Un appello da Pantagruel

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pantagruel

Firenze, 29 luglio 2006

Care amiche e cari amici,
speravo di non dover fare anche questo anno il solito appello urgente con richiesta di aiuti economici, ma la situazione si è complicata in questi giorni e allora mi sembra giusto mettervi a conoscenza dei nostri problemi.

Oltre al normale costo mensile della nostra associazione: circa € 1.000 (affitto sede e spese varie), circa € 4.000 (contratti per le cinque ragazze che lavorano nel laboratorio esterno de “La poesia delle bambole” e circa € 500 per piccole cifre che diamo a persone (donne e uomini in carcere) sono emersi alcuni ulteriori problemi che elenchiamo: – uscita dal carcere in semilibertà di un detenuto a Sollicciano, a cui noi daremo € 300 per cinque mesi e che farà volontariato presso una associazione di Empoli; – aiuto mensile di € 100 ad un detenuto di Sollicciano che non ha lavoro interno e che non ha nessun aiuto esterno. Abbiamo con lui concordato un progetto: sta scrivendo la sua vita che potrà diventare un libro. – affitto di una casa a Pistoia che sarà utilizzata da due persone (donna e uomo) che hanno una storia carceraria alle spalle. Stiamo incontrando grandi difficoltà a trovare questo spazio e abbiamo capito che (forse) ce la faremo ad affittare dei locali abitativi se il contratto lo firmeremo noi come Associazione Pantagruel. Il costo si aggira sui 600 euro mensili e ad esso contribuiranno anche i nostri due amici. – a settembre ci sarà la camera di consiglio per una sesta ragazza che verrà a lavorare in affidamento al laboratorio di bambole (ma il problema sarà accellerato con l’uscita tramite l’indulto). – il debito che abbiamo con un nostro amico ottico per gli occhiali da vista per detenute e detenuti è ritornato di € 392 e salirà..

Oltre a questo c’è l’INDULTO che sta diventando legge e quindi ci saranno donne e uomini che usciranno dal carcere di Sollicciano e non sapranno dove andare a dormire e con cosa campare i primi giorni: capite quindi quanto aumenteranno i problemi economici.

Allora cosa vi chiediamo? – di far girare questo appello tra amiche e amici – di mandarci qualche euro in busta chiusa (il nostro indirizzo postale è: Associazione Pantagruel, via Tavanti, 20 – 50134 Firenze – o di farci un versamento sul nostro contocorrente postale n. 10019511 intestato a: Associazione Pantagruel – Firenze

Se qualcuna/o ad agosto è a Firenze o nelle vicinanze e può fare un po’ di volontariato con noi si faccia viva/o (tel e fax 055 473070).

Con amicizia,
Giuliano Capecchi

Carta d’identità dell’associazione Pantagruel
L’esperienza è nata a Pistoia nel 1986 come Cooperativa Culturale. Nel 1991 la Cooperativa fu affiancata da una associazione di volontariato il “Circolo Ora d’Aria Pantagruel” che si occupava degli interventi nella Casa Circondariale, che poi, nel 1995, cambiò il nome nell’attuale Associazione Pantagruel.

Segue da allora le problematiche del carcere e del dopo carcere: interviene con alcuni volontari nelle carceri di Firenze, Pistoia, Massa e continua poi a seguire i detenuti nel periodo del reinserimento nella società; dal 1999 ha sede a Firenze.

Oggi i principali progetti che l’Associazione porta avanti hanno alcune caratteristiche comuni: partono dai bisogni delle detenute e dei detenuti che ascoltiamo da anni nei colloqui individuali e di gruppo. Bisogni di esprimere la creatività, di farsi sentire, di trovare strumenti terapeutici, di superare le mura del carcere; non si limitano ad intervenire nel carcere ma cercano di coinvolgere il più possibile la città, creando fin dall’inizio una rete di appoggio (associazioni, realtà varie, enti locali) e poi successivamente organizzando incontri, mostre, dibattiti all’esterno; creano formazione, crescita di nuove capacità e talenti, posti di lavoro esterno; anche una sola persona che esce dal carcere in misura alternativa alla detenzione è un fatto estremamente positivo; vogliono aumentare l’informazione sul carcere che è troppo spesso un mondo separato, poco trasparente, mal conosciuto. Il territorio deve conoscere invece come vivono i detenuti e le detenute che dovrebbero essere considerati anche propri cittadini; non vogliono essere “tutelati” da un contributo pubblico che copra l’intera spesa del progetto; chiedono che gli enti pubblici prendano le loro responsabilità e partecipino in minima parte ai costi, la maggior parte delle risorse necessarie dovranno venire da donazioni di altre istituzioni (come le Fondazioni) e da donazioni di numerosi privati. Poco dovrà essere il costo del personale dell’associazione, molte le risorse che creeranno contratti di lavoro a progetto per persone che potranno spesso iniziare così un cammino fuori dal carcere.

