Il futuro viaggia a piedi scalzi!

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In Italia sono in media 5-6 mila ogni anno le vittime di incidenti e molti di più sono i feriti. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, altrettante sono le persone che in Italia muoiono per malattie causate dall’inquinamento atmosferico.

Oltre 15-20 mila vittime ogni anno di questo sistema irrazionale e folle di traporto, un vero bilancio di guerra, che nessuno ha dichiarato ma che tutti accettano passivamente…

Esiste poi una relazione matematica quasi proporzionale tra il livello di urbanizzazione e cementificazione di una regione e le auto immatricolate: con oltre 65 auto ogni cento abitanti siamo i primi in Europa e quarti al mondo…

Negli ultimi vent’anni, tutti i governi di centro sinistra e centro destra hanno erogato finanziamenti ed incentivi a fondo perduto (perdutissimo) per drogare un mercato, quello dell’auto appunto, morto sepolto.

La scusa è sempre stata quella della tutela del posto di lavoro: gli operai, l’indotto, la cassa integrazione, l’emergenza Sud…

Termini Imerese e Pomigliano d’Arco hanno squarciato un velo di ipocrisia che ha nascosto per tanto, troppo tempo le magagne di tanta classe dirigente, tanta impresa finto-capitalista, tanto sindacato fatto di ometti e clientele…

Oltre al traffico, all’inquinamento, al rumore, al denaro pubblico versato, ai morti ammazzati, all’alienazione di una catena di montaggio sempre più opprimente e asettica di vita, questo sistema della mobilità insostenibile si mangia terra con vomito di cemento.

Ogni giorno, ogni ora, colate intere fatte di tangenziali, svincoli, parcheggi, viadotti, distributori…

Cemento, grigio, qualità della vita che si perde dietro l’illusione della libertà di viaggiare.

E mentre in Europa gran parte delle città medio grandi ripensano i propri spazi in funzione di una mobilità sostenibile, l’Italia è governata da una politica corrotta e compromessa, nella migliore delle ipotesi vecchia e senza idee, senza futuro.

Dal basso, lentamente e con forza, vengono avanti piccole perle di progettualità concrete, vere: sono le piste ciclopedonali che si allargano un passo dopo l’altro; sono scuolabus che vanno con i piedi del PIEDIBUS e BICIBUS; sono le biciclette elettriche e il car-pooling, o il car-sharing per condividere un passaggio al lavoro. Sono il taxi sociale o il bus comunale, che caricano chi ormai fatica ad uscire dalla propria casa, o dalla casa di riposo…

Sono piccole azioni di buon senso che si scontrano con una politica nazionale del tutto inadeguata, ignorante e bolsa…

Sono il futuro, che da sempre viaggia a piedi scalzi!

Vita e Morte dell'Automobile
La mobilità che viene

Prezzo € 12,00


La grande gronda

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Il Piano di spostamento casa-lavoro

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Nei mesi di luglio-agosto 2007 l’amministrazione comunale di Avigliana (TO), ha distribuito un questionario per la realizzazione del Piano di Spostamento Casa-Lavoro (PSCL) dei dipendenti con la finalità di disincentivare l’utilizzo del mezzo privato e facilitare comportamenti volti alla contrazione delle emissioni inquinanti.

Attraverso il D.M. 27 marzo 1998 (cosiddetto “Decreto Ronchi”), il Ministero dell’Ambiente ha introdotto una serie di disposizioni volte alla promozione di forme di mobilità sostenibile.

Sul sito dell’Associazione Comuni Virtuosi, nella sezione “Mobilità”, presentiamo il Piano del Comune di Avigliana, che indica le possibili soluzione efficacemente messe in atto per dare risposta al problema degli spostamenti casa-lavoro-casa, suggerendo alternative all’uso dell’auto privata, con benefici in termini di costi, tempi e flessibilità.

Un ottimo spunto da cui partire per ampliare l’iniziativa a tutti i comuni italiani.

http://www.comunivirtuosi.org

Con la scuola riparte il Piedibus!

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(Uno dei tanti esempi di Piedibus in giro per l’Italia)

Lunedì 29 settembre, alle ore 8, riparte il Piedibus a Castiglione di Cervia.

Dopo il successo dei due anni precedenti (il numero dei bambini partecipanti ha superato la cinquantina), la scuola elementare “Carducci” ha confermato anche per l’autunno 2009 l’iniziativa, grazie anche alla collaborazione dei genitori e degli insegnanti volontari che accompagneranno i bambini.

