Comunità partecipate

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partecipazione

Questa guida, frutto di un lavoro collettivo all’interno di Lunaria, nasce con l’intento di descrivere, divulgare e diffondere i comportamenti, le buone pratiche e le politiche nate negli ultimi anni e ispirate alle proposte della società civile in diversi ambiti quali l’economia solidale, la democrazia partecipativa, la sostenibilità ambientale e la solidarietà internazionale.

Iniziative volte a promuovere un modello di sviluppo sostenibile, fondato sui diritti e la cittadinanza, sul rispetto per l’ambiente, la pace e la solidarietà, azioni collettive che sempre di più sono state assunte dagli enti locali e dalle istituzioni pubbliche e tradotte in buone pratiche di governo locale.

Come possono usare la finanza etica, offrire cibo biologico (e caffè equo e solidale) nelle mense, riscaldare i propri uffici con pannelli solari, fare cooperazione decentrata, aprire uno sportello per i cittadini stranieri, fare il bilancio partecipativo e darsi strumenti di democrazia diretta? E ancora, possono gli enti locali adottare il software libero, dichiararsi liberi dagli OGM, dare vita al Distretto di Economia Solidale, usare solo sponsor etici, cambiare i comportamenti e gli “stili di vita” nella comunità, fare risparmio energetico? Come fare tutto questo, con quali strumenti normativi e amministrativi? Come possono i cittadini e le associazioni ottenere che queste politiche e iniziative vengano portate avanti dalle loro amministrazioni locali?

A queste domande, il libro risponde raccontando 50 buone pratiche – una piccola selezione delle tante possibili, descritte in modo divulgativo e con riferimenti tecnici e normativi – che si possono realizzare da subito nella propria comunità locale. Il lavoro si articola in cinque sezioni: a)Democrazia, Diritti e Cittadinanza, b)Welfare e Servizi pubblici, c)Politiche per un’economia diversa, d)sostenibilità ambientale, e)Pace, Solidarietà internazionale e diritti umani e alcune appendici.

Il progetto editoriale del volume è stato coordinato da Erika Lombardi, Giulio Marcon, Grazia Naletto. Il volume è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma.

Il volume, edito da manifestolibri, può essere richiesto direttamente a LUNARIA al prezzo di 14 euro anziché 18 euro.
Per riceverlo scrivere a lunaria@lunaria.org, versando il contributo (14 euro+ 2 euro rimborso spese postali) sul conto corrente postale n°33066002 oppure sul conto corrente bancario 1738, ABI 5018 CAB 12100, presso Banca Popolare Etica, P.tta Forzatè, 2/3 – Padova.
Il versamento va intestato a Lunaria specificando nella causale “Comunità partecipate, guida alle buone pratiche locali“.

Iraq confidential

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iraq confidential

Oggi vi presentiamo un altro nuovo libro di Nuovi Mondi Media, la casa editrice del nostro cuore, che arriva nel momento piu’ opportuno.
Si tratta di Iraq Confidential – Intrighi e raggiri: la testimonianza del piu’ famoso Ispettore Onu, scritto da Scott Rider. La prefazione all’edizione italiana e’ di Gino Strada (ad Emergency va parte del ricavato delle vendite del libro), quella all’edizione americana del premio Pulitzer Seymour Hersh.

Scott Ritter e’ stato ispettore Onu sugli armamenti in Iraq tra il 1991 e il 1998. Prima di lavorare per le Nazioni Unite era un ufficiale dei marines e un consigliere del generale Schwarzkopf nella prima guerra del Golfo. Pur essendo stato vittima di numerose campagne di diffamazione e nonostante gli innumerevoli tentativi di emarginazione, Ritter ha mantenuto inalterata la sua credibilita’ e la sua autorevolezza. Attualmente e’ opinionista di ‘FoxNews’.