Basta, adesso pace!

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pace

Quello che è successo a Cana dimostra una volta di più quanto insensata, inutile e ingiusta sia una guerra. Quella guerra, come tutte le guerre aperte nel mondo, come tanti focolai di odio e vendetta e furia omicida.

Banbini falcidiati, innocenti uccisi, sangue e nomi e persone che scorrono squartati verso l’oblio della memoria e del rimpianto. Della rabbia.

Bandiere sporche di violenza, ottusa, a senso unico. Criminale.

Parole, religioni, eserciti, convinzioni, diritti, rivendicazioni. Tutto svanisce dietro macerie di corpi inermi.

Mentre la politica arranca, rincorre, devia. Ormai incapace di gestire un mostro da lei stessa creato. Chi semina odio raccoglierà vendetta.

C’è bisogno di pace, adesso. Subito. Di ricominciare a gridarlo, forte, da tutti i balconi e microfoni e fogli e palchi e sentieri.

Basta bombe, basta guerra, basta morte.
Pace, adesso!

Week end in cantiere

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autocostruzione

Settimana in ufficio, week end in cantiere. Ora si può acquistare un appartamento a prezzi accessibili, basta lavorare. Carpentiere, elettricista, decoratore, falegname: la casa diventa fai da te, gli inquilini si trasformano in artigiani per non indebitarsi a vita.

E’ il principio dell’autocostruzione, un’iniziativa che in Italia, nell’arco di tre anni, ha portato a quasi 500 nuove abitazioni tra villette a schiera e alloggi in quattro regioni: Umbria, Lombardia, Veneto e Friuli. I prossimi progetti decolleranno nelle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, in Toscana ma anche a Bologna. Entro la fine dell’anno partiranno altri interventi per un totale di circa 500 unità alloggi.

“Ci arrivano richieste anche da Sardegna, Calabria, Puglia e Sicilia – spiega Ottavio Tozzo, presidente di Alisei, l’associazione che ha lanciato l’autocostruzione a livello nazionale e l’unica realtà di questo nuovo business sociale .

La fase di sperimentazione che abbiamo avviato tre anni fa si può considerare oggi conclusa e l’autocostruzione, che può arrivare ad abbattere i costi di un appartamento fino a un massimo del 60%, è un modo, parziale ma efficace, per affrontare il problema della casa“. Ora diverse regioni, tra quelle coinvolte, si sono impegnate a proporre un progetto di legge per regolarizzare questo genere di progetti.

Un’esperienza già consolidata in altri Paesi europei come l’Olanda, la Danimarca, la Germania e il Regno Unito. In Italia l’obiettivo non è solo ridurre i prezzi ma anche creare un mix culturale: le associazioni di inquilini che partecipano all’autocostruzione devono essere formate in parti uguali da italiani e cittadini stranieri. “Si tratta di un progetto sociale – aggiunge Tozzo – Da una parte recuperiamo il concetto originario di cooperazione, che nel nostro Paese nasce proprio con l’autocostruzione e l’autorecupero, ma è anche un sistema per sviluppare un modello di convivenza multiculturale“.

Solo nel 20 per cento dei casi, gli autocostruttori sono professionisti del settore edile. Coordinati da un gruppo di professionisti, i futuri proprietari, dall’infermiere alla segretaria, si associano in cooperativa con un modesto capitale per poi partecipare in prima persona alle opere di realizzazione di quello che sarà il loro focolare.