L’appuntamento è per lunedì mattina alle 8 al “capolinea”, stabilito all’inizio della pista ciclopedonale che dal cimitero arriva in centro.

Il Piedibus è un autobus che va a piedi, è formato da una carovana di bambini che vanno a scuola in gruppo, accompagnati da adulti, un “autista” davanti e un “controllore” che chiude la fila.

Come un vero autobus di linea, parte da un capolinea e seguendo un percorso stabilito raccoglie passeggeri alle “fermate” predisposte lungo il cammino, rispettando l’orario prefissato.

Il Piedibus viaggia col sole e con la pioggia e ciascuno indossa indumenti ad alta visibilità. Lungo il percorso i bambini chiacchierano con i loro amici, imparano cose utili sulla sicurezza stradale e ci guadagnano un po’ di indipendenza.

Info su: www.piedibus.it

A piedi!

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(La presentazione del Millepiedibus di Schio)

Dopo la fase sperimentale dello scorso anno, il pedibus di Remanzacco (UD) ha riattivato le tre corse (gialla, rossa e blu) nel mese di gennaio 2009.

Novità di quest’anno è la realizzazione di una zona a traffico limitato, lungo le vie adiacenti la scuola primaria “E. DE AMICIS”, per consentire ai bambini, genitori ed accompagnatori un arrivo e una partenza da scuola in assoluta sicurezza.

Oltre 90 sono i “passeggeri” e più di 15 sono gli “autisticontrollori” che ogni venerdì percorrono le vie del paese per accompagnare i bambini a scuola e fare ritorno a casa.

Vista la grande adesione e l’entusiasmo degli utenti, il Comitato Mobilità Scolastica del Comune ha proposto di raddoppiare le corse e così da martedì 21 aprile 2009 il pedibus presterà servizio anche nella giornata di martedì.

Lungo il percorso i bambini suonano le trombe da stadio, per segnalare il loro passaggio, e cosa non trascurabile, imparano i segnali stradali e si abituano alle regole del traffico.

Saluti e buon… pedibus a tutti!

Il progetto, di cui abbiamo parlato più volte in questi anni, è ormai attivo in centinaia di comuni italiani: comitati, gruppi di genitori, scuole, istituzioni, negozianti, vigili urbani… Tanti “attori sociali” di comunità che si mettono in gioco ogni giorno nella sperimentazione di un progetto semplice, concreto ed efficace. Una buona notizia, vera, da imitare subito!

Sì, viaggiare!

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Un’auto con un’unica persona a bordo, è una delle caratteristiche della mobilità attuale; è una delle maggiori cause di congestione, inquinamento, sprechi e rischi.

Formare un “pool” significa associarsi per uno scopo; fanno car-poling le persone che si accordano per viaggiare insieme con l’auto di uno di loro. Il car-pooling presuppone la condivisione, in tutto o in parte, di un medesimo tragitto e degli stessi orari. Il car-pooling concorre a ridurre il numero di auto circolanti, fa risparmiare sia economicamente che a livello ambientale, favorisce la socialità, abitua le persone a conciliare le proprie esigenze con quelle degli altri.

Si tratta di una forma di mobilità dalle grandi potenzialità, che l’esperienza dimostra non diffondersi spontaneamente. E’ necessario superare ostacoli di varia natura: in primo luogo di tipo psicologico, organizzativo, economico, rendendo percepibili i vantaggi e attivando appositi servizi di supporto.

Per fare ciò è necessaria un’azione coordinata tra più soggetti istituzionali quali Province e Comuni. Tra giugno 2007 e dicembre 2008 la Provincia e Comune di Bergamo insieme ad ACI Bergamo, hanno deciso di promuovere e sostenere un progetto in via sperimentale, messo a punto e gestito dalla cooperativa sociale La Ringhiera, mettendo a disposizione di tutti coloro che erano interessati un adeguato supporto organizzativo. L’obiettivo era mettere a fuoco, insieme, punti di forza e di debolezza di questo sistema, per capire a che condizioni la sua pratica poteva essere diffusa.

Il collegamento tra i partecipanti è stato assicurato da un apposito sito web, da comunicazioni via e-mail e da un call-center. L’iscrizione al sito era gratuita e vi era la possibilità di esprimere giudizi e consigli attraverso una parte dedicata del sito web da parte dei volontari coinvolti.

