Sandro Sbarbati senatore!

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senato

Un manifesto elettorale per l’Italia che verrà.
1. Vivere meglio senza sprecare.
2. Creare e mantenere un ambiente sano per le nuove generazioni.
3. Lavorare alle fonti di energia alternativa con la concretezza della scienza e la passione di chi crede alla convivenza nella pace e nella solidarietà.
4. Cercare e attuare uno stile di vita in equilibrio con la natura ma anche con tutto ciò che l’umanità ha costruito nei secoli e con le differenti culture.
5. Affrontare le calamità naturali con attenzione alle previsioni piuttosto che all’emergenza delle ricostruzioni.
6. Pensare ai deboli e ai loro diritti.
7. Investire sulle idee e sui progetti di risparmio delle risorse di ogni tipo, nel rispetto assoluto per le persone e per i territori.

Sono parole che diventano obiettivi da raggiungere solo attraverso un impegno costante, nel confronto con tutti quelli che ci si riconoscono.

Questo impegno è il mio manifesto elettorale.
Lo sviluppo è sostenibile se soddisfa i bisogni di oggi senza compromettere le possibilità delle generazioni future di soddisfare i loro.
Sandro Sbarbati, candidato per L’Italia Dei Valori al Senato in Toscana.

Sandro, oltre ad essere un amico, è una persona per bene, già sindaco di Monsano (AN) e ideatore dell’associazione dei Comuni Virtuosi, che ha contribuito a fondare. Quando era sindaco ha sperimentato il biodiesel, varato un piano per portare un computer in ogni casa, agevolato la costituzione di una cooperativa di ragazzi del paese che ha praticato per anni la consociazione degli acquisti. Cioè ha fatto cose maledettamente concrete e utili, quindi sono convinto che se venisse eletto farebbe altrettanto come senatore. Fa parte di quel Partito trasversale del Risparmio che il buon Antonio Di Pietro ha avuto la bontà di ospitare nelle sue liste. Se siete in Toscana e avete più di 25 anni votatelo!

www.sandrosbarbati.it

Praticare sostenibilità

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castelli di pace

“La sostenibilità come pratica locale per una cultura di pace: a un anno da Kyoto, il contributo dei Piccoli Comuni” – sabato 1 aprile 2006 (ore 14.30 – 18.30)
Terra Futura – Fortezza da Basso, Palazzina Lorenese – Firenze

Francesco Ferrante, Direttore Generale Legambiente
Introduce e coordina
Massimo Serafini, Segreteria Nazionale Legambiente

Interventi programmati
Angelo Gentili, Centro Nazionale per le Rinnovabili Legambiente
“Come diventare Comuni Amici del Clima: regolamenti edilizi, conto energia, efficienza e risparmio energetico, rinnovabili”

Presentazione esperienze

Gloria Anna Sordoni, Sindaco di Monte San Vito
“Come finanziare l’efficienza energetica per l’illuminazione esterna”

Narciso Buffoni, Assessore all’Ambiente della Provincia di Massa-Carrara
“Programma energetico, Agenzia per l’energia e Agenda XXI provinciali: il contributo delle province all’applicazione locale delle rinnovabili ed alla partecipazione”

Sergio Gatti, Responsabile Comunicazione Federasse
“Il credito agevolato per l’introduzione di tecnologie rinnovabili”

Oreste Giurlani, Sindaco di Fabbriche di Vallico (LU) e Presidente UNCEM Toscana
“Piccoli comuni montani e applicazioni delle rinnovabili”

Loris Rossetti, Sindaco di Fivizzano (MS) e Presidente della Comunità Montana della Lunigiana
“Produzione di calore da biomasse per edifici pubblici: l’esperienza della Comunità Montana della Lunigiana”

Nino Martino, Direttore Parco delle Dolomiti Bellunesi
“L’esperienza del Parco Fossil Free”

Marco Boschini, Assessore all’Ambiente del Comune di Colorno (PR)
“I comuni virtuosi e la rete di piccoli comuni per la sostenibilità”

Interventi e comunicazioni non programmate
Sono invitati ad intervenire i Piccoli Comuni di Castelli di Pace ed i Comuni Amici del Clima

Interventi conclusivi:
Maurizio Gubbiotti, Segreteria Nazionale Legambiente
“Castelli di Pace: Piccoli Comuni e Associazioni insieme per promuovere la sostenibilità come pratica locale per una cultura di pace”

Tiziano Lanzini, Sindaco di Londa (FI) e Responsabile Piccoli Comuni Anci Toscana
Marino Artusa, Assessore all’Ambiente della Regione Toscana

Se siete dalle parti di Firenze non perdetevi l’appuntamento con Terra Futura (www.terrafutura.it), la fiera della sostenibilità promossa da Banca Etica insieme ad alcune delle più significative organizzazioni ed esperienze legate alla finanza etica, al commercio equo e solidale, al consumo critico e ai gruppi di acquisto, al risparmio energetico e alle tecnologie ecologiche, all’informazione alternativa.

