La leggerezza di Monterotondo (RM)

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La Fontana Leggera di Piazza Berrlinguer nel Quartiere Scalo compie un Anno.

Il Comune di Monterotondo (RM) ha aderito al progetto “Riducimballi” e ha installato sul proprio territorio la Fontana Leggera: una fontanella pubblica dove poter riempire le proprie bottiglie con acqua refrigerata, liscia o gasata, e non produrre così ulteriori rifiuti.

Fino ad oggi la fontana leggera ha erogato 700 mila litri di acqua gasata e naturale, con un notevole risparmio per le famiglie sulla spesa e un contributo eccezionale alla riduzione dei rifiuti, con meno utilizzo di bottiglie di plastica

L’acqua erogata è acqua dell’acquedotto, opportunamente filtrata, refrigerata e gasata per offrire un prodotto sempre controllato e di sicuro gradimento per i cittadini, soprattutto in vista dell’estate!

“In un anno di vita la fontana di Piazza Berrlinguer ha erogato 700 mila litri di acqua. In in due mesi la seconda fontana ha erogato 100 mila di acqua. Le Fontane leggere vogliono essere un nostro piccolo contributo – dichiara l’assessore all’Ambiente e Lavori Pubblici Luigi Cavalli – contro il carovita e la riduzione dei rifiuti. I risultati ottenuti ci confortano, poi altra cosa importante è che la manutenzione degli impianti viene realizzata attraverso l’utilizzo dell’entrate del Conto Energia, prodotte dai nostri impianti fotovoltaici installati sulle scuole.

Oltre all’acqua da qualche tempo abbiamo installato anche impianti per il latte alla spina, che già hanno erogato diversi migliaia di litri. A breve partiranno anche altri interventi per la riduzione dei rifiuti; pannolini lavabili, utilizzo di buste per la spesa in cotone, tutto questo può permettere al nostro comune di essere all’avanguardia nella difesa e salvaguardia dell’Ambiente. Tutti i progetti avviati sono stati resi possibili dalla collaborazione con Ecologos e Regione Lazio”.

«Il successo dei distributori d’acqua e latte alla spina – afferma il sindaco Alessandri – rappresentano da un lato un forte incentivo a proseguire nell’azione volta al taglio della produzione di rifiuti, dello spreco d’energia e dell’emissione di anidride carbonica, dall’altro la conferma che è possibile promuovere un diverso approccio nei confronti della filosofia del consumo e dell’acquisto, basato non sulla limitazione ma sul conseguimento di una convenienza oggettiva, di segno economico oltre che ambientale».

L’Amministrazione comunale di Monterotondo sempre di più si sta caratterizzando come un Comune “virtuoso” in diversi settori: Energia, Riduzione dei Rifiuti e Mobilità Sostenibile, interventi che hanno il plauso ed il consenso dei cittadini ed i risultati sono lì a confermarlo.

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Nuovi stili di vita nelle pubbliche amministrazioni

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Mettete pannelli nei vostri tetti…

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Il Comune di Colorno (PR) ha pubblicato oggi, sul sito istituzionale, l’avviso per la “Selezione del soggetto privato cui affidare la realizzazione del progetto fotovoltaico sulle coperture di edifici comunali”.

La legge n. 10 del 9 gennaio 1991 stabilisce all’art. 26 comma 7 che “negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico è fatto obbligo di soddisfare il fabbisogno energetico degli stessi favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia o assimilate salvo impedimenti di natura tecnica od economica” e all’art. 1 comma 4 che “l’utilizzazione delle fonti di energia di cui al comma 3 è considerata di pubblico interesse e di pubblica utilità e le opere relative sono equiparate alle opere dichiarate indifferibili e urgenti ai fini dell’applicazione delle leggi sulle opere pubbliche”.