Il 13 per cento delle persone che hanno preso parte a operazioni del genere sono donne. E’ sufficiente buona volontà e tanta capacità di adattamento. I tempi dei cantieri, in media, sono di due anni, ma si stanno programmando una serie di accorgimenti per ridurli a 18 mesi.

L’intervento delle amministrazioni comunali è essenziale: la cooperativa acquista dai comuni un terreno ai prezzi dell’edilizia residenziale pubblica, la manodopera volontaria fa il resto.

A fianco dell’autocostruzione, a cui è dedicato un sito internet, c’è anche l’autorecupero, una sorta di ristrutturazione fatta in casa ma con professionalità, che viene promossa, insieme ad altre iniziative, anche dalla Fondazione La Casa Onlus di Padova. Il meccanismo è lo stesso, ma il mercato, in questo caso, è il patrimonio immobiliare inutilizzato. Una volta creato un fondo, si acquista un rudere o comunque un edificio da recuperare per poi destinarlo a persone in difficoltà o a rischio disagio abitativo.

La Fondazione, insieme alla Camera di Commercio di Padova, le Acli locali, la diocesi e alcune province venete, per incentivare le politiche di social housing, hanno creato l’Aisa: l’Agenzia di intermediazione sociale all’abitare. Seleziona gli utenti da inserire, avvia un percorso di socializzazione all’uso comune della casa, e organizza visite periodiche presso gli inquilini. In quattro anni di attività, dal 2001 al 2005, sono stati messi a disposizione in questo modo 54 appartamenti.
Fonte: www.repubblica.it

Per approfondire l’argomento: www.alisei.org

Il testo dell’indulto approvato!

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senato

DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa dei deputati BUEMI, D’ELIA, VILLETTI, TURCI, BONINO, BOSELLI, CAPEZZONE, ANTINUCCI, BELTRANDI, CREMA, DI GIOIA, MANCINI, PIAZZA Angelo, PORETTI, SCHIETROMA, TURCO e MELLANO (V. Stampato Camera n. 525-bis) approvato dalla Camera dei deputati il 27 luglio 2006. Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza il 27 luglio 2006 – Concessione di indulto.

Art. 1
1. È concesso indulto, per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006, nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie sole o congiunte a pene detentive. Non si applicano le esclusioni di cui all’ultimo comma dell’articolo 151 del codice penale.

  1. L’indulto non si applica:
    a) per i delitti previsti dai seguenti articoli del codice penale:
    1) 270 (associazioni sovversive), primo comma;
    2) 270-bis (associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico);
    3) 270-quater (arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale);
    4) 270-quinquies (addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale);
    5) 280 (attentato per finalità terroristiche o di eversione);
    6) 280-bis (atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi);
    7) 285 (devastazione, saccheggio e strage);
    8) 289-bis (sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione);
    9) 306 (banda armata);
    10) 416, sesto comma (associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di cui agli articoli 600, 601 e 602 del codice penale);
    11) 416-bis (associazione di tipo mafioso);
    12) 422 (strage);
    13) 600 (riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù);
    14) 600-bis (prostituzione minorile);
    15) 600-ter (pornografia minorile), anche nell’ipotesi prevista dall’articolo 600-quater.1 del codice penale;
    16) 600-quater (detenzione di materiale pornografico), anche nell’ipotesi prevista dall’articolo 600-quater.1 del codice penale, sempre che il delitto sia aggravato ai sensi del secondo comma del medesimo articolo 600-quater;
    17) 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile);
    18) 601 (tratta di persone);
    19) 602 (acquisto e alienazione di schiavi);
    20) 609-bis (violenza sessuale);
    21) 609-quater (atti sessuali con minorenne);
    22) 609-quinquies (corruzione di minorenne);
    23) 609-octies (violenza sessuale di gruppo);
    24) 630 (sequestro di persona a scopo di estorsione), commi primo, secondo e terzo;
    25) 644 (usura);
    26) 648-bis (riciclaggio), limitatamente all’ipotesi che la sostituzione riguardi denaro, beni o altre utilità provenienti dal delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione o dai delitti concernenti la produzione o il traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope;

b) per i delitti riguardanti la produzione, il traffico e la detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, di cui all’articolo 73 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, aggravati ai sensi dell’articolo 80, comma 1, lettera a), e comma 2, del medesimo testo unico, nonché per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all’articolo 74 del citato testo unico, in tutte le ipotesi previste dai commi 1, 4 e 5 del medesimo articolo 74;

c) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all’articolo 1 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15, e successive modificazioni;
d) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e successive modificazioni;
e) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all’articolo 3 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205.