Pericolo golpe molle!

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jacopo

Pericolo! Golpe Molle
Allarme! Allarme! Non stare alla finestra a guardare

Generalmente preferisco dare buone notizie ma la situazione e’ veramente grave. Diario, Micromega, Beppe Grillo hanno pubblicato informazioni terrorizzanti su un possibile grosso broglio elettorale sugli 11 milioni di voti che verranno scrutinati elettronicamente in 4 regioni.
Incredibile ma vero: il governo ha assegnato l’appalto per la gestione di questo servizio senza gara pubblica e le ditte che hanno ricevuto l’incarico sono piene di amici e parenti degli amici del Presidente Cappellone. Tra queste aziende spicca Accenture, la societa’ che e’ stata coinvolta nello scandalo dei brogli elettorali in Usa (vi ricordate il conteggio dei voti in Florida? Vedi Censura 2005 e 2006 http://www.commercioetico.it/libri/informazione-alternativa.htm). Allora la societa’ si chiamava Andersen Consulting e collaborava a certificare i bilanci falsi della Enron. Vi ricordate? Una delle piu’ grandi truffe del millennio.

Negli anni ‘70 non abbiamo mai creduto alla possibilita’ di un golpe fascista in Italia. Ma oggi siamo preoccupati perche’ nel mondo si sta manifestando una nuova forma di fascismo mediatico, morbido, impomatato di guerre e di ballerine, basato sulla conoscenza scientifica delle piu’ subdole tecniche di comunicazione e sostenuto da un grande progetto economico: risollevare l’economia italiana smantellando il funzionamento della giustizia e dando cosi’ alla mafia nazionale i mezzi per competere con la mafia russa e cinese sui mercati mondiali (vedi http://www.jacopofo.com/?q=node/879 ).

Il 9 e 10 aprile ci troviamo di fronte, come ha detto anche Umberto Eco, a un momento cruciale della nostra storia. Il Watusso coi Boccoli e’ l’uomo piu’ ricco d’Italia, stare al potere gli rende miliardi di euro all’anno. Migliaia di miliardi di lire. Non e’ difficile pensare che sia disposto a giocare sporco. Sono solo congetture, esercizi logici. Ma mia nonna mi ha spiegato che a volte tocca seguire certe pulsioni irrazionali che ci portano a ragionamenti assurdi (non vorrei che qualcuno potesse pensare che qui si metta realmente in discussione l’assoluta correttezza del presidente e che poi ci piombi in testa una causa per miliardi. Ma il fatto che Berl Biscion (BB per gli amici) continui a denunciare tentativi di brogli elettorali da parte della sinistra sembra un boatos preventivo: la prima gallina che canta e’ quella che ha fatto l’uovo, diceva sempre mia nonna). E tanto per continuare questo discorso per assurdo possiamo osservare che in Usa i sospetti sui brogli alle ultime elezioni (vedi “Tutto in vendita” edizioni Nuovi Mondi Media http://www.commercioetico.it/libri/informazione-alternativa.htm) sono partiti dai cinque milioni di voti di scarto tra i sondaggi e i risultati elettorali.

Fatto ancor piu’ preoccupante, il centro sinistra al completo si e’ calato in una campagna elettorale nella quale si inseguono i temi e i numeri del “Padrone del Diavolo” (titolo della sua biografia autorizzata pubblicata all’inizio degli anni ‘90). Una campagna elettorale nella quale nei maggiori partiti dell’Unione ci sono ancora candidati pregiudicati (fanno eccezione Italia dei Valori, Verdi, Comunisti, la Rosa nel Pugno e Rifondazione). E dove il popolo stanco della vecchia politica non si sente rappresentato, visto che si e’ impedito alle Liste Civiche, che sarebbero state una vera novita’, di presentarsi apparentate con l’Unione. E per di piu’ la sinistra sta gestendo la campagna elettorale in modo stanco e privo di idee. Minimizzando, alla fin fine, la reale entita’ del rischio con i loro soporiferi proclami di vittoria certa. Ma certa di che? (Madre Santissima dei Comunisti delusi e panciuti, aiutaci tu!).