L’Amministrazione comunale intende quindi individuare il soggetto privato che, utilizzando le coperture degli edifici di proprietà inclusi nell’allegata scheda tecnica, installi gli impianti fotovoltaici più idonei a soddisfare le aspettative e gli obiettivi della parte pubblica, consistenti in:
· valorizzare un patrimonio pubblico oggi non utilizzato;
· contribuire alla soluzione di problemi energetici e ambientali;
· produrre energia elettrica da fonti rinnovabili;

e raggiungere tali obbiettivi:
· senza impegnare risorse comunali in alcun investimento (operazione a costo zero);
· senza assumere i rischi tecnici e finanziari collegati all’operazione;
· prevedendo, a valore zero per il Comune, il trasferimento della proprietà di tutte le installazioni al termine del contratto, ovvero non dover assumere costi aggiuntivi per la loro dismissione.

Il finanziamento dell’operazione avverrà mediante la valorizzazione dell’energia elettrica prodotta secondo i meccanismi insiti nel D.M. 19/02/2007 (conto energia).

A seguito di uno studio affidato al Polo Tecnologico per l’Energia di Trento, sono stati individuati 7 siti (3 parcheggi pubblici e 4 edifici: 2 plessi scolastici, la sede municipale e il cimitero) ove verranno installati altrettanti impianti fotovoltaici che consentiranno di abbattere i consumi energetici, produrre energia da fonti rinnovabili, consentendo al contempo un risparmio economico senza stanziare alcun fondo da parte del Comune per la realizzazione degli impianti stessi.

Le ditte interessate hanno tempo fino al 3 giugno per manifestare il proprio interesse.

Un altro importante tassello per un comune che si sforza da tempo per essere ogni giorno più virtuoso!

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Pubbliche energie a Ponte nelle Alpi (BL)

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PubblichEnergie è un progetto promosso dai Comuni di Ponte nelle Alpi, Mel, Trichiana, Lentiai, Alano di Piave, con il Patrocinio delle Comunità Montane Belluno – Ponte nelle Alpi e Valbelluna.

PubblichEnergie offre un aiuto concreto ai cittadini informandoli sugli incentivi economici e sugli sgravi fiscali per interventi sulla casa che procurano guadagni, risparmi, incremento di valore dell’immobile e maggior benessere abitativo.

E’ attivo uno sportello informativo settimanale in ognuno dei cinque Comuni, un numero cui rivolgersi per informazioni telefoniche, una serie di serate informative in tutto il bellunese.

L’accesso al servizio è consentito anche a cittadini non residenti nei cinque Comuni promotori.

 Al progetto ha aderito anche il Comune di Caerano San Marco (TV) dove dal 27 marzo, è attivo uno sportello informativo settimanale.

PubblichEnergie non pesa sulle tasche dei cittadini perché si finanzia con una piccola parte dei risparmi resi possibili dagli acquisti collettivi dei cittadini aderenti.

La prima misura del progetto sarà incentrata sul FOTOVOLTAICO perché fino al 31/12/2010 sono vigenti condizioni particolarmente convenineti per l’incentivo statale “Conto Energia”.

PubblichEnergie ha promosso un “Gruppo di Acquisto Solidale” per il fotovoltaico.
 Dal 20 marzo al 6 aprile 2010 è stato in diffusione il CAPITOLATO informale di gara per il Gruppo di Acquisto Solidale Fotovoltaico 2010.

Gli aderenti al GAS hanno vagliato le offerte e in questa fase stanno scegliendo quelle preselezionate. Tutte le informazioni del progetto e le news sugli sviluppi le trovi qui: www.pubblichenergie.info – info@pubblichenergie.it

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I saperi dei nostri avi

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di Giulia Cerino

Raccogliere la pioggia in grandi cisterne, costruire tetti verdi per sostituire i condizionatori d’aria o edificare abitazioni con pareti che non solo captano l’acqua ma la restituiscono. Depurata.

Oppure vivere in una casa ristrutturata con le malte tradizionali invece che con il cemento, per dimezzare le emissioni di gas serra e la bolletta elettrica degli appartamenti moderni.

