Con il progetto “Comune Leggero”, l’Amministrazione comunale di Colorno intende anzitutto mettere a sistema le numerose iniziative avviate e promosse negli anni scorsi a riguardo della promozione delle buone pratiche sulla riduzione e recupero dei rifiuti.
Lo scopo è quello di consolidare nel tempo le iniziative facendo la crescere anzitutto la consapevolezza della comunità locale. Per questa ragione sono numerosi i soggetti locali che saranno coinvolti attraverso il progetto “Comune Leggero”.
Il logo stesso di “Comune Leggero” vuole essere anche una certificazione di qualità con il quale il territorio di Colorno dichiara l’attenzione alle buone pratiche e a nuovi stili di vita compatibili.
Il progetto è promosso e condotto dagli assessorati all’Ambiente e ai Servizi Pubblici del Comune di Colorno, in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione.
Negozi Leggeri è una catena di negozi che si impegna in piccole ma significative modifiche nella vendita dei prodotti e nell’approccio al consumo. Questi negozi, che mirano a farsi riconoscere per la sensibilità al tema delle buone pratiche, vengono incentivati economicamente ed inseriti nel circuito “Negozi Leggeri”.
Condomini Leggeri sono tali perché si impegnano nel massimizzare la raccolta differenziata e ad ottimizzare i meccanismi di esposizione dei bidoncini, nell’ambito del servizio rifiuti svolto dal gestore. I migliori condomini ricevono un incentivo economico. L’iniziativa ha inoltre la finalità di introdurre parametri di valutazione che potranno in futuro comporre meccanismi di tariffazione puntuale.
I bimbi Leggeri sono quei bambini nati nel corso dell’anno 2010, le cui famiglie hanno deciso di utilizzare i pannolini durevoli, anziché i classici usa e getta. Questo faticoso cambio d’abitudine, ha un impatto ambientale notevole, per questa ragione viene riconosciuto economicamente dall’amministrazione.
“Porta la Sporta”: la campagna nazionale di messa la bando delle borsine di plastica viene rafforzata a livello locale attraverso il coinvolgimento degli esercizi del circuito “Negozi Leggeri”. La distribuzione delle sportine di tela viene incentivata dall’Ammistrazione.
Prosegue l’iniziativa di recupero dei beni durevoli (Ri-Utilizziamo), attraverso la riorganizzazione delle attività svolte presso il Centro di Raccolta Differenziata.
L’Istituto Comprensivo di Colorno sarà un interlocutore privilegiato del progetto “Eco Scuola”. I ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado saranno coinvolti attivamente attraverso attività di controllo, monitoraggio e verifica. Collaboreranno anche alle campagne informative.
I tempi di svolgimento prevedono il completamento delle fasi preliminare e organizzativa entro la fine del 2010 e nel corso del 2011 lo svolgimento delle attività di monitoraggio, verifica e rendicontazione.
E’ Ponte nelle Alpi il Comune più Riciclone d’Italia. Straordinario risultato del Comune di Ponte nelle Alpi che a meno di tre anni dall’avvio del servizio di raccolta differenziata porta a porta è stato riconosciuto come il migliore Comune d’Italia dopo aver sfiorato l’anno scorso il gradino più alto del podio.
Ponte nelle Alpi si piazza infatti al 1° posto al premio dei Comuni Ricicloni 2010, il più ambito concorso della categoria promosso da Legambiente e patrocinato dal ministero dell’Ambiente.
La giuria composta dai rappresentanti dei Consorzi di recupero degli imballaggi da Feder Ambiente dall’Anci ed altri ha scelto tra 1488 comuni italiani in gara non solo in base alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta, dato che vede Ponte nelle Alpi svettare su tutti superando l’85%, ma anche attribuendo un indice di buona gestione che valuta l’effettivo recupero dei materiali raccolti, l’efficacia e la qualità del servizio.