  1. Il benefìcio dell’indulto è revocato di diritto se chi ne ha usufruito commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a due anni.


  2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


Ecco l’elenco dei nostri eroi…

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camera

Ecco l’elenco dei deputati che hanno votato a favore dell’indulto, postato sul blog di Antonio Di Pietro e ripreso da quello di Beppe Grillo.

Chiarisco la mia posizione: sono favorevole all’indulto per i reati minori, per tirar fuori subito dalle carceri italiane ladri di galline e disperati. Giusto per essere chiari e non lasciare niente a possibili strumentalizzazioni e fraintendimenti. Ma l’accordo sottobanco bipartisan fatto dalla gran parte dei gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione è, senza tanti giri di parole, una vera porcheria. Uno strappo lacerante che la dice lunga sulla serietà e il senso di resposabilità di certi nostri “dipendenti”!

Le carceri sono piene all’orlo e forse anche di più. Non rieducano, anzi spesso aggravano situazioni e condizioni già di per sé precarie, sul filo del rasoio. Quindi è giusto impostare un atto di clemenza, ma che serva per ripartire da capo con politiche serie e concrete: investimenti strutturali, fondi per il reinserimento sociale delle persone condannate, depenalizzazione di tutta una serie di reati minori, ecc.

Qui però il problema è un altro, la minoranza ha giocato sulla pelle di dodicimila persone (la stima dei detenuti interessati dal provvedimento in questione) per salvare la faccia, l’onore e il c..o della banda previti, dei furbetti del quartierino, dei finanzieri sfegatati. Tutta gente che comunque il carcere non l’avrebbe visto nemmeno in cartolina… Vergogna!

Democrazia Socialista
Barani, Catone, De Luca Francesco, Del Bue, Nardi.

Forza Italia
Adornato, Alfano Angelino, Alfano Gioacchino, Aprea, Aracu, Armosino, Azzolini, Baiamonte, Baldelli, Berlusconi, Bernardo, Berruti, Bertolini, Biancofiore, Bocciardo, Bonaiuti, Bondi, Boniver, Boscetto, Brancher, Bruno, Brusco, Caligiuri, Campa, Carfagna, Carlucci, Casero, Ceccacci, Ceroni, Cesaro, Cicchitto, Cicu, Colucci, Conte Gianfranco, Costa, Craxi, Crimi, Dell’elce, Della Vedova, Di Cagno Abbrescia, Di Centa, Di Virgilio, Fabbri, Fallica, Fasolino, Fedele, Ferrigno, Fini Giuseppe, Fitto, Floresta, Fontana Gregorio, Franzoso, Fratta Pasini, Galli, Garagnani, Gardini, Gelmini, Germana’, Giacomoni, Giro, Giudice, Iannarilli, Jannone, La Loggia, Lainati, Laurini, Lazzari, Lenna, Leone, Licastro Scardino, Lupi, Marinello, Marras, Martusciello, Mazzaracchio, Milanato, Minardo, Mistrello Destro, Misuraca, Mondello, Mormino, Moroni, Nan, Napoli Osvaldo, Palmieri, Palumbo, Paoletti Tangheroni, Paroli, Pecorella, Pelino, Pepe Mario, Pescante, Picchi, Pili, Pizzolante, Ponzo, Prestigiacomo, Ravetto, Rivolta, Rossi Luciano, Russo Paolo, Santelli, Sanza, Scajola, Simeoni, Stagno D’alcontres, Stradella, Testoni, Tondo, Tortoli, Ugge’, Valducci, Valentini, Verdini, Verro, Vitali, Vito Alfredo, Vito Elio, Zanetta, Zorzato.

Italia Dei Valori
Rossi Gasparrini.