L’edificio diverrebbe coibentato e l’isolamento varrebbe almeno 5 gradi sia d’inverno che d’estate. Risultato, un risparmio di oltre 2 tonnellate di anidride carbonica per ogni casa.

E ancora. Coltivare le zone aride utilizzando reti di gallerie orizzontali per l’irrigazione, come si faceva in Cina o nel Sahara o nella Puglia di 6000 anni fa. Si eviterebbe lo spreco di 300 metri cubi di acqua per ettaro al giorno e riusciremmo a tagliare anche 13 tonnellate di anidride carbonica all’anno sullo stesso ettaro di campo. Basta poco per conseguire questi risultati.

Nessuna tecnologia d’avanguardia quanto piuttosto uno sguardo al passato: alle tecniche “green” usate dai nostri avi.

Tecniche tradizionali che risalgono alla preistoria possono oggi essere riproposte come pratiche ottimali per la rigenerazione dei suoli, il risparmio idrico e la lotta alla disertificazione.

Le storiche “invenzioni” per risparmiare energia ed emissioni sono tantissime. Ma sono in pericolo. Rischiano di essere dimenticate da governi, amministrazioni e cittadini. Ecco perché è necessario raccoglierle e classificarle in un’unica banca dati.

E’ da questa convinzione che nasce l’Istituto per le conoscenze tradizionali (Itki), una grande Banca della Terra che mette a disposizione di governi, amministrazioni pubbliche e cittadini 700 grandi famiglie di tecniche “salva-ambiente” sopravvissute allo scorrere del tempo.

Un progetto dell’Unesco nato dalla partecipazione della società Ipogea, del sindaco di Bagni a Ripoli dove sorgerà il Centro, della provincia di Firenze, e di una una folta delegazione di sindaci e amministratori dell’area e tanti altri.

“E’ sorto tutto dai sassi di Matera, una città troglodita che ha avuto un grande successo – spiega Pietro Laureano, uno dei consulenti dell’Unesco – da lì, dopo molti sopralluoghi ci siamo chiesti: ‘Perché non dare vita a un centro internazionale’? Ed ecco qui. Si tratta – conclude Laureano – di un patrimonio immateriale trasmesso di generazione in generazione. Saperi del passato di grande utilità nel presente. Riadattabili ai tempi moderni attraverso un uso innovativo del sapere”.

Per dare vita, già da quest’anno, alla terza rivoluzione industriale della green economy. Ecco dunque alcune delle tecniche tradizionali classificate per “tema e mestiere”.

Agricoltura. I fossati drenanti vennero realizzati per la prima volta dalle popolazioni neolitiche. Trincee a mezza luna che drenano l’acqua e fungono da abbeveratoi. Grazie al loro impiego, l’acqua atmosferica nelle caverne o tramite muretti di pietre calcaree si condensa. Ecco uno dei modi “tradizionali” per produrre acqua in condizioni di aridità.

E ancora. Le gallerie drenanti, sistemi basati sulla gravità, permettono di irrigare i terreni senza l’uso di energia. E nella Banca della Terra è custodito anche qualche “segreto” antico contro la lotta all’erosione: l’inerbamento e la semina sul duro. Lasciamo crescere l’erba sotto i frutteti e seminiamo grano sul terreno non arato. I nostri avi insegnano: le frane diminuiranno e il terreno ne gioverà.

Architettura. Il tetto giardino a Tokyo è ormai legge. Sono 576 i grattacieli “verdi”. Così come anche a New York e in molte città del Nord Europa. Reminiscenza dei giardini pensili di Babilonia, mantengono una situazione climatica ottimale nelle abitazioni e permettono il risparmio energetico oltre a costituire spaziosi terrazzi pensili.

Il risparmio elettrico è immediato. Mentre l’acqua piovana assorbita dalle piante può essere riutilizzata per uso sanitario. Nel campo del riciclaggio dei rifiuti, poi, la storia insegna che funzionano bene i mini composter collocabili nei giardini o in aree comuni del quartiere, capaci di assorbire i rifiuti organici e fornire direttamente humus per la terra.