A questo punto anche i ciechi possono vedere che ci giochiamo i destini del Paese in questi prossimi dieci giorni. Non so come segnalare altrimenti l’urgenza e il pericolo. E mai come ora l’impegno nostro, di quella piccola minoranza di gente strana che si ritrova in questa zona del web e dell’anima, sara’ importante.
Gia’ in altri momenti abbiamo visto che se i lettori di Cacao si muovono sono capaci di imprese straordinarie come quando avete invaso l’Italia di messaggi per far sapere alla gente che sulle televisioni locali e satellitari e sul web sarebbe andato in onda “Ubu’ Bas va alla guerra”. Erano i primi giorni dell’attacco all’Iraq e riuscimmo tutti insieme a contattare 2 milioni di persone! Io prego perche’ anche oggi, nonostante le batoste e le delusioni che si sono accumulate sul nostro cuore, si riesca a trovare quella forza. La stessa che ha dato a mia mamma, ormai in procinto di diventar bisnonna, la determinazione a presentarsi al Senato insieme a Leoluca Orlando e parte delle Liste Civiche, all’interno delle liste dell’Italia dei Valori. Questa lista e’ cosi’ diventata anche il punto di raccolta della protesta contro le scelte miopi e vecchio stile dei partiti della sinistra.
Franca si e’ candidata proprio perche’ crede, e io con lei, che la sua presenza nelle liste e il suo progetto per spendere (se sara’ eletta) tutto lo stipendio da senatrice per monitorare e denunciare lo spreco di Stato possa essere un buon motivo per votare per alcuni che altrimenti non troverebbero la forza di superare l’allergia ai riti della politica e andare a mettere il foglietto nell’urna.

La candidatura di Franca ha avuto una grande risonanza in certi ambienti ma a pochi giorni dal voto ci rendiamo conto che molti non ne sono neppure a conoscenza. E molti di piu’ non si rendono ancora conto di quel che sta succedendo. E mi riferisco a amici e conoscenti che incontro e che vedo completamente avulsi da questo problema che stiamo vivendo e che disgraziatamente riguardera’ tutti nei prossimi cinque anni. Allora credo che sia il caso che chi ha capito la gravita’ di questo bivio si mobiliti. Termine obsoleto da vetero leninista, me ne rendo conto. Trovane uno migliore. Ma dacci una mano!

Cosa fare?
Per chi sente come noi l’urgenza di portare il proprio sacchetto di sabbia sugli argini del fiume in piena abbiamo approntato diverse possibilita’:
1- Far girare questa mail o quella piu’ sintetica pubblicata qui sotto che contiene il programma di Franca.
2- Far girare i link al video di presentazione di Franca pubblicati in http://www.francarame.it (anche in versione solo audio, ce ne sono alcuni brevissimi, in formato per e-mail e cellulari)
3- Linkare http://www.francarame.it , il blog di Franca
4- Stampare e diffondere i volantini presenti in http://www.francarame.it (colonna di destra) e in particolare in http://www.jacopofo.com/files/carceri_bianco.jpg (nero su bianco cosi’ non esaurisce il toner delle stampanti)

Ciao e grazie
Auguri a tutti
Jacopo Fo

W l’Italia

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w l'italia

Da qualche domenica Riccardo Iacona su RAI 3, in prima serata, ci racconta l’Italia per quello che è. I disastri della giustizia e della sanità, il boom degli affitti e le speculazioni edilizie. Praticamente una lezione di quanto avrebbe dovuto dire la sinistra in queste settimane di campagna elettorale.

Invece l’unica cosa che sembra riuscire ai nostri leader è correr dietro a Berlusconi, ogni giorno, quasi ossessivamente. L’ho già scritto e lo ribadisco, è una pazzia assoluta. L’Italia avrebbe bisogno di una profonda revisione, come quando vai dal meccanico per il collaudo o il tagliando dell’auto. Dalla ristrutturazione energetica degli immobili alla riqualificazione dei servizi, dalla ripubblicizzazione dei beni comuni alla riduziuone dei tempi della giustizia. Il tutto finanziato da una lotta vera e senza quartiere all’evasione fiscale e all’azzeramento degli sprechi. Con l’aggiunta che la ristrutturazione energetica di strade ed edifici si ripaga da sola, con il risparmio sulla “bolletta”!

L’Italia raccontata da Iacona è un’Italia divisa, ingiusta, profondamente amareggiata e lasciata al caso (caos) degli eventi. E’ un’Italia che premia il più furbo e il più forte, che guarisce in alcune regione e ammazza in altre, che manda in prescrizione la maggior parte dei colpevoli e specula sui poveracci senza uno straccio di casa, con un lavoro ultra-precarizzato.

Questa è l’eredità di Berlusconi e di una classe dirigente (quella della Prima Repubblica) che invece di investire e programmare incassava tangenti e piazzava amici e parenti in agenzie costruite su misura.

E’ l’Italia delle finte privatizzazioni e dei monopoli, delle grandi opere che devastano l’ambiente e dei treni perennemente in ritardo, sporchi e pericolosi. E’ l’Italia dei ricatti, dei veleni e degli scheletri negli armadi, di una campagna elettorale da playstation.

Questa è l’Italia che avremo il compito di cambiare, non solo dal 10 aprile, non solo la politica istituzionale. Ma tutti noi, tutti i giorni. Nel nostro condominio, nel nostro quartiere o strada, sul posto di lavoro o a scuola, mentre facciamo sport o andiamo alla riunione della nostra associazione o banca del tempo o gruppo di acquisto. Nella scelta dei prodotti che mangiamo, nei vestiti che indossiamo, nel come ci muoviamo e nel tipo di rapporti umani che sapremo costruire. Nella cultura di cui ci sfameremo e che promuoveremo, dal nostro circolo ricreativo o nella piazza del nostro paese. Dal controllo e della denuncia che sapremo mettere in piedi ogni volta che un diritto sarà stato negato, o un dovere dimenticato.