In Iraq, Scott Ritter e il suo team erano determinati a scovare le armi di distruzione di massa. La CIA era altrettanto determinata a fermarli. La verita’ era che l’Iraq non possedeva alcuna arma di distruzione di massa. Al tempo, se questa informazione fosse uscita allo scoperto, avrebbe impedito agli Stati Uniti l’intervento militare in quel paese.
Iraq Confidential trasmette la reale disillusione di un patriota che scopre le menzogne e le malefatte del proprio governo. Ritter racconta un mondo di sotterfugi e raggiri, in cui niente e’ come sembra. Una schiera di personaggi (uomini del Mossad, dell’MI6, della CIA) arricchisce una poderosa narrazione, che rende il volume intrigante come un thriller.
Un libro che assomiglia di piu’ a un film di spionaggio. Solo che la fonte e’ insindacabile e quanto scritto e’ tutto vero.
Eccone un brano, buona lettura.

“Nell’agosto del 1998, lascia il miglior lavoro che avessi mai avuto in tutta la mia vita e che probabilmente non avro’ mai piu’. Per quasi sette anni ero stato un ispettore Onu per il disarmo che, come centinaia di altri miei colleghi, aveva ricevuto l’incarico dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di sovrintendere alle operazioni di smantellamento delle armi di distruzione di massa irachene nell’ambito del programma della United Nations Special Commission, meglio nota come Unscom. In qualita’ di ispettore di questa commissione Onu, mi fu data un’opportunita’ unica: potevo non solo pianificare e mettere in atto le ispezioni, ma anche avere il controllo della direzione, raccolta e valutazione delle informazioni riservate che venivano utilizzate in ogni fase delle suddette operazioni.
Come membro con maggiore esperienza dello staff Unscom, ero anche a conoscenza degli intrighi politici ad alti livelli che circondavano il lavoro degli ispettori. Ero responsabile di alcune delle operazioni piu’ delicate (e di alcune delle piu’ delicate attivita’ di collegamento) in cui era coinvolta la commissione.
Grazie a queste particolari circostanze fui messo al corrente di molti retroscena, tanto che ora mi trovo a poter raccontare la storia completa delle operazioni segrete di intelligence verificatesi all’interno dell’Iraq. Fino a oggi, questa storia non e’ mai stata scritta e l’unica versione che ne e’ circolata, e che e’ stata accettata, e’ quella della Cia.
Anche se le ispezioni dell’Unscom forniscono il contesto nel quale si sviluppa il racconto, questo libro non va confuso con la storia definitiva della commissione Onu e del tentativo per disarmare l’Iraq: esso include solo i dettagli rilevanti per comprendere la segreta guerra di intelligence che ebbe luogo in Iraq e in tutto il mondo, riuscendo a contrapporre ispettori a iracheni, ispettori a Cia”

Per acquistare il libro: www.nuovimondimedia.com

Forza Franca, forza a tutti noi!

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franca

Cari amiche, amici, compagne e compagni,
vi prego di scusare il mio lungo silenzio, ma da quando mi hanno comunicato che mi avete eletta senatrice, ho vissuto un vero e proprio “travaglio”. Davvero non mi aspettavo che così tanta gente avesse fiducia in me. Grazie! Ne sono felice e nello stesso tempo turbata.

Sono una nonna, anzi una bisnonna che deve rivoluzionare la propria vita. Da Milano a Roma, dalla mia casa al Senato... Dovrò lasciare anche mio marito… che di sicuro mi telefonerà quelle duecento volte al giorno “Francaaa!!... Dove sono i pennarelli… Francaaa! Quando torni?!” “Eh, caro Dario… chi lo sa?” Al Senato non si possono fare assenze!!
E le valigie… e l’ombrello… e le scarpe basse e quelle alte… il computer, la stampante… e i testi che devo preparare per la Fabbri e i DVD di prossima uscita da controllare… e… e… Mi ci vorrà un camion! Dovrò anche cercarmi una casa!...