Paesaggio. Formaggi, affettati, olio e vino. La produzione tipica alimentare, le pratiche di lavorazione e le capacità artigianali sono le basi su cui si fonda la tutela della qualità del paesaggio.

I sistemi di produzione antica sono possibili grazie al mantenimento delle tecniche tradizionali di organizzazione dei suoli: come nel Vallese dove è ancora in uso il sistema di prese d’acqua dalle sorgenti dei ruscelli e dai ghiacciai. O come nella Loira dove la tecnica tradizionale delle abitazioni troglodite è mantenuta per preservare le terre dove si coltivano vini di qualità.

Sono tanti gli “strumenti” antichi per risparmiare energia e ridurre le emissioni nocive. Tanti e in pericolo perché, spesso, governi, cittadini e amministrazioni locali dimenticano la loro esistenza. Ecco allora che interviene la Banca della Terra. Per riaprire quel grande archivio di milioni di saperi antichi ma attuali.

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Avigliana (TO) e il suo Piano per l’Energia sostenibile

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Alla presenza del Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, del Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e del Commissario Europeo per l’Energia, Günter Oettinger, si svolge oggi a Bruxelles la Cerimonia del Patto dei Sindaci.

Appuntamento annuale a sostegno del ruolo dei governi locali nella lotta al cambiamento climatico. Nel programma ufficiale sono presenti anche il Primo Ministro spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, presidente di turno dell’Unione Europea e alcuni Sindaci europei, tra i quali Gianni Alemanno, Sindaco di Roma.

Alla Cerimonia sono stati invitati tutti i Sindaci europei che hanno aderito formalmente al Patto dei Sindaci nel corso dell’ultimo anno, nello specifico tra il 10 Febbraio 2009 e il 12 Aprile 2010. Dopo l’adesione formale, avvenuta in Italia attraverso l’approvazione di un’apposita delibera del Consiglio Comunale, si invitano i Sindaci a firmare simbolicamente il Patto alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni europee.

Il Patto dei Sindaci é la principale iniziativa europea che coinvolge le città nel perseguimento degli obiettivi comunitari fissati per il 2020, al fine di migliorare in maniera significativa l’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili a livello locale, ove le politiche e misure inerenti alcuni settori chiave, come i trasporti e l’edilizia, risultano più importanti.

Le città che aderiscono al Patto dei Sindaci dovranno adottare uno specifico Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) – o SEAP, Sustainable Energy Action Plan – finalizzato a sostenere proprio gli obiettivi fissati dall’Unione Europea. In particolare, il principale obiettivo consiste nella riduzione di almeno il 20% delle emissioni di CO2 attraverso una maggiore efficienza energetica, un maggior ricorso alle fonti di energia rinnovabile e ad appropriate azioni di promozione e comunicazione.

Le azioni attuate nelle città ed inserite nell’ambito dei PAES, potranno dare un notevole contributo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti fissati a livello comunitario per il 2020.
Inoltre, le città sono il primo punto di contatto tra i cittadini e l’amministrazione pubblica. Il loro ruolo nelle attività di comunicazione ed informazione è cruciale e spesso più efficace delle iniziative a livello europeo, nazionale o regionale. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, focal point per l’attuazione della campagna Energia Sostenibile per l’Europa (Sustainable Energy Europe – SEE) in Italia, nell’ambito della quale si situa il Patto dei Sindaci, sta coordinando le azioni a livello nazionale al fine di sostenere e coinvolgere sempre più città nell’iniziativa.

Sono oltre 1.600 le città europee che fino ad ora hanno aderito formalmente al Patto dei Sindaci. Circa 400 quelle italiane e, di queste, una numerosa rappresentanza (circa 200) di quelle che hanno aderito nel corso dell’ultimo anno sono presenti alla Cerimonia di oggi.