La Rosa Nel Pugno
Antinucci, Beltrandi, Bonino, Boselli, Buemi, Buglio, Capezzone, Crema, D’elia, Di Gioia, Mancini, Mellano, Piazza Angelo, Poretti, Schietroma, Turci, Turco, Villetti.

Misto
Brugger, Neri, Nucara, Oliva, Rao, Reina, Widmann, Zeller.

Rifondazione Comunista
Acerbo, Burgio, Cannavo’, Cardano, Caruso, Cogodi, De Cristofaro, De Simone, Deiana, Dioguardi, Duranti, Falomi, Farina Daniele, Ferrara, Folena, Forgione, Frias, Giordano, Guadagno, Iacomino, Khalil, Locatelli, Lombardi, Mantovani, Mascia, Migliore, Mungo, Olivieri, Pegolo, Perugia, Provera, Ricci Andrea, Ricci Mario, Rocchi, Russo Franco, Siniscalchi, Smeriglio, Sperandio, Zipponi.

Udc
Adolfo, Alfano Ciro, Barbieri, Bosi, Capitanio Santolini, Casini, Cesa, Ciocchetti, Compagnon, Conti Riccardo, D’agro’, D’alia, Delfino, Dionisi, Drago, Forlani, Formisano, Galati, Galletti, Giovanardi, Greco, Lucchese, Marcazzan, Martinello, Mazzoni, Mele, Mereu, Peretti, Romano, Ronconi, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Tucci, Vietti, Volonte’, Zinzi.

Udeur
Adenti, Affronti, Capotosti, Cioffi, D’elpidio, Fabris, Giuditta, Li Causi, Morrone, Picano, Pisacane, Satta.

Ulivo
Albonetti, Allam, Amato, Amendola, Amici, Attili, Aurisicchio, Bandoli, Baratella, Barbi, Bellanova, Benvenuto, Benzoni, Bersani, Betta, Bianchi, Bianco, Bimbi, Bindi, Bocci, Boffa, Bordo, Brandolini, Bressa, Bucchino, Buffo, Burchiellaro, Burtone, Caldarola, Calgaro, Capodicasa, Carbonella, Cardinale, Carta, Castagnetti, Ceccuzzi, Cesario, Chianale, Chiaromonte, Chicchi, Chiti, Cialente, Codurelli, Colasio, Cordoni, Cosentino Lionello, Crisafulli, Crisci, Cuperlo, D’alema, D’antona, D’antoni, Damiano, Dato, De Biasi, De Brasi, De Castro, De Piccoli, Delbono, Di Girolamo, Di Salvo, Duilio, Fadda, Farina Gianni, Farinone, Fasciani, Fassino, Fedi, Ferrari, Fiano, Filippeschi, Fincato, Fiorio, Fioroni, Fistarol, Fluvi, Fogliardi, Fontana Cinzia, Franceschini, Franci, Froner, Fumagalli, Galeazzi, Gambescia, Garofani, Gentili, Gentiloni, Ghizzoni, Giachetti, Giacomelli, Giovanelli, Giulietti, Gozi, Grassi, Grillini, Iannuzzi, Incostante, Intrieri, Lanzillotta, Laratta, Leddi Maiola, Lenzi, Leoni, Letta, Levi, Lomaglio, Longhi, Lovelli, Luca’, Lulli, Luongo, Lusetti, Maderloni, Mantini, Maran, Marantelli, Marcenaro, Marchi, Mariani, Marino, Marone, Martella, Mattarella, Melandri, Merlo Giorgio, Merloni, Meta, Migliavacca, Miglioli, Milana, Minniti, Misiani, Monaco, Morri, Mosella, Motta, Musi, Mussi, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicchi, Oliverio, Orlando Andrea, Ottone, Papini, Parisi, Pedulli, Pertoldi, Pettinari, Pinotti, Piro, Piscitello, Pollastrini, Prodi, Quartiani, Ranieri, Realacci, Rigoni, Rossi Nicola, Rotondo, Ruggeri, Rugghia, Rusconi, Ruta, Rutelli, Samperi, Sanga, Sanna, Santagata, Sasso, Schirru, Scotto, Sereni, Servodio, Sircana, Soro, Spini, Sposetti, Squeglia, Stramaccioni, Strizzolo, Suppa, Tanoni, Tenaglia, Testa, Tolotti, Tomaselli, Trupia, Vannucci, Velo, Ventura, Verini, Vichi, Vico, Villari, Viola, Violante, Visco, Volpini, Zaccaria, Zanotti, Zucchi, Zunino.