Efficienza, un servizio impeccabile e puntuale, un ecocentro gestito con grande accuratezza, costi di gestione contenuti e tariffe che premiano i comportamenti dei cittadini più virtuosi, educazione ambientale nelle scuole, la determinazione di un’assessore e dell’amministrazione e soprattutto la voglia condivisa di fare la cosa migliore per la propria comunità: ecco la ricetta che ha portato Ponte nelle Alpi in soli tre anni da fanalino di coda della Regione Veneto al vertice nazionale.
Riciclare significa anche contribuire a ridurre le emissioni in atmosfera, la giuria ha calcolato che le emissioni di C02 evitate da ogni cittadino di Ponte nelle Alpi nel 2009 grazie alla raccolta differenziata e al relativo recupero di materiali, è di ben 103 Kg. Si può ben dire che a Ponte nelle Alpi ognuno, con piccoli gesti quotidiani, fa la sua parte per rispettare gli obiettivi di Kyoto.
Il premio è stato ritirato a Roma dal Sindaco Roger de Menech, dal direttore della Ponte Servizi srl Stefano Triches, società del comune che gestisce il servizio e idealmente dall’Assessore all’ambiente Ezio Orzes che non ha potuto presenziare personalmente alla cerimonia.
L’eccellente risultato, riempie di orgoglio l’amministrazione comunale, il personale della Ponte Servizi srl che vede premiato il lavoro, l’impegno e l’entusiasmo dedicato all’ottima gestione del servizio e soprattutto i cittadini di Ponte nelle Alpi veri protagonisti di questa rivoluzione culturale guardata con ammirazione dall’Italia intera.
Ponte nelle Alpi fa parte da un paio di anni dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, ed è il vincitore del Premio Comuni a 5 stelle nell’edizione del 2008. All’amministrazione comunale e ad Ezio Orzes in particolare (membro del comitato direttivo della rete) va il plauso della nostra associazione. Brava Ponte nelle Alpi!
Ci risiamo, sotto attacco il Comune di Ponte nelle Alpi (BL)!
Author: admin | Category: Rifiuti, Viaggio nell'Italia a 5 stelleCi risiamo! Dopo Camigliano (CE) e il commissariamento ad acta per la gestione dei rifiuti, un altro comune virtuoso (fresco vincitore assoluto come COMUNE RICICLONE 2010) rischia di perdere un pezzo importante che lo ha reso negli ultimi anni l’eccellenza assoluta nel campo della raccolta differenziata e nella riduzione dei rifiuti in Italia.
Le eccellenze italiane in materia di gestione dei servizi di raccolta differenziata premiate oggi a Roma in occasione del concorso indetto da Legambiente “Comuni Ricicloni 2010”, rischiano di essere smantellate da alcune norme attualmente in discussione.
Lo schema di Regolamento di attuazione dell’art. 23bis del D.L. 112/2008 e il Decreto Legge n. 78/2010 in fase di conversione prevedono con scadenze ravvicinate, 31 dicembre 2010 e 31 dicembre 2011, la progressiva dismissione degli esempi più virtuosi di gestione pubblica di servizi essenziali per i cittadini, attraverso messa in liquidazione, cessione di partecipazioni e apertura a soci privati che di fatto ne assumerebbero il controllo.
Nel tritacarne delle norme in discussione finiscono le società in house, i consorzi, le aziende pubbliche sane trattate allo stesso modo di quelle deficitarie. L’Italia dell’efficienza, delle competenze, dei servizi di qualità, delle gestioni finanziarie oculate e trasparenti accomunata ai carrozzoni pubblici che generano disservizi, assistenzialismo, sprechi, bilanci fuori controllo.
È evidente che norme che si propongono di mettere ordine nel settore delle partecipazioni degli enti locali non possono che basarsi su parametri ed indicatori di qualità gestionale, nell’effettivo raggiungimento degli obiettivi di settore previsti dalla normativa nazionale ed europea, nella verifica puntuale di bilanci, servizi erogati e performance societarie.