La prima cosa da fare, siamo d’accordo, è mandare a casa il caimano. Ma il giorno dopo, dal giorno dopo, tutti insieme, bisogna immaginare, continuare e contaminare un modo diverso e un mondo nuovo. Per davvero.
W l’Italia!

Progetto RIDUCIMBALLI: istruzioni per l’uso

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negozi leggeri

Ecco qui la presentazione dettagliata del Progetto Rducimballi, avviato dalla Provincia di Torino e ripreso in questi mesi da altri enti locali concretamente in prima linea per ridurre la produzione di rifiuti ed incentivare nuovi stili di vita. Il progetto è stato studiato dall’associazione ECOLOGOS (www.ecologos.it), che pubblicizzo qui molto volentieri!

L’emergenza ambientale con cui ci si deve confrontare è molto complessa e interessa non solo gli aspetti tecnici del problema, laboriosi e articolati, ma la natura e l’organizzazione stessa della società, dei suoi comportamenti, delle azioni quotidiane e degli effetti che questi hanno sull’ambiente. In un contesto in cui l’unico obiettivo è la crescita e l’incremento della produttività, la limitatezza delle risorse e lo smaltimento dei rifiuti risultano essere un problema sempre più tangibile.

E’ dunque necessario provocare una trasformazione culturale e un’organizzazione produttiva diversa, capace di attuare processi di produzione, consumo e smaltimento finalizzati all’utilizzo ed alla trasformazione ciclica della materia e al contenimento degli inquinanti.
La ricerca di nuovi sistemi produttivi ed economici, l’informazione, la formazione e l’educazione ambientale sono strumenti fondamentali per sostenere politiche di tutela e di protezione ambientale, fondamentali per intervenire sui processi di cambiamento dei comportamenti individuali e collettivi.
La creazione di momenti di discussione e di confronto sono un passaggio fondamentale sia per la risoluzione di controversie ambientali, sia per prevenire le emergenze e i disastri. La complessa relazione uomo-ambiente è un equilibrio perduto che deve essere ricercato e ripristinato nelle nostre abitudini quotidiane.

Il progetto Riducimballi ha l’obiettivo di alleggerire il territorio nazionale dai rifiuti annualmente prodotti. E’ costituito da diversi canali di azione e coinvolge le amministrazioni pubbliche a diversi livelli (regionale, provinciale e comunale), i consorzi di gestione dei rifiuti, le aziende, le catene della grande distribuzione, le associazioni di categoria, i negozianti e i consumatori.

Imballi? No, grazie. Flaconi, cellophane e contenitori addio: i prodotti è meglio comprarli sfusi. E’ questa l’idea da cui parte il percorso Negozi Leggeri. L’Obiettivo è quello di coinvolgere cittadini, negozianti e imprese in un percorso sempre più ampio di riduzione dei rifiuti da imballaggi, partendo da un settore a forte impatto ambientale quale è quello dei detersivi, per poi arrivare a creare un’offerta più varia di prodotti disimballati nell’arco dei prossimi anni. Per la promozione di una nuova cultura della riduzione e di una mentalità di consumo ed acquisto sostenibili.
Nei negozi il percorso di riduzione si sviluppa attraverso il ri-utilizzo dei contenitori da parte dei clienti, facendo così diventare il recipiente fornito non più un elemento usa e getta, ma un oggetto da ri-usare periodicamente, riempiendolo di nuovo prodotto ecologicamente corretto.
Per ricaricare il contenitore, il consumatore potrà recarsi nei negozi che decideranno di aderire, segnalati dal logo”Negozi Leggeri”, dove saranno posizionati distributori. Dopo i detergenti sarà la volta di un nuovo prodotto disimballato (scelto in base alle esigenze dei cittadini), per arrivare a creare un’offerta che andrà dalla pasta ai legumi sfusi, con l’obiettivo ultimo di disimballare, in cinque anni, i negozi.
Parallelamente all’attività tecnica svolta in rete con i comuni, le associazioni e le cooperative presenti sul territorio, sarà attivata una campagna di comunicazione con i negozianti, i cittadini e le associazioni di categoria, per diffondere il concetto di riduzione dei rifiuti alla fonte.

Scuole leggere
Il percorso scuole leggere si pone due obiettivi: il parziale disimballo dell’istituto scolastico prescelto e il coinvolgimento delle insegnanti e degli studenti al fine di educare le nuove generazioni ad un uso più consapevole delle risorse.
Sarannno quantificati dai tecnici i rifiuti prodotti nella scuola, divisi per categorie; sulla base di questi dati saranno individuati i settori su cui risulta più interessante intervenire. Contemporaneamente gli educatori accompagneranno i ragazzi in un percorso di scoperta dei materiali e delle fonti energetiche necessarie per la loro produzione. L’obiettivo è principalmente quello di creare consapevolezza e ridurre i rifiuti legati ad un uso superficiale dei beni, in secondo luogo quello di avvire un percorso di riduzione che con piccoli cambiamenti strutturali permetta alla scuola di invertire la propria tendenza di produzione rifiuti e ottenere un rispamio sia sulla tariffa sia sull’acquisto dei materiali.

