Firenze, 29 luglio 2006
Care amiche e cari amici,
speravo di non dover fare anche questo anno il solito appello urgente con richiesta di aiuti economici, ma la situazione si è complicata in questi giorni e allora mi sembra giusto mettervi a conoscenza dei nostri problemi.
Oltre al normale costo mensile della nostra associazione: circa € 1.000 (affitto sede e spese varie), circa € 4.000 (contratti per le cinque ragazze che lavorano nel laboratorio esterno de “La poesia delle bambole” e circa € 500 per piccole cifre che diamo a persone (donne e uomini in carcere) sono emersi alcuni ulteriori problemi che elenchiamo: – uscita dal carcere in semilibertà di un detenuto a Sollicciano, a cui noi daremo € 300 per cinque mesi e che farà volontariato presso una associazione di Empoli; – aiuto mensile di € 100 ad un detenuto di Sollicciano che non ha lavoro interno e che non ha nessun aiuto esterno. Abbiamo con lui concordato un progetto: sta scrivendo la sua vita che potrà diventare un libro. – affitto di una casa a Pistoia che sarà utilizzata da due persone (donna e uomo) che hanno una storia carceraria alle spalle. Stiamo incontrando grandi difficoltà a trovare questo spazio e abbiamo capito che (forse) ce la faremo ad affittare dei locali abitativi se il contratto lo firmeremo noi come Associazione Pantagruel. Il costo si aggira sui 600 euro mensili e ad esso contribuiranno anche i nostri due amici. – a settembre ci sarà la camera di consiglio per una sesta ragazza che verrà a lavorare in affidamento al laboratorio di bambole (ma il problema sarà accellerato con l’uscita tramite l’indulto). – il debito che abbiamo con un nostro amico ottico per gli occhiali da vista per detenute e detenuti è ritornato di € 392 e salirà..
Oltre a questo c’è l’INDULTO che sta diventando legge e quindi ci saranno donne e uomini che usciranno dal carcere di Sollicciano e non sapranno dove andare a dormire e con cosa campare i primi giorni: capite quindi quanto aumenteranno i problemi economici.
Allora cosa vi chiediamo? – di far girare questo appello tra amiche e amici – di mandarci qualche euro in busta chiusa (il nostro indirizzo postale è: Associazione Pantagruel, via Tavanti, 20 – 50134 Firenze – o di farci un versamento sul nostro contocorrente postale n. 10019511 intestato a: Associazione Pantagruel – Firenze
Se qualcuna/o ad agosto è a Firenze o nelle vicinanze e può fare un po’ di volontariato con noi si faccia viva/o (tel e fax 055 473070).
Con amicizia,
Giuliano Capecchi
Carta d’identità dell’associazione Pantagruel
L’esperienza è nata a Pistoia nel 1986 come Cooperativa Culturale. Nel 1991 la Cooperativa fu affiancata da una associazione di volontariato il “Circolo Ora d’Aria Pantagruel” che si occupava degli interventi nella Casa Circondariale, che poi, nel 1995, cambiò il nome nell’attuale Associazione Pantagruel.
Segue da allora le problematiche del carcere e del dopo carcere: interviene con alcuni volontari nelle carceri di Firenze, Pistoia, Massa e continua poi a seguire i detenuti nel periodo del reinserimento nella società; dal 1999 ha sede a Firenze.
Oggi i principali progetti che l’Associazione porta avanti hanno alcune caratteristiche comuni: partono dai bisogni delle detenute e dei detenuti che ascoltiamo da anni nei colloqui individuali e di gruppo. Bisogni di esprimere la creatività, di farsi sentire, di trovare strumenti terapeutici, di superare le mura del carcere; non si limitano ad intervenire nel carcere ma cercano di coinvolgere il più possibile la città, creando fin dall’inizio una rete di appoggio (associazioni, realtà varie, enti locali) e poi successivamente organizzando incontri, mostre, dibattiti all’esterno; creano formazione, crescita di nuove capacità e talenti, posti di lavoro esterno; anche una sola persona che esce dal carcere in misura alternativa alla detenzione è un fatto estremamente positivo; vogliono aumentare l’informazione sul carcere che è troppo spesso un mondo separato, poco trasparente, mal conosciuto. Il territorio deve conoscere invece come vivono i detenuti e le detenute che dovrebbero essere considerati anche propri cittadini; non vogliono essere “tutelati” da un contributo pubblico che copra l’intera spesa del progetto; chiedono che gli enti pubblici prendano le loro responsabilità e partecipino in minima parte ai costi, la maggior parte delle risorse necessarie dovranno venire da donazioni di altre istituzioni (come le Fondazioni) e da donazioni di numerosi privati. Poco dovrà essere il costo del personale dell’associazione, molte le risorse che creeranno contratti di lavoro a progetto per persone che potranno spesso iniziare così un cammino fuori dal carcere.