Alcuni parametri attualmente previsti nei provvedimenti in discussione: rapporto tra numero dei cittadini dei comuni e partecipazioni societarie, svendita obbligata del 40% delle azioni, il dogma “privato = efficienza”, la mannaia dell’Antitrust per la verifica dell’impossibilità (?!) del ricorso al privato, appaiono in questo contesto delle semplificazioni che rischiano di allontanare queste norme dai principi che le hanno generate con la conseguenza di annientare quelli che dovrebbero essere gli esempi di riferimento di gestione dei servizi pubblici efficienti capaci di sostenere un’economia responsabile, non speculativa e in stretta relazione con il territorio.
Vogliamo invitare tutti i responsabili di governo e l’intero Parlamento – che in questi giorni sono chiamati a decidere sui provvedimenti in discussione – ad abbandonare l’approccio ideologico e precostituito e scegliere di esaminare pragmaticamente le questioni nel merito, salvaguadando le buone amministrazioni, le gestioni efficienti ed efficaci, le aziende che oggi sono l’orgoglio e l’esempio dell’Italia e dei nostri territori.
Aiutateci a far circolare l’appello, facciamo sapere che in Italia i comuni virtuosi vengono puniti invece che premiati!
Cari sindaci, il Governo vigila: non siate virtuosi…!
Author: admin | Category: Generale, Rifiutidi Chiara Paolin – Il Fatto Quotidiano
Il Fatto Quotidiano cerca di capire ogni giorno quel che succede davvero in questo strano Paese. E per non soccombere psicologicamente nel maneggiare tanto materiale molesto, ha deciso di giocare spesso sull’ironia, l’iperbole e un riso amaro che almeno salva dal cinismo. Insomma: piangere o ridere? Meglio raccontare storie, magari piccole ma significative. E che non trovano spazio sui media tradizionali.
Inauguro la serie con la vicenda di Ezio Monaco, prefetto di Caserta: ha deciso di commissariare il Comune di Camigliano perché il sindaco si rifiutava di far tornare il sistema dei rifiuti in mano ai disastrosi consorzi provinciali – come impone la legge sulla cosiddetta ‘fine dell’emergenza‘ – dopo aver raggiunto una raccolta differenziata record (65%) a Tarsu invariata (da 4 anni). Un sindaco giovane, ingegnere ambientale, che ha preferito mettere la parte la fascia tricolore piuttosto di subire le decisioni del decreto firmato Berlusconi&Bertolaso.
Ne avevo parlato sul Fatto qualche tempo fa, speravo però che un minimo di logica – se non proprio l’amor di Patria – potesse illuminare il rappresentante del Governo nella terra martoriata di Gomorra, e che si trovasse una soluzione. Invece, niente da fare. Il prefetto Monaco, anziché sostenere e proteggere l’iniziativa, assai simbolica culturalmente ma altrettanto importante sul fronte economico (la monnezza è un business, dipende dallo Stato renderlo legale o illegale), ha preferito il ruolo di Ponzio Pilato.
Poteva protestare con Palazzo Chigi, cercare una mediazione, oppure rimettere anche lui il mandato lanciando un segno forte di protesta. Perché chiaramente la legge è legge, e il prefetto la deve applicare. Ma, quando la stortura è così evidente, forse è necessario prendere il coraggio a quattro mani e fare fino in fondo il proprio dovere: proteggere davvero la Costituzione e i suoi valori.
Invece un bel timbro e via, Camigliano è ormai avviato verso lo scioglimento per eccesso di buon governo dal buon Governo Berlusconi. Non solo. L’Associazione dei Comuni Virtuosi mi fa sapere qualcosa di ancora più inquietante.
Mario Boschini, uno dei principali responsabili del movimento (apolitico, votato esclusivamente alla promozione di amministratori responsabili e impegnati nella buona gestione della cosa pubblica) mi ha scritto ieri: “Stiamo organizzando il sit-in di fronte a Montecitorio, che faremo presumibilmente tra un paio di settimane. Nel frattempo IDV al Senato e PD alla Camera hanno depositato due interrogazioni parlamentari. Ieri le Questure di mezza Italia hanno “indagato” i comuni virtuosi, telefonando e inviando pattuglie dei Carabinieri presso i comuni di Monsano (AN), Cassinetta di Lugagnano (MI) e Camigliano (CE), chiedendo informazioni sul perché della nostra annunciata (e poi rinviata) manifestazione di martedì scorso di fronte al Quirinale. La vicenda sta diventando davvero assurda e vergognosa…”.
