
Ecco qui la presentazione dettagliata del Progetto Rducimballi, avviato dalla Provincia di Torino e ripreso in questi mesi da altri enti locali concretamente in prima linea per ridurre la produzione di rifiuti ed incentivare nuovi stili di vita. Il progetto è stato studiato dall’associazione ECOLOGOS (www.ecologos.it), che pubblicizzo qui molto volentieri!
L’emergenza ambientale con cui ci si deve confrontare è molto complessa e interessa non solo gli aspetti tecnici del problema, laboriosi e articolati, ma la natura e l’organizzazione stessa della società, dei suoi comportamenti, delle azioni quotidiane e degli effetti che questi hanno sull’ambiente. In un contesto in cui l’unico obiettivo è la crescita e l’incremento della produttività, la limitatezza delle risorse e lo smaltimento dei rifiuti risultano essere un problema sempre più tangibile.
E’ dunque necessario provocare una trasformazione culturale e un’organizzazione produttiva diversa, capace di attuare processi di produzione, consumo e smaltimento finalizzati all’utilizzo ed alla trasformazione ciclica della materia e al contenimento degli inquinanti.
La ricerca di nuovi sistemi produttivi ed economici, l’informazione, la formazione e l’educazione ambientale sono strumenti fondamentali per sostenere politiche di tutela e di protezione ambientale, fondamentali per intervenire sui processi di cambiamento dei comportamenti individuali e collettivi.
La creazione di momenti di discussione e di confronto sono un passaggio fondamentale sia per la risoluzione di controversie ambientali, sia per prevenire le emergenze e i disastri. La complessa relazione uomo-ambiente è un equilibrio perduto che deve essere ricercato e ripristinato nelle nostre abitudini quotidiane.
Il progetto Riducimballi ha l’obiettivo di alleggerire il territorio nazionale dai rifiuti annualmente prodotti. E’ costituito da diversi canali di azione e coinvolge le amministrazioni pubbliche a diversi livelli (regionale, provinciale e comunale), i consorzi di gestione dei rifiuti, le aziende, le catene della grande distribuzione, le associazioni di categoria, i negozianti e i consumatori.
Imballi? No, grazie. Flaconi, cellophane e contenitori addio: i prodotti è meglio comprarli sfusi. E’ questa l’idea da cui parte il percorso Negozi Leggeri. L’Obiettivo è quello di coinvolgere cittadini, negozianti e imprese in un percorso sempre più ampio di riduzione dei rifiuti da imballaggi, partendo da un settore a forte impatto ambientale quale è quello dei detersivi, per poi arrivare a creare un’offerta più varia di prodotti disimballati nell’arco dei prossimi anni. Per la promozione di una nuova cultura della riduzione e di una mentalità di consumo ed acquisto sostenibili.
Nei negozi il percorso di riduzione si sviluppa attraverso il ri-utilizzo dei contenitori da parte dei clienti, facendo così diventare il recipiente fornito non più un elemento usa e getta, ma un oggetto da ri-usare periodicamente, riempiendolo di nuovo prodotto ecologicamente corretto.
Per ricaricare il contenitore, il consumatore potrà recarsi nei negozi che decideranno di aderire, segnalati dal logo”Negozi Leggeri”, dove saranno posizionati distributori. Dopo i detergenti sarà la volta di un nuovo prodotto disimballato (scelto in base alle esigenze dei cittadini), per arrivare a creare un’offerta che andrà dalla pasta ai legumi sfusi, con l’obiettivo ultimo di disimballare, in cinque anni, i negozi.
Parallelamente all’attività tecnica svolta in rete con i comuni, le associazioni e le cooperative presenti sul territorio, sarà attivata una campagna di comunicazione con i negozianti, i cittadini e le associazioni di categoria, per diffondere il concetto di riduzione dei rifiuti alla fonte.
Scuole leggere
Il percorso scuole leggere si pone due obiettivi: il parziale disimballo dell’istituto scolastico prescelto e il coinvolgimento delle insegnanti e degli studenti al fine di educare le nuove generazioni ad un uso più consapevole delle risorse.
Sarannno quantificati dai tecnici i rifiuti prodotti nella scuola, divisi per categorie; sulla base di questi dati saranno individuati i settori su cui risulta più interessante intervenire. Contemporaneamente gli educatori accompagneranno i ragazzi in un percorso di scoperta dei materiali e delle fonti energetiche necessarie per la loro produzione. L’obiettivo è principalmente quello di creare consapevolezza e ridurre i rifiuti legati ad un uso superficiale dei beni, in secondo luogo quello di avvire un percorso di riduzione che con piccoli cambiamenti strutturali permetta alla scuola di invertire la propria tendenza di produzione rifiuti e ottenere un rispamio sia sulla tariffa sia sull’acquisto dei materiali.