Uno dei punti fondamentali della sperimentazione ha riguardato le modalità di iscrizione: l’accesso al sito web era libero ma diventava “operativo” solo dopo il colloquio con l’animatore. Il colloquio serviva ad approfondire preferenze ed esigenze particolari degli iscritti, registrare i percorsi di viaggio, i paesi interessati nel percorso e le condizioni particolari dell’auto (manutenzione auto, regolarità dell’assicurazione, regolarità della patente e dati anagrafici degli iscritti).

Nell’ambito della sperimentazione, è stato effettuato un particolare monitoraggio su 3 equipaggi, complessivamente 10 persone, tra il 10 dicembre 2007 ed il 29 febbraio 2008. Per ogni viaggio, nell’arco dei due mesi, e per ogni partecipante, sono stati rilevati i dati quantitativi. L’attività dei tre equipaggi in car pooling in esame, da dicembre a febbraio, ha consentito: di effettuare 167 viaggi, invece dei 431 necessari se ogni utente avesse viaggiato con la propria auto, riducendo del 61% il numero di auto in circolazione nel periodo considerato; di percorrere con le auto 5.417 chilometri anziché 11.466, necessari se ognuno dei partecipanti avesse viaggiato da solo, con un risparmio complessivo pari a 6.048 km corrispondenti al 53%; i componenti dell’equipaggio hanno potuto conseguire un risparmio teorico compreso tra i € 1778 e € 2775, in un anno corrispondente a 231 giorni lavorativi, gli importi sono stati calcolati sulla base dei costi ACI dell’auto utilizzata (70% del loro importo); di risparmiare l’immissione nell’atmosfera di 4140,48 kg di CO2 in un anno per ciascun equipaggio.

Terminata la sperimentazione a Bergamo il car-pooling, grazie ad un progetto presentato e successivamente finanziamento dalla Fondazione Cariplo proseguirà, coinvolgendo oltre alla Provincia e Comune di Bergamo, anche il Comune di Brescia e la Provincia di Milano: ente capofila La Ringhiera cooperativa sociale di Albino.

Il futuro dei trasporti

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Trasporti

di MICHELE DOTTI

I trasporti come noi ora li conosciamo hanno i giorni contati.

Sono fondati infatti, essenzialmente, sull’utilizzo di combustibili fossili sia per la trazione su terra, che in mare e in cielo.

Una profonda revisione si impone, dunque, non solo per conservare l’attuale livello, ma soprattutto in vista di una progressiva estensione di possibilità ad un numero sempre crescente di persone, soprattutto in Asia, ma anche in Africa ed in America Latina.

Occorre chiedersi certamente come soddisfare questi bisogni in un modo sostenibile per l’ambiente, per le generazioni future e che non crei le condizioni per tensioni e conflitti futuri.
Vanno in questa direzione molte interessanti scelte di mobilità sostenibile, così come tutte le ricerche tecnologiche per le auto elettriche, ad idrogeno, ad aria compressa e per i loro equivalenti in cielo e per mare.

E occorre certamente sottolineare con soddisfazione il boom nell’utilizzo della bicicletta: nel nostro paese la quota di chi fa un uso frequente della bici risulta praticamente raddoppiata dal 2002 al 2007 e quasi quadruplicata se consideriamo il periodo 2004-2007.

Negli ultimi anni inoltre si sta sviluppando una riflessione sempre più attenta e consapevole sulla necessità di ridurre le distanze, consumare locale, andare speditamente verso i “km zero”, riducendo gli assurdi sprechi insiti in un sistema di controllo degli scambi commerciali centralizzato, che produce traffico, inquinamento e incidenti, senza alcun beneficio per la nostra qualità di vita.

Fortunatamente crescono ad un ritmo incredibile anche nel nostro paese le esperienze che vanno in questa direzione, dai gruppi di acquisto solidale, all’autoproduzione di molti beni, fino ai supermercati che evidenziano i “prodotti a km zero”.

Scelte responsabili, semplici ed efficaci, orientate al benessere e alla felicità, più che alla crescita della ricchezza o alla produzione di oggetti… e al loro trasporto.

micheledotti.myblog.it

Pendolaria

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Alla stazione...

Terza edizione per la campagna che difende il diritto alla mobilità dei cittadini pendolari: nuovi treni, più numerosi e puntuali, carrozze più pulite e non sovraffollate, servizi migliori nelle stazioni, maggiori informazioni ai viaggiatori, collegamenti e tariffe che ottimizzino gli spostamenti quotidiani riducendo il bisogno del mezzo privato.