Cari sindaci d’Italia, e del Sud in particolare: non vi venisse mai in mente di diventare troppo virtuosi: sapete già che fine farete con questo Governo.
”L’emergenza rifiuti in Campania rischia di passare dal dramma a paradosso. Con il decreto-legge per la cessazione dello stato di emergenza e l’avvio della fase post emergenziale, si introducono una serie di norme che renderanno più difficile e farraginoso l’iter della gestione del ciclo dei rifiuti.
Una questione, che come ho avuto modo di sollevare anche in sede parlamentare, ricadrebbe paradossalmente proprio sui comuni campani che fino ad oggi hanno avuto performance virtuose sul fronte della raccolta differenziata, come ad esempio molti comuni del salernitano o il caso del comune di Camigliano, che come forma di protesta ha deciso di “disobbedire” a questa norma e oggi si vede commissariato”.
Lo afferma Ermete Realacci, responsabile Green economy del PD, che oggi ha presentato un’interrogazione parlamentare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Ministeri dell’Ambiente e delle Finanze.
Nell’interrogazione presentata da Realacci si evidenzia come all’art. 11 del decreto si prevede la costituzione e l’avvio di società provinciali, con l’attribuzione ai presidenti delle province dei compiti e delle funzioni della gestione dei rifiuti.
Le società provinciali potranno perciò affidare il servizio di raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento dei rifiuti a soggetti privati, in via di estrema urgenza, ovvero avvalersi dei soggetti pubblici e privati che attualmente svolgono tale servizio.
“Questa norma rischia”, conclude Realacci, “di generare una serie di incongruità, tali da rischiare di compromettere l’efficacia del passaggio dalla gestione straordinaria a quella ordinaria, rallentando le procedure e aggravando il contenzioso, peraltro a scapito dei comuni virtuosi e dei cittadini su cui graverebbero gli oneri della disposizione.
E’ importante che il Governo corra ai ripari e modifichi l’articolo in questione per non aggiungere al danno anche la beffa.”
ATTENZIONE!
La manifestazione di fronte al Quirinale a Roma prevista per martedì 22 giugno alle ore 15.00, è stata rinviata. Nei prossimi giorni comunicheremo tempi e modalità dell’iniziativa, promossa in favore del Comune di Camigliano e della sua classe dirigente, ingiustamente punita perché troppo virtuosa…
Non è fantascienza: sono i Roberto Saviano sparsi nel territorio nazionale. Anonimi e coraggiosi. Volti a fare solo il bene della collettività. Con un occhio di riguardo all’ambiente e alla raccolta differenziata.
Dimostrano che un’altra Italia non solo è possibile, ma già lavora alacremente. Già esiste. Si tratta di quaranta comunità che operano nel circolo dei Comuni Virtuosi, associazione nata nel maggio 2005, rappresentante della politica dell’Anticasta.
Due dei quaranta, Marco Boschini, assessore all’Ambiente di Colorno (Parma) e Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano (Caserta) sono intervenuti alla conferenza del 16 Maggio, a San Salvatore, organizzata dall’associazione locale Amici della Biblioteca, dal tema “Consumo consapevole e sostenibilità ambientale”. Ha chiuso l’appuntamento Raffaele Pucino, assessore all’Ambiente di San Salvatore Telesino.
Il ciclo di incontri previsto mira a sensibilizzare l’opinione pubblica circa la legge 262010, di recente approvazione e dalle conseguenze pericolose. In particolare, in territori ad alta concentrazione criminale come la Campania.
Vincenzo Cenname ha deciso di protestare contro di esse e si è rifiutato di consegnare, come intimatogli anche dal Prefetto, gli elenchi Tarsu del suo Comune alla Provincia. Camigliano vanta la percentuale più alta di raccolta differenziata nell’intera regione Campania (pari al 65%). Appartiene al circolo dei Comuni Virtuosi. Ma la sua amministrazione rischia il commissariamento e lo scioglimento proprio per la questione rifiuti! Un palese “paradosso di protesta”.
