100) Perugia – tel. 075/5722479 – fax 075/5721234
email: info@entilocalipace.it – www.entilocalipace.it