Il 27 aprile alle ore 10.30 partenza da Linate, al pomeriggio riunioni all’Italia dei Valori, l’indomani, ore 10.30: Senato!
Ho già il batticuore! ...
Spero di farcela e di essere all’altezza delle vostre aspettative. State certi che ce la metterò tutta… ma voi non abbandonatemi: scrivetemi, fatemi sapere quello che pensate… consigliatemi… ne ho davvero bisogno: per ora “vado a scuola da senatrice”, poi vedremo.
Ricordatevi che lì, in Senato, sarete tutti quanti con me!

Un abbraccio e buon lavoro a tutti noi!
Franca

Missioni di pace

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gino

Dalla redazione di CACAO (www.cacaonline.it)
“La nostra missione di Pace” ha dato ancora una volta il suo contributo di sangue alla guerra. Ancora una volta ribadiamo che i morti son tutti uguali: italiani, iracheni, rumeni, somali e… la lista sarebbe lunghissima.
Ogni volta che accadono fatti come quello di oggi (per chi scrive e’ giovedi’) in Redazione nasce una discussione di cosa fare: il nostro e’ un quotidiano di buone notizie perche’ crediamo fermamente che raccontare azioni buone o assurde, che raccontano a volte la genialita’ e a volte la stupidita’ dell’essere umano, possa cambiare il punto di vista. E’ il nostro contributo alla cultura di pace. E a volte abbiamo l’impressione di parlare al vento o a quei quarantamila che la pensano come noi e che ci leggono… e che forse non serva ripetere quello che e’ gia’ nel cuore di tutti noi mentre non troviamo il modo, non sappiamo in quale maniera rivolgerci anche agli altri.

Quegli altri sempre piu’ distanti: quelli che ritengono che ci siano “guerre giuste“, che i nostri soldati siano come protetti da un angelo custode incosciente e che non ci capitera’ mai niente e che, appunto, siamo in Missione di Pace e la popolazione invasa ci adora. Quelli che credono che siamo sempre e solo un popolo di “poeti, santi e navigatori”. Poi riemerge forte l’idea che e’ necessario continuare a dire come la pensiamo, tocca non perdere mai la voce, non mollare mai. Senza gridare, senza diventare aggressivi, perche’ il pacifismo passa anche dal nostro comportamento di tutti i giorni, ma anche senza smettere mai.

Oggi pubblichiamo su Cacao la risposta di Gino Strada a una ragazza che gli chiedeva come rispondere a chi e’ convinto, anche in buona fede, che ci siano guerre giuste o inevitabili, quelle fatte per combattere le dittature, i soprusi. Abbiamo preso questo brano da un sito che amiamo molto e che spesso e’ citato dal nostro giornale: www.peacereporter.net, diretto da Maso Notarianni. Peacereporter, e’ un quotidiano online che tratta temi internazionali, e’ una agenzia di stampa e di servizi editoriali, nato da una idea dell’agenzia giornalistica Misna (Missionary Service News Agency) e da Emergency. Perche’, come citato nel sito: “Quando gli elefanti combattono sono i fili d’erba a soffrire” (proverbio dell’africa centrale).

Cara R.
sarebbe bello avere “una risposta breve secca e inequivocabile”. E anche urgente, in questo inizio di millennio segnato delle guerre in atto e con lo spettro di quelle future. Serve riflettere sulla “questione guerra“. Credo, molto semplicemente, che la “voglia di guerra” non stia nella natura umana.
Prova ne sono gli sforzi immensi che deve fare ogni volta il Potere per far accettare ai cittadini l’idea della guerra, la sua necessita’.

La guerra va preparata adeguatamente, i cittadini non sono “naturalmente” portati ad aderirvi. Non stupisca: non si sono mai viste mille volpi attaccare insieme un allevamento di pollame, anche in tempi non sospetti.
Servono bugie, campagne di disinformazione di massa, blandizie e promesse di “green cards”, perfino l’arruolamento coatto e la galera per i piu’ ostinati. I cittadini vanno “portati” in guerra. Per il re o per la Patria, per Dio o per l’ONU, per la democrazia o per i diritti umani.