Cenname ha commentato così il provvedimento: “Dovevano prendere qualche misura per fare peggio di quanto realizzato in 18 anni!”. È il caso del consorzio unico Napoli – Caserta. Il sindaco di Camigliano ha, infatti, spiegato che, con il provvedimento, “chi gestisce gli impianti di trattamento rifiuti – come gli inceneritori -, è colui che fa la raccolta”. Pertanto, i consorzi saranno pagati per il servizio di raccolta. Ma incasseranno anche altro denaro per i rifiuti (gli stessi precedentementeraccolti) che bruceranno negli inceneritori di loro proprietà.
D’altronde, anche “far gestire la Tarsu a queste società – ha notato Cenname -, è da criminali. Ogni società pubblica deve, infatti, per legge, avere un 40% di quota privata. Questo significa privatizzare i rifiuti, conteggiando un utile per l’impresa pari almeno al 25%.
Da cui, un’impresa in perdita non potrà che aumentare la Tarsu. I Comuni, dal canto loro, non potranno neanche più contestare eventuali inefficienze o costi troppo elevati, dato che il cliente dei Consorzi diventerà il cittadino. Allora, “a che serve un amministratore, se non c’è più la cosa pubblica? – si è chiesto il sindaco di Camigliano”.
Marco Boschini ha sottolineato come “per Camigliano, passi una battaglia politica da vincere”. L’assessore di Colorno ha presentato il suo libro, “L’Anticasta”, spiegando come si tratti “di un titolo positivo, nato sull’onda del successo di Rizzo e Stella.
‘Nessuno vuole negare la casta, contro cui combattiamo – ha precisato Boschini -, ma esiste anche un’altra Italia. I 40 sindaci dei Comuni Virtuosi non sono di certo al di fuori del sistema, ma vogliono migliorare la qualità della vita delle loro comunità. Sono, per di più, 1500 i comuni che praticano la raccolta Porta a Porta, creando occupazione, riducendo l’impatto ambientale, ricavandone degli utili.
Tra tutti, i progetti più riusciti sono stati quelli che hanno usato la partecipazione dei cittadini per declinare la progettualità”. Proprio per aumentare la partecipazione della comunità, “nascerà a San Salvatore – ha precisato Raffaele Pucino -, la Consulta Ambientale, uno strumento di supporto all’Amministrazione che permetterà un confronto continuo con i cittadini”.
Cittadini, d’altronde, già attivi nella protesta contro il “cavallo di Troia del terzo millennio” – come ha definito Pucini l’inceneritore, spacciato per termovalorizzatore che la Regione voleva installare in zona.
Mariangela Zoe Cocchiaro – Il quaderno.it
Scende la percentuale degli imballaggi in legno circolanti su territorio italiano: -23%, e sale il trend di recupero e di riciclaggio dei prodotti legnosi in continua crescita.
Lo rivelano i dati diffusi dal consorzio Rilegno. Diminuisce il numero degli imballaggi in legno e aumenta la quantità recuperata, che arriva a quota 60% superando il 55,8% registrato nel 2008.
I dati, in riferimento al 2009, sono stati resi noti durante il quarto appuntamento Convegno Nazionale del settore alla Fiera di Milano-Rho, promosso da Rilegno (consorzio nazionale per il coordinamento e la promozione, raccolta, recupero e riciclaggio degli imballaggi in legno) e da Conlegno (Consorzio Servizi Legno-Sughero), a cui hanno preso circa 130 esperti del settore.
Nel particolare Rilegno si occupa, attraverso la stipula di convenzioni con enti pubblici e privati presenti sul territorio, di organizzare il recupero del legno per poi procedere al riuso o al riciclo. Gli accordi ormai ammontano a 325 e coprono il territorio con 4713 comuni affiliati per un totale di 41 milioni di abitanti.
