Il Manuale del Bio Municipio

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bio municipio

L’idea è nata qualche settimana fa. Insieme alla Editrice Missionaria Italiana (www.emi.it) abbiamo deciso di raccogliere una serie di progetti e buone prassi ambientali portate avanti da enti locali impegnati quotidianamente nella salvaguardia ambientale. Acquisti verdi, risparmio energetico, regolamenti di bio-edilizia, campagna “citta equosolidali”, ecc. Una raccolta di proposte concrete ed economicamente convenienti.

I progetti verranno raccolti in un volume (in uscita a settembre per la EMI) che illustra le migliori idee e i progetti più originali. Nella sezione progetti realizzati del sito dell’Associazione dei Comuni Virtuosi (www.comunivirtuosi.org) trovate i regolamenti, i capitolati, i manuali e le schede illustrative dei progetti “raccontati” nel libro. Ovvero le istruzioni per l’uso, come trasferire concretamente nella propria realtà territoriale un progetto che, altrove, sta dimostrando di funzionare. Per l’ambiente.
La sezione verrà costantemente aggiornata e arricchita con nuove proposte, idee replicabili ovunque ci sia un amministratore sensibile all’ambiente.

DALLA PREFAZIONE DEL LIBRO (in uscita per la EMI nella prima settimana di settembre)

“L’idea di scrivere un “manuale del biomunicipio” nasce sull’esperienza che ho fatto in questi ultimi tre anni.
Insieme ad alcuni amici e colleghi amministratori ho dato vita all’associazione dei comuni virtuosi, una rete di enti locali impegnati a favore dell’ambiente con progetti e proposte concrete. Insieme abbiamo dimostrato che intervenire a favore dell’ambiente non solo è possibile e necessario ma anche conveniente.

Dopo aver pubblicato per la EMI due volumi (“Caro sindaco new global. I nuovi stili di vita nella politica locale” e “Comuni virtuosi. Nuovi stili di vita nelle pubbliche amministrazioni”) che raccolgono alcune delle migliori buone pratiche adottate da decine di comuni e province italiane, ho avuto la fortuna e il piacere di girare in lungo e in largo l’italia, ospite di gruppi di acquisto, botteghe del commercio equo e solidale, associazioni ambientaliste e comitati. Ho partecipato ad una montagna di dibattiti e conferenze, entrando in contatto con centinaia di amministratori, esperti e semplici cittadini impegnati quotidianamente nella sperimentazione di idee rivoluzionarie, cantieri sociali che fanno della partecipazione, concretezza e contaminazione il loro punto di forza.

Con la campagna dell’ecocandidato, poi, insieme ad un nutrito gruppo di sostenitori e collaboratori, abbiamo infine dimostrato quanto sia difficile per la politica tradizionale recepire proposte innovative, maledettamente pratiche ed efficaci, che superano il chiacchiericcio sterile degli slogan entrando nel merito della risoluzione dei problemi. A partire dal mese di settembre del 2005, insieme alla Libera Università di Alcatraz diretta da Jacopo Fo, l’Associazione dei Comuni Virtuosi, diversi enti locali e singole adesioni da parte di personalità dello spettacolo, amministratori locali e cittadini, abbiamo proposto una serie di candidature sostenibili alle forze del centro sinistra, in vista delle elezioni politiche dello scorso 9 aprile. Dopo mesi di silenzio l’unica forza politica che ha aperto un confronto e scelto di inserire alcune candidature nelle proprie liste è stata l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Grazie a questa operazione, Franca Rame è stata eletta senatrice della Repubblica essendo passata in Piemonte come capolista.

Scopo di questo manuale è offrire dunque un ventaglio reale delle opportunità operative che ogni istituzione locale interessata alla salvaguardia ambientale può adottare immediatamente, senza grossi sforzi economici e contando su esperienze già consolidate.

Gli ostacoli da superare sono tanti e si possono riassumere in quattro caratteristiche comuni con cui mi sono scontrato in questi anni:
1. la difficoltà culturale da parte della classe dirigente di aprirsi al rinnovamento;
2. l’incapacità da parte della macchina amministrativa, laddove sono presenti amministratori seriamente impegnati nel cambiamento, a recepire le nuove progettualità e a tradurle in atti conseguenti (bandi, capitolati, ecc.);
3. l’assenza di informazioni e di un punto di riferimento a cui appoggiarsi per ottenere la documentazione necessaria per adottare un progetto in una nuova realtà (soprattutto nei piccoli comuni poter contare sull’esperienza preliminare di un progetto realizzato altrove può essere determinante per l’avvio stesso della sperimentazione);
4. la mancanza di una strategia complessiva e di una visione di insieme (molto spesso ho incontrato amministratori che stanno sperimentando ottimi progetti su singoli temi dimenticandosi completamente di altri, altrettanto importanti).

Per questi motivi non troverete in questo manuale discorsi sui massimi sistemi o enunciazioni di principio. Emergeranno naturalmente dalla presentazione nuda e cruda dei progetti e delle idee di cui sono venuto a conoscenza e che, in parte, ho sperimentato direttamente nel comune di Colorno, dove sono assessore dal 2004 e consigliere comunale dal 1999.

Spero che questo sforzo possa contribuire a dare sempre più visibilità ad un movimento di sindaci e cittadini che, nel silenzio quasi assoluto dei mass media e nell’indifferenza ottusa dei partiti, sta costruendo quotidianamente un’idea diversa e sostenibile di società, attraverso una formidabile rivoluzione. Del buonsenso!”

Ecofatto!

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ecofatto

Alessandria apre le porte all’ecologia. Parliamo di “Ecolavori“, la mostra che si terrà alla caserma Valfrè, da lunedì 5 giugno all’11.

“L’iniziativa vuole essere – ha affermato l’assessore all’ambiente della Provincia, Renzo Penna - un altro modo di sensibilizzare la popolazione sulle importanti tematiche dell’ambiente. Questo dando spazio a coloro che lavorano quotidianamente in questo settore. Per questo ci saranno molti stands dedicati alle aziende del ramo. Fiore all’occhiello la mostra di RiminiFiera, già presentata al pubblico nella scorsa edizione di Ecomondo (ottobre 2005), che allarga il respiro della manifestazione.

Con “Ecofatto“, questo il titolo della mostra, vogliamo abbracciare cittadini e ragazzi delle scuole. Questa iniziativa, organizzata insieme alla Regione Piemonte, consentirà di porre al centro dell’attenzione le tematiche della sostenibilità, con un approccio che consideri l’ambiente non come uno vincolo, ma come una risorsa. La qualità delle aziende che esporranno, ma anche i dibattiti che si svolgeranno nell’arco della settimana si muovono proprio in questa direzione. Per le attività economiche della provincia questa iniziativa rappresenta un’opportunità di confronto e conoscenza di un comparto produttivo strategico, legato alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile, destinato, nei prossimi anni, a crescere anche per quanto riguarda i livelli occupazionali.”

Punta molto sull’iniziativa anche l’Assessore Regionale all’Ambiente Nicola de Ruggiero: “Organizzare una manifestazione di questo genere è una delle principali raccomandazioni che le Nazioni Unite fanno per sottolineare un momento di attenzione nei confronti della qualità del mondo che ci circonda. Il programma della Nazioni Unite per l’Ambiente, tra le altre iniziative, chiede proprio di organizzare momenti di approccio alle tematiche ambientali che siano i più semplici e i più accessibili alle persone e, soprattutto, ai giovani. Ecco quindi che il programma di Ecolavori, al quale collaboriamo con entusiasmo, calza a pennello per stimolare la consapevolezza, promuovere l’attenzione e l’azione di ognuno, siano amministrazioni pubbliche, siano imprese, siano singoli cittadini.”

Ecolavori avrà un ampio cartellone di appuntamenti a tematica ambientale con un’area fieristica di settore ed un’area esterna interattiva. La manifestazione verrà inaugurata nel pomeriggio di lunedì 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente e avrà una valenza regionale. Il programma prevede eventi, convegni, presentazioni, concerti, film, spettacoli teatrali e momenti di intrattenimento per i più giovani.

I relatori si concentreranno sulle tematiche dei rifiuti (il sistema integrato di gestione; il riciclo; le tecnologie moderne di recupero) e del compostaggio. Poi confronti sulla comunicazione dei rischi ambientali, sulle energie alternative, il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. In programma anche un incontro dedicato al rapporto ambiente/legalità, con riferimento sia al panorama nazionale che alle lotte ecologiste che hanno caratterizzato negli anni passati la Provincia di Alessandria (Acna, Eternit), discutendo sui possibili scenari futuri.

L’ingresso a EcoLavori sarà libero. Gli stand delle aziende resteranno aperti dalle 18 alle 23 nei giorni di lunedì 5, giovedì 8 e venerdì 9 giugno; dalle 16 alle 23 sabato 10 giugno e dalle 11 alle 20 domenica 11 giugno.

La Mostra di Ecofatto invece potrà essere visitata dalle scuole, su prenotazione, da lunedì 5 giugno a venerdì 9 giugno, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30, e rimarrà naturalmente aperta anche negli orari di apertura ufficiale degli stand.

Per informazioni: www.ambiente.al.it

Forum ambiente a Casalmaggiore (CR)

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forum

Libera l’informazione organizza:
CASALMAGGIORE SALA LIDO PO, VENERDI 2 GIUGNO (dalle 9:30 alle 18:00)

FORUM AMBIENTALE
Coordina
RICCARDO PETRELLA
Prof. Università di Lovanio
Presidente Acquedotto Pugliese
Promotore Contratto Mondiale sull’Acqua

Le città del Bio, Ignazio Garau (AIAB Piemonte)
I Comuni Virtuosi, Marco Boschini (Comune di Colorno)
Giulemanidallacqua, Giampiero Carotti, (Comitato di Cremona)

I partecipanti lavoreranno in gruppo su uno dei temi scelti. Scopo del forum è formulare proposte concrete di possibile realizzazione per gli Enti Locali.

PATROCINIO DEL COMUNE DI CASALMAGGIORE
PROGRAMMA DELLA GIORNATA

ORE 9:30 – Saluto del Sindaco di Casalmaggiore
Introduzione del Coordinatore e dei Relatori
ORE 10:30 – Attività di gruppo
ORE 12:30 – Pausa pranzo con prodotti biologici offerti dagli organizzatori
ORE 14:30 – Ripresa attività di gruppo
ORE 15:30 – Presentazione risultati e proposte dei gruppi
Dibattito
ORE 17:30 – Conclusioni del Prof. Riccardo Petrella

IN SALA: bancarella libri, tavolo del commercio equo-solidale, macchinetta caffè biologico
Per adesioni e informazioni: Tel. 0375209987 – umbertochiarini@libero.it

Il 5 per mille a RECOSOL.

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recosol

Se non hai un’associazione no-profit nel cuore, se non sai già a chi dare il 5 per mille, ti segnaliamo che la Rete dei Comuni Solidali (www.comunisolidali.org) può ricevere questo piccolo contributo.

A Recosol aderisono oltre duecento comuni medio piccoli da tutta Italia e cinque Province.

Recosol si occupa di cooperazione decentrata, piccoli progetti di facile e immediata attuazione, come azioni di microcredito.

I contributi che vengono ricevuti sono destinati ai diversi Paesi di intervento entro tre mesi dal momento in cui vengono registrati.

Il 5 per mille dell’IRPEF della tua dichiarazione dei redditi a RECOSOL, Rete Comuni Solidalinell’apposito spazio dei modelli di dichiarazione dei redditi 2006, basta indicare il codice fiscale che è: 95003490828.

Cambiare si può!

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rifiuti

Risultati eclatanti per il sistema di raccolta dei rifiuti urbani “Porta a porta” sperimentato a Capannori, in provincia di Lucca. In pochissime settimane la raccolta differenziata dei rifiuti, nelle frazioni coinvolte dalla raccolta domiciliare, è schizzata dal 38 ad oltre l’80%. Un risultato importantissimo, tra i più alti in tutta Italia ma non solo.

Come è nato il progetto
Marlia, Lammari e Guamo sono le tre frazioni coinvolte nel progetto, per un totale di oltre 10 mila cittadini coinvolti, ovvero oltre il 20% della popolazione del comune. La sperimentazione, avviata nel 2005 nel piccolo paese di Guamo, aveva dato risultati già molto buoni: venivano differenziati il 77% dei rifiuti. Ma con l’ampliamento del sistema a Marlia e Lammari, i due paesi più popolosi del comune, il risultato è stato ancor più eclatante.
Negli stessi mesi, la raccolta porta a porta sperimentata nel centro storico di Lucca ha ottenuto risultati deprimenti, addirittura inferiori a quelli del precedente sistema a cassonetti. Dov’è, allora, la chiave per comprendere il successo di Capannori?
Una buona progettazione e, soprattutto, grande partecipazione dei cittadini!

Nei mesi precedenti all’avvio del nuovo sistema di raccolta si sono moltiplicate assemblee pubbliche, incontri con la cittadinanza, le associazioni ed i comitati cittadini. La partecipazione degli abitanti alla fase di progettazione ed ideazione di questa rivoluzione ambientale ha dato una spinta in più alla raccolta “Porta a porta”.
Le associazioni locali sono state coinvolte direttamente nell’informazione capillare alle famiglie realizzata per ogni nucleo abitato, con tanto di calendario dei giorni di raccolta, sacchetti e bidoncini colorati. L’azienda pubblica Ascit ed il Comune di Capannori hanno messo in campo tutto l’impegno possibile per coinvolgere ed informare i cittadini; ed i risultati non si sono fatti attendere.

I primi risultati
I risultati, fin dai primi giorni, parlano da soli. Nel mese di febbraio 80,13% di raccolta differenziata, 82,80% a marzo ed 81,54% ad aprile.
In soli due mesi oltre 600 tonnellate di rifiuti sono stati risparmiati alle discariche, ovvero oltre 3.600 tonnellate ogni anno: montagne di inquinanti re-immessi nel ciclo produttivo, attraverso il recupero ed il riciclaggio. In due mesi 165 tonnellate di umido, 170 di carta, 106 di multimateriale (vetro, plastica e lattine) sono stati risparmiati ai cassonetti.
“Siamo molto soddisfatti commenta il presidente di Ascit, Carlo Pierotti e sentiamo di dover ringraziare gli abitanti delle due frazioni, che si stanno impegnando molto e stanno rispondendo nel migliore dei modi”.
“Il comune di Capannori –afferma l’Assessore Regionale all’Ambiente Marino Artusa- ha dimostrato che con il coraggio e l’inventiva si può fare moltissimo. La raccolta porta a porta dei rifiuti che coinvolge cittadini ed aziende va nella direzione, di fondamentale importanza, di una progressiva diminuzione del quantitativo dei rifiuti”.

I vantaggi sono anche economici
I vantaggi del “Porta a porta” sono anche economici ed occupazionali. Infatti, sebbene siano stati assunti nuovi operatori ecologici per la raccolta domiciliare dei rifiuti, il mancato conferimento di grandi quantità di rifiuti in discarica (o peggio ancora presso gli impianti di incenerimento) ha comportato evidenti benefici economici anche per l’azienda municipalizzata. Con risultati così eccellenti, annuncia il Sindaco Giorgio del Ghingaro, il sistema sarà presto esteso anche a molte altre frazioni del comune di Capannori.

L’importanza della riduzione e della prevenzione dei rifiuti
Ma i grandi risultati non si fermano qui. Oltre ad una quasi totalità di differenziazione e di recupero dei rifiuti a Capannori si assiste anche ad una notevole riduzione dei rifiuti.
Merito del sistema “Porta a porta”, che educa la cittadinanza ad avere un rapporto più attento ai rifiuti, ma anche di un’iniziativa partita da due anni che punta all’autocompostaggio domestico della frazione organica. Ogni famiglia può usufruire della riduzione del 10% dalla tassa se smaltisce autonomamente, nel proprio spazio verde, scarti alimentari e da giardino. Così, ogni mese, diverse tonnellate di organico spariscono dal ciclo dei rifiuti e diventano risorsa per le famiglie che così possono autoprodursi naturalmente il proprio compost.

Non bastano, però, questi risultati ad Eugenio Baronti, Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori, che già sta progettando nuove e coraggiose iniziative per la riduzione dei rifiuti.
Una di queste, ad esempio, prevede la realizzazione di una “Via della buona Acqua”, un modo per far conoscere meglio a tutti i cittadini che vivono o attraversano il comune, la presenza di fonti da cui sgorga una buona ed ottima acqua. Ad ogni capofamiglia sarà inoltre consegnata una brocca con il logo della “Via della buona Acqua”. Obiettivo del progetto è soprattutto ridurre il consumo dell’acqua in bottiglia, fonte rilevante di rifiuti ed inquinamento.
Ma anche l’ATO rifiuti non è rimasto insensibile ed ha avviato una ricerca per monitorare tutte le principali esperienze in campo nazionale ed internazionale sulle principali esperienze di riduzione dei rifiuti.

Cambiare si può!
Marlia e Lammari dimostrano che la cittadinanza è felice di poter contribuire a ridurre l’impatto ambientale dei propri stili di vita e cercare di chiudere il cerchio dello spreco di risorse che si perpetua nel nostro paese. Cambiare si può, le alternative esistono, basta volerle!

Alessio Ciacci
Per contatti ciacci@lillinet.org

Reggio acquista verde. E insegna agli altri come fare!

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reggio emilia

Il Comune di Reggio Emilia ha attivato dalla fine del 2004 il progetto “REGGIO ACQUISTA VERDE”, risultato vincitore del bando ministeriale di Agenda 21 del 2002 e cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio.

Lo scopo del progetto è quello di introdurre criteri volti alla riduzione degli impatti ambientali nelle politiche di acquisto di beni e servizi dell’Ente, incrementando a livello locale l’utilizzo di prodotti più ecocompatibili e la loro promozione sul mercato.

Nell’ambito del progetto, il Comune di Reggio Emilia ha pubblicato alcuni bandi “verdi” nei quali sono stati inseriti per la prima volta criteri ambientali sia obbligatori che premianti.
Il Comune di Reggio Emilia organizza il 20 giugno 2006, un momento conclusivo per presentare le proprie “Linee Guida Locali di GPP“, sintesi dell’esperienza capitalizzata nell’arco dei 21 mesi di svolgimento del progetto, con le quali si intende offrire un contributo concreto a coloro che vogliono impostare e realizzare il sistema di acquisti pubblici verdi nel proprio Ente, partendo dall’esperienza realizzata.

Con l’occasione, si cercherà anche di fare il punto sullo stato di avanzamento del GPP in Italia, attraverso le esperienze di altri Enti che stanno lavorando nell’ottica degli acquisti verdi.

L’appuntamento è quindi per il 20 giugno, dalle 9,30 alle 13,30, presso l’aula 1 dell’Università di Modena e Reggio in viale Allegri n. 9.

Per Rita

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rita

Domenica si vota, tra le altre cose, per l’elezione del Presidente della Regione Sicilia. Come sapete noi sosteniamo con forza e convinzione la candidatura di Rita Borsellino:

per il (cog)nome che porta,
perché è donna,
per come ha costruito il suo programma partecipato,
per quello che c’è scritto nel suo programma,
per come ha saputo riaccendere la speranza in una terra abbandonata dallo Stato,
perché si batte contro un candidato che è proprio l’esatto contrario dell’idea che abbiamo noi dello Stato e della politica.

Perché quasi nessun leader del centrosinistra si è speso direttamente per sostenerla, visto che i partiti più forti della coalizione manco la volevano, e se la sono bevuta con la strepitosa vittoria ottenuta alle primarie! Ed è un vero peccato, che la dice lunga su quanta strada ci sia ancora da fare per spalancare le porte al rinnovamento e ad un nuovo modo di fare politica, e prima ancora di pensarla!

Comunque, incrociamo le dita e, per chi può, votiamo Rita Borsellino Presidente.

Estrazione a sorte

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sindaco

La proposta di Beppe Grillo di estrarre a sorte l’intera classe dirigente di un Comune è una roba da morir dal ridere, e da prendere maledettamente sul serio. Già ce li vedo i segretari di partito gridare allo scandalo, ma come, per amministrare un territorio bisogna essere persone serie, responsabili, capaci. Con l’obiettivo dela crescita e dello sviluppo a regolare la politica e le scelte quotidiane. Insomma, sono necessari politici di professione, professionisti del Partito della Partitocrazia!

E’ l’evoluzione delle primarie, strumento comunque truccato (il mio vicino di casa avrebbe voluto candidarsi lo scorso ottobre, aveva delle proposte interessanti sulla scuola, ma non è riuscito a farsi mettere in lista, chissà perché...), potrebbe davvero essere sperimentato in qualche comune (o circoscrizione, o quartiere). Così, giusto per vedere se cambia qualcosa, in questo Paese in cui la classe dirigente è formata in larghissima prevalenza da uomini un pò molto vecchiotti in sella sotto varie insegne da oltre 30 anni…

“Le elezioni sono diventate permanenti. Le belle foto lombrosiane dei candidati sono parte del paesaggio urbano, ad ogni angolo, sui camion, sui taxi. Sagome in pose rassicuranti, braccia conserte, sorrisi a bocca larga, occhi allegribovinitruccatigiovaniliacutisereni pieni di sentimento per l’elettore. Cartelloni da circo di damazze ringiovanite e papaveri che si sacrificano per noi, infatti chi glielo fa fare di spendere circa 150.000 euro per una candidatura se non la passione civile?

I redditi dei candidati alle elezioni sono la vera discriminante(che bel termine) politica. Senza un buon portafoglio tuodelmaritodellamogliedellamicoimprenditore alle elezioni non si partecipa e soprattutto non si vince. Quindi se sei ricco e hai buone relazioni puoi diventare assessore, se hai un reddito medio basso e conosci solo quelli del tuo giro di sfigati puoi diventare elettore. I poveri possono eleggere i ricchi. I ricchi possono amministrare i poveri. Se non fosse così come potrebbero rimanere ricchi? La via democratica all’elezione passa per il 740. Il reddito fisso è una colpa politica da scontare con la delega.

Ma la soluzione c’è. Si chiama estrazione a sorte. Ha il vantaggio di eliminare i costi delle campagne elettorali, di riportare le città a una normalità estetica (anche l’occhio vuole la sua parte). I cittadini per partecipare dovrebbero avere alcuni requisiti minimi, come la residenza, la maggiore età, la fedina penale pulita, non avere processi in corso, non essere mai stati sorteggiati in precedenza, una competenza di base sull’argomento per cui si propongono.

Le mamme incensurate potrebbero candidarsi per l’assessorato alla famiglia, i medici per la salute, i vigili urbani e i tassisti per il traffico, i responsabili di condominio per la carica di sindaco.

L’estrazione dovrebbe essere gestita da un pool di magistrati con la consulenza di Collina.
Avremmo dipendenti al posto di politici, politica al posto di interessi personali.
C’è un comune in Italia che vuole provarci? Batta un colpo!”
Beppe Grillo

La locomotiva verde!

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treno

E’ andato bene il viaggio inaugurale di quello che sarà ricordato come il primo treno italiano spinto a biocarburanti: il treno speciale Oriago-Pontelongo, sulla linea Venezia-Adria, ha percorso senza intoppi i 25 km che separano le due cittadine venete correndo con il consueto motore diesel, ma alimentandolo ad olio di girasole.

L’iniziativa, nata nel quadro della festa “VolerBene all’Italia” che celebra oggi la sua terza edizione nei 1500 comuni aderenti sul territorio nazionale, e 76 nel solo Veneto ha visto la presenza di decine di passeggeri volontari e di curiosi in attesa alla stazione, che hanno annusato sorpresi il caratteristico profumo di patatine fritte emesso dai motori ad olio.

Il treno è arrivato a fine corsa, nel piazzale antistante lo storico zuccherifico della cittadina, in perfetto orario e si fermato davanti alle presse del girasole e alla “stazione di rifornimento” volante approntata per l’occasione sul piazzale: il serbatoio a bordo del treno è stato riempito con l’olio identico a quello ottenuto sul posto dalla spremitura.

“E’ un’iniziativa senza precedenti che segna un prima e un dopo nel mondo dei biocarburanti nel nostro Paese – commenta Davide Sabbadin, responsabile regionale energia di Legambiente – per la prima volta abbiamo dimostrato come sia facile, economico e quasi banale portare i biocarburanti nella quotidianità delle persone, attraverso un mezzo ecologico e familiare quale il treno”.

Green goal

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pallone

Germania 2006 sarà un Mondiale ecologico: la Fifa partecipa al progetto “Green goal” per proteggere l’ambiente.

Per la prima volta nella storia la Federazione internazionale e gli organizzatori della Coppa del Mondo in programma dal 9 giugno al 9 luglio avranno lo scopo di ridurre l’impatto ambientale dell’evento o di compensarlo con degli investimenti a favore dell’ecologia nei Paesi meno sviluppati.

Secondo uno studio diffuso dall’Oeko Institut di Friburgo, infatti, durante la Coppa del Mondo saranno prodotte 100.000 tonnellate di gas a effetto serra, il 74% dei quali derivanti dai trasporti. E calcolando 10 euro a tonnellata come compensazione, il costo dell’operazione si aggira sul milione di euro.

Per questo “Green goal”, letteralmente un gol verde ma anche uno scopo verde, si propone di raccogliere e investire almeno 1,2 milioni in progetti di prevenzione climatica in Sud Africa, paese che ospiterà i Mondiali del 2010, e in India. La Fifa si è impegnata a partecipare per 400.000 euro, mentre la Federcalcio tedesca (DFB) investirà 500.000 euro in una centrale moderna a gas biologico - produzione di energia elettrica attraverso il letame – in India, nella regione del Tamil Nadu. Questo impianto permetterà di ridurre 30.000 tonnellate di gas dannosi.

Sul fronte della Germania, invece, la prevenzione punterà sull’incremento del trasporto collettivo e sull’utilizzo di energie provenienti da fonti rinnovabili, oltre che sulla riduzione del consuomo dell’acqua e dell’energia elettrica del 20%.