Mense leggere
Il servizio mensa rappresenta una componente della produzione dei rifiuti urbani interessante, individuarne le quantità e ridurne la produzione, è indubbiamente vantaggioso.
In particolare tale servizio riveste un ruolo fondamentale dal punto di vista educativo, della formazione e della sensibilizzazione dei cittadini, che dei servizi sono una componente attiva e non semplici destinatari. Una grossa componente di rifiuti generata nella fase di consumo è connessa all’utilizzo delle stoviglie, in modo molto più evidente nel caso di utilizzo di prodotti “usa e getta”, è dunque necessario sostituire, dove utilizzate le stoviglie monouso con stoviglie pluriuso (quindi ceramica o plastica melaminica invece di plastica “usa e getta”).

Aziende leggere
Il percorso sulle aziende nasce dalla sempre più diffusa esigenza di rigenerazione del sistema produttivo in chiave ambientale, che permetta un’armoniosa convivenza tra la produzione e il rispetto dell’ambiente e dei suoi limiti. Le aziende, quindi, si trovano davanti all’opportunità di poter cogliere una delle sfide cruciali di questi anni: l’integrazione delle richieste del mercato con le esigenze della sostenibilità, per riuscire a produrre in un modo nuovo, che sia più compatibile con l’ambiente naturale e con la società.
Alle aziende si propone di realizzare un percorso di sostenibilità elaborato ed adattato alle caratteristiche proprie, che parte dall’analisi delle fasi produttive, della logistica e della distribuzione e si concretizza nella realizzazione di interventi mirati al miglioramento dell’efficienza, alla riduzione degli impatti sull’ambiente circostante, e alla eliminazione degli sprechi.

La Provincia di Torino è leggera
Le Province si impegnano a divulgare sul proprio territorio le attività di riduzione previste dal progetto e a sperimentarle sulle proprie strutture.
Sono definiti vari livelli di risultato che accreditano progressivamente per l’ottenimento del marchio “PROVINCIA LEGGERA”. Finora è stato fatto un anno di sperimentazione con la provincia di Torino sul percorso comunicazione, con buoni risultati. E’ stato proposto un progetto di diffusione delle buone pratiche di riduzione alla Provincia di Torino; il progetto prevedeva il sostegno comunicativo a tre Comuni che avessero deciso di attivare il percorso NEGOZI LEGGERI sul proprio territorio.
Il contributo sosteneva eventi comunicativi diffusi sui territori dei tre comuni al fine di fare conoscere molto bene l’iniziativa, coinvolgere i consumatori e le associazioni presenti sul territorio e sostenere nella scelta i negozianti. In seguito alla conferenza stampa fatta presso la Sede della Provincia di Torino, 10 nuovi comuni hanno palesato la propria intenzione di aderire al progetto Riducimballi partendo dalla campagna negozi leggeri, 85 negozianti (su territorio nazionale) hanno chiesto informazioni per disimballare il proprio negozio, 287 consumatori hanno chiesto informazioni direttamente a noi o contattando la Provincia e i Comuni per sapere dove fosse possibile acquistare i prodotti sfusi. 6 testate nazionali e 23 locali hanno pubblicato articoli sul progetto RIDUCIMBALLI. Rai Tre ha fatto passare il servizio su RIDUCIMBALLI 3 volte, di cui una il giorno di Natale, 5 reti televisive locali hanno fatto servizi molto dettagliati.

Successivamente il progetto Riducimballi e in particolare il sottopercorso NEGOZI LEGGERI è stato inserito nel piano provinciale di gestione rifiuti come uno degli 8 strumenti che la Provincia intende attivare per raggiungere la percentuale di raccolta rifiuti indicata nel piano.

Comuni leggeri
I Comuni firmando il protocollo di intenti si impegnano a disimballare il proprio territorio. Per raggiungere l’obiettivo, che visivamente si concretizzerà con l’ottenimento del marchio “COMUNE LEGGERO”, hanno diverse possibilità: intervenire sui negozi; intervenire sulle strutture pubbliche; sviluppare attività specifiche su alcune categorie (es: alberghi, ristoranti,ecc..).
Finora il progetto è stato sviluppato nei Comuni di: Venaria, Quincinetto, Collegno, Piossasco, Brandizzo. Comuni che hanno aderito e che stanno inziando i progetti applicativi: Acqui Terme, Casale Monferrato. Nel dettaglio Venaria, Collegno, Quincinetto e Piossasco hanno e stanno sviluppando il percorso Negozi Leggeri, Brandizzo sta iniziando il pregetto SCUOLE LEGGERE. Sul Comune di Collegno è stato inoltre avviato un primo percorso di sperimentazione sul Regolamento Rifiuti comunale e sta partendo il percorso PARROCCHIE LEGGERE e il progetto ACQUA ALLA SPINA. Quincinetto dopo aver consolidato l’iter negozi leggeri ha scelto un nuovo progetto sull’ACQUA ALLA SPINA e sul LATTE SFUSO.