Verdi
Balducci, Boato, Boco, Bonelli, Cassola, Cento, De Zulueta, Francescato, Fundaro’, Lion, Pecoraro Scanio, Pellegrino, Piazza Camillo, Poletti, Trepiccione, Zanella.

Comuni amici delle foreste

Author: admin  |  Category: Acquisti verdi

fsc

Il prossimo 21 settembre, a Firenze, si incontreranno i Comuni Amici delle Foreste. Si tratta degli oltre centoventi comuni che si sono impegnati a politiche di acquisto rispettose delle foreste: carta riciclata e prodotti in legno certificati FSC.

L’incontro, cui parteciperanno anche tecnici ed esperti del settore, rappresenterà l’occasione per fare un primo bilancio del progetto che ha visto le amministrazione locali aprire un percorso di speranza per il futuro del pianeta. L’incontro permetterà di confrontare esperienze e opportunità. Le “Città Amiche delle Foreste” si sono impegnate ad affrontare la crisi globale delle foreste, a partire dal consumo di prodotti forestali, per fermare la distruzione della biodiversità, ed il quadro di corruzione, criminalità e conflitti armati alimentato dal taglio illegale.

Gli acquisti pubblici infatti rappresentano una quota di mercato che va dall’11% al 17% del PIL e possono divenire un vero e proprio fattore trainante verso il consumo.

Come nel resto d’Europa, in Italia, oltre cento Amministrazioni Pubbliche hanno sottoscritto un impegno
verso una politica degli acquisti rispettosa delle foreste raccogliendo l’appello di Greenpeace e impegnandosi
concretamente in questa direzione, stabilendo normative vincolanti che legano i propri acquisti a politiche di
rispetto delle foreste primarie e quindi impegnandosi ad utilizzare solo carta riciclata con tecnologie pulite e prodotti in legno (materiali, mobili, infissi , materiale da costruzioni, ecc.) certificati dal Forest Stewardship Council (FSC) come provenienti da buona gestione forestale.

Dpef, occasione mancata!

Author: admin  |  Category: Generale

prodi

Sono sintetizzate in un documento le osservazioni della Campagna Sbilanciamoci! al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria elaborato nei giorni scorsi dal nuovo governo.

Un Dpef che rinuncia a dare forti segni di discontinuità rispetto all’esperienza dei governi precedenti, ma che comunque cambia nei toni: si torna parla di equità e redistribuzione, di politiche sociali ed occupazione, di lotta alla povertà e all’esclusione sociale, di politiche per l’ambiente.

Si tratta ancora di orientamenti generali non sempre tradotti in proposte e indicazioni operative.

Per scaricare il documento della Campagna Sbilanciamoci! e farsi un’idea più chiara di quali siano i reali orientamenti della nuova coalizione governativa è sufficiente connetersi a:
http://www.metamorfosi.info/schedesbilanciamoci/2006/Dpef2006.doc

Dopo il decreto sull’energia di Bersani, l’Indulto mastello-bertinottiano, il rifinanziamento alla guerra e alla morta, non c’è che dire, si va di bene in meglio.

Com’è che diceva quel tale? Era meglio quando si stava peggio?!?...
Speriamo di no!

La Regione Puglia fa sul serio

Author: admin  |  Category: Acquisti verdi

vendola

Acquisti pubblici ecologici nella pubblica amministrazione: lo prevede il disegno di legge approvato a maggioranza (l’opposizione di centrodestra si è astenuta) dal consiglio regionale della Puglia. Il testo introduce il rispetto di criteri di «sensibilità ambientale nelle gare di appalto degli enti pubblici e strumentali». Lo scopo è quello dello sviluppo sostenibile, con l’impiego di beni e servizi a basso impatto ambientale. La Regione Puglia, quindi, detta norme per promuovere l’introduzione di criteri di eco-efficienza e sostenibilità ambientale nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche.