Il fatto e’ che le guerre non le hanno mai dichiarate “i cittadini” o “il popolo”. Sono sempre state volute, osannate, finanziate, decise dalle classi dominanti (chi ha soldi e potere, per intenderci).
Poi, ad ammazzare e farsi ammazzare ci hanno sempre mandato i figli dei poveri. Non a caso, tra le truppe dell’esercito USA in Iraq, il cognome piu’ diffuso e’ Gonzales. Una guerra potra’ anche apparire legittima, in qualche caso persino inevitabile, comprensibile. Ma nessuna guerra potra’ mai essere “giusta”. Perche’ e’ portatrice, per natura, di ingiustizia e di degrado.

L’ ingiustizia che si abbatte su chi, ogni volta, ne paga il prezzo di morte e di sofferenza, di miseria e di dolore. I civili innanzitutto, vittime nove volte su dieci, segnati dalla poverta’ e dalla fame, dalle mutilazioni e dalle malattie. E il degrado di umanita’, l’abbrutimento, l’abitudine alla violenza, la perdita di civilta’. Puo’ mai essere “giusto” l’orrore? No, al punto che ogni volta il vero problema e’ di “giustificare” una guerra.

Da molti, troppi anni abbiamo sotto gli occhi le conseguenze di rapporti tra gli uomini basati sulla sopraffazione e sullo sfruttamento, sull’uso della forza. Visti i risultati, e’ cosi’ folle, o utopico, cercare una via diversa? E’ cosi’ mostruoso pensare a come rendere possibili rapporti umani fondati sull’eguaglianza e sulla solidarieta’, rapporti dai quali sia escluso l’uso della violenza di massa, che la si chiami terrorismo oppure guerra?

Dobbiamo capire in fretta quali potrebbero essere le condizioni necessarie per disegnare non solo una politica di pace, ma addirittura la pace come politica, perche’ possa avviarsi il processo di espulsione della guerra dalla Storia.

Gino Strada

Un convegno a Rimini

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convegno

Rimini, 4 maggio 2006 (ore 15.30) Incontro pubblico sul tema: “ECONOMIA SOSTENIBILE: tra crescita economica e sostenibilità“. Provincia di Rimini – Via Dario Campana, 64 – Sala Alberto Marvelli

La valutazione economica delle attività umane non è sempre un indicatore esauriente della corretta direzione dello sviluppo. Crescita economica e sostenibilità non seguono spesso la stessa via, anzi a volte si dimostrano antitetiche. Appare quindi necessario valutare se i parametri e le informazioni sulle performance economiche di un sistema debbano integrarsi con quelle relative alle pressioni ambientali e sociali.

Programma
Saluto di apertura Cesarino Romani
Assessore all’Ambiente ed allo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Rimini

La crescita economica mantiene quello che promette?
Maurizio Pallante, Ecologista, saggista – Comitato per l’uso razionale dell’energia

La finanza etica al servizio della sostenibilità
Maurizio Mussoni, Coordinatore Soci di Rimini di Banca Popolare Etica

Commercio equo solidale e sostenibilità: un commercio internazionale nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Bonati Chiara, Membro del Consiglio di Amministrazione di CTM Altro Consumo

Integrare economia, ecologia e termodinamica: l’ISEW, indice di benessere economico sostenibile
Federico Maria Pulselli, Ricercatore di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali presso l’Università
di Siena.

Conclusioni
Massimo Pironi, Consigliere regionale – Componente la Commissione assembleare “Politiche Economiche”

segreteria organizzativa: tel. 0541 716297 fax 0541 716296

Parte il servizio porta a porta a Colorno

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porta a porta

A MAGGIO IL NUOVO SERVIZIO DI RACCOLTA RIFIUTI PORTA A PORTA
Colorno, aprile 2006

Nell’ambito di una politica ambientale orientata alla sostenibilità, il Comune di Colorno ha aderito, unitamente ai comuni di Torrile, Sorbolo, Mezzani e Parma (per le aree di Baganzola, Cervara e Vicomero), al progetto di raccolta rifiuti urbani differenziati ed indifferenziati con il metodo “porta a porta”.
Il progetto, sostenuto dalla Provincia di Parma, è stato affidato ad Enìa, la ecoutility nata dalla fusione delle aziende di pubblici servizi Agac (Reggio Emilia), Amps (Parma) e Tesa (Piacenza).