Mense leggere
Il servizio mensa rappresenta una componente della produzione dei rifiuti urbani interessante, individuarne le quantità e ridurne la produzione, è indubbiamente vantaggioso.
In particolare tale servizio riveste un ruolo fondamentale dal punto di vista educativo, della formazione e della sensibilizzazione dei cittadini, che dei servizi sono una componente attiva e non semplici destinatari. Una grossa componente di rifiuti generata nella fase di consumo è connessa all’utilizzo delle stoviglie, in modo molto più evidente nel caso di utilizzo di prodotti “usa e getta”, è dunque necessario sostituire, dove utilizzate le stoviglie monouso con stoviglie pluriuso (quindi ceramica o plastica melaminica invece di plastica “usa e getta”).
Aziende leggere
Il percorso sulle aziende nasce dalla sempre più diffusa esigenza di rigenerazione del sistema produttivo in chiave ambientale, che permetta un’armoniosa convivenza tra la produzione e il rispetto dell’ambiente e dei suoi limiti. Le aziende, quindi, si trovano davanti all’opportunità di poter cogliere una delle sfide cruciali di questi anni: l’integrazione delle richieste del mercato con le esigenze della sostenibilità, per riuscire a produrre in un modo nuovo, che sia più compatibile con l’ambiente naturale e con la società.
Alle aziende si propone di realizzare un percorso di sostenibilità elaborato ed adattato alle caratteristiche proprie, che parte dall’analisi delle fasi produttive, della logistica e della distribuzione e si concretizza nella realizzazione di interventi mirati al miglioramento dell’efficienza, alla riduzione degli impatti sull’ambiente circostante, e alla eliminazione degli sprechi.
La Provincia di Torino è leggera
Le Province si impegnano a divulgare sul proprio territorio le attività di riduzione previste dal progetto e a sperimentarle sulle proprie strutture.
Sono definiti vari livelli di risultato che accreditano progressivamente per l’ottenimento del marchio “PROVINCIA LEGGERA”. Finora è stato fatto un anno di sperimentazione con la provincia di Torino sul percorso comunicazione, con buoni risultati. E’ stato proposto un progetto di diffusione delle buone pratiche di riduzione alla Provincia di Torino; il progetto prevedeva il sostegno comunicativo a tre Comuni che avessero deciso di attivare il percorso NEGOZI LEGGERI sul proprio territorio.
Il contributo sosteneva eventi comunicativi diffusi sui territori dei tre comuni al fine di fare conoscere molto bene l’iniziativa, coinvolgere i consumatori e le associazioni presenti sul territorio e sostenere nella scelta i negozianti. In seguito alla conferenza stampa fatta presso la Sede della Provincia di Torino, 10 nuovi comuni hanno palesato la propria intenzione di aderire al progetto Riducimballi partendo dalla campagna negozi leggeri, 85 negozianti (su territorio nazionale) hanno chiesto informazioni per disimballare il proprio negozio, 287 consumatori hanno chiesto informazioni direttamente a noi o contattando la Provincia e i Comuni per sapere dove fosse possibile acquistare i prodotti sfusi. 6 testate nazionali e 23 locali hanno pubblicato articoli sul progetto RIDUCIMBALLI. Rai Tre ha fatto passare il servizio su RIDUCIMBALLI 3 volte, di cui una il giorno di Natale, 5 reti televisive locali hanno fatto servizi molto dettagliati.
Successivamente il progetto Riducimballi e in particolare il sottopercorso NEGOZI LEGGERI è stato inserito nel piano provinciale di gestione rifiuti come uno degli 8 strumenti che la Provincia intende attivare per raggiungere la percentuale di raccolta rifiuti indicata nel piano.
Comuni leggeri
I Comuni firmando il protocollo di intenti si impegnano a disimballare il proprio territorio. Per raggiungere l’obiettivo, che visivamente si concretizzerà con l’ottenimento del marchio “COMUNE LEGGERO”, hanno diverse possibilità: intervenire sui negozi; intervenire sulle strutture pubbliche; sviluppare attività specifiche su alcune categorie (es: alberghi, ristoranti,ecc..).
Finora il progetto è stato sviluppato nei Comuni di: Venaria, Quincinetto, Collegno, Piossasco, Brandizzo. Comuni che hanno aderito e che stanno inziando i progetti applicativi: Acqui Terme, Casale Monferrato. Nel dettaglio Venaria, Collegno, Quincinetto e Piossasco hanno e stanno sviluppando il percorso Negozi Leggeri, Brandizzo sta iniziando il pregetto SCUOLE LEGGERE. Sul Comune di Collegno è stato inoltre avviato un primo percorso di sperimentazione sul Regolamento Rifiuti comunale e sta partendo il percorso PARROCCHIE LEGGERE e il progetto ACQUA ALLA SPINA. Quincinetto dopo aver consolidato l’iter negozi leggeri ha scelto un nuovo progetto sull’ACQUA ALLA SPINA e sul LATTE SFUSO.