Da oggi, dunque, le amministrazioni pubbliche, grazie a questa legge, avranno a disposizione uno strumento nella redazione dei bandi e delle gare di appalto per favorire, così come stabilisce l’Unione Europea, la riduzione dell’impatto ambientale e del consumo delle risorse non rinnovabili e la diffusione di tecnologie e sistemi di produzione eco-compatibili.

Le norme previste dal testo si applicano «alla Regione, alle Province, ai Comuni con popolazione residente non inferiore a 5.000 abitanti, alle società a capitale prevalentemente pubblico da essi partecipati, ai concessionari di pubblici servizi, nonché agli altri enti, istituti e aziende dipendenti o soggette alla vigilanza degli stessi, che operano nel territorio regionale».

«In dieci mesi di attività del consiglio regionale – ha detto l’assessore all’Ecologia della Regione Puglia, Michele Losappio - questa è la decima legge ambientale approvata, cosa che contraddistingue la rinnovata sensibilità del centrosinistra e del consiglio su tale tema strategico e fa della Puglia una Regione capofila in materia». Il disegno di legge approvato dal consiglio regionale – che si pone quindi l’obiettivo «di intensificare le buone pratiche ambientali nella pubblica amministrazione» – ha ottenuto il consenso dell’Associazione nazionale Comuni (AnCi) di Puglia e dell’Unione Province (Upi) di Puglia.
Fonte: www.acquistiverdi.it

Certificati energetici anche in Emilia

Author: admin  |  Category: Risparmio energetico, Edilizia sostenibile

classe A

Sull’esempio di Bolzano, la Regione Emilia Romagna sta pensando a un nuovo regolamento chiamato “certificazione” che promette risparmi di energia e attenzione per l’ambiente.

Il certificato energetico, obbligatorio dal 2007 per le nuove costruzioni, coglie il mercato immobiliare in parte impreparato e a rimetterci potrebbero essere ignari acquirenti. Dal prossimo anno, infatti, anche per edifici e abitazioni spuntano le targhette proprio come sugli elettrodomestici di qualità: in classe A le tecnologie avanzate che fanno risparmiare sulle bollette e inquinano meno.

Il decreto del 2005, seguendo una direttiva europea del 2002, ha introdotto la certificazione guardando non solo al risparmio di energia, ma anche all’impatto ambientale. Il Protocollo di Kyoto impone, infatti, il contenimento delle emissioni di gas serra, cui contribuiscono anche gli impianti di riscaldamento. In attesa di decreti attuativi che facciano chiarezza sugli enti certificatori.

Le misure per invertire la rotta sono nella progettazione dell’edificio: materiali impiegati, isolamento termico, infissi e impianti giocano un ruolo fondamentale per determinare la classe di consumi. “Con la certificazione energetica – afferma l’architetto Scaratti – saprò quanto costerà mantenere l’abitazione. Potrò scegliere, come per gli elettrodomestici, di acquistarne di classe A o B. E il prezzo dell’immobile dipendererà anche da questo: se è progettato in modo efficiente, ha senso spendere tanto. Altrimenti certi prezzi sono eccessivi.

Un’abitazione di 100 metri quadri, costruita in modo tradizionale, con buona probabilità corrisponde alla classe F e consuma 1600 litri di gas all’anno. Una casa di pari superficie di classe A consuma invece 300 litri di gas l’anno“.

A Bolzano lo sanno bene. Lì ormai si costruisce anche in classe “A gold”. Perché non seguire un’esperienza di successo si chiedono alla Regione Emilia Romagna? “A una prima valutazione, i costi di costruzione aumenterebbero dal 5 al 15 per cento – spiega Carmine Preziosi, direttore del Collegio costruttori edili di Bologna – a Bolzano sono stati lungimiranti, ma anche nella nostra Regione non mancano delle sperimentazioni“.

Intanto la Regione, in attesa di norme quadro, ha in cantiere una disciplina per regolare l’attività dei certificatori. Inoltre, nel bando pubblico per 3000 alloggi Erp, discusso dalla Giunta regionale, si favorisce nel punteggio chi opera per il contenimento energetico.