Il nuovo servizio di raccolta domiciliare che il Comune di Colorno attiverà nei prossimi giorni si pone l’obiettivo di aumentare la quantità dei rifiuti differenziati portati al riciclo e la conseguente riduzione della quantità di rifiuti indifferenziati smaltiti in discarica, in modo tale da contenere i continui aumenti di costo dello smaltimento.

Tuttavia, la realizzazione di questi obiettivi (peraltro già individuati dal Piano Provinciale di Gestione dei
Rifiuti) è raggiungibile attraverso la responsabilizzazione dei cittadini, la cui collaborazione è quindi indispensabile non solo per limitare la quantità di rifiuti prodotti, ma anche e soprattutto per accrescere la qualità del rifiuto separato.
Il progetto, esteso ai comuni di Colorno, Torrile, Sorbolo e Mezzani e Parma (per le sole aree sopra citate), coinvolgerà oltre 11.000 famiglie e quasi 2.000 attività commerciali e produttive.

Dall’8 maggio ogni famiglia del Comune di Colorno (e tutta la frazione di Mezzano Rondani) sarà visitata
da informatori incaricati da Enìa. Questi, (identificabili con una pettorina gialla) consegneranno il manuale di istruzioni al nuovo servizio e i materiali necessari alla raccolta: pattumierina e sacchetti biodegradabili per la raccolta della frazione organica, sacchi gialli per la raccolta di plastica e barattolame. Nei giorni successivi gli operatori di Enìa consegneranno ad ogni numero civico i contenitori condominiali ed inizieranno le vuotature programmate.

Spariranno dunque i contenitori stradali per la raccolta della carta, della plastica e delle lattine (rimarranno
solo quelli per il vetro e per il verde). Nuovi contenitori, calibrati sulle reali necessità delle famiglie e delle attività, troveranno posto all’interno (o nelle pertinenze) dei condomini, dei negozi e dei laboratori e saranno vuotati dagli operatori Enìa, una volta esposti all’esterno secondo un calendario che verrà distribuito capillarmente.
Per le attività produttive e commerciali il servizio verrà misurato e personalizzato in base alle caratteristiche
produttive e alle effettive necessità.
Il Comune di Colorno ha programmato alcuni incontri pubblici per presentare ai cittadini il nuovo sistema di raccolta e invita tutta la popolazione a partecipare.

Un premio alle idee sostenibili

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energethica

Un premio del valore di 3.500 euro per la migliore idea progettuale innovativa nel campo dell’energia pulita o del risparmio energetico.

E’ stato istituito dalla Regione Liguria e verrà consegnato nell’ambito di Energethica, il primo salone nazionale dell’energia sostenibile e rinnovabile che si svolgerà presso la Fiera di Genova dal 25 al 27 maggio, con un’ampia sezione espositiva, workshop animati da Legambiente Liguria e da Muvita e un convegno internazionale organizzato da ARE Liguria, l’agenzia regionale per l’Energia.

Il premio sarà attribuito da una giuria composta dall’assessore all’ambiente della Regione Franco Zunino, dal Presidente della Fiera Franco Gattorno, dall’amministratore delegato di Are Liguria Maria Fabianelli, da Aristide Massardo, docente dell’Università di Genova, dal presidente del Muvita Marco Castagna, dal dirigente della Regione Gianfranco Aresca e dagli esperti Guido Torrielli (Assindustria) e Amedeo Rosatelli (Sere srl).

Potranno concorrere candidati giovani di qualunque estrazione professionale, con meno di 35 anni. I progetti dovranno riguardare soluzioni di efficienza energetica o di utilizzo delle fonti rinnovabili per la produzione e la distribuzione di energia e di calore.

“Obiettivo dell’iniziativa – spiega l’assessore Zunino - è incentivare l’utilizzo sostenibile dell’energia, focalizzando l’attenzione sulla tutela del territorio e delle sue risorse; Il premio offrirà a un giovane progettista l’opportunità di ottenere grande visibilità, ma servirà anche per stimolare la nascita di idee innovative nel campo della progettazione applicata ad energia ed ambiente”.

Tutte le informazioni relative al bando si possono trovare sul sito internet della Regione.

Rita presidente

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rita

Oggi voglio cominciare a parlare di Rita Borsellino, candidata per l’Unione alla presidenza della Regione Sicilia, grazie al sostegno e al consenso ricevuto alle primarie (visto che molti partiti della sinistra non avrebbero scelto lei…). E’ un’altra partita importantissima, che la società civile e il movimento possono e devono vincere. Sarebbe una grande cosa se riuscissimo a mandare a casa Cuffaro e la cultura che lo circonda e alimenta. Ecco perché agli amici siciliani dico: “Vota RITA BORSELLINO!”

Rita, dicono che ad agosto tu abbia detto: “fermiamo Cuffaro, se non ci riusciamo mi ritiro e mi dedico ai miei nipoti”. Dalla società civile per battere il cuffarismo…
C’è una Sicilia diversa da quella di Cuffaro, io la conosco bene, e ovunque c’è voglia di legalità, di partecipazione, di un nuovo sviluppo. Soprattutto c’è voglia di partecipazione. Era da tempo, forse da anni, che ne parlavo con gli amici più cari, che mi sono stati più vicini, con i quali condivido affetto prima ancora che visioni politiche. Così dalle chiacchere informali, nel settembre scorso è arrivata la domanda: ma perché non ci provi tu?

Parliamo del programma, di che cosa ha bisogno la Sicilia?
La Sicilia ha bisogno di tutto, con la aggravante che qui abbiamo la forte presenza mafiosa.
Allo stesso tempo però ci sono tanti fatti nuovi e, soprattutto, c’è la speranza di tanti siciliani che non si sentono rappresentati da chi oggi li governa. E’ questa speranza che dobbiamo incentivare.

Sì, va bene la speranza, ma oltre la speranza ci vogliono fatti concreti: parliamo un poco del programma.
Credo che per parlare di un “programma di governo” sia troppo presto. Soprattutto perché non voglio fare un programma di tanti buoni propositi e facili promesse. Sarebbe molto facile buttare già qualche riga di un programma ideale, scritto da qualche tecnico dentro le stanze di una segreteria politica.
Non è quello che mi interessa. Quel che mi interessa in questa prima fase della campagna elettorale è ascoltare, camminare fra la gente e con la società, capire i problemi e le loro origini per provare a trovare le soluzioni nella legalità e nello sviluppo.
I cosiddetti “esperti” in questi anni hanno dimostrato quanto la politica istituzionale e di governo si sia allontanata dalla gente, hanno dimostrato che molto spesso il loro essere “esperti” serve solo a favorire interessi di parte o addirittura personali.
Credo che la prima parte di un programma credibile sia e debba essere fatta con la storia dei candidati: prendete la storia degli ultimi 13 anni della mia vita e prendete la storia degli ultimi tredici anni dell’impegno politico di Cuffaro: fate voi il paragone.

Un Paese anormale…!

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la coppia

In un Paese normale D’Alema non passerebbe per una specie di santo che, con spirito di servizio e grande sacrificio, decide di fare un passo indietro per il bene della coalizione…

In un paese normale uno come Bertinotti non potrebbe addirittura pretendere la presidenza della camera dopo che, non molto tempo fa, grazie alla sua scelta (legittima) di togliere la fiducia al primo governo Prodi regalò agli italiani la seconda edizione dell’impero del caimano...

In un paese normale il popolo della pace e dei precari non sarebbe costretto a scegliere una classe dirigente che ha fatto la guerra in Bosnia, inventato i co.co.co., aperto i cpt, promosso i “termovalorizzatori” come fonte di energia rinnovabile, scelto a tavolino di non normare il conflitto di interessi, dimenticato di non candidare i corrotti, scordato di accorciare i tempi della giustizia...

In un paese normale una sinistra vera (fatta di donne e uomini della società civile), dopo una campagna elettorale così brutta e falsa e televisiva e dopo un esito così incerto, avrebbe già cominciato a pianificare un futuro diverso e possibile, basato sulla partecipazione, la sobrietà e un nuovo modello di sviluppo.

In un paese normale oggi staremmo a parlare non di poltrone, ma di speranza e voglia di ricominciare, a sognare.

In un paese normale, che non è il nostro!

Conto energia

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conto energia

Dal blog di Beppe Grillo

A sette mesi dall’avvio del Conto Energia voglio fare il punto della situazione.
La legge è stata accolta con entusiasmo dagli italiani: 25.000 domande sono arrivate al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN), per una potenza complessiva di circa 900 MWp, di cui si prevede siano 19.000 quelle senza errori, per una potenza di circa 700 MWp. Una simile potenza fotovoltaica è in grado di generare l’energia elettrica che verrebbe prodotta da una centrale termoelettrica di circa 140 MW!
Purtroppo l’aggiornamento della legge avvenuto a inizio febbraio ha posto un limite di 85 MWp/anno per le domande pervenute dopo il primo marzo, pari a un decimo della potenza installata in Germania nel 2005. Molte richieste rimarranno così insoddisfatte.

Sembra che la ragione di tale limite sia nell’eccessivo costo da sostenere se si installassero troppi sistemi fotovoltaici. Infatti le risorse finanziarie per il Conto Energia arrivano dalla componente tariffaria A3, che troviamo nelle nostre bollette con la descrizione “Costruzione impianti fonti rinnovabili”.
Su una bolletta di un anno su un totale, per esempio, di 936 Euro si pagano 34 Euro (3,6% del totale) per finanziare le fonti rinnovabili italiane. In realtà solo il 20% circa (meno di 7 Euro) va alle fonti rinnovabili. I 27 Euro rimanenti pagano l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti “assimilate”, così definite (fonte GRTN): “quelli in cogenerazione; quelli che utilizzano calore di risulta, fumi di scarico e altre forme di energia recuperabile in processi e impianti; quelli che usano gli scarti di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti fossili prodotte solo da giacimenti minori isolati”.

Quanti italiani sanno che dal 1992 ad oggi abbiamo pagato (di tasca nostra) circa 30 miliardi di Euro (pari quindi a due importanti finanziarie) che, stando a quanto scritto sulle bollette, dovevano essere destinati alla “Costruzione impianti fonti rinnovabili”?
Alla fine circa solo 6 di quei miliardi di Euro sono serviti per supportare le energie pulite (principalmente idroelettrico). Buona parte degli altri 24 miliardi ha invece gonfiato i ricavi di note aziende petrolifere che bruciavano (e bruciano) gli scarti della loro produzione (che è anche la parte più inquinante) per produrre energia elettrica. E ancora oggi ci scrivono sulle bollette che quei soldi servono per sostenere le fonti rinnovabili invece dei petrolieri.
Non vi sembra una grande presa per il c..o? Gli interessi dei grandi (e ricchi) gruppi energetici sono più importanti della maggioranza degli italiani, che ha dimostrato la volontà a sviluppare le vere fonti rinnovabili.
Tra i primi provvedimenti il nuovo governo elimini il limite degli 85 MWp/anno, ma soprattutto elimini dalla destinazione “Costruzione impianti fonti rinnovabili” le fonti assimilate o di cogenerazione. Questa situazione riduce investimenti ed occupazione in un settore di protezione per l’ambiente dalle enormi potenzialità di sviluppo.E inoltre aumenta la nostra bolletta per l’importazione di energia.

In una conferenza dello scorso febbraio, il neo dipendente Romano Prodi ha detto: “…come minimo dobbiamo raggiungere la potenza fotovoltaica installata in Germania”. Ora si tratta di rispettare le promesse. Pedalare, pedalare Prodi...