Questo risultato, estremamente positivo, è stato possibile raggiungerlo soprattutto grazie alla consapevolezza già diffusa in alcune nostre città, all’azione di promozione portata avanti dal Ministero in collaborazione con le stesse città e all’azione delle prime Strutture di Supporto già operanti nel nostro Paese (15 al momento, per lo più Province) che, in sinergia con l’azione della Commissione Europea e del Ministero dell’Ambiente, promuovono il Patto dei Sindaci su scala territoriale.

L’anno 2009 è stato eccezionale per il consolidamento del Patto dei Sindaci nel nostro Paese: oltre 400 città, dal nord al sud dell’Italia, hanno già preso un impegno formale per rispettare gli obiettivi del Patto e il 2010 sarà l’anno nel quale i primi Piani di Azione vedranno la luce inserendo le città tra gli attori principali per la riduzione delle emissioni di gas serra. Il 28 Aprile 2010, il Comune di Avigliana (To), primo in Italia, ha approvato in Consiglio Comunale il proprio Piano di Azione per l’Energia Sostenibile.

Sul sito http://www.campagnaseeitalia.it/il-patto-dei-sindaci la lista completa delle città che hanno aderito ad oggi al Patto dei Sindaci, suddivisa a livello regionale, e, in allegato, la lista delle Strutture di Supporto attualmente operanti in Italia.

Le sfide ambientali nelle regioni italiane

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Solare collettivo!

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(L’esperienza del Comune di Provaglio d’Iseo – BS)

Il progetto “Solare in multiproprietà”, promosso da GASenergia presso il Comune di Castelleone (CR), è ormai entrato nella sua fase operativa: lo scorso venerdì 12 marzo, infatti, il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la delibera relativa al progetto per l’impianto fotovoltaico collettivo da realizzarsi sulla palestra comunale “Il Dosso”.

Intanto, grazie al largo consenso registrato presso i singoli cittadini che hanno prenotato una o più quote dell’impianto, è stata ampiamente raggiunta la necessaria copertura economica al progetto: hanno aderito 64 cittadini per un totale di 369 quote, ben al di sopra di ogni aspettativa. Si è resa quindi necessaria l’individuazione di una seconda palestra per poter installare tutti i moduli fotovoltaici previsti.

Oltre ai residenti del Comune, partecipano al progetto anche numerose persone dei GAS lombardi e di altre regioni associati in GASenergia.

Il gruppo di lavoro incaricato, costituito ricercando le necessarie competenze e professionalità e grazie al determinante contributo dell’associazione GASenergia, si sta ora occupando delle fasi esecutive per la realizzazione dell’opera.

Giornata fondamentale in questo percorso sarà il prossimo 25 aprile, quando verrà formalmente costituita, con atto notarile alla presenza dei 64 soci, la società “Dosso Energia”.

I futuri soci, che finanzieranno e gestiranno l’impianto fotovoltaico, riceveranno in modo proporzionale parte del flusso economico generato dall’energia prodotta grazie agli incentivi previsti dal Conto Energia e produrranno così in modo collettivo e condiviso energia elettrica da fonte rinnovabile.

E’ la prima esperienza del genere in Italia e l’unica ad aver trovato la soluzione di una società partecipata di cittadini.

È stato nel frattempo predisposto un portale informativo, presso il quale trovare tutte le informazioni sul progetto, le caratteristiche tecniche così come le presentazioni dell’opera: il sito è disponibile all’indirizzo www.dossoenergia.it. Email gasenergia.fotovoltaico@gmail.com

Vigili abbronzati…!

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Il Comune di Avigliana (TO) ha recentemente inaugurato un nuovo impianto fotovoltaico sul tetto della sede della locale stazione di Polizia Municipale (nelle immagini, n.d.r.).

E’ il terzo impianto del genere collocato su edifici pubblici, a dimostrazione di quanto gli enti locali possano contribuire in modo significativo come buon esempio e concretamente nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nella promozione di nuovi stili di vita.