Indulto ad personam

Author: admin  |  Category: Generale

repubblica

di EUGENIO SCALFARI

Debbo confessare che il Di Pietro capo di partito non incontra le mie simpatie. Non mi piace la sua squadra. Non mi piace affatto quel suo subdolo personaggio che è andato a fare il presidente della commissione Difesa della Camera con i voti del centrodestra. Diciamo insomma che non sono un fan dell’ex procuratore di Mani pulite.

Ma dichiaro che condivido invece al cento per cento la posizione di Di Pietro sul provvedimento di indulto preparato dal ministro della Giustizia, sul quale la Camera discute oggi e probabilmente voterà domani. Sono molto stupito che quel provvedimento abbia il sostegno di tutti i gruppi del centrosinistra, compresa quella sinistra radicale che spacca il capello in quattro sulla necessità che il governo sia “discontinuo” rispetto alla politica e alla legislazione ereditate da Berlusconi.

Il problema di questo indulto è chiarissimo: il centrosinistra è favorevole all’amnistia ma non riesce ad ottenere la maggioranza qualificata che la legge richiede.

Allora ripiega su un indulto diminuendo di tre anni le pene comminate a tutti i responsabili di reato salvo alcune categorie ritenute di particolare gravità. I reati esclusi dall’indulto sono nel disegno di legge Mastella quelli di natura mafiosa, quelli riguardanti la pedofilia e i reati di terrorismo interno e internazionale. In tutti gli indulti che sono stati approvati in precedenti occasioni (come pure in tutte le precedenti amnistie) sono stati sempre esclusi dai provvedimenti di clemenza i reati di corruzione e di concussione commessi contro la pubblica amministrazione. Invece nel provvedimento Mastella – e per la prima volta nella nostra legislazione – questi reati beneficeranno della clemenza approvata dal Parlamento. Di qui il rifiuto di Di Pietro di votare in favore e di qui anche la nostra concordanza con la sua posizione.

La verità che sta dietro all’estensione dell’indulto ai reati di corruzione e concussione contro lo Stato è presto detta: senza quell’estensione i voti di Forza Italia verrebbero a mancare e quindi non si raggiungerebbe il “quorum” necessario. Mastella e la maggioranza di centrosinistra si sono trovati di fronte a questa “impasse”; per superarla hanno trangugiato il rospo.

Il rospo, tra l’altro, ha un nome abbastanza ostico: si chiama Cesare Previti. Previti deve scontare cinque anni per una sentenza passata in giudicato. Con l’indulto la pena si riduce a due anni per i quali sono previsti provvedimenti alternativi come l’affidamento ai servizi sociali.

Il problema Previti ha rappresentato una spina costante per Forza Italia, che ha cercato di liberarsene in tutti i modi. Soprattutto con un’aggressione continua e durata un decennio intero contro la magistratura italiana nel suo complesso e quella milanese in specie e con leggi “ad personam” che hanno rappresentato una delle più umilianti stagioni politiche del Parlamento italiano.

Nonostante questi innumerevoli tentativi di manipolare e impedire l’azione della giurisdizione, l’obiettivo è stato raggiunto solo in parte; una condanna c’è stata, un reo è stato assicurato alla giustizia. E come lui parecchi altri in analoghe condizioni.

Ora l’indulto che il centrosinistra propone oggi alla Camera, con l’accordo di Forza Italia, realizzerà ciò che non era riuscito al governo Berlusconi. Di più: le persone responsabili di reati contro la pubblica amministrazione sono in tutto sessantasette; un numero esiguo che non contribuirà in nessun modo a quello sfoltimento della popolazione carceraria che è l’intento principale del provvedimento di clemenza.
C’è infine un’ultima ragione che ci spinge a criticare la posizione del governo e a concordare con quella di Di Pietro: gran parte dei parlamentari di An voteranno contro il provvedimento di Mastella.
Per ragioni che non condividiamo, ma resta il fatto che i colpevoli di reato contro lo Stato per corruzione e concussione avranno sconti di pena col voto del centrosinistra e di Forza Italia e con il voto contrario di Alleanza nazionale. È una posizione piuttosto scomoda, non vi pare?
Fonte: www.repubblica.it