L’Italia che fa acqua

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acqua

Riccardo Petrella è noto come il fondatore del movimento globale per l’acqua come diritto universale.

Oggi è presidente dell’Acquedotto pugliese, il più grande d’Europa. “CARTA” (www.carta.org) pubblica un libro che ha curato insieme a Rosario Lembo che contiene anche un intervento di Beppe Grillo.

A partire dalla questione essenziale dell’acqua, il libro traccia le coordinate della difesa dei beni comuni e della loro gestione democratica. E’ un libro fondamentale, di oltre 200 pagine.

Riccardo Petrella e Rosario Lembo
L’Italia che fa acqua
Edizioni Carta Intra Moenia, 2006
225 pagine, 10 euro

Risparmio energetico spiegato ai bambini

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carugate

L’articolo 1 (finalità) del regolamento integrativo ai criteri della L.R. 17/2000 e relativo regolamento di attuazione del Comune di Carugate recita: “Ai fini del presente regolamento il cielo stellato è considerato patrimonio naturale del comune da conservare e valorizzare”. Non so se mi spiego!

Del regolamento edilizio del comune di Carugate avevo già parlato qualche tempo fa. Lo riprendo in mano per lanciare un appello a tutti gli enti locali impegnati (almeno a parole) a favore dell’ambiente, attraverso politiche di risparmio energetico ed idrico, incentivazione di nuovi stili di vita.

Con il regolamento edilizio il comune di Carugate (MI) ha ad esempio introdotto la targa energetica per gli edifici residenziali nuovi e ristrutturati. Recita l’articolo 22: “Ai fini di rendere esplicito il fabbisogno termico dell’edificio, consentendo ai potenziali residenti di comprendere in maniera trasparente ed immediata i costi di gestione dell’edificio stesso, la Targa Energetica, indicante la categoria di appartenenza riferita alla certificazione energetica ottenuta, dovrà essere obbligatoriamente esposta esternamente ed in maniera visibile”.

L’articolo 88 (Illuminazione naturale) “l’illuminazione naturale negli spazi chiusi di fruizione dell’utenza per attività principale deve essere tale da assicurare le condizioni ambientali di benessere visivo, riducendo quanto possibile il ricorso a fonti di illuminazione artificiale. Nelle nuove costruzioni è consigliato che le superfici trasparenti dei locali principali (soggiorni, sale da pranzo, cucine abitabili e simili) siano orientate entro un settore 45° dal sud geografico.”

Nell’articolo 89 (Illuminazione artificiale) si dice che “è d’obbligo l’uso di dispositivi che permettono di controllare i consumi di energia dovuti all’illuminazione, quali interruttori locali, interruttori a tempo, controlli azionati da sensori di illuminazione naturale… Negli apparecchi per l’illuminazione è opportuna, ove possibile, la sostituzione delle comuni lampade a incandescenza con lampade a più alto rendimento (fluorescenti), o comunque a risparmio energetico, con alimentazione elettronica… Nelle aree comuni (private, condominiali o pubbliche) i corpi illuminanti dovranno essere previsti di diversa altezza ma sempre con flusso luminoso orientato verso il basso per ridurre al minimo le dispersioni verso la volta celeste e il riflesso sugli edifici.”

L’articolo 91 definisce il comfort termoigrometrico: temperatura dell’aria interna; temperatura superficiale. La temperatura massima consentita è 20° C, con tolleranza di +2°C. “Possono essere concesse deroghe al limite massimo del valore della temperatura (oltre ad edifici quali ospedali o simili) anche qualora l’energia termica per il riscaldamento derivi da sorgente alternativa (ad esempio energia solare).”

L’articolo 104 è dedicato esplicitamente alle “Valorizzazioni delle fonti energetiche rinnovabili. Per limitare le emissioni di CO2… negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico è fatto d’obbligo di soddisfare il fabbisogno energetico degli stessi, per il riscaldamento, il condizionamento, l’illuminazione e la produzione di acqua calda sanitaria, favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia.” Stesse regole valgono per gli edifici di proprietà privata nuovi ed anche per gli edifici esistenti (in caso di richiesta di ristrutturazione).

Tutti sono dunque obbligati ad installare doppi vetri, sistemi di regolazione locali (valvole termostatiche, termostati collegati a sistemi locali o centrali di attuazione, etc.), pannelli fotovoltaici e solari. Gli edifici vanno concepiti e realizzati in modo da consentire una riduzione del consumo di combustibile per riscaldamento invernale. In più ci sono alcuni articoli che stabiliscono il contenimento dei consumi idrici (utilizzo di acque meteoriche, riduttori di flusso, doppia punsaltiera, etc.).