E’ sempre di questi giorni l’inaugurazione del distributore di latte crudo alla spina, che anticipa la “casa dell’acqua” che verrà aperta entro la prossima primavera e che erogherà l’acqua del sindaco.

Altri due progetti che si inseriscono in un lungo elenco di iniziative di buon senso promosse dal comune piemontese ormai da qualche anno, a favore dell’ambiente e della qualità della vita della comunità locale.

Il Comune di Avigliana, lo ricordiamo, fu il comune vincitore della prima edizione del Premio Comuni a 5 stelle, insieme al Comune di Mezzago (MI), entrambi successivamente divenuti soci.

L’Italia ha il vento in poppa

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Di Antonio Cianciullo – Repubblica.it

L’Italia ha il vento in poppa. Nel 2009 sono stati installati 1.100 megawatt di eolico, il record assoluto finora raggiunto dal nostro paese e una potenza equivalente a quella di una centrale nucleare.

L’insieme delle fattorie del vento vale ormai 4850 megawatt grazie a una crescita annua che ha superato il 30 per cento, nonostante la crisi finanziaria che si è fatta sentire in modo pesante per tutto il 2009.

Il contributo del vento è importante anche in termini di produzione elettrica (che non coincide con la potenza installata a causa dell’incostanza dell’alimentazione): dalle pale eoliche nel 2009 sono usciti 6,7 miliardi di chilowattora, equivalenti al 2,1 per cento del consumo interno lordo.

Per arrivare al livello della Danimarca, dove un quinto dell’elettricità viene dal vento, c’è ancora molta strada da fare, ma il trend degli ultimi anni segna una crescita costante nonostante i ritardi burocratici che hanno impedito il completamento del quadro normativo del settore (linee guida e adeguamento delle infrastrutture energetiche, autorizzazione unica, ripartizione dell’obbligo tra le Regioni) alimentando – a causa della mancanza di precise indicazioni metodologiche – le proteste determinate da alcuni casi di scelte sbagliate sulla localizzazione e sulle modalità di realizzazione degli impianti.

L’Italia rimane comunque il terzo paese in Europa e il sesto nel mondo nel campo dell’eolico e il dato risulta particolarmente interessante in vista degli sviluppi annunciati dalle principali economie del mondo.

Negli Stati Uniti il 2009 ha segnato una volata eolica pari a 8 mila megawatt. La Cina punta a imbrigliare il vento per ricavarne 30 mila megawatt nell’anno in corso che cresceranno fino ad arrivare a 100 mila megawatt nel 2020.

Dalla crisi in corso si profila un’uscita legata all’efficienza energetica, al rilancio delle rinnovabili e al complesso della green economy. Basta osservare la crescita di interesse nei confronti di questo settore che si è registrata anche nel sindacato, per capire che sull’economia verde si gioca buona parte delle nostre possibilità di far ripartire il mercato del lavoro.

Il 75% degli italiani contro il nucleare!

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Tre italiani su quattro non vogliono nemmeno prendere in considerazione l’idea di una centrale nucleare nella propria provincia. E il 72 per cento non crede che le attuali tecnologie nucleari garantiscano elevati standard di sicurezza.

E’ il verdetto che esce dall’indagine sulla democrazia energetica condotta dall’Istituto Format per conto di Somedia su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (sono state effettuate 1.000 interviste con il sistema Cati dal 14 al 17 settembre 2009).

L’atomo esce bocciato in modo netto, nonostante il lungo pressing del governo che ha aperto all’industria francese del settore, in forte difficoltà di bilancio e alle prese con l’aspro contenzioso giudiziario per l’impianto di nuova generazione che sta subendo un rinvio dopo l’altro in Finlandia.

Che il nucleare non piaccia agli italiani del resto sembra essere una conclusione alla quale è arrivato anche Palazzo Chigi: il governo ha deciso di rinviare la definizione dei siti per le quattro centrali che intende costruire a un periodo successivo alle elezioni regionali di primavera. Ma come produrre l’energia che sarà comunque necessaria, anche spingendo al massimo sulla leva dell’efficienza?