Accanto ai derivati del legno scende anche l’impiego degli altri materiali solitamente utilizzati per la realizzazione di imballaggi come acciaio, alluminio, carta, plastica, vetro con percentuali in continua crescita: le stime del Conai rivelano, per l’anno 2009, la gestione di 1 milione e 531.800 tonnellate di rifiuti legnosi in tutta Italia divisi tra imballaggi il cui 52% (ossia 789.000 tonnellate) avviato al recupero, e mobilio.
Al prodotto recuperato si deve poi aggiungere un milione e 267.800 tonnellate di rifiuti recuperati da altri consorzi che, se sommate, rappresentano il 60,6% sul totale dei prodotti immessi sul mercato.
Parte degli imballaggi recuperati vengono avviati al recupero meccanico (un milione di tonnellate nel 2009) nelle industrie del riciclo, dove diventano pannelli truciolati, mentre 206mila tonnellate derivano dalla rigenerazione del pellet, 9000 tonnellate vanno al compostaggio e 55.800 sono destinate al recupero energetico.
I dati presentati hanno quindi rilevato un crescente interesse vero il recupero e il riuso dei materiali rispetto al 2008 segnato anche grazie all’aumento della partecipazione di ben 74 comuni solo nello scorso anno e con un aumento della raccolte che segna un +10% al sud, +5% al nord e +1% al centro.
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La leggerezza di Monterotondo (RM)
Author: admin | Category: Risparmio energetico, Rifiuti, Nuovi stili di vitaLa Fontana Leggera di Piazza Berrlinguer nel Quartiere Scalo compie un Anno.
Il Comune di Monterotondo (RM) ha aderito al progetto “Riducimballi” e ha installato sul proprio territorio la Fontana Leggera: una fontanella pubblica dove poter riempire le proprie bottiglie con acqua refrigerata, liscia o gasata, e non produrre così ulteriori rifiuti.
Fino ad oggi la fontana leggera ha erogato 700 mila litri di acqua gasata e naturale, con un notevole risparmio per le famiglie sulla spesa e un contributo eccezionale alla riduzione dei rifiuti, con meno utilizzo di bottiglie di plastica
L’acqua erogata è acqua dell’acquedotto, opportunamente filtrata, refrigerata e gasata per offrire un prodotto sempre controllato e di sicuro gradimento per i cittadini, soprattutto in vista dell’estate!
“In un anno di vita la fontana di Piazza Berrlinguer ha erogato 700 mila litri di acqua. In in due mesi la seconda fontana ha erogato 100 mila di acqua. Le Fontane leggere vogliono essere un nostro piccolo contributo – dichiara l’assessore all’Ambiente e Lavori Pubblici Luigi Cavalli – contro il carovita e la riduzione dei rifiuti. I risultati ottenuti ci confortano, poi altra cosa importante è che la manutenzione degli impianti viene realizzata attraverso l’utilizzo dell’entrate del Conto Energia, prodotte dai nostri impianti fotovoltaici installati sulle scuole.
Oltre all’acqua da qualche tempo abbiamo installato anche impianti per il latte alla spina, che già hanno erogato diversi migliaia di litri. A breve partiranno anche altri interventi per la riduzione dei rifiuti; pannolini lavabili, utilizzo di buste per la spesa in cotone, tutto questo può permettere al nostro comune di essere all’avanguardia nella difesa e salvaguardia dell’Ambiente. Tutti i progetti avviati sono stati resi possibili dalla collaborazione con Ecologos e Regione Lazio”.
«Il successo dei distributori d’acqua e latte alla spina – afferma il sindaco Alessandri – rappresentano da un lato un forte incentivo a proseguire nell’azione volta al taglio della produzione di rifiuti, dello spreco d’energia e dell’emissione di anidride carbonica, dall’altro la conferma che è possibile promuovere un diverso approccio nei confronti della filosofia del consumo e dell’acquisto, basato non sulla limitazione ma sul conseguimento di una convenienza oggettiva, di segno economico oltre che ambientale».
L’Amministrazione comunale di Monterotondo sempre di più si sta caratterizzando come un Comune “virtuoso” in diversi settori: Energia, Riduzione dei Rifiuti e Mobilità Sostenibile, interventi che hanno il plauso ed il consenso dei cittadini ed i risultati sono lì a confermarlo.
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