Il regolamento completo lo trovate al sito www.comunivirtuosi.org (nella sezione progetti). Scaricatelo e fatelo conoscere ai vostri amministratori locali (sindaci, assessori all’ambiente, consiglieri comuanali). Fate in modo che anche il vostro comune, sull’esempio di Carugate, adotti e applichi il presente regolamento edilizio!

Lettera aperta a un burkinabé

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burkina

di Simone Canova

Caro Burkinabe’,
devi sapere che in Italia, piu’ o meno ogni 5 anni, si alternano squadre di governo che promettono grandi cose per il nostro paese, buone e meno buone. Con qualche contraddizione. Ad esempio, vantiamo un numero straordinario di parchi naturali e oasi protette, pero’ parliamo di affrontare l’attuale crisi energetica col nucleare.
Manifestiamo per la pace, per i giornalisti rapiti, accendiamo candele sui balconi per i bambini scomparsi, poi ci arruoliamo per esportare a colpi di fucile la nostra democrazia.

Per non parlare del grande mare dove affogano imposte, tasse, balzelli e quant’altro e con loro un bel settore dell’economia italiana. Pero’ c’e’ una cosa dell’attuale governo (che presto potrebbe non essere piu’ lo stesso) che mi e’ piaciuta un sacco, ed e’ l’istituzione, per la prima volta e in via sperimentale, della possibilita’ di devolvere il 5 per mille della nostra dichiarazione dei redditi (cioe’ dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) al volontariato e alla cooperazione pacifica, nazionale e internazionale. Quella stessa cooperazione che ti ha portato l’acqua nel villaggio e che sta insegnando ai tuoi figli a leggere e a scrivere.

Quella stessa cooperazione che ti ha permesso, col microcredito, di acquistare gli attrezzi per il tuo lavoro. Nei prossimi mesi i cittadini italiani avranno finalmente la possibilita’ di aiutare economicamente le associazioni e le organizzazioni di volontariato, e lo potranno fare senza dover tirare fuori un euro in piu’ di quello che gia’ pagherebbero di tasse (questo ovviamente vale per chi paga le tasse!).
Ci pensi? Per molti progetti, grandi e piccoli, questa nuova forma di finanziamento potrebbe davvero spalancare nuove prospettive, permettere di concretizzare programmi, lavori, collaborazioni. E per il vessato contribuente bastera’ semplicemente mettere una firma nell’apposito modulo e inserire il codice fiscale dell’associazione che si vuole sostenere. La cosa piu’ difficile, caro Burkinabe’, sara’ ricordare a tutti di farlo, di segnarlo sul calendario, di mettersi un foglietto nel portafogli, di comunicarlo al commercialista.
Qui in Italia ci si dimentica spesso di fare le cose giuste, perché siamo troppo incazzati per quello che non va.

Se passi dalle parti di Diébougou salutami i ragazzi del Centro Ghélawé. Io li conosco, sono brave persone.
Hanno saputo studiare un po’ il tuo paese, ascoltare quello che le persone dei suoi villaggi avevano da raccontare. Hanno saputo raccogliere l’idea, il sogno di un centro di formazione per l’agricoltura e l’allevamento e trasformarlo in un progetto vero, che oggi si puo’ dire ufficialmente partito. Lo spirito, la filosofia di tutto il progetto e’ una frase che sicuramente ti e’ cara perche’ fu pronunciata da Sankara: abbiamo bisogno di un aiuto che elimini il bisogno di aiuti.

Proprio in queste settimane stanno installando un pozzo e preparando i terreni per la semina. Scavano fino a 60 cm di profondità e rivoltano la terra, poi pianteranno del trifoglio. Tutto questo per aumentare l’azoto e far crescere frutti più grossi e resistenti in futuro. Non si parla d’altro in questi giorni e, io lo so, loro sognano che nei prossimi anni non si parli d’altro in tutto il Burkina Faso.
Loro vorrebbero che da tutto il paese, da tutta l’Africa potessero arrivare agricoltori, allevatori, artigiani, che vogliono studiare nuove metodologie per coltivare la terra, senza l’uso di sostanze chimiche, ma semplicemente rispettandone i cicli e gli equilibri. Sanno come allevare animali sani e forti, in grado di aiutare i tuoi fratelli nel lavoro e sfamare la famiglia. Sanno come raccogliere l’acqua delle piogge, sanno come pulirla e renderla potabile.