Ecco l’indice di gradimento sulle rinnovabili che emerge dall’indagine di Format diffusa oggi al convegno Energetica, organizzato da Somedia. Al primo posto c’è il solare fotovoltaico con il 48,6 per cento. Al secondo l’eolico con il 25,9 per cento. Al terzo il solare termico con il 17,3 per cento. Poi vengono le biomasse (2,6 per cento), le onde marine (3,3 per cento), la geotermia (1,3 per cento), il mini idroelettrico (1,0 per cento).

Il livello di conoscenza delle fonti di energia rinnovabili non è risultato molto alto. Ha affermato di conoscere “molto bene” l’energia solare fotovoltaica il 26,4% del campione, l’energia solare termica il 17,1 per cento, l’energia eolica il 26,6 per cento, l’energia da biomasse il 12,3 per cento, l’energia dalle onde del mare il 7,5 per cento, la geotermia il 10,8 per cento ed il mini-idroelettrico il 6,3 per cento.

Monaco verde

Author: admin  |  Category: Risparmio energetico

No al nucleare, no al carbone: siamo una metropoli tra le più moderne del mondo, vogliamo diventare una metropoli che usa e consuma solo energia ecologica, da fonti rinnovabili: eolica, solare, idroelettrica. La scelta è di Monaco di Baviera, la postmoderna, iperindustriale e ricchissima capitale bavarese. La quale ha deciso di approfittare del prossimo addio al nucleare per convertire a fondo la copertura del suo fabbisogno d’energia: prima, cioè dal 2015, la totalità delle utenze private, poi dieci anni più tardi, dal 2025, anche quelle industriali e commerciali dovranno ricevere dall’azienda dell’energia elettrica cittadina, la Stadtwerke Muenchen (SWM) soltanto energia ecologica.

E’ una scommessa nuova, probabilmente una novità in assoluto a livello mondiale: già esistono in Europa e altrove sulla Terra moltissimi villaggi e cittadine che usano solo energia ecologica e rinnovabile. Ma Monaco è una città di oltre un milione di abitanti nel cuore del vecchio continente, una metropoli prospera e pulsante, una locomotiva economica e finanziaria della Ue: ospita le case madri di aziende global player come Bmw o Siemens, come European Aerospace Eads o il colosso assicurativo Allianz, solo per citarne alcune.

La Baviera, si sa, è uno degli Stati più conservatori della Germania, governato dalla Csu, unione cristianosociale, partito fratello locale della Cdu di Angela Merkel. Ma nel bastione cristianoconservatore la capitale Monaco è un’eccezione: la guida da anni il popolare borgomastro (sindaco) socialdemocratico (Spd) Christian Ude, alla testa di una giunta composta dal suo partito e dai Verdi. Ed è stata la giunta a lanciare il programma di riconversione totale della produzione di energia cittadina.

SWM è l’unica azienda produttrice di elettricità a dimensione cittadina e non regionale o nazionale che in Germania sia rimasta proprietà del comune: le altre sono state privatizzate. E così SWM, di cui sono clienti il 95 per cento degli abitanti della città, negli anni del boom di Monaco, è diventata il quinto produttore tedesco di energia, dopo i colossi Eon, Enwb, Vattenfall e Rwe. Siccome la centrale nucleare di Isar 2, che attualmente fornisce il 25 per cento del fabbisogno di energia della città, verrà spenta nel 2020 nel quadro del programma tedesco di addio all’atomo civile, Monaco ha fretta.

La SWM sta investendo alla grande in progetti per la produzione di energia rinnovabile ovunque: dall’Andalusia, dove finanzia al 50 per cento un’enorme centrale solare che sarà pronta nel 2011, fino a un enorme parco eolico nel Mare del Nord. Ironia della sorte: gli investimenti sono possibili grazie agli utili realizzati ancora dalla centrale nucleare.