Quasi un quarto della popolazione italiana è pendolare: oltre 13 milioni di cittadini, secondo il Censis, si spostano quotidianamente dal proprio comune di residenza per raggiungere i posti di lavoro, le scuole, le università. Il problema è che solo 2 milioni di questi viaggiano in treno, mentre in 7 su dieci usano l’auto privata per il tragitto casa/scuola/lavoro.

Gli spostamenti quotidiani sono per molti un incubo, una corsa ad ostacoli in una nuvola di smog! Eppure metà delle persone intervistate si dichiara disposto a utilizzare i mezzi pubblici se solo ce ne fosse la possibilità e fosse garantita la qualità del servizio.

La domanda di trasporto pendolare è aumentata, è arrivato il momento di dare una risposta! L’appello chiede che il trasporto pendolare diventi una priorità nell’agenda politica nazionale perchè un sistema di mobilità locale efficiente e moderno, un trasporto pendolare competitivo in termini di tempi e frequenza vogliono dire meno auto private, meno smog e traffico, città più sane e vivibili.

“Non ci accontentiamo delle briciole destinate da Governo e Regioni al trasporto ferroviario locale penalizzato dai mega investimenti previsti per le grandi opere: la necessità di migliorare la qualità dell’aria in città e di tutelare la salute dei cittadini non può prescindere dal rinnovamento e potenziamento del trasporto pendolare.”

Per informazioni e per sottoscrivere l’appello:
www.legambiente.eu

Il tempo è denaro

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Il treno che non c'è

L’amministratore delegato delle Ferrovie di Stato Mauro Moretti è certamente in possesso di uno spiccato senso dell’umorismo, commisto ad una fervida fantasia.

Entrambe le qualità traspaiono con chiarezza dall’annuncio dello stesso Moretti che ha prospettato per il prossimo14 dicembre un aumento, ancora non quantificato, delle tariffe dei treni ad alta velocità.

Senza l’ausilio di molto umorismo ed altrettanta fantasia, certo Moretti non avrebbe infatti potuto annunciare l’aumento della tariffa di un servizio che nella realtà dei fatti in Italia oggi praticamente non esiste e con tutta probabilità continuerà a non esistere ancora per alcuni anni.

Il servizio dell’alta velocità, in Italia attualmente contempla infatti esclusivamente due tratte, quella fra Settimo Torinese e Novara di appena 85 km e quella fra Roma e Gricignano di circa 190 km. I treni accreditati nominalmente come ad alta velocità, che saranno oggetto dei rincari, coprono in realtà il tragitto Torino – Milano con tempi di percorrenza in tutto e per tutto simili a quelli dei convogli tradizionali. Questo poiché non è ancora stata ultimata la costruzione dei nodi di Torino e Milano e conseguentemente “l’alta velocità” può essere sfruttata solamente lungo una parte del già brevissimo percorso, senza che per forza di cose essa produca alcun vantaggio significativo in termini di abbreviazione del viaggio.

Il normale Eurostar delle 7,15 copre infatti la tratta fra Torino e Milano in 1h e 25 minuti al prezzo di 19 euro, praticamente lo stesso tempo del convoglio ad Alta Velocità delle 7,55 che impiega 1h e 22 minuti al costo attuale di 21,90 euro.

Il servizio solamente virtualmente ad alta velocità, altrettanto virtuale lo è anche per quanto riguarda la frequenza, dal momento che nell’arco delle 24 ore da Torino partono soltanto 4 convogli AV, sicuramente troppo pochi perché si possa parlare di un servizio vero e proprio.

La situazione non risulta essere molto differente neppure fra Napoli e Roma, dove la frequenza dei treni (14 nell’arco delle 24 ore) e la maggior lunghezza del tragitto che consente comunque ai convogli AV di risparmiare 26 minuti rispetto al normale Eurostar, essendo già stato completato il nodo di Roma e mancando solo quello di Napoli, garantiscono almeno la parvenza che esista qualcosa di simile ad un servizio ferroviario ad alta velocità.

Servizio che già adesso, prima dei rincari, costa 36, 10 euro contro i 26,70 dell’Eurostar, facendo si che i 26 minuti risparmiati vengano a costare quasi 10 euro, evidentemente ancora troppo poco per chi amministra le Ferrovie italiane e sa bene che “il tempo è denaro” avendolo imparato durante gli ultimi 17 anni che gli sono stati necessari per riuscire a costruire meno di 300 km di quasi alta velocità.

di Marco Cedolin

A scuola ci vado da solo…

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