Con un pò di pazienza sapranno migliorare la qualità della vita dei Burkinabé, ci scommetto, io li conosco.
Simone

PS: Se hai amici italiani, ricordaglielo: il Codice fiscale dell’Associazione Centro Ghélawé è 91120030357. Mettere la nostra firma, indicare questo codice e’ importantissimo: diglielo, per favore.
E dì loro anche che su http://www.centroghelawe.org e su http://www.commercioetico.it sono tornate le giraffe innamorate di Stefano Benni e gli elefanti che stanno sopra di Jacopo Fo.
La vendita delle magliette finora e’ stata un successo ed e’ riuscita a finanziare una parte dei lavori che stiamo eseguendo in questi giorni. Per la realizzazione del pozzo dobbiamo invece ringraziare il circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico (http://www.arcifuori.it). Oltre ad averci regalato l’incasso di uno spettacolo di Mario Pirovano, per finanziarci il pozzo hanno organizzato cene, un progetto di risparmio idrico e la vendita di magliette, le nostre e quelle di altri (giuro!).
Pazzi, come non ne fanno più. Grazie Franco! Grazie ad Aica e a Tetrapak. Grazie ai ragazzi di Caterpillar che ci hanno citato in trasmissione! Grazie a Gaspare e a Judith, grazie a tutti quelli che hanno fatto donazioni o hanno acquistato una, o piu’, t-shirt.Grazie a Pia, Gabriella, Jacopo e Maria Cristina che sopportano il mio mal d’Africa. Io parto il 2 aprile, stavolta devo tornare, ma la prossima non e’ detto.

Beppe a Parma. Grazie

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beppe

Ieri sera mi sono sparato due ore e mezzo di Beppe Grillo qui a Parma. Uno spettacolo incredibile, sorprendente, amaro.

Sono uscito dal palazzetto dello sport con un senso di speranza e di rabbia e di voglia di fare. Come ogni volta dopo averlo ascoltato parlare. Il rammarico più grande di tutti è accorgermi di quanta poca lungimiranza e attenzione vi sia da parte della mia parte politica, la sinistra.

Mi fa star male accorgermi che mentre i segretari di partito del centro sinistra inseguono ogni giorno Berlusconi, ribattendo ad ogni sua battuta o argomentazione, con le sue stesse parole, allo stesso modo, in una campagna elettorale assurda, falsa, solamente televisiva, fuori per le strade la gente parla e vive d’altro.

Ecco, è prorio questa tra le cose di cui parla Beppe nel suo “Incantesimi” che colpisce (e ferisce) di più: la mancanza di conoscenza delle cose, e quindi la mancanza di libertà di poter scegliere:
scegliere cosa mangiare
che aria respirare
come vestirsi
dove andare

scegliere per quale dipendente poter votare (cosa che non si può fare con l’ultima trovata dell’abolizione delle preferenze…)!

La sinistra ha smesso di parlare. Questo è il dramma vero. Ad un certo punto dello spettacolo Grillo fa vedere un filmato con Fassino che straparla di lavoro durante un comizio, e viene interrotto da un cittadino-datore di lavoro che gli chiede se stavolta la faranno una legge sul conflitto di interessi. Lui risponde che si farà, ma prima ci sono cose più importanti da mettere in fila (le infrastrutture, la flessibilità, l’energia, il rilancio del PIL…).

Ecco perché ho scelto di candidarmi e sostenere così la candidatura di Franca Rame al Senato in Emilia Romagna (e in altre cinque regioni per L’Italia Dei Valori). Perché in un momento in cui la maggior parte dei politici di professione si comportano da buffoni (nel migliore dei casi…) scegliere dei comici è un’operazione di buonsenso.
E di sopravvivenza…!

Il feudalesimo e le rockstar

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feudalesimo

Non so se ve ne siete accorti, ma dal mio punto di vista questa è proprio una campagna elettorale a due facce (cinque o sei in realtà). Da una parte assistiamo ai toni apocalittici della televisione, dove si affrontano a tutte le ore del giorno e della notte i nostri leader-partiti.

Dall’altra, come se vivessimo su un altro pianeta (almeno così è nella mia zona qui a Parma), a parte qualche conferenza stampa più che altro per addetti ai lavori in cui si presentano i candidati di secondo piano delle varie liste, è il silenzio assoluto.

La speranza dei segretari di partito locali (i valvassini) è di riuscire a strappare al manager della rockstar (il feudatario-segretario) una comparsata nella propria città, giusto per dare un briciolo di visibilità al proprio pezzettino di terra conquistato a fatica.

I candidati locali, per conto loro, non muovono un dito, non ne hanno motivo. Se sono in buona posizione in lista sanno già che l’11 aprile saranno deputati o senatori, se fanno le comparse in fondo alla classifica perché affannarsi per portare acqua (voti) al mulino del partito?

In questo modo un sacco di gente (soprattutto i giovani, ma non solo) non viene minimamente sfiorata dalla campagna elettorale, e i signori della politica si guardan bene dall’affrontare temi di interesse quotidiano: la scuola, i consumi, il caro vita, la qualità della vita, i diritti. L’astensionismo sarà altissimo e rappresenterà, per tutte le forze politiche, la prima vera sconfitta con la quale non sapranno fare i conti…