
L’idea è nata qualche settimana fa. Insieme alla Editrice Missionaria Italiana (www.emi.it) abbiamo deciso di raccogliere una serie di progetti e buone prassi ambientali portate avanti da enti locali impegnati quotidianamente nella salvaguardia ambientale. Acquisti verdi, risparmio energetico, regolamenti di bio-edilizia, campagna “citta equosolidali”, ecc. Una raccolta di proposte concrete ed economicamente convenienti.
I progetti verranno raccolti in un volume (in uscita a settembre per la EMI) che illustra le migliori idee e i progetti più originali. Nella sezione progetti realizzati del sito dell’Associazione dei Comuni Virtuosi (www.comunivirtuosi.org) trovate i regolamenti, i capitolati, i manuali e le schede illustrative dei progetti “raccontati” nel libro. Ovvero le istruzioni per l’uso, come trasferire concretamente nella propria realtà territoriale un progetto che, altrove, sta dimostrando di funzionare. Per l’ambiente.
La sezione verrà costantemente aggiornata e arricchita con nuove proposte, idee replicabili ovunque ci sia un amministratore sensibile all’ambiente.
DALLA PREFAZIONE DEL LIBRO (in uscita per la EMI nella prima settimana di settembre)
“L’idea di scrivere un “manuale del biomunicipio” nasce sull’esperienza che ho fatto in questi ultimi tre anni.
Insieme ad alcuni amici e colleghi amministratori ho dato vita all’associazione dei comuni virtuosi, una rete di enti locali impegnati a favore dell’ambiente con progetti e proposte concrete. Insieme abbiamo dimostrato che intervenire a favore dell’ambiente non solo è possibile e necessario ma anche conveniente.
Dopo aver pubblicato per la EMI due volumi (“Caro sindaco new global. I nuovi stili di vita nella politica locale” e “Comuni virtuosi. Nuovi stili di vita nelle pubbliche amministrazioni”) che raccolgono alcune delle migliori buone pratiche adottate da decine di comuni e province italiane, ho avuto la fortuna e il piacere di girare in lungo e in largo l’italia, ospite di gruppi di acquisto, botteghe del commercio equo e solidale, associazioni ambientaliste e comitati. Ho partecipato ad una montagna di dibattiti e conferenze, entrando in contatto con centinaia di amministratori, esperti e semplici cittadini impegnati quotidianamente nella sperimentazione di idee rivoluzionarie, cantieri sociali che fanno della partecipazione, concretezza e contaminazione il loro punto di forza.
Con la campagna dell’ecocandidato, poi, insieme ad un nutrito gruppo di sostenitori e collaboratori, abbiamo infine dimostrato quanto sia difficile per la politica tradizionale recepire proposte innovative, maledettamente pratiche ed efficaci, che superano il chiacchiericcio sterile degli slogan entrando nel merito della risoluzione dei problemi. A partire dal mese di settembre del 2005, insieme alla Libera Università di Alcatraz diretta da Jacopo Fo, l’Associazione dei Comuni Virtuosi, diversi enti locali e singole adesioni da parte di personalità dello spettacolo, amministratori locali e cittadini, abbiamo proposto una serie di candidature sostenibili alle forze del centro sinistra, in vista delle elezioni politiche dello scorso 9 aprile. Dopo mesi di silenzio l’unica forza politica che ha aperto un confronto e scelto di inserire alcune candidature nelle proprie liste è stata l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Grazie a questa operazione, Franca Rame è stata eletta senatrice della Repubblica essendo passata in Piemonte come capolista.
Scopo di questo manuale è offrire dunque un ventaglio reale delle opportunità operative che ogni istituzione locale interessata alla salvaguardia ambientale può adottare immediatamente, senza grossi sforzi economici e contando su esperienze già consolidate.
Gli ostacoli da superare sono tanti e si possono riassumere in quattro caratteristiche comuni con cui mi sono scontrato in questi anni:
1. la difficoltà culturale da parte della classe dirigente di aprirsi al rinnovamento;
2. l’incapacità da parte della macchina amministrativa, laddove sono presenti amministratori seriamente impegnati nel cambiamento, a recepire le nuove progettualità e a tradurle in atti conseguenti (bandi, capitolati, ecc.);
3. l’assenza di informazioni e di un punto di riferimento a cui appoggiarsi per ottenere la documentazione necessaria per adottare un progetto in una nuova realtà (soprattutto nei piccoli comuni poter contare sull’esperienza preliminare di un progetto realizzato altrove può essere determinante per l’avvio stesso della sperimentazione);
4. la mancanza di una strategia complessiva e di una visione di insieme (molto spesso ho incontrato amministratori che stanno sperimentando ottimi progetti su singoli temi dimenticandosi completamente di altri, altrettanto importanti).
Per questi motivi non troverete in questo manuale discorsi sui massimi sistemi o enunciazioni di principio. Emergeranno naturalmente dalla presentazione nuda e cruda dei progetti e delle idee di cui sono venuto a conoscenza e che, in parte, ho sperimentato direttamente nel comune di Colorno, dove sono assessore dal 2004 e consigliere comunale dal 1999.
Spero che questo sforzo possa contribuire a dare sempre più visibilità ad un movimento di sindaci e cittadini che, nel silenzio quasi assoluto dei mass media e nell’indifferenza ottusa dei partiti, sta costruendo quotidianamente un’idea diversa e sostenibile di società, attraverso una formidabile rivoluzione. Del